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mercoledì 25 maggio 2016

Friuli 1866-2016, conferenza del Cirf a Udine


“Friuli 1866-2016 Dall'entrata del Friuli nell'Italia ai giorni nostri", questo il titolo della seconda conferenza organizzata dal Centro Interdipartimentale di Ricerca sulla Cultura e la Lingua del Friuli (Cirf) dell’Università di Udine e dall’Istituto Statale di Istruzione Superiore “B. Stringher” di Udine, tenutasi martedì 24 maggio 2016 presso Palazzo di Toppo Wassermann di via Gemona a Udine nella stupenda cornice affrescata della Sala del Consiglio. 
 
Il tavolo dei relatori: Carlo Rosario Porcella, Anna Maria Zilli e Guido Bulfone. Fotografia di Elio Varutti

La conferenza, basata sulla memorialistica, che ha toccato tematiche della storia e delle condizioni sociali ed economiche del Friuli dal passaggio all'Italia dall'Impero Austriaco in quel fatidico 1866 financo alle due guerre mondiali, ha visto un ricco carnet di interventi anticipato da una breve chiosa di tre ragazzi del gruppo teatrale dello Stringher, coordinato  da Luca Martini e Maria Pacelli. Gli allievi Federico Polli, Jacopo Zuccato e Noemi Mion hanno interpretato uno stralcio tratto dal libro La scelta di Stefano Menis, scritto sulla base del memoriale di Ferdinando Pascolo, reduce della campagna di Russia. 
Tra il pubblico in sala si nota, primo a destra, Vincenzo Rossi, presidente del Club Cortonesi Toscani Amici FVG. 
Fotografia di Elio Varutti
Tra i relatori la Dirigente Scolastica dello Stringher Anna Maria Zilli, attiva promotrice dell'iniziativa, che ha trattato i temi della "Memorialistica in Friuli. La scelta di Stefano Menis tratta dal memoriale di Fernando Pascolo ‘Silla’ e altri scritti". È seguito l'intervento dell'ingegner Guido Bulfone, che ha trattato della "Storia dei confini attraverso il francobollo e la corrispondenza". Lo storico e scrittore Guido Aviani Fulvio ha invece portato l'attenzione su "Uno sguardo sul Friuli dal 1866 alle due guerre mondiali". Il presidente dell'Istituto per la storia del Risorgimento italiano, Carlo Rosario Porcella ha parlato infine de "Il Friuli ai tempi di Quintino Sella" e del suo operato quale commissario governativo.
 
I Nipoti di Zio Bonaldo durante la lettura scenica de La scelta di Stefano Menis. Il gruppo, coordinato dai professori Luca Martini e Maria Pacelli, è composto qui dagli allievi Federico Polli, Jacopo Zuccato, al centro, e Noemi Mion. 
Fotografia di Elio Varutti


1. Si può fare storia partendo da un francobollo?

Cronaca e commenti. Si può fare storia partendo da un francobollo? È quanto ha cercato di dimostrare l’ingegnere Guido Bulfone, collezionista filatelico e di corrispondenze. L’occasione per farlo gli è stata data dalla conferenza organizzata dal Centro Interdipartimentale di Ricerca sulla Cultura e la Lingua del Friuli (Cirf) dell’Università di Udine e dall’Istituto Statale di Istruzione Superiore “B. Stringher” di Udine per martedì 24 maggio 2016. L’evento si è tenuto nella gremita sala del consiglio di Palazzo di Toppo Wassermann, in Via Gemona. Era intitolato “Confini. Friuli 1866-2016. Dall’entrata del Friuli nell’Italia ai nostri giorni”.
Il relatore di storia postale ha mostrato i primi francobolli del Regno Lombardo Veneto del 1850, per passare alle affrancature della Grande Guerra, incluse le cartoline militari con franchigia, ossia senza il costo del bollo. C’è stata persino la curiosità di un francobollo emesso nel 1918 dal Comune di Udine, sotto l’occupazione austro-tedesca, poiché in città erano terminati i bolli e gli occupanti erano troppo presi a requisire di tutto e a portarselo via, anziché rifornire di francobolli gli uffici addetti.
Una tappa è stata riservata alle corrispondenze del litorale istriano, fiumano e dalmata dal 1918 al 1924, data della annessione di Fiume al Regno d’Italia, dopo la parentesi della Reggenza del Carnaro, sotto la guida di D’Annunzio.
Anna Maria Zilli apre la conferenza del Cirf a Udine il 24.05.2016. 
Fotografia di Elio Varutti

