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mercoledì 16 marzo 2016

Corso di Formazione dei Lavoratori, Udine - Istituto Stringher

Si è svolto in due giornate l’oramai tradizionale Corso di Formazione Generale e Specifica dei Lavoratori. Azioni educative di tale natura rientrano nella struttura didattica del Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF), formulato dal collegio docenti secondo la recente normativa, sotto la guida di Anna Maria Zilli, Dirigente scolastico dell’Istituto “B. Stringher” di Udine.

Mercoledì 16 e giovedì 17 marzo 2016 il geometra Massimo Zucchiatti, Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP) dell’ISIS “B. Stringher” ha formato gli allievi delle classi  3^ A Commerciale, 3^ A Tecnico Turistico, 3^ B Tecnico Turistico e 2^ B Commerciale, per un totale di circa 120 studenti, accompagnati dai loro professori. La finalità del corso è di informare i giovani sui rischi che inavvertitamente si possono correre nei disparati ambienti lavorativi e come tali rischi possano essere evitati attraverso accorgimenti e procedure semplici o complesse a seconda del loro grado di pericolosità.
Zucchiatti ha usato una dialettica tendente al coinvolgimento diretto dei ragazzi nelle tematiche trattate, oltre a una presentazione in Power Point, arricchita di filmati riportanti casi reali di incidenti accorsi in diversi ambiti lavorativi.  Ha poi spiegato come i lavoratori debbano comportarsi nei posti di lavoro e quali siano le responsabilità oggettive e legali in caso di sinistro. Con una chiara esposizione sono state sfiorate e commentate in maniera approfondita tutte le norme in materia di sicurezza dei lavoratori e quali sono le persone giuridiche e soggettive coinvolte nella realizzazione di piani e mantenimento della sicurezza  nei posti di lavoro.

Alla fine del corso, della durata di 8 ore complessive, è stato rilasciato agli studenti il certificato del suddetto Corso di Formazione Generale e Specifica dei Lavoratori – basso rischio, spendibile in tutti gli ambienti lavorativi. Questa attività riconferma ancora una volta l’impegno dell’ISIS  “Bonaldo Stringher” nella formazione continua degli allievi frequentanti, al fine di consegnarli alle sfide del mondo del lavoro preparati e consci delle proprie responsabilità.
Servizio giornalistico e fotografico di Cristiano Meneghel.
Networking di Elio Varutti

sabato 5 marzo 2016

Paolo Ferri allo Stringher di Udine, istruzione

Ribaltare la classe. Ecco la scuola dei Nativi Digitali. Il futuro è nella “flipped classroom” che vuol dire: insegnamento capovolto.
Il prof. Ferri nel laboratorio 1 dello Stringher di Udine

Rivoltare la classe come un calzino. Lo ha ripetuto anche all’Istituto “B. Stringher” di Udine, il 4 marzo 2016, il professor Paolo Ferri, docente di Didattica e Pedagogia Speciale all’Università di Milano Bicocca. La sua teoria è la “flipped classroom” (insegnamento capovolto). Con questa tecnica innovativa negli USA e all’estero stanno già operando. Pare con successo.

L’iniziativa di aggiornamento per i docenti di Udine si sviluppa nei laboratori di School Academy, un progetto curato da Stefano Moriggi, filosofo della scienza. L’esperienza di didattica innovativa è stata fortemente voluta da Anna Maria Zilli, Dirigente scolastico dello Stringher.
L’apprendimento procede per piccoli “tavoli di studio” di tre-quattro studenti ciascuno. Ogni tavolo può essere dotato di strumentazione a tecnologia avanzata (computer, tablet, Lim, smartphone), ma anche il vecchio e classico libro non è da buttar via.    
Paolo Maria Ferri è anche Direttore del Laboratorio Informatico di Sperimentazione pedagogica (LISP) dell'Università di Milano Bicocca, nonché membro del Consiglio di Amministrazione e Docente dell'Università telematica Pubblica IUL e Direttore dell'Osservatorio Nuovi Media dell'Università degli Studi Milano Bicocca.

Talvolta il lessico didattico e il pensiero pedagogico di Paolo Ferri, come quello di Stefano Moriggi, potrebbero evocare le lezioni di Franco Frabboni, professore emerito di Pedagogia all’Università di Bologna, ma tutta la scalata alla Babele informatica è tipica delle lezioni cattedratiche dei primi due docenti.  
Ancora Paolo Ferri mentre illustra lo schema dell'apprendimento aumentato. ovvero il PTOF d'Istituto più una situazione di cooperative learning e la situation room
Nella scuola alberghiera, commerciale e turistica di Udine ha parlato di questa nuova metodologia didattica. Come ha scritto in un suo saggio: «Una nuova metodologia si sta affermando, soprattutto negli Usa. Ma che cosa comporta impostare la propria didattica in questo modo? C'è un nuovo ruolo per tutti, docenti, studenti. E per il ministero. L'auspicio è che il nuovo ministro fissi deadline [scadenze] precise e rigorose per dare la banda larga a tutte le scuole, allocando risorse congrue per la formazione dei docenti e la ristrutturazione degli edifici scolastici».
Ma come si fa a capovolgere la classe? «La flipped classroom – sono ancora le sue parole – è un sistema che, attraverso l’uso delle tecnologie didattiche, inverte il tradizionale schema di insegnamento/apprendimento ed il conseguente rapporto docente/discente. I materiali didattici vengono caricati all’interno dell’ambiente virtuale per l’apprendimento (alcuni anni fa si chiamava piattaforma di elearning) del “gruppo classe” in forme e linguaggi  digitali anche molto differenziati».
Anna Maria Zilli, Dirigente scolastico dello Stringher di Udine. A sinistra: Carla Menis, docente di Matematica, informatica e collaboratore del preside, all'apertura della lezione magistrale di Paolo Ferri
E poi cosa succede? Il vecchio insegnante è da rottamare? La risposta è convincente. L’insegnante dovrà dirigere le operazioni di ricerca e di studio. «Per approfondire un contenuto o un tema non si utilizzano più solo testi scritti – sostiene Paolo Ferri, autore di “Nativi digitali”, Mondadori 2011 – ma anche, audio, video, simulazioni e materiali disponibili su Internet. Questi materiali possono essere approfonditi dagli studenti da soli o in gruppo “fuori dalla classe”  a casa, in biblioteca o in altri luoghi di aggregazione informale. Mentre in classe con l’insegnante i contenuti “appresi” attraverso la tecnologia diventano oggetto di  attività cooperative mirare a “mettere in movimento” le conoscenze acquisite. La classe non è più il luogo di trasmissione delle nozioni ma lo spazio di lavoro e discussione dove si impara ad utilizzarle nel confronto con i pari e con l’insegnante».
Altri momenti del corso di aggiornamento di Paolo Ferri allo Stringher di Udine
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Il servizio fotografico del presente articolo è di Elio Varutti