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martedì 8 agosto 2017

Viaggio a Breslavia

Nei documenti storici antichi la città è chiamata: Wratislavia. Era così nel 1241, quando è distrutta dall’orda tartara. Certi italiani la confondono con la capitale slovacca: Bratislava o Presburgo. Il Municipio di Breslavia è al centro della piazza del Mercato. È opera di stile gotico del 1242. Sorge come Casa dei Mercanti, poi tra il Trecento e il Cinquecento è ingrandito e trasformato secondo i gusti del tempo fino ad essere come ci appare oggi.
Notturno in piazza del Mercato a Breslavia. 
Fotografia di Elio Varutti

Il toponimo italiano di Breslavia si riconduce al tedesco Breslau. In polacco è Wrocław. Questo è sempre stato un incrocio di culture germanica e slava, inoltre i traffici mercantili del passato passavano di qui per portare merci dai territori degli Asburgo fino al Baltico e viceversa. È crocevia di varie religioni: cattolici, ebrei e protestanti.
La città appartiene al Regno di Polonia nel X secolo, ma poi è sotto l’influenza del commercio tedesco, appartenendo al Regno di Boemia (1335). Fu poi degli Asburgo (1526), poi prussiana (1741),  tedesca (1871) e nazista (1932). Dopo il 1945 ritorna polacca con forti immigrazioni di polacchi di Leopoli (o L’vov, in Ucraina), espulsi dai Russi.
La Casa dei grifi e delle aquile, XVI secolo a Breslavia

Col gruppo di Boscolo Tours - aprile 2017 - e la guida polacca osserviamo le case più pittoresche di piazza del Mercato. Si nota la Casa dei Grifi, costruita da ricchi pellettieri nel XVI secolo. 
Altre due case curiose sono nell’angolo nord ovest della piazza. Sono dette popolarmente di Hansel e Gretel, poiché quasi fiabesche, in mezzo ai caseggiati delle potenti famiglie di mercanti. Le due casettine, una rinascimentale, l’altra barocca, pare che fossero le case dei chierici. Curiosamente si è trovato, al n. 3, anche uno stemma simile a quello dei cramars della Carnia, mercanti ambulanti attivi fino all’Età Moderna.
Breslavia - Portale con lo stemma simile a quello dei cramars del Friuli

La Biblioteca Nazionale ha sede in un elegante edificio barocco del 1675. La cattedrale di S. Vincenzo è del XIII secolo. È tra le più ampie e vecchie di Breslavia, purtroppo l’interno è spoglio. Lì vicino c’è la chiesa della S. Croce, un monumento esemplare della architettura gotica polacca. Costruita tra il 1288 e il 1350, è dotata di due torri laterali. Solo una è abbellita da un appuntitissima guglia in rame. L’altra è mozza. L’interno presenta due aule di culto sovrapposte.
Le case di Hansel e Gretel a Breslavia

La cattedrale di San Giovanni Battista presenta due torri appaiate che dominano la città. Ha una vita burrascosa. Eretta sulle spoglie di un edificio romanico del 1158 distrutto dall’invasione tartara, viene rimaneggiata in stile gotico tra il 1244 e il 1430. Durante la seconda guerra mondiale è danneggiata per il 70% dai bombardamenti. Viene ricostruita nel 1946-1951 con l’uso massiccio di mattoni. Ecco perché la facciata si presenta con una massa eccessiva di laterizi, senza transetto. Le due alte torri sono state rinforzate da crescenti contrafforti. L’interno è interessante con opere di italiani e di altri artisti.

La Biblioteca Nazionale

Breslavia - Notturno sul Monumento che ricorda i 22 mila caduti polacchi nella strage di Katin, perpetrata dai russi stalinisti nel 1940-1941, per eliminare ufficiali e intellettuali

Breslavia, città di ponti sul fiume Odra

Il vecchio municipio di Breslavia

Breslavia - Carri armati sovietici T 34 (innovativi e vincenti) davanti al cimitero dei caduti russi nel secondo conflitto mondiale


Sitologia


lunedì 7 agosto 2017

Il Palazzo del Centenario a Breslavia

Compreso dal 2006 tra i Patrimoni dell’Umanità secondo l’UNESCO, il Palazzo fu costruito tra il 1911 e il 1913 a Breslavia. L’architetto che lo progettò, Max Berg, si è ispirato direttamente al Pantheon di Roma. La cupola della costruzione ha un diametro interno di 65 metri. È alta 43 metri.
Il Palazzo del Centenario a Breslavia

È un posto simbolico della partecipazione della gente comune. Imperversavano gli ideali positivisti tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, perciò l’alleanza interclassista spinge alla costruzione di questo edificio per il divertimento cittadino. Ha tutti i 4.310 posti a sedere uguali, quasi come un simulacro della piena democrazia. Sorge sulla sponda destra dell’Odra e fu inaugurato durante le celebrazioni del centenario della battaglia di Lipsia, una delle sconfitte più sonore di Napoleone Bonaparte.
Siamo arrivati qui in pullman col gruppo di Boscolo Tours, con una guida polacca che ci spiega in italiano le bellezze della sua terra e risponde gentilmente anche a molte domande di attualità.
La struttura, per il tempo di edificazione, è avveniristica. Eretta in mezzo ad un parco, tutta in cemento armato, ha una superficie di 3.200 metri quadrati. Le feste popolari si avvicendarono qui solo fino all’epoca della Repubblica di Weimar, dato che col nazismo fu sede di adunate politiche, gagliardetti e svastiche. Subì gravi danneggiamenti dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. La città si arrese ai Russi solo il 6 maggio 1945. Cacciati i numerosi tedeschi che l’abitavano, fu ripopolata coi polacchi espulsi dalla zona ucraina di Leopoli, annessa all’URRS.

Oggi il Palazzo del Centenario ospita concerti, eventi di carattere sportivo ed altre manifestazioni varie. Lì in zona si trovano alcuni edifici in stile funzionalista, quasi come quello del Palazzo della Regione, edificato negli anni Trenta, con Hitler al potere. 
In particolare si nota il “Pawilon Czterech Kopuł”, originale edificio delle quattro cupole dei primi del Novecento, opera dell’architetto Hans Poelzig. Già studio di produzione cinematografica, oggi ospita un museo di arte contemporanea.
L’area è arricchita da un propileo, che con le sue ordinate colonne concede al Palazzo del Centenario una ulteriore monumentalità. Non si può evitare un’alta guglia in acciaio di 96 metri, costruita nel 1948, ai tempi del comunismo polacco. È detta “Iglica”, che in polacco vuol dire: ago.

Nota plurilingue: Breslavia in polacco è: Wrocław. In slesiano: Wrocłow. In tedesco: Breslau e in ceco: Vratislav.
Il propileo con, al centro, la guglia del 1948 e, sullo sfondo, il Palazzo del Centenario. Fotografie di Elio Varutti

Architettura funzionalista a Breslavia

Una delle quattro cupole del Pawilon Czterech Kopuł

Notturno per il Palazzo della Regione, degli anni Trenta, in stile funzionalista tedesco

Tanti saluti dallo gnomo tipografo, alto come un gingerino. Breslavia è piena di queste buffe sculture, che ricordano quando gli universitari, ai tempi del comunismo, si davano appuntamento stile "flash-mob", vestiti da nani, come metodo di resistenza passiva alla dittatura 
Sitologia

E. Varutti, Viaggio a Breslavia, 2017.