Non poteva sfuggire all’occhiuto filatelico la posta nel periodo di Lubiana, provincia italiana, dopo l’annessione al Regno d’Italia, 1941-1943. Poi si sono visti i bolli con la sovrastampa della RSI. Quelli della RSI con sovrastampa partigiana. Quelli italiani con sovrastampa del Governo Militare Alleato e del Territorio Libero di Trieste.
Bulfone è stato presentato da Anna Maria Zilli, dirigente scolastico dello “Stringher”, che ha aperto i lavori del convegno con una relazione dal titolo: “Memorialistica in Friuli. La scelta di Stefano Menis, tratta dal memoriale di Ferdinando Pascolo ‘Silla’ e altri scritti”. La Zilli ha trattato anche del progetto Umanità dentro la guerra, da lei ideato nel 2011 a partire sempre dal memoriale di Pascolo ‘Silla’. La preside Zilli ha anche portato i saluti di Matteo Tonon, presidente dell’Associazione degli Industriali di Udine, impossibilitato a partecipare per altri impegni e che aveva delegato un suo rappresentante all’incontro di alto valore culturale.
Il tavolo dei relatori: Guido Aviani Fulvio, Carlo Rosario Porcella e Anna Maria Zilli.Fotografia di Elio Varutti

«Testimonianze e biografie – ha detto Zilli – si intrecciano con la storiografia, ecco perché nella nostra scuola facciamo storia con un approccio di laboratorio; cerchiamo testimonianze, fotografie, cartoline, lettere, diari, per recuperare percorsi altrimenti nascosti e confrontarli con la storiografia ufficiale. Vogliamo scrivere nuove antologie con tali materiali». Ha poi citato alcuni memoriali, donati di recente al Laboratorio di Storia dell’Istituto dall’Associazione Partigiani Osoppo. Si tratta dei volumi di Dino Burelli, Redento Bello e Romano Della Valentina.
Relazione del tutto originale quella di Guido Aviani Fulvio, storico ed editore. Parlando a braccio e dimenandosi per la sala, attirando così di più l’attenzione, il secondo relatore in programma ha parlato in forma semplice e discorsiva del periodo storico dal 1866 ai due conflitti mondiali del ‘900. Senza diapositive e senza fogli.
I relatori: Guido Aviani Fulvio e Carlo Rosario Porcella. 
Fotografia di Elio Varutti

Molto tecnico e documentato è stato l’intervento di Carlo Rosario Porcella, presidente dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano. Ha voluto enfatizzare quanto poco interessasse all’Austria di tenersi le provincie venete, dopo la Prima guerra d’Indipendenza. È stato ancora una volta abbattuto il mito che vedeva i friulani star bene sotto l’Austria. Tutt’altro, c’erano tasse a non finire e arretratezza economica da morire di fame o da emigrare in Argentina, Brasile, Uruguay e USA. I friulani non volevano occuparsi di politica perché l’Austria aveva ridotto le possibilità di autogoverno, dopo il 1859. La politica monetaria era uno sfracello, con l’introduzione delle banconote, che nessuno voleva poiché si svalutavano rispetto alle monete d’argento. L’usura imperversava. L’obbligo militare era di otto anni. Carestie e epidemie erano all’ordine del giorno: ecco cos’era l’Austria per il Friuli e il Veneto. Altro che “Austria, paese ordinato”.
Nel 1866 con l’arrivo di Quintino Sella, argomento centrale dell’intervento di Porcella, le cose mutarono. Tre furono le richieste dei friulani all’Italia rappresentata dal regio commissario per la Provincia di Udine. Tutte e tre vennero realizzate: una scuola tecnica commerciale industriale (istituita 13 giorni dopo la domanda e più tardi fu chiamata “Antonio Zanon”), la ferrovia pontebbana (finita nel 1879) e un canale d’irrigazione (il Canale Ledra, terminato nel 1889).
Guido Bulfone. Fotografia di Elio Varutti

