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giovedì 7 giugno 2018

Tesori artistici a Ferrara nella collezione Cavallini Sgarbi, al Castello Estense


Prorogata fino al 2 settembre 2018 la collezione Cavallini Sgarbi di Ferrara è molto particolare. Volendo fare una critica divergente e tendenzialmente quasi irriverente, diremo alcune cose. Qui non ci sono madonnine infilzate al cuore da sette spade. 
Antonio Cicognara, Madonna del latte tra sant'Agnese e santa Caterina d'Alessandria, 1490 tra i capitelli marmorei con sibille dello scultore ticinese Domenico Gagini del 1484. Collezione Cavallini Sgarbi

Le pitture a carattere religioso tirano sul classico. Al massimo vi potrà capitare di notare un volto sofferente della “Madonna del latte tra sant’Agnese e santa Caterina d’Alessandria” di Antonio Cicognara, del 1490. Si resta comunque abbacinati dalla ricchezza dei colori e dalla bellezza generale delle opere che vanno dal XV al XX secolo.
Poi vi succederà di piombare nella sfacciata nudità femminile di certi quadri, ma sono le stesse schede critiche dell’esposizione a guidare lo spettatore tra le opere. Corpi procaci con veli e senza veli. A mio parere, perfino la “Maddalena penitente” di Antonio Cavallucci, pittura del 1787, ha un qualcosina di pruriginoso.
Il titolo della bella rassegna, aperta al Castello Estense lo scorso 3 febbraio, è: “La collezione Cavallini Sgarbi. Da Niccolò dell'Arca a Gaetano Previati - Tesori d’arte per Ferrara”.
Oltre 130 capolavori della celebre collezione privata sono qui esposti. Non si tratta solo di eccellenti pitture e sculture, ma anche di terrecotte, marmi ed alabastri (o ossi e corni) finemente lavorati. Ci sono pittate sulle tele esili figure femminili che reggono mollemente un vassoio con la testa di un omone appena sgozzato. Beh, guardiamo un altro quadro. Oddio, c’è un’altra femmina impegnata al massimo nel tentare di infilare uno scalpello col martello nella tempia di un maschione nerboruto. È proprio la rassegna dell’incredibile e del mai visto. È intrisa di una certa aggressività questa esposizione. State tranquilli perché ci sono molte opere meno calienti.
Uno scorcio delle sale al Castello estense di Ferrara con la Collezione Cavallini Sgarbi in mostra

Dai su, c’è persino l’automobilina a pedali con cui giocava il bimbo Vittorio. Ciò provocherà l’invidia scellerata del visitatore troppo occhiuto. È solo una stanza dei giochi, ricostruita per i visitatori. Molto ben spiegati sono i motivi per i quali sorse la raccolta di opere a cura di Caterina Sgarbi, farmacista come il marito Giuseppe. Per soddisfare le curiosità artistiche del figlio e, diciamolo, pure della famiglia allegra e disinvolta.
Come detto le opere in mostra vanno dall’inizio del Quattrocento alla metà del Novecento. Sono state amorevolmente raccolte in circa quaranta anni di collezionismo appassionato da Vittorio Sgarbi con la madre Caterina “Rina” Cavallini e con la presenza silenziosa di Giuseppe Sgarbi. Provengono dalla Fondazione Cavallini Sgarbi.
Elisabetta Sgarbi, per mezzo della propria Fondazione, ha voluto che questa mostra evidenziasse, nel luogo più emblematico di Ferrara, non solo la vicenda di un’originale impresa culturale, ma anche quella di una famiglia ferrarese dedita all’arte. Oltre alle citate fondazioni ha collaborato il Comune di Ferrara, sotto il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e della Regione Emilia-Romagna.
Un'altra sala della ricca rassegna al Castello estense di Ferrara con la Collezione Cavallini Sgarbi in mostra

