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sabato 14 febbraio 2026

La patria cercata, di Elio Varutti, libro presentato alla UTE di Portogruaro con l’ANVGD

È stato Alessio Alessandrini, presidente dell’Università della Terza Età di Portogruaro (VE), ad aprire i lavori dell’affollato incontro culturale del 9 febbraio 2026 nella Sala delle Colonne del Collegio Marconi, in via Seminario 34.

In occasione del Giorno del Ricordo è stata presentata un’opera con molte testimonianze, alcune delle quali veramente emozionanti, che descrive la storia degli esuli italiani di Istria, Fiume e Dalmazia accasatisi in Toscana negli anni ‘50. Il testo è: “La patria cercata. Ricordi di italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia in Toscana”, edito a Firenze da Aska nel 2025 e giunto già alla seconda edizione.

Varutti e Alessandrini alla UTE di Portogruaro per presentare "La patria cercata". Foto di Daniela Conighi
Attraverso 176 pagine, 100 fotografie e documenti inediti, l’Autore ha perlustrato la vita nei campi profughi, nei villaggi per i rifugiati, o nelle case di Arezzo, Firenze, Livorno, Lucca, Massa Carrara, Pisa e Siena. Molti di loro transitarono per il Centro smistamento profughi di Udine. Nel libro è descritto il difficile cammino verso l’integrazione sociale per passare da profughi a cittadini mediante l’abitazione, la religione, il lavoro e gli affetti familiari, anche con matrimoni con gli autoctoni. Avevano perso la patria i profughi giuliano dalmati, a causa delle annessioni jugoslave del 1947. Con grande volontà la cercarono in altre località italiane, ritrovandola in vari luoghi toscani con grande umanità.

Varutti, dopo aver portato i saluti di Bruna Zuccolin, presidente dell’ANVGD di Udine, ha mostrato una serie di diapositive riprese dal volume stesso, con qualche immagine riferita anche ai campi profughi di Venezia.

Come mai quel titolo: La patria cercata? Verso la fine e in seguito alla seconda guerra mondiale i profughi italiani usciti dall’Istria, Fiume e Dalmazia a causa della violenza dei seguaci di Tito, provarono il senso della patria perduta. “Ce ne siamo andati, perché sospinti a partire – dicono – e per mezzo del diritto di opzione riconosciuto dal trattato di pace”. C’è chi, tuttavia, è fuggito da clandestino in barca, o per i sentieri del confine orientale inseguito dalle guardie armate jugoslave. Quegli italiani persero la bottega, la fattoria, lo squero, il torchio, l’asino, gli ulivi e la casa che, per molti di loro, era l’antica abitazione da tanti secoli e generazioni. Tutti i loro averi servirono all’Italia sconfitta, dopo la guerra del 1941 voluta dal duce e dal re, alleati di Hitler, mentre la monarchia serbo-croata era in confusione, per pagare i danni del conflitto alla vincente Jugoslavia. Così fu firmato il trattato di pace il 10 febbraio 1947 che assegnò alla Jugoslavia: Istria, Fiume, Zara e gran parte delle provincie di Trieste e Gorizia. Erano del Regno d’Italia dalla fine della Grande guerra. Nel secondo dopoguerra, quindi, gli esuli istriani, fiumani e dalmati si ritrovarono a cercare la patria. Alcune migliaia di loro la ritrovarono proprio in Toscana, che utilizzò all’uopo oltre 20 Centri raccolta profughi. Altri si fermarono in Veneto, Piemonte, Lombardia, dove c’era il lavoro.

Portogruaro, 9.2.2026, Sala delle Colonne Collegio Marconi pubblico per "La patria cercata" di Varutti
Determinante è stata la collaborazione alle ricerche sul campo di Claudio Ausilio, esule di Fiume a Montevarchi (AR), nonché di Francesco Ostrogovich, soprattutto per quanto concerne l’indagine iconografica sull’esilio a Massa Carrara, entrambi soci dell’ANVGD.

Come mai Udine, Laterina (AR) e il Veneto sono entità territoriali così associate in questa parte di storia d’Italia per tanto tempo oscurata? È già stato scritto nel libro La patria perduta del 2021, sempre di Varutti, giunto alla terza edizione. Dai passaporti dei profughi italiani in fuga dalle loro terre, Istria, Fiume e Dalmazia annesse alla Jugoslavia di Tito, si può notare che l’itinerario dell’esilio è sempre lo stesso. Giunti a Trieste, in vari modi, con il carro, o il treno, camion, piroscafo ed altro, vengono essi destinati al Centro smistamento profughi (Csp) di Udine e poi, in treno, via Venezia, molti finiscono a Laterina, altri a Firenze, Marina di Carrara, Vicenza, Cremona, Torino, Alessandria, Brescia, Roma, Napoli, Bari, Servigliano nelle Marche e così via in oltre 100 strutture per lo più fatiscenti del Ministero dell’Assistenza Post-bellica, sparpagliate per l’intero Paese.

Parla Alessio Alessandrini, presidente della UTE di Portogruaro. Foto di Daniela Conighi
 Con un ricco apparato fotografico e documentario, come già scritto, qui ci sono le storie delle famiglie Andretti, Badini, Baici, Barbieri, Benvegnù, Bracchitta, Cattonar, Daddi, Daici, Danielis, Dobri, Manzin, Manzoni, Marchionne, Mladossich, Pacori, Paoli, Prete, Radolovich, Rauni, Rocchi, Sestan, Spogliarich, Sponza, Stipcevich, Tomissich, Travaglia, Tropea, Varesco, Vellenich ed altri ancora.

Alla fine della presentazione è seguito un intenso dibattito, mentre i relatori hanno ricordato la tradizionale collaborazione tra l’UTE di Portogruaro e l’ANVGD di Udine. Tra i presenti c’era la professoressa Daniela Conighi, dell’ANVGD di Udine. Il tutto si è concluso con un firma-copie e l’annuncio dell’appuntamento del giorno successivo riguardante l’unico infoibato di Portogruaro. Risponde al nome di Aldo Giomo, un giovane meccanico. Prelevato dai partigiani jugoslavi il 15 maggio 1945 a Trieste, fu imprigionato e deportato nei gulag titini fino a scomparire per sempre. Su YouTube c’è la sua storia, raccontata dal figlio Giuseppe. Alla presentazione del filmato, tenutasi il 10 febbraio, ha partecipato anche lo scrittore Mauro Tonino, del Comitato Esecutivo dell’ANVGD di Udine, sul tema: “Trieste e le foibe”.

