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martedì 5 novembre 2019

Gonars, Giorno del Ricordo 2019 con lo spettacolo ‘Magazzino 18’ di Cristicchi

Domenica 10 febbraio 2019 alle ore 17.30 in occasione del Giorno del Ricordo, a Fauglis, si è svolta la proiezione del documentario teatrale "Magazzino 18", di Simone Cristicchi.

L’evento è stato inaugurato da Marino Del Frate, sindaco del Comune di Gonars (UD), presso la sala polifunzionale del Centro Civico di Gonars, nella frazione di Fauglis, in via 4 Novembre, al civico numero 88. Ha preso la parola anche Marco Sicuro, presidente dell’Associazione Stradalta di Gonars, organizzatrice della serata aperta al pubblico.
Intervenendo per aprire il dibattito, a seguito del filmato, ha parlato il professor Elio Varutti, vicepresidente del Comitato di Udine dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), portando il saluto ufficiale della presidente del sodalizio Bruna Zuccolin. Tra gli interventi del pubblico, si è notato quello dell’ingegnere Sergio Satti, esule da Pola. Era presente anche l’assessore comunale di Gonars Maria Cristina Stradolini.
Hanno presenziato all’incontro anche alcuni soci della Federazione Italiana Dei Combattenti Alleati (FIDCA) con la loro bandiera.
Fauglis di Gonars, pubblico in sala per il Giorno del Ricordo; in prima fila: Sergio Satti, esule da Pola


Il sindaco di Gonars Marino Del Frate con l'assessore Maria Cristina Stradolini, all'inizio della manifestazione del 10 febbraio 2019

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Servizio giornalistico e di Networking a cura di Tulia Hannah Tiervo, Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Copertina: Disegno degli allievi della scuola secondaria di primo grado di Gonars per il Giorno del Ricordo 2019 inserito nella locandina dell'evento; si ringraziano studenti e insegnanti per la fattiva collaborazione. Fotografie di Elio Varutti, di Marco Sicuro e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in via Aquileia, 29 – primo piano, c/o ACLI – 33100 Udine. – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.
Elio Varutti, vicepresidente ANVGD di Udine parla al pubblico dello spettacolo Magazzino 18 di Cristicchi a Gonars il 10.2.2019

Fauglis di Gonars, 10.2.2019, poco prima dell'inizio della proiezione dello spettacolo teatrale Magazzino 18 di Simone Cristicchi; sullo sfondo, la bandiera della Federazione Italiana Dei Combattenti Alleati (FIDCA)




mercoledì 1 marzo 2017

Esuli giuliano dalmati nella Bassa friulana, conferenza a Gonars

C’era vento e pioggia, eppure una trentina di abitanti di Gonars e di Aiello del Friuli erano lì, in sala, per sentire il racconto sugli esuli istriani.
Fauglis, Centro civico - Scambio di doni tra Elio Varutti e Marino Del Frate, sindaco di Gonars, vicino a Marco Sicuro, presidente dell'Associazione Stradalta di Gonars. Fotografia di Maria Cristina Stradolini

Il 24 febbraio 2017, alle ore 20,45 presso il Centro Civico di Fauglis, in via IV Novembre, 88 a Gonars il professore Elio Varutti, componente del Consiglio Direttivo dell’ANVGD Comitato Provinciale di Udine, ha illustrato la conferenza intitolata: “Esuli nella Bassa friulana. L’esodo d’Istria, Fiume e Dalmazia e il Campo Profughi di Udine”. L’evento è stato organizzato dall’Associazione Stradalta di Gonars, presieduta da Marco Sicuro, in collaborazione con il Comune di Gonars.
C’è stato il saluto di Marino Del Frate, sindaco di Gonars, che ha voluto accennare a qualche ricordo personale: «Mi viene in mente che quando ero giovane – ha detto il sindaco - e gli adulti parlavano di profughi istriani e di foibe era tutto un bisbiglio, un parlare sottovoce, non ho mai capito se fosse per pudore o per altri motivi». Sull’importanza del Giorno del Ricordo si è trattenuta Maria Cristina Stradolini, assessore comunale alla Cultura di Gonars «anche se ne parliamo il 24 di febbraio, anziché il giorno 10 per noi è importante questo ricordo, come è stato fatto nelle nostre scuole, parlando poi di vari temi storici del Novecento, come la Shoah».
Diciamo che dopo tale evento l’icona degli esuli giuliano dalmati nella Bassa friulana è la fotografia del 1948 del maestro Renato Lupetich con una classe di scolare di Latisana, mostrata ai presenti con le dovute spiegazioni.
Il maestro Renato Lupetich con le sue scolare a Latisana, dove insegnò tra il 1948 e il 1958. Finì la sua carriera scolastica con la qualifica di direttore didattico di Palazzolo dello Stella. Collezione privata Belluno.