La mostra inizia con un capolavoro del Rinascimento italiano, ossia il “San Domenico” in terracotta del 1474. Opera di Niccolò dell’Arca, appunto. Da qui in poi mi avvalgo molto delle informazioni per la stampa. La grande terracotta era collocata in origine sopra la porta “della vestiaria” nel convento della chiesa di San Domenico a Bologna. Lì tra il 1469 e il 1473 l’artista attese all’Arca del santo, da cui deriva tale pseudonimo. Il torso mostra la capacità del maestro pugliese di plasmare le sue figure in modo autentico da farle sembrare vive.
Seguono i capitelli marmorei con sibille del 1484, opera dello scultore ticinese Domenico Gagini. Poi vedrete le terrecotte di Matteo Civitali e Agostino de Fundulis, oltre a una rara raccolta di dipinti su tavola del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento ferrarese. Ecco l’elenco di artisti: Antonio Cicognara, Giovanni Battista Benvenuti detto l’Ortolano, Nicolò Pisano, Benvenuto Tisi detto il Garofalo. Ci sono pure opere di: Liberale da Verona, Jacopo da Valenza, Antonio da Crevalcore, Giovanni Agostino da Lodi, Nicola Filotesio detto Cola dell’Amatrice, Johannes Hispanus, Bernardino da Tossignano, Francesco Zaganelli, Bartolomeo di David, Lambert Sustris.
La “scuola ferrarese” è ben presente con quadri del XVII secolo. Si va da Sebastiano Filippi detto il Bastianino, Gaspare Venturini, Ippolito Scarsella detto lo Scarsellino, Camillo Ricci, Giuseppe Caletti e Carlo Bononi. Allo stesso tempo vi potrete soffermare su interessanti esempi di pittura italiana del Seicento, tra i quali bisogna menzionare la Cleopatra di Artemisia Gentileschi, la Maddalena assistita dagli angeli di Pier Francesco Mazzucchelli detto il Morazzone, il San Girolamo di Jusepe Ribera, la Vita umana di Guido Cagnacci e il Ritratto di Francesco Righetti di Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino.
Il mare è dietro. C’è l’attesa nei volti delle donne, immobili. C’è rassegnazione e paiono recitare qualche litania. È il Rosario di Cagnaccio di San Pietro, pseudonimo di Natale Scarpa (Desenzano del Garda, Brescia, 1897 – Venezia, 1946). Collezione Cavallini Sgarbi

Anche la ritrattistica ha il suo bel daffare in questa rassegna. Lo sviluppo di tale pitture di genere va dall’inizio del Cinquecento alla fine dell’Ottocento, tra pittura e scultura, da Lorenzo Lotto a Francesco Hayez, con specialisti tipo Bartolomeo Passerotti, Nicolas Régnier, Philippe de Champaigne, Giovan Battista Gaulli detto il Baciccio, Enrico Merengo, Ferdinand Voet, Giovanni Antonio Cybei, Pietro Labruzzi, Lorenzo Bartolini, Raimondo Trentanove e Vincenzo Vela.
Pure seducente è l’itinerario tra i dipinti di tema sacro, allegorico e mitologico del Seicento e del Settecento. Abbiamo maestri della scuola veneta come Marcantonio Bassetti, Pietro Damini, Pietro Vecchia, Johann Carl Loth, Giovanni Antonio Fumiani. Oppure c’è quella emiliana, con Simone Cantarini, Matteo Loves, Marcantonio Franceschini, Ignaz Stern detto Ignazio Stella. C’è la scuola lombarda: Paolo Pagani e Agostino Santagostino. Quella romana con Giuseppe Cesari detto il Cavalier d’Arpino, Angelo Caroselli, Pseudo Caroselli, Giusto Fiammingo e Antonio Cavallucci. Infine abbiamo i toscani: Giacinto Gimignani, Livio Mehus, Alessandro Rosi, Pietro Paolini e Giovanni Domenico Lombardi.
Tra le sculture, si possono menzionare le opere di Giuseppe Mazza, Cesare Tiazzi, Petronio Tadolini e Giovanni Putti, di area bolognese ed emiliana. Tra Ottocento e Novecento la mostra torna su Ferrara e sui suoi artisti: Gaetano Previati, Giovanni Boldini, Filippo de Pisis, Giuseppe Mentessi, Adolfo Magrini, Giovanni Battista Crema, Ugo Martelli, Augusto Tagliaferri, Carlo Parmeggiani, Arrigo Minerbi e Ulderico Fabbri. Costoro sono in mostra con opere veramente interessanti.
Fine mostra. Dietro in cancello si intravvede la sala dei giochi con l'automobile rossa, che potrebbe destare grande invidia tra i visitatori sessantenni alla Collezione Cavallini Sgarbi
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Il catalogo della mostra, a cura di Pietro Di Natale, è pubblicato da La nave di Teseo editore. Allestimento a cura di ReallizzArte e Studio Volpatti.
La mostra è realizzata e promossa dalla Fondazione Elisabetta Sgarbi, in collaborazione con la Fondazione Cavallini Sgarbi, con il Comune di Ferrara, con il Patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e della Regione Emilia-Romagna, con il supporto di Bonifiche Ferraresi, Fondazione Cariplo, Genera Group Holdings, CiaccioArte, Ascom.
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INFORMAZIONI: Museo del Castello Estense: 0532 299233; castelloestense@comune.fe.it
Per dettagli su tariffe e agevolazioni: www.castelloestense.it
Prenotazioni visite guidate: 0532244949; diamanti@comune.fe.it
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Servizio redazionale, di fotografia e di Networking a cura di Sebastiano Pio Zucchiatti e Elio Varutti. 
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L'ingresso della mostra Cavallini Sgarbi al Castello di Ferrara
 


martedì 10 ottobre 2017

Previati, Mentessi, Boldini e altri pittori in mostra nel Castello ferito di Ferrara

C’è una mostra del territorio assai interessante a Ferrara. Il suo valore estetico spazia poi in campo nazionale, e addirittura oltre il patrio suolo. 