Firma copie con dedica a Giuseppe Giomo, figlio di Aldo Giomo, meccanico, prelevato dai partigiani jugoslavi a Trieste il 15 maggio 1945. Unico infoibato di Portogruaro, fu deportato nei gulag titini, poi scomparve. Foto di Daniela Conighi
Le presentazioni

Fino al 9.2.2026 il libro “La patria cercata” è stato presentato, in Italia e all’estero, con successo di pubblico a circoli culturali, biblioteche, scuole e associazioni, con le rispettive autorità istituzionali come nel museo di Muggia (TS), in presenza pure di Roberto Dipiazza, sindaco di Trieste e di Renzo Codarin, presidente dell’ANVGD nazionale. Poi è stato presentato in Consiglio regionale a Firenze, in Consiglio comunale a Laterina Pergine Valdarno (AR), a Palazzo ducale di Massa (MS), al vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro. Il 18 maggio 2025 è stato presentato al Salone del Libro di Torino, nel padiglione della Regione Toscana, con Bruna Zuccolin, Bruno Bonetti (presidente e vice dell’ANVGD di Udine) e Aldo Ferrucci (editore). Ad Abbazia, il 23 agosto 2025, è stato presentato a Sonja Kalafatovic, presidente della Comunità degli Italiani di Abbazia/Opatija (HR) e pure alla professoressa Rina Brumini, ricercatrice e vicepresidente della Comunità ebraica di Fiume, oltre che vicepresidente della Comunità degli Italiani di Fiume/Rijeka (HR). Il 19 novembre 2025 il volume è stato presentato a Daniela Velli, presidente dell’ANVGD di Firenze e al generale Edi Turco, comandante dell’Istituto di Scienze Militari Aeronautiche di Firenze “Giulio Douhet”.

In Friuli è stato presentato a Udine (al Liceo Classico “J. Stellini”, all’Istituto Tecnico Economico “A. Zanon”, all’Isis “C. Deganutti”), alla Biblioteca Civica “V. Joppi” e all’ Università della Terza Età (UTE). Poi a Tarcento (UD), a Tavagnacco (UD), a Attimis (UD) e a Zoppola (PN). Oltre che sul «Corriere di Arezzo», su «L’Arena di Pola», «La Nazione», «Diari Toscani», «Teletruria», «Rete Valdarno», «Arezzo TV», «La Gazzetta di Massa e Carrara», «Valdarnopost.it», «Amaranto Channel», «anvgd.it», «Arcipelago Adriatico», «kepown.com» e «anvgdud.it» il volume è stato presentato a Radio RAI Friuli Venezia Giulia, nella trasmissione di “Sconfinamenti”, di Massimo Gobessi, con replica da Radio Capodistria (SLO) e su raiplaysound.it/ in podcast. Commenti sono apparsi su «La Voce del Popolo», di Fiume/Rijeka (HR).

Per il Giorno del Ricordo a Portogruaro, 9.2.2026, introduce Alessio Alessandrini
Il libro recensito

-  Elio Varutti, La patria cercata. Ricordi di italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia in Toscana, Firenze, Aska, 2025 (Seconda edizione del 2026).          

ISBN 978-88-7542-413-8

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Note – Testo a cura di Elio Varutti, coordinatore del Gruppo di lavoro storico-scientifico dell’ANVGD di Udine. Networking a cura Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Lettori: Bruna Zuccolin, Daniela Conighi e Bruno Bonetti. Fotografie di Daniela Conighi, Alessio Alessandrini e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Via Aquileia, 29 – primo piano, c/o ACLI. 33100 Udine. – orario: da lunedì a venerdì ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin, che fa parte pure del Consiglio nazionale del sodalizio e, dal 2024, è Coordinatore dell’ANVGD in Friuli Venezia Giulia. Vicepresidente: Bruno Bonetti. Segretaria: Barbara Rossi.  Sito web:   https://anvgdud.it/

 

Il volantino sull'unico infoibato di Portogruaro, Aldo Giomo, la cui vicenda è raccontata su YouTube 



sabato 1 marzo 2025

Il Comitato Esecutivo dell’ANVGD di Udine per il triennio 2025-2027

UDINE - Dopo il pranzo sociale, a base di pesce presso la trattoria “Da Lucia”, in via di Mezzo, alle ore 15 del 10 febbraio 2025 si è svolta l’assemblea ordinaria dei soci dell’ANVGD di Udine, in presenza di molti partecipanti e numerosi altri a mezzo di delega. Tra le altre è stato analizzato il folto programma di attività svolte nel 2024 e di quelle preventivate per il 2025, approvando i relativi bilanci consuntivi e preventivi. 

Sono stati rivolti i complimenti ai soci dimissionari Bruna Travaglia e Fulvio Pregnolato, per la propositiva partecipazione al Comitato Esecutivo. I due soci anziani hanno detto di non volersi ricandidare allo scopo di lasciare posto a membri più giovani e quindi a energie nuove.

Ringraziati dalla Presidente i soci Travaglia e Pregnolato per la loro generosa disponibilità, ed evidenziato che ogni altra candidatura sarebbe stata gradita, rappresentando un ulteriore apporto al lavoro di squadra, si sono proposti i soci Marina Bellina, Francesca Cressatti, Marco Rensi e Paolo Villicich, tra gli applausi dei presenti. Sono state effettuate poi le votazioni.

Il Comitato Esecutivo dell’ANVGD di Udine per il triennio 2025-2027

Come dal verbale n. 1 della seduta dell’assemblea ordinaria dei soci del 10 febbraio 2025 il Comitato Esecutivo provinciale per il triennio 2025-2027 è formato da: Bellina Marina, Bonetti Bruno, Casgnola Alessandra, Cressati Francesca, Fatovic Emilio, Fornasaro Franco, Marioni Elisabetta, Meneghini Rosalba, Rensi Marco, Rossi Barbara, Satti Sergio, Tonino Mauro, Varutti Elio, Villicich Paolo, Zuccolin Bruna.

