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domenica 26 marzo 2017

L’ultimo libro di Liani & Cecchini, L’inconfessabile virtù

L’indifferenza nella lotta politica non paga. Al nemico bisogna dare tante legnate, in senso figurato, ma non solo. Così insegnano Mazzarino, Machiavelli, Shakespeare, Lenin e Saddam Hussein. È questo il senso delle cose nel recente libro di Giuseppe Liani e di Gian Luigi Cecchini, intitolato: “L’inconfessabile virtù. Machiavelli, Shakespeare, Mazzarino e la violenza nella lotta politica”, stampato nel 2016.
Conquistare il potere politico, conservarlo e trasmetterlo ai discendenti o ai discepoli non è cosa da poco o da principianti. È necessario avere le competenze per fare tutto ciò. Non tutti nascono assassini Doc. Il volume di Liani & Cecchini si sofferma su tale argomento. La letteratura a disposizione è piena di autori, di personaggi e di casi che studiano il fenomeno, ne analizzano le dimensioni, fissandone i parametri di comportamento… criminale. Si analizzano i concetti di “forza” (che viene reputata di genere “costruttivo”) e di violenza (che pare sempre “distruttiva”). 
Tra i paragrafi si può incappare in qualche Imperatore europeo dei secoli scorsi e in presidenti USA, oppure tra orripilanti dittatori guerrafondai e satrapi d’Oriente. Oltre a Napoleone sono citati nell’originale volume, ad esempio: Aristotele, Cesare Borgia, il sociologo Max Weber, ma pure Cicerone o Giulio Cesare.
Per stare nel nostro banale quotidiano, si pensi alle uccisioni davanti agli stadi di calcio, durante gli scontri tra le opposte tifoserie. E che dire dei piccoli omicidi familiari perpetrati per togliere di mezzo il genitore troppo impiccione o, secondo un’etica ribaltata, per entrare in possesso dell’eredità?
Illuminante, nel volume in questione, è la riflessione di Elias Canetti riportata sin dalle prime pagine, ad esempio, sull’orgoglio di aver partecipato all’azione criminale. I gravi delitti vengono intesi quasi come un rito di passaggio in chiave politica. Scrive Elias Canetti che: «Un omicidio senza pericolo, permesso, raccomandato, e spartito con molti altri è irresistibile per la maggioranza degli uomini».
Giuseppe Liani è stato giornalista alla redazione RAI di Udine. Laureato in Filosofia e Scienze Politiche all’Università di Trieste, ha condotto una serie di seminari sulla nascita dello Stato moderno per la Cattedra di Filosofia del diritto. Come professore a contratto è stato docente di Storia del giornalismo e Teoria e tecnica delle comunicazioni di massa.
Gian Luigi Cecchini è professore associato di Diritto dell’Unione Europea e di Diritto Internazionale all’Università degli Studi di Trieste, nel corso di laurea in Scienze internazionali e diplomatiche.
Assieme hanno già pubblicato: Il colpo di stato. Media e diritto internazionale (2012); Verba manent. L’enciclica quotidiana delle parole di papa Francesco (2013) e Il prezzo del lavoro (2014).

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Giuseppe Liani, Gian Luigi Cecchini, L’inconfessabile virtù. Machiavelli, Shakespeare, Mazzarino e la violenza nella lotta politica, Padova, Libreriauniversitaria.it, 2016, pagg. 226, euro 13,90.
ISBN : 978-88-6292-789-5


venerdì 17 febbraio 2017

Udine, Libreria Tarantola per il Giorno del Ricordo e a Castions delle Mura

È una novità che una libreria dedichi un pomeriggio al Giorno del Ricordo. È accaduto alla Libreria Tarantola di Udine lo scorso 16 febbraio 2017 alle ore 18.
Udine, Libreria Tarantola, Mauro Tonino, Giuseppe Liani, in piedi, e Ivan Buttignon. Fotografia di E. Varutti