La location della rassegna è quella del Castello estense colpito dal terremoto del 2012 e rimesso in sesto per le visite pubbliche. Si notano, tuttavia, ampi cerotti sui soffitti e sulle pareti affrescate. Quei cerotti costituiscono un’esperienza formativa per il turista, per comprendere le ferite subite dal Castello a causa del sisma. Le grottesche incerottate sono un unicum. Forse, un motivo in più per visitare il castello in questi tempi.
Lo scopo principale della visita è, comunque, la rassegna temporanea dei capolavori di Giovanni Boldini, Filippo de Pisis, Gaetano Previati, Giuseppe Mentessi e di altri artisti ferraresi attivi tra lo scorso secolo e l’Ottocento.
La mostra è in funzione dal 15 giugno 2016 al 27 dicembre 2017 con un allestimento rinnovato per le opere di Boldini,  Previati, Mentessi. Si accompagna un percorso dedicato a Filippo De Pisis – come è spiegato nel sito web del Castello estense – nella sontuosa cornice del monumento simbolo di Ferrara. Solo in questo modo si possono ammirare le opere delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Palazzo Massari, rimasto chiuso al pubblico in seguito alle scosse sismiche del 2012. L’intento degli organizzatori e degli enti curatori è stato quello di continuare a tenere vivi i musei, nonostante la chiusura della loro sede per restauro, e di offrire una nuova opportunità per visitare il Castello Estense.
Giuseppe Mentessi, Pace, (1907). Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara, in esposizione al Castello estense

Tra i protagonisti della rassegna – come si legge nella presentazione della mostra – vi sono artisti ferraresi attivi sulla scena italiana, come Giuseppe Mentessi, Alberto Pisa o Arrigo Minerbi, e, accanto ad essi, figure di statura internazionale quali Giovanni Boldini, celebrato ritrattista della Belle Époque. Poi c’è Gaetano Previati, l’interprete del divisionismo e del gruppo simbolista. L’esposizione si sviluppa per sale tematiche che richiamano i motivi portanti delle ricerche a cavallo tra Ottocento e Novecento. Si va dal ritratto moderno e i suoi nuovi codici, ai temi storico-allegorici, fino alla dimensione monumentale e decorativa. Poi ci sono i nuovi soggetti della modernità, il paesaggio reale e il paesaggio dell’anima, le tensioni morali e spirituali alla vigilia della Grande guerra.
Il percorso prosegue poi nello scrigno dei Camerini di Alfonso I, dove rimane allestita la selezione di capolavori di Filippo De Pisis, che racconta la parabola artistica di un altro talento ferrarese, attivo sul palcoscenico italiano e parigino a partire dagli anni Venti del Novecento.

 Filippo de Pisis, Ritratto di Allegro, (1940). Olio su cartone incollato su tavola.  Museo d’Arte Moderna e Contemporanea “Filippo de Pisis”. Donazione Franca Fenga Malabotta. In esposizione al Castello estense per questa mostra
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ORARI DI APERTURA E PREZZI
9.30 - 17.30
Museo: ingresso consentito fino alle 16.45
Museo + Torre dei Leoni: ingresso consentito fino alle 16.00

2017
Dall'1 ottobre al 31 dicembre chiuso il lunedì
30 ottobre, 1 novembre, 8 dicembre aperto
25 dicembre chiuso
26 dicembre aperto 9.30-18.30 (ingresso al museo consentito fino alle 17.45 con visita alla torre fino alle 17.00)
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Il Castello estense di Ferrara. Fotografia dal sito web ilTurista.info di Marco Dalmonte che si ringrazia per la pubblicazione e diffusione

Prezzi
TARIFFE COMPRENSIVE DEL CASTELLO E DELL'ESPOSIZIONE "L'ARTE PER L'ARTE" (FINO AL 27 DICEMBRE 2017)
Intero = 8,00 euro
Ridotto = 6,00 euro (minori tra i 12 e i 18 anni; maggiori di 65 anni;  componenti di gruppi di almeno 15 persone; soci di Enti/associazioni convenzionate (Altroconsumo, Coop Alleanza 3.0; Touring Club Italiano; FAI-Fondo Ambiente Italiano); partecipanti alle visite guidate; studenti universitari con tessera di iscrizione al corso di studi; possessori del biglietto intero o ridotto delle mostre della Fondazione Ferrara Arte.        
Torre dei Leoni = supplemento 2,00 euro    
Gruppi scuole  medie e superiori = 3,00 euro           
Minori tra i 6 e i 12 anni = 1,00 euro
Family = Per ogni adulto pagante, 1 minore entra gratis.
Videoguida su tablet = 2,00 euro
           
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INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
Biglietteria Castello Estense
Tel. +39 0532 299233
Fax +39 0532 299279

Limonaie al Castello estense di Ferrara. Fotografia di Daniela Conighi, che si ringrazia per la diffusione