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Progetto a cura di Bruna Zuccolin. Elaborazione e Networking di Elio Varutti e Sebastiano Pio Zucchiatti. Lettori: Bruna Zuccolin, Bruno Bonetti, Sergio Satti e i professori Elisabetta Marioni, Enrico Modotti e Marina Bellina. Copertina: Il pranzo sociale prima dell'assemblea 2025 a Udine. Grazie a Alessandra Casgnola, Web designer e componente del Consiglio Esecutivo dell’ANVGD di Udine. Adesioni al progetto: Centro studi, ricerca e documentazione sull’esodo giuliano dalmata, Udine. Fotografie di Bruno Bonetti e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Via Aquileia n. 29 a Udine – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin, che fa parte pure del Consiglio nazionale del sodalizio e, dal 2024, è Coordinatore dell’ANVGD in Friuli Venezia Giulia.  Vicepresidente: Bruno Bonetti. Segretaria: Barbara Rossi. Sito web: https://anvgdud.it/


venerdì 9 febbraio 2024

Giorno del Ricordo 2024 all’Istituto ‘Levi’ di Montebelluna (TV)

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un comunicato stampa dall’ingegnere Ezio Toffano, Dirigente Scolastico dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Primo Levi” di Montebelluna (TV) su un evento originale riguardo al Giorno del Ricordo del 2024(a cura di Elio Varutti).


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Partire e restare: scelte che portano divisione e sofferenza, storia di un esilio reale e un esilio interiore

Si informa che sabato 10 febbraio 2024 alle ore 20,30, nell'aula magna dell'IIS "Primo Levi" di Montebelluna, gli studenti del liceo presenteranno lo spettacolo teatrale dal titolo "Partire e restare – Storia di una famiglia di Zara”, momento di riflessione, recitazione e musica, in occasione del Giorno del Ricordo.

La rappresentazione ha come obiettivo quello di proporre una riflessione sulla storia del Confine Orientale negli anni Quaranta e Cinquanta del Novecento e in particolare sulle motivazioni che spinsero alcuni istriani fiumani e dalmati a restare nelle loro terre d’origine e molti altri a partire. Attraverso letture, coreografie, esecuzioni musicali e una rielaborazione del testo “La zaratina” di Silvio Testa, gli studenti portano in scena in particolare la storia di una famiglia di Zara, le cui vicende e decisioni sono influenzate dai noti tragici eventi storici.

L’azione scenica è curata dalle professoresse Rossella Zanni e Laura Caccavale, e verrà trasmessa in diretta dall'emittente radiofonica d'istituto al link  www.bit.ly/WebRadioLevi

Lo spettacolo è aperto al pubblico. Si allega locandina. La cittadinanza è invitata a partecipare.

Montebelluna, 08.02.2024

venerdì 7 febbraio 2020

Giorno del Ricordo 2020. Spettacolo teatrale al Liceo “P. Levi” di Montebelluna

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il seguente comunicato stampa della dirigenza scolastica del Liceo “Primo Levi” di Montebelluna (TV). La redazione del blog.

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“Il Confine orientale tra nazionalismo ed europeismo. Uno spettacolo teatrale racconterà al Liceo Primo Levi le vicende del confine italo-jugoslavo dalla Seconda guerra mondiale al 2004.
Il confine orientale italiano diventa di libero passaggio nel 2004, quando la Slovenia entra a far parte dell’Unione Europea, seguita nel 2013 dalla Croazia. Il sangue, la memoria, lo scontro che ha preceduto questo epilogo sono raccontati in uno spettacolo teatrale il cui argomento sono le foibe. La ricerca storica è accurata ma lo scopo non è individuare colpevoli e innocenti; del resto i primi sono innegabili, mentre i secondi sono forse solo vittime. Da cui il titolo: “Il Cerchio. Nessuno è innocente” di e con Fabio Cassanmagnago. Quattro personaggi, due italiani e due sloveni, il prossimo 10 febbraio 2020  alle 8,15, al Liceo Primo Levi di Montebelluna, davanti a un pubblico di studenti, daranno vita a un atto unico, diviso in sei scene, che racconta quell’arco di tempo che va dal periodo che precede la Seconda Guerra Mondiale, ai trattati che sancirono i confini italo-jugoslavi, fino al significativo epilogo del 1° maggio 2004, quando otto stati dell’Europa orientale (tra cui la Slovenia) entrarono appunto a far parte dell’Unione Europea.
Lo spettacolo si tiene in occasione del “Giorno del Ricordo” istituito nel 2004, con apposita legge nazionale, per conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra. In particolare il 10 febbraio del 2020 cade il 73esimo anniversario della trattato di Pace di Parigi che separò definitivamente l’Istria e la Dalmazia dall’Italia.
Un valoroso partigiano, un orgoglioso studente, un professore di lettere e un’abile donna ripercorrono le vicende, i tanti accordi internazionali (Rapallo, Parigi, Londra, Osimo) che hanno determinato il confine orientale. Il pubblico attraverso la musica dal vivo viene immerso nell’atmosfera del tempo e il ricordo si fa presente tra riflessione e passione.
Alla rappresentazione sono invitati anche i genitori e chi voglia assistervi.
Il dirigente scolastico: ing. Ezio Toffano
per informazioni telefonare allo 042323523 o visitare la pagina web http://www.fucinafibonacci.it/event/il-cerchio-nessuno-e-innocente-10022020/


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Servizio giornalistico e di Networking a cura di Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti.

lunedì 27 agosto 2018

Inaugurato il Parco “Giorno del Ricordo” a Massa Carrara, con l’ANVGD


Dopo un po’ di anni di richieste anche a Massa Carrara c’è un toponimo dedicato agli esuli d’Istria, Fiume e Dalmazia. Il merito dell’intitolazione va senz’altro all’opera di sensibilizzazione condotta dai dirigenti locali dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD) nei confronti delle varie istituzioni.
Nuova tabella stradale a Massa Carrara, 25 maggio 2018