Renato Lupetich era nato a Fiume il 3 marzo 1900 e morì nel 1960, quando era direttore didattico a Palazzolo dello Stella, in provincia di Udine. È il racconto del figlio, Giovanni Lupetich, a precisare i fatti, come ha ricordato Varutti. Il testimone ha proseguito: «Mio padre si è laureato in Pedagogia a Urbino il 16 giugno 1955, col rettore Carlo Bo. Renato Lupetich era un “ufficiale postale”, poi legionario di D’Annunzio, come pure mio zio Nereo Lupetti. Essi sono citati in un libro di Amleto Ballarini, intitolato: Diedero Fiume alla patria. Mio padre era perito contabile e lavorava a Fiume alla Raffineria di Olii Minerali Società Anonima, costruita tra il 1882 e il 1883 (ROMSA), dopo l’esodo mio padre fece il maestro a Pertegada, a Latisana e a Gorgo di Latisana, in provincia di Udine». Varutti ha ringraziato pubblicamente il signor Giovanni Lupetich, di Belluno, che ha fornito vari documenti originali sull’esodo del babbo, il maestro Renato Lupetich.
Prima di questo racconto Varutti ha portato i saluti ai presenti dei dirigenti dell’ANVGD di Udine. Dal presidente ingegnere Silvo Cattalini, esule da Zara, molto ammalato e di Bruna Zuccolin, vice presidente dello stesso sodalizio.
Una ricerca del 2014 ha individuato gli esuli istriani ricordati dai friulani. I professori del Laboratorio di Storia dell’Istituto “B. Stringher” di Udine dal 2009 hanno iniziato un progetto dal titolo “Vivere in tempo di guerra”. L’obiettivo era di analizzare la vita nella Seconda guerra mondiale in Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con l’Archivio di Stato di Udine (Asud), con varie ricadute nel web. Una parte del progetto si sviluppò attraverso un questionario cartaceo che gli studenti sottoposero a testimoni diretti degli eventi.
Elio Varutti, Marino Del Frate e Marco Sicuro a Fauglis. Fotografia di Maria Cristina Stradolini

Una parte del questionario riguarda i profughi dell’esodo giuliano dalmata, così si è raccolto vario materiale, intitolandolo “I Profughi istriano dalmati nel ricordo dei friulani”.
In tutta l’indagine, fino al mese di febbraio 2014, sono state raccolte 59 testimonianze, delle quali 40 della provincia di Udine, 14 della città di Udine e 5 di altre realtà dell’Italia.
Col coordinamento del professor Giancarlo Martina, le allieve Irene Campagna e Agnese De Giorgi, della classe 3^ A Turistico sono state incaricate di analizzare, con l’ausilio di strumenti informatici di laboratorio, i dati raccolti per le seguenti domande: Finita la guerra sono arrivati profughi nel suo paese? Da dove venivano i profughi? Quanti erano?
Su 40 intervistati della provincia di Udine, 13 di essi hanno risposto affermativamente: hanno conosciuto gli esuli. Si ricordavano di qualche nucleo famigliare proveniente dall’Istria, Zara e Fiume o più genericamente dalle “zone di confine”. A Flambro ci si rammenta di due famiglie di Cherso. Più numerosi i profughi arrivati tra Flambro e Castions di Strada; da 50 a 100 individui. A Cervignano ci sono le case degli esuli. A San Giorgio di Nogaro c’è il Villaggio Giuliano di 30 appartamenti, con qualche loro discendente. Altre forti comunità di esuli sono presenti a Grado (GO) e a Bibione (VE).
Rassegna stampa

Dopo qualche domanda di Marco Sicuro, presidente dell’Associazione Stradalta di Gonars, è intervenuto il professor Stefano Perini per «comunicare alcuni dati sul Comune di Aiello del Friuli riguardo ai profughi italiani d’Istria, di Fiume e della Dalmazia nel 1945, c’erano 110 profughi italiani di Zara e molti altri dell’Istria nel 1946». Si è svolto, infine, un piccolo dibattito col pubblico interessato.
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RINGRAZIAMENTI 
Ringrazio sentitamente il signor Giovanni Lupetich, con padre di Fiume. Egli è nato a Udine nel 1953 ed è residente a Belluno; è stato da me intervistato al telefono il 10-14 giugno, il 7 agosto 2016, oltre ad un contatto faccia a faccia del 1° settembre 2016, verificatosi a Udine assieme a sua figlia Marianne Lupetich.

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Riferimenti sitologici
E. Varutti, Memorie italiane su Fiume, esodo 1947, articolo nel web del 2016 sul maestro Renato Lupetich di Fiume.

E. Varutti, L’esodo giuliano dalmata a Udine visto da Gli Stelliniani, articolo nel blog di Varutti sull’incontro svoltosi al liceo classico “J. Stellini” di Udine nel 2016.