C’è stata una larga partecipazione di pubblico. Il moderatore dell’incontro era Giuseppe Liani, già giornalista della RAI. Il titolo dell’evento era: "Segreti e tragedie del Confine Orientale".
Liani ha dato la parola a Elio Varutti, del Consiglio Direttivo dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD) Comitato provinciale di Udine, che ha portato il saluto dei dirigenti dell’associazionismo degli esuli giuliano dalmati, in particolare dell’ingegnere Silvio Cattalini, presidente dal 1972 del sodalizio.
Era presente anche Renata Capria D’Aronco, presidente del Club UNESCO, che ha portato il saluto ai presenti e agli autori della serata culturale. Ha poi avuto la parola Alfredo Gon, dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) di Manzano, che ha salutato gli organizzatori e gli autori dell’incontro.
In seguito è intervenuto Mauro Tonino, autore di “Rossaterra”, un romanzo basato sulle testimonianze di esuli e rimasti d’Istria. Lo scrittore ha voluto citare anche vari documenti storici, leggendo alcuni brani dai diari di Galeazzo Ciano e da altri personaggi per far capire che l’Istria e Trieste erano considerate perse, per l’espansionismo nazista e croato. «C’è ritrosia a raccontare da parte degli esuli giuliano dalmati – ha esordito Tonino – perché fino a poco tempo fa non venivano trattati bene da molte persone. Io mi sono fatto raccontare da Marino Cattunar, esule da Villanova di Verteneglio, l’uccisione nella foiba di suo padre da parte dei titini. Siamo anche andati vicino alla foiba di Vines, accompagnati dalla gente del posto e il proprietario del terreno ci raccontò che lui vide nel 1945 i titini che buttavano giù gli italiani e, pochi giorni dopo, non voleva passare vicino a quel bosco perché si sentivano i lamenti dei moribondi».

Ha poi parlato Ivan Buttignon, autore di “Trieste segreta 1945-1949. Le vicende mai raccontate”. Premesso che nelle guerra ci sono anche degli atti di umanità, Buttignon ha spiegato i tre punti principali del suo volume. «C’è stato un tentativo di invasione jugoslava di Trieste – ha detto l’autore – tra il 15 e il 16 settembre 1947, con pattuglie infiltratesi dal valico di Fernetti, ma poi tutto rientrò, a questa vicenda fecero seguito i Patti di Brioni tra Jugoslavia e Stati Uniti d’America tra agosto e novembre 1948 e infine, vorrei spiegare le posizioni variegate sulla Venezia Giulia dei comunisti di Trieste rispetto a quelle del PCI di Roma».
Poi in sala c’è stato un acceso dibattito. Tra le prime domande rivolte agli autori non poteva che esserci l’eccidio di Porzus, che rappresenta ancor oggi un nervo scoperto della politica nel confine orientale. Poi anche la pulizia etnica dei titini in Istria, a Trieste e Gorizia, il Centro di Smistamento Profughi di Via Pradamano a Udine, da dove passarono oltre centomila rifugiati d’Istria, Fiume e Dalmazia. Infine certi quesiti erano sul manovratore dei comunisti triestini, Vittorio Vidali che comunicava preferibilmente con l’URSS, invece che con Via Botteghe Oscure, sede del PCI.

Sempre il 16 febbraio 2017, per il Giorno del Ricordo, alle ore 20,30 a Castions delle Mura, frazione di Bagnaria Arsa, in provincia di Udine, presso la sala ricreativa “don Aldo Sepulcri”, per l’organizzazione del "Gruppo Teatro Concerto - Le Scùelute", c’è stata la presentazione di "Rossa terra", di Mauro Tonino. In quel contesto l’autore ha parlato anche della complessa questione del confine orientale 1943-1947, riportando anche fatti e vicende poco note.
Udine, Libreria Tarantola, Alfredo Gon, dell'ANPI di Manzano