L’evento patriotico si è tenuto il 25 maggio 2018, grazie alla tenacia di Sergio Tabanelli, presidente del Comitato Provinciale di Massa Carrara dell’ANVGD con la collaborazione del suo tesoriere Francesco Ostrogovich. È accaduto che nell’ex parco “Ugo Pisa” di Marina di Massa ci sia stata la nuova intitolazione in parco “Giorno del Ricordo – 10 febbraio 1947- Esodo Istriano-Fiumano-Dalmata e vittime delle foibe”. È una denominazione lunga, ma comprendente di tanti fatti e deriva da tanti sforzi.
«Siamo arrivati a questa scadenza dopo diversi anni – ha dichiarato Tabanelli – così la Giunta comunale di Massa ed il Sindaco, il professor Alessandro Volpi, ordinario di Storia Contemporanea all’Università di Pisa, finalmente hanno detto sì». I dirigenti dell’ANVGD sono consapevoli dell’importanza per la città di Massa di avere un riconoscimento tangibile della storia degli esuli giuliano-dalmati, anche dopo la legge istitutiva del Giorno del Ricordo, legge n. 92 del 30 marzo 2004. 
La commissione toponomastica del Comune di Massa, dopo diverse riunioni, ha dato il suo parere favorevole all’intitolazione. La Giunta Municipale ha così potuto deliberare il nuovo nome del parco “Giorno del Ricordo”. naturalmente è stato ottenuto anche il parere favorevole del Prefetto Enrico Ricci e  l’Amministrazione comunale ha provveduto a far installare il cartello stradale all’ingresso del Parco. Con molto orgoglio il Comitato Provinciale dell’ANVGD ha organizzato l’evento di inaugurazione per venerdì 25 maggio alle ore 11,00.
Massa Carrara, 25 maggio 2018, inaugurazione del parco "Giorno del Ricordo – 10 febbraio 1947- Esodo Istriano-Fiumano-Dalmata e vittime delle foibe"

Siamo vicino al CRP di Marina di Massa
È Francesco Ostrogovich a farci un po’ di storia della zona. Il luogo dove sorge il parco si colloca nelle vicinanze del ex-Centro di Raccolta Profughi (CPR) di Marina di Massa, ora Centro Don Gnocchi. Sempre nelle vicinanze vi sono diverse strade intitolate ai luoghi cari alle genti dell’esodo, come Via Fiume, Via Zara, Via Parenzo e altre. Siamo anche vicini all’ex CPR di Marina di Carrara, oggi Istituto Nautico, dove ogni anno per il Giorno del Ricordo, al 10 febbraio, si svolgono le celebrazioni con le autorità locali. Sono presenti i sindaci della provincia di Massa Carrara, con i Consigli comunali in seduta straordinaria, il Prefetto, i rappresentanti delle associazioni d’arma, gli esuli e i cittadini.
Il giorno dell’intitolazione erano presenti numerose persone: dagli esuli, ai semplici cittadini, ai rappresentanti di alcune forze politiche, i rappresentanti di alcune associazioni d’arma, come la Marina Militare. Essi hanno ascoltato l’intervento del Presidente Tabanelli che ha ringraziato il Sindaco Volpi  per la sua vicinanza agli esuli, alla loro storia e alla loro tragedia ed alle vittime delle foibe. Ha ricordato che nei due Campi di Raccolta dei profughi di cui uno Marina di Massa, numerose famiglie di esuli sono state ospitate ed accolte nel territorio cittadino. 
A seguire è stata letta dall’Ostrogovich la preghiera dell’esule di monsignor Antonio Santin, Vescovo di Trieste nel periodo dell’esodo (1947-1959). Un esule, il signor Vittorio Miletti, ha raccontato la sua vicenda personale e la signora Luciana Calochira, esule di Fiume, ha letto una propria poesia sull’esodo e la sua vita nel campo profughi di Marina di Carrara. Ha preso poi la parola il sindaco di Massa il quale ha ribadito il dovere della cittadinanza di onorare in modo adeguato e solenne gli esuli istriani. La cerimonia si è conclusa con la benedizione di don Ezio Gigli, parroco della Sacra Famiglia di Carrara. Sono state intonate, infine, le note del silenzio, eseguito dal trombettiere.
Foto dal profilo Facebook dell'ANVGD di Massa Carrara & Lucca, che si ringrazia per la diffusione nel blog

Complimenti da Udine
In merito alla nuova intitolazione del parco “Giorno del Ricordo” di Massa Carrara Bruna Zuccolin, presidente del Comitato Provincia del di Udine dell’ANVGD ha espresso il seguente commento: «Mi fa molto piacere che anche a Massa Carrara abbiate un Parco  intitolato al Giorno del Ricordo e all’esodo istriano, fiumano, dalmata e vittime delle foibe. Anche noi, a Udine, ce l’abbiamo dal 2010, grazie all’interessamento del mai dimenticato Presidente Silvio Cattalini, esule da Zara».
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Sitologia

Lucrezia Maglio, “Un parco per ricordare le vittime delle foibe”, «La Voce Apuana», 27 maggio 2018.  

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Servizio giornalistico e di Networking a cura di Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Fotografie e comunicato stampa inviati da Francesco Ostrogovich, dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Massa Carrara, che si ringrazia per la collaborazione.


giovedì 1 marzo 2018

Giorno del Ricordo alla “Friz” sede staccata dell’Istituto Stringher, Udine


Oltre 60 studenti hanno seguito l’ultimo incontro organizzato dal Comitato di Udine dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD) per il 2018 riguardo alla commemorazione del Giorno del Ricordo.
Vincenzo Turano, Elio Varutti e Marco D'Arrigo, con i libri dati in omaggio dall'ANVGD di Udine. Fotografia di Giorgio Gorlato

Sono gli allievi della cosiddetta sede staccata “Antonio Friz” dell’Istituto Statale d’Istruzione Superiore “Bonaldo Stringher” di Udine, sita in Via Modotti.
Il 1° marzo 2018 c’è stato il sedicesimo appuntamento dell’ANVGD di Udine per il calendario delle attività riguardo al Giorno del Ricordo 2018. Non era mai successo prima di registrare così tanti appuntamenti in provincia. 
Erano presenti gli allievi di cinque classi quinte del settore alberghiero e precisamente: la 5^ A, B e C Sala e vendita, la 5^ B Enogastronomia e la 5^ D Dolciaria. Tra gli insegnanti presenti nell’aula video, con i rispettivi ragazzi, si sono notati il professor Marco D’Arrigo, coordinatore del Dipartimento di Italiano e Storia della scuola, Andrea Cisilino, Anna Scaropoli, Raffaella Turco e Adolfo Casagrande.
Ha aperto l’incontro alle ore 11,15 il professor Vincenzo Turano, coordinatore della sede staccata, portando i saluti di Anna Maria Zilli, Dirigente scolastico dell’Istituto. Turano ha voluto accennare all’importanza di ricordare i fatti storici accaduti. Ha poi presentato i relatori della lezione particolare intitolata “Insegnare il Giorno del Ricordo e il Centro di smistamento profughi di Udine”. 
Ha così parlato il professor Elio Varutti, vice presidente dell’ANVGD di Udine. “Vi porto i saluti di Bruna Zuccolin, presidente dell’ANVGD di Udine – ha detto Varutti – che è molto impegnata per motivi istituzionali e dispiaciuta di non essere qui presente per gli eventi del 2018 riguardo alla tragedia delle foibe e dell’esodo giuliano dalmata”.
Varutti ha poi mostrato un serie di diapositive sul tema dell’incontro, con commenti e testimonianze raccolte nelle ricerche che hanno portato alla pubblicazione di “Italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia esuli in Friuli 1943-1960. Testimonianze di profughi giuliano dalmati a Udine e dintorni”, che è stato edito dalla Provincia di Udine nel 2017. Copia di questo volume è stata donata alla scuola, assieme a una copia di Magazzino18, scritto da Simone Cristicchi, nel 2014, in seguito al celebre recital col titolo omonimo.