Il dibattito intenso
Aviani ha chiesto se nelle scuole si tratti la storia locale. Le ha risposto Anna Maria Zilli, spiegando che in alcune realtà, come allo “Stringher” sia attivo un Laboratorio di Storia, che cerca di spiegare anche la storia del territorio. Le ha fatto eco la professoressa Elisabetta Marioni, autrice con altri suoi colleghi di “Ospiti di gente varia : cosacchi, esuli giuliano dalmati e il Centro di smistamento profughi di Udine 1943-1960", edito dall’Istituto Stringher stesso, nel 2015.
È intervenuto poi Gian Carlo Bertuzzi, per confermare che alcune esperienze interessanti ci sono, come a Latisana e a Timau, nelle scuole medie di primo grado. Ha ricordato pure che l’economia friulana si diresse nell’industria pesante, grazie ad investimenti stranieri, che – citando Loris Fortuna – si portavano fuori anche i profitti.
Ha parlato in seguito Vincenzo Rossi, presidente del Club Cortonesi Toscani Amici FVG, per ricordare come tale sodalizio abbia operato in alcune scuole superiori di Udine (Deganutti, Ceconi e Marinoni) con il progetto “Il piacere della lettura”, ottenendo un discreto successo tra gli studenti.
Ha voluto poi portare il suo gradito contributo Renata Capria D’Aronco, presidente del Club UNESCO di Udine, ricordando che lo Stringher è una scuola partner di UNESCO, per le interessanti attività didattiche orientate alla pace e alla solidarietà, come ad esempio proprio il tema della Umanità dentro la guerra, conosciuto in campo nazionale ed anche all’estero, per merito degli insegnanti del Laboratorio di Storia dell’Istituto Stringher e della sua preside.
L'ingegnere Paolo Pascolo, presidente del Cirf, conclude la conferenza del 24.05.2016. Fotografia di Elio Varutti

Le conclusioni del convegno sono state tratte dal professor Paolo Pascolo, direttore del Cirf, che ha ricordato l’importanza delle conferenze intitolate “Confini”, organizzate dall’Università di Udine, nel 150° anniversario della unificazione del Friuli all’Italia, appunto 1866-2016.
L’interessante convegno è stato aperto da una lettura scenica de “La scelta”, di Stefano Menis, opera teatrale tratta dal memoriale di Ferdinando Pascolo ‘Silla’. Noemi, Federico e Jacopo, tre attori studenti del gruppo teatrale “I Nipoti di Zio Bonaldo” hanno letto con particolare intensità il singolare testo, con la regia della professoressa Maria Pacelli, pure lei del Laboratorio di Storia dello Stringher, di cui è referente il professor Giancarlo Martina

I Nipoti di Zio Bonaldo all'opera (gruppo teatrale dello Stringher), in alto, e Anna Maria Zilli durante il suo intervento di apertura della conferenza  sui Confini del 24.05.2016 a Udine. 
Fotografia di Elio Varutti


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Servizio giornalistico di Cristiano Meneghel.
Networking, commenti e fotografie di Elio Varutti


venerdì 29 aprile 2016

Toni Capuozzo a Udine, col CIRF

Sembra una contraddizione, eppure cercare alcuni sprazzi di umanità in un conflitto è un’opera avviata da un progetto educativo lanciato a Udine nel 2011. Se ne è parlato all’Università di Udine in una ghiotta occasione culturale, visto che l’ospite principale è stato il cronista di guerra Toni Capuozzo, laureato in sociologia, friulano di nascita, visto che è nato in quel di Palmanova, con la mamma esule da Fiume, città italiana del Carnaro, dal 1924 al 1945.

Toni Capuozzo a Palazzo Garzolini (di Toppo Wassermann), Udine il 21 aprile 2016.  Fotografia di Elio Varutti

«Il progetto Umanità dentro la guerra è di una singolarità preziosa – ha detto Toni Capuozzo – perché è contro corrente infatti, sui conflitti, molti come me, sono i pessimisti». Ha concluso così il noto giornalista di TG 5 le due importanti iniziative organizzate dal Centro Interdipartimentale di Ricerca sulla Cultura e la Lingua del Friuli (Cirf) dell’Università di Udine. Gli appuntamenti culturali si sono svolti a Udine presso Palazzo Garzolini (di Toppo Wassermann) di Via Gemona 92. 
L’occasione degli incontri sul tema “Friuli terra di confini (1866-2016)” è stata fornita il 21 aprile 2016 dal professor Paolo Pascolo, direttore del Cirf. Nel primo incontro, definito conferenza stampa, sono stati presentati i prossimi appuntamenti che inizieranno con “La scelta”, una pièce teatrale di Stefano Menis, ispirata al memoriale di Ferdinando Pascolo “Silla”, intitolato “Che strano ragazzo, dalla sacca del Don al carcere repubblichino per una nuova Italia”, Aviani & Aviani editori, Udine 2013. «Il secondo evento che stiamo allestendo – ha aggiunto Pascolo – è dedicato alla storia dei confini labili attraverso il francobollo e le lettere dal fronte».
Verso le ore 16,40 il professor Pascolo ha aperto il convegno intitolato “Cronaca e memorialistica per capire la storia”, illustrando il progetto Umanità dentro la guerra, sorto dal libro scritto da suo padre, soldato in Russia e poi partigiano in Friuli.
La professoressa Anna Maria Zilli, Dirigente scolastico dell’Istituto Statale d’Istruzione Superiore “B. Stringer” di Udine, ideatrice del progetto Umanità dentro la