L’intervento più atteso è stato quello di Giorgio Gorlato, esule da Dignano d’Istria, figlio di uno scomparso imprigionato dai titini nel proprio paese il 5 maggio 1945, a guerra finita. Erano tutti ammutoliti i ragazzi della scuola alberghiera friulana nell’ascoltare la testimonianza di Gorlato sulle peripezie della sua famiglia, la sparizione del babbo “ucciso in una foiba”, come è stato poi loro riferito e l’esodo in Friuli con un non sempre positivo livello di accoglienza.
La scolaresca ha anche assistito con grande attenzione alla proiezione del filato intitolato “Esodo. La memoria tradita”, del 2005.


Bibliografia
- S. Cristicchi, con J. Bernas, Magazzino 18. Storie di italiani esuli d’Istria, Fiume e Dalmazia, (1.a edizione: 2014), Milano, Mondadori, 2018.

- E. Varutti, Italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia esuli in Friuli 1943-1960. Testimonianze di profughi giuliano dalmati a Udine e dintorni, Udine, Provincia di Udine / Provincie di Udin (1.a edizione: 2017) 1.a ristampa 2018.

Filmografia
- Nicolò Buongiorno, Esodo. La memoria tradita, Venice Film, in collaborazione con ANVGD e Centro Studi Padre Flaminio Rocchi, 2005.
La testimonianza di Giorgio Gorlato, esule da Dignano d'Istria, figlio di uno scomparso imprigionato dai titini. Foto di E. Varutti
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Servizio giornalistico a cura di Gabriele Anelli Monti. Fotografie di E. Varutti e Giorgio Gorlato. Networking e ricerche di Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti.


mercoledì 28 febbraio 2018

A Palmanova Mauro Tonino per il Giorno del Ricordo 2018


È stato un Giorno del Ricordo solenne ed istituzionale quello passato a Palmanova il 10 febbraio 2018. 
Adriana Danielis e Mauro Tonino

Organizzato dalla Città di Palmanova in collaborazione con il Comitato Provinciale di Udine dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), ha visto alle ore 11.30 svolgersi il primo evento. Si è tenuto presso il Monumento ai Caduti, in Piazza Grande. È stata una cerimonia di commemorazione alla presenza delle autorità civili, militari e religiose.
Alle ore 11.45 nel Salone d’Onore presso il Palazzo Municipale si è parlato di “Rossa Terra. Esodo e Foibe. Tra storia, vissuti, speranze e futuro”. L’intervento ufficiale per l’ANVGD di Udine è stato curato dallo scrittore Mauro Tonino, autore del romanzo basato su una storia vera “Rossa terra”, edito nel 2013 da L’orto della cultura, di Pasian di Prato (UD). 
Tonino ha portato il saluto di Bruna Zuccolin, presidente dell’ANVGD di Udine, impegnata altrove per le stesse scadenze istituzionali.
Ha aperto i lavori dell’incontro Adriana Danielis, assessore alle Politiche formative, Cultura, Turismo e ai Rapporti con le associazioni di riferimento del Comune di Palmanova, oltre che vice sindaco. Erano presenti alcuni studenti delle scuole medie.

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Servizio giornalistico a cura di Gabriele Anelli Monti. Fotografie dell’Archivio ANVGD di Udine. Networking e ricerche di Sebastiano Pio Zucchiatti e Elio Varutti.

Mauro Tonino



lunedì 19 febbraio 2018

Presentati a Tarcento Gli appunti di Stipe, con l’autore Fornasaro

È stato un Giorno del Ricordo col gelo e con la neve quello vissuto a Tarcento lo scorso 12 febbraio 2018. Per l’organizzazione della Biblioteca civica di Tarcento e del Comitato Provinciale di Udine dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), alle ore 18, è stato presentato il libro di Franco Fornasaro dal titolo “Gli appunti di Stipe”. 
Durante l'incontro ha preso la parola Donatella Prando, assessore al Personale del Comune di Tarcento, portando il saluto della Civica amministrazione.
Tarcento: da sinistra Bruna Zuccolin, Franco Fornasaro e Donatella Prando, Assessore al Personale del Comune di Tarcento

Il volume, già presentato nell’ottobre del 2015 a Udine e in altre località (Istria e Fiume incluse), nel 2016-2017 ha visto la traduzione in croato, per cui il testo ora è bilingue: italiano e croato. Proprio queste due comunità linguistiche si trovarono a dover spezzare i rapporti nel dopoguerra a metà del Novecento, con la guerra fredda che si imponeva sullo scacchiere europeo. Fornasaro indaga e spiega con adeguata documentazione anche questi fatti storici poco sviluppati, poco conosciuti e ancor meno capiti.
Bruna Zuccolin, presidente dell’ANVGD di Udine, ha presentato l’autore che fa parte, tra le altre, del Comitato Esecutivo della stessa ANVGD. Al termine dell’incontro ci sono state alcune domande cui Fornasaro ha risposto con precisione e passione. Ha partecipato all'incontro anche Bruno Bonetti, bibliotecario di Tarcento e segretario dell'ANVGD di Udine.
Una parte del pubblico in biblioteca con Bruno Bonetti, al centro 

Un commento di Paolo Medeossi del 2015
“Lo scopo è dunque di riprendere il filo dei rapporti dove erano stati recisi – come ha scritto Paolo Medeossi sul «Messaggero Veneto» del 6 ottobre 2015 – riannodando legami mai interrotti del tutto, coltivando il seme del riavvicinamento, senza più processi alle intenzioni. Un processo importante, che deve essere incoraggiato come ha fatto Fornasaro in un libro di episodi e riflessioni, dove nulla è taciuto o censurato. È interessante nel libro la continua trasmissione di notizie e responsabilità tra il professore e il giovane laureato (i protagonisti del romanzo documentario), cui spetta adesso il compito di andare avanti e di attraversare la storia, senza negarla, senza farne motivo di odio e scontro, ma senza nemmeno usi strumentali o di parte. 

Spiegare cosa accadde in questi territori, nell’ultimo secolo - ha aggiunto Medeossi - richiede una totale onestà intellettuale capace di porsi davanti al coacervo di etnie contrapposte, la cui brama principale era diventata a un certo punto la conquista di Trieste. Fare chiarezza è un debito nei confronti di tutte le vittime di allora, a qualsiasi mondo siano appartenute, schiacciate dai meccanismi di eventi che non potevano fronteggiare o evitare. Nei dialoghi proposti dal libro emerge tutto questo, per arrivare a una conclusione struggente, dove l’autore rievoca i sentimenti di chi italiano divenne esule a fine guerra e di chi invece volle restare”.

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Servizio giornalistico, di ricerca e di networking a cura di Sebastiano Pio Zucchiatti e E.V. Fotografie dell’Archivio ANVGD di Udine.

Franco Fornasaro e la copertina del suo libro

sabato 17 febbraio 2018

Costruttivo Giorno del Ricordo a Codroipo con l’ANVGD di Udine


Nonostante un lutto patito in famiglia, Tiziana Cividini, assessore alla Cultura del Comune di Codroipo, ha aperto i lavori del Giorno del Ricordo nel suo Comune. L'assessore ha voluto ricordare le attività portate avanti dal Comune in vari campi, per parlare della Shoah e dell’esodo istriano, fiumano, dalmata, con alcuni originali interventi nell’Istituto “J. Linussio”, la scuola superiore cittadina. Luciano Londero, profugo istriano, si è raccontato il 10 febbraio 2018. L’esperienza della guerra e della profuganza sono state viste attraverso gli occhi di un bambino, con i ricordi di vita privata e le riflessioni di carattere storico per ricostruire l’articolata vicenda del confine orientale.
Tiziana Cividini, assessore alla Cultura del Comune di Codroipo all'apertura del Giorno del Ricordo

Il 16 febbraio alle ore 10, sempre al Linussio si è parlato de “I campi di concentramento in regione” con il professor Ferruccio Tassin, storico e profondo conoscitore degli eventi della seconda guerra mondiale nel nostro territorio, approfondendo una pagina poco nota di storia locale.
La Cividini ha anche accennato alla riuscita ed affollata serata culturale del Caffè Letterario, presso il ristorante “Il Doge” di Villa Manin di Passariano del 18 gennaio 2018. “In quell’occasione – ha detto la Cividini – ho apprezzato le parole di Gianni Giugovaz, sindaco di San Quirino, nel Pordenonese, oltre che discendete di esuli istriani, quando disse che loro, gli esuli e i discendenti, si sentono due volte italiani, la prima per nascita e la seconda per scelta”. La Cividini ha poi ribadito il concetto di affrontare certe tematiche “guardando avanti, senza odio, né rancore, ma cercando una maggiore serenità”.
Alla interessante serata culturale nella Biblioteca di Codroipo del 16 febbraio erano presenti anche Fabiola Frizza, assessore alla Famiglia, politiche giovanili e pari opportunità, Graziano Ganzit, assessore alle Attività produttive e politiche comunitarie, oltre ad alcuni consiglieri comunali di Codroipo.
Una parte del pubblico nella sala della Biblioteca di Codroipo

L’evento codroipese, seguito da oltre 45 intervenuti, si è tenuto il 16 febbraio 2018 alle ore 20,30 nella sala della Biblioteca “G. Pressacco”, di Via XXIX Ottobre 3, con il patrocinio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine. È stata l’occasione per presentare un libro fresco di stampa del professor Elio Varutti, vice presidente dell’ANVGD di Udine. Il titolo del volume è “Italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia esuli in Friuli 1943-1960. Testimonianze di profughi giuliano dalmati a Udine e dintorni”, edito dalla Provincia di Udine.
Ha parlato in seguito l’ingegnere Sergio Satti, decano dell’ANVGD di Udine, portando i saluti ufficiali di Bruna Zuccolin, presidente dell’ANVGD di Udine. “Siamo onorati dell’incontro per il Giorno del Ricordo e siamo contenti della collaborazione qui a Codroipo, con l’Amministrazione comunale – ha detto Satti – anzi contiamo che questo rapporto si rinnovi anche per le prossime scadenze”. Poi Satti ha riferito la storia della sua famiglia, esule da Pola. “Siccome Pola veniva bombardata dagli alleati – ha spiegato Satti – la mia famiglia va esule a Umago nel 1945, poi dopo l’esodo si va a Laives, in provincia di Bolzano, per vivere nella caserma, che faceva da Campo profughi con le coperte a fare da parete, dal 1948 al 1955, fino a quando ci hanno dato le case”.
L'ingegnere Sergio Satti, esule da Pola e decano dell'ANVGD di Udine

Il professor Varutti ha svolto la sua relazione mostrando una serie inedita di fotografie e di documenti d’epoca. “Vorrei menzionare come è stato portato via dai titini – ha detto Varutti – il padre dei fratelli Mattini di Pinguente, che vivono esuli a Udine. Ecco il racconto: Frane, vien un momento via con noi, i gà dito. È iniziato così il triste ricordo del padre infoibato per Onorina Mattini, nata a Pinguente nel 1924. Era il 15 settembre 1943. Hanno usato il diminutivo, vezzeggiativo in lingua croata “Frane”, per “Francesco”. Egli era un addetto dell’impianto pompe dell’acquedotto militare di Pinguente. Francesco Mattini, classe 1895, non era una camicia nera. Non era un militare. Era un impiegato civile. Lo hanno ammassato nella scuola del paese, divenuta per l’occasione prigione titina per tanti altri italiani del posto da eliminare.
Nel libro di Varutti ci sono altre storie di infoibati, raccontate dai discendenti, come l’ingegnere Carlo Alberto Privileggi di Parenzo, oppure Maria Cramer di Montona, Giusto e Mario Chersi, di Parenzo, Attilio Benvenuti, di Isola d’Istria, ovvero della fucilazione dei tre fratelli Mrak, di Cerò di Sotto (oggi in Slovenia, Dolnje Cerovo). Il volume ha circa 300 pagine e 200 fotografie. L’autore, nelle sue ricerche, dal 2003 ha raccolto oltre 330 testimonianze di esuli, con numerose fotografie e cimeli di vario tipo.
Al termine dell’incontro c’è stato un interessante dibattito, con varie domande dei presenti e con l’apporto di qualche originale contributo. Ha chiuso l’incontro l’assessore Cividini, molto soddisfatta per il costruttivo andamento della serata culturale.
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Sitologia e cenni bibliografici
- E. Varutti, La campana di Harzarich. Intervista sull'esodo istriano, 1943, on-line dal 28 ottobre 2014.

- E. Varutti, Parla Sara, nipote di Arnaldo Harzarich, che scoprì le foibe d’Istria, on-line dal 2 marzo 2015.

- E. Varutti, Esodo istriano fiumano dalmata raccontato a Codroipo il 18.1.2018, on-line dal 22 gennaio 2018.

- E. Varutti, La Giornata del Ricordo. L’orrore di quella mattanza: parlano i testimoni delle foibe, «Messaggero Veneto», 7 febbraio 2018, p. 48.

- Lucia Bellaspiga, Udine.Io, a 97 anni ultimo testimone oculare delle stragi delle foibe, «L’Avvenire», 6 gennaio 2018,

- Giorno del Ricordo. Da Porzûs alle foibe, passando per l’esodo istriano. La riflessione dello storico Raoul Pupo. Profughi, 100 mila per Udine. Testimonianza, Sara: È stato mio zio a scoprire le foibe, «La Vita Cattolica», 7 febbraio 2018, p. 9.

- Marina Corradi, Lettere. Foibe, il coraggio di chi denunciò i crimini e il bacio che salvò la memoria, «L’Avvenire» del 10 febbraio 2018.

- David Zanirato, Esuli istriani e dalmati in città, un libro e una ricerca. Foibe, le storie degli esuli Centomila a Udine, «Il Gazzettino», Cronaca del Friuli, 11 febbraio 2018, pp. I-II.
Iferri del mestiere
- Lara Boccalon, Il Centro smistamento profughi di Udine, TG Friuli Venezia Giulia, ore 14 del 12 febbraio 2018, dal minuto 8,45 al 11,38.

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Servizio giornalistico, di ricerca e di networking a cura di Sebastiano Pio Zucchiatti e E.V. Fotografie di E. Varutti.

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I ferri del mestiere

venerdì 16 febbraio 2018

Udine, Giorno del Ricordo 2018 nel palazzo della Provincia


Una trafelata Paola Del Din, medaglia d’oro al valor militare, è stata la prima ad arrivare nel salone di Palazzo Belgrado, sede della Provincia di Udine per il Giorno del Ricordo. “Buongiorno, pensavo di essere in ritardo – ha detto, col fiatone – e invece devo aver sbagliato orario, meglio così”. 
Udine, Salone del Palazzo Belgrado, sede della Provincia per il Giorno del Ricordo 10.2.2018. Fotografia di Giancarlo Martina

L’arzilla rappresentante dei partigiani della Brigata Osoppo viene accolta con molti onori dal personale dell’ente. Anzi viene fatta accomodare vicino alla stanza del presidente della Provincia, onorevole Pietro Fontanini, per farla riposare e per farle sorbire un caldo caffè. Novantacinque anni non sono uno scherzo, ma lei si lamenta solo delle mani che a volte le giocano brutti scherzi.
È il 10 febbraio 2019 e alle ore 10 ha inizio la commemorazione del Giorno del Ricordo, sotto la guida del presidente Fontanini. È anche l’occasione per presentare un libro fresco di stampa del professor Elio Varutti, vice presidente del Comitato Provinciale di Udine dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD). Il titolo del volume è “Italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia esuli in Friuli 1943-1960. Testimonianze di profughi giuliano dalmati a Udine e dintorni”, giunto già alla seconda ristampa - mentre si scrive questo articolo.
Oltre a ricordare la grande attività di Silvio Cattalini, il compianto presidente dell’ANVGD, Pietro Fontanini ha citato anche Sara Harzarich, nipote di Arnaldo Harzarich, il maresciallo dei pompieri di Pola, che scoprì il dramma delle foibe d’Istria, riesumando centinaia di cadaveri di italiani uccisi dai titini.
Parla Pietro Fontanini

È pieno come un uovo il salone del Quaglio, cosiddetto per via dei vivaci affreschi seicenteschi di Giulio Quaglio. Addirittura sono state predisposte anche alcune sale laterali con monitor per le immagini e l’audio in diretta. Ci sono anche quattro classi dell’Istituto “B. Stringher” con i rispettivi professori, ma le sedie non bastano. Ci saranno oltre 200 persone.
In primo piano si notano, tra le autorità militari, il generale di Corpo d’Armata Luigi Federici, il generale di Divisione Nedo Lavaggi, il colonnello dei Carabinieri Marco Zearo, il colonnello dei Carabinieri Ivano Fraticelli, il colonnello della Guardia di Finanza Sergio Schena, il capitano dei Carabinieri Lorenzo Pella e il capitano dell’Esercito Nicola Caldieri.
Una infilata di alte autorità militari per il 10 febbraio 2018 a Udine a Palazzo Belgrado

Fontanini dà la parola a Carlo Giacomello, sindaco di Udine. “Non sapevo questi fatti, a scuola non si studiava l’esodo istriano – ha detto il sindaco – sino a che l’ingegnere Cattalini, con la sua grande volontà d’animo, mi ha fatto conoscere la questione delle morti in foiba e il Centro di smistamento profughi di Via Pradamano, sempre con serenità e pacatezza, senza rancore”.
Bruna Zuccolin, presidente dell’ANVGD di Udine, è intervenuta per ricordare la tenacia di Cattalini di cui lei, nel 2017, ha raccolto il testimone, impostando “un lavoro di squadra che sta dando ottimi frutti, in considerazione delle decine di eventi per il Giorno del Ricordo cui siamo stati chiamati a partecipare in varie scuole superiori (ad esempio: Stringher e Stellini), nei comuni della provincia, della regione e, perfino, fuori regione, fatto mai accaduto in questi ultimi decenni”.
Gli studenti dell'Istituto Stringher di Udine nella prima sala aggiuntiva, visto il pienone di presenze. Foto di Germano Vidussi

Il professor Giancarlo Martina, dell’Istituto “B. Stringher”, portando il saluto della dirigente scolastica Anna Maria Zilli, impegnata al Ministero, ha comunicato i risultati di un’originale ricerca della scuola. Sono stati raccolti 350 questionari in provincia di Udine, di persone tra i 18 e i 72 anni. “Emerge che – come ha detto il professor Martina, referente del progetto assieme a Monica Secco e alla preside – il 77% degli intervistati conosce la tragedia delle foibe, l’85% sa cos’è l’esodo, mentre il 65% di essi quantifica le vittime del massacro nelle foibe e il numero degli esuli istriano, fiumano dalmati”.
Parla Elio Varutti, citando le testimonianze raccolte in anni di ricerche sull'esodo giuliano dalmata. Foto di Germano Vidussi

La professoressa Renata Capria D’Aronco, presidente del Club UNESCO di Udine, ha auspicato una traduzione in inglese dell’interessante volume di Varutti, mentre Maria Letizia Burtulo, presidente dell’Università della Terza Età, ha ricordato quanto fosse importante Cattalini tra i suoi docenti e quanto fosse tenace nel battersi per divulgare le vicende di Zara e un brano di storia sconosciuto.
Pure il giornalista Paolo Medeossi, ha ricordato la figura di Cattalini. “È stato per me un vero maestro – dice Medeossi – e ci raccontava le vicende della sua Zara, dell’esodo giuliano dalmata e delle eliminazioni degli italiani nelle foibe con dolore, ma senza rancori, anzi con pacatezza.
L’ultima relazione ufficiale è stata quella del professor Andrea Tilatti, storico dell’Università di Udine. “Questo libro è denso di testimonianze – ha detto Tilatti – perciò e la sua ricchezza sta nell’insieme di vicende descritte dai protagonisti o dai loro discendenti, poi è molto interessante il dato sull’esodo degli italiani del 1920, quando la Dalmazia, esclusa la città di Zara, venne assegnata al nascente Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni, poi è descritto l’esodo del 1943, durato fino al 1956 e oltre”.
La parola al professor Andrea Tilatti, dell'Università di Udine. Foto di Giancarlo Martina

Il professor Varutti ha svolto la sua relazione mostrando una serie inedita di fotografie e di documenti d’epoca. “Vorrei menzionare come è stato portato via dai titini – ha detto Varutti – il padre dei fratelli Mattini che sono presenti qui in sala”. Ecco il racconto: Frane, vien un momento via con noi, i gà dito. È iniziato così il triste ricordo del padre infoibato per Onorina Mattini, nata a Pinguente nel 1924. Era il 15 settembre 1943. Hanno usato il diminutivo, vezzeggiativo in lingua croata “Frane”, per “Francesco”. Egli era un addetto dell’impianto pompe dell’acquedotto militare di Pinguente. Francesco Mattini, classe 1895, non era una camicia nera. Non era un militare. Era un impiegato civile. Lo hanno ammassato nella scuola del paese, divenuta per l’occasione prigione titina, assieme a tanti altri italiani del posto da eliminare. 
Nel libro ci sono altre storie di infoibati, raccontate dai discendenti, come l’ingegnere Carlo Alberto Privileggi di Parenzo, oppure Maria Cramer di Montona,  Giusto e Mario Chersi, di Parenzo, ovvero della fucilazione dei tre fratelli Mrak, di Cerò di Sotto (oggi in Slovenia, Dolnje Cerovo).
Pubblico in piedi perfino nell'atrio di ingresso. Fotografia di Giancarlo Martina

Nel dibattito che si è aperto ha parlato Paola Del Din, accennando anche lei al fatto che Cattalini fosse pacato e disponibile al dialogo fra le sponde dell’Adriatico, mentre la situazione per certi storici croati non è ancora stata ben chiarita, lasciando ancora dei lati oscuri. “Come può crescere una democrazia – ha tuonato la Del Din – se vengono dette delle bugie?”. A quel punto è partito un lungo ed intenso applauso.

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Servizio giornalistico, di ricerca e di networking a cura di Sebastiano Pio Zucchiatti e E.V. Fotografie di Daniela Conighi, Giancarlo Martina e Germano Vidussi che si ringraziano per la collaborazione prestata.
L'intervento seguitissimo e applauditissimo di Paola Del Din, medaglia d'oro al valor militare
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Ringraziamenti. Per alcuni informazioni ricevute sono grato alla cortese signora Patrizia Pauletig, della Segreteria di Presidenza della Provincia di Udine.
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Sitologia e cenni bibliografici
- E. Varutti, La campana di Harzarich. Intervista sull'esodo istriano, 1943, on-line dal 28 ottobre 2014.

- E. Varutti, Parla Sara, nipote di Arnaldo Harzarich, che scoprì le foibe d’Istria, on-line dal 2 marzo 2015.

- E. Varutti, La Giornata del Ricordo. L’orrore di quella mattanza: parlano i testimoni delle foibe, «Messaggero Veneto», 7 febbraio 2018, p. 48.

-Lucia Bellaspiga, Udine. Io, a 97 anni ultimo testimone oculare delle stragi delle foibe, «L’Avvenire», 6 gennaio 2018.

- Giorno del Ricordo. Da Porzûs alle foibe, passando per l’esodo istriano. La riflessione dello storico Raoul Pupo. Profughi, 100 mila per Udine. Testimonianza, Sara: È stato mio zio a scoprire le foibe, «La Vita Cattolica», 7 febbraio 2018, p. 9.

- Marina Corradi, Lettere. Foibe, il coraggio di chi denunciò i crimini e il bacio che salvò la memoria, «L’Avvenire» del 10 febbraio 2018.

- David Zanirato, Esuli istriani e dalmati in città, un libro e una ricerca. Foibe, le storie degli esuli Centomila a Udine, «Il Gazzettino», Cronaca del Friuli, 11 febbraio 2018, pp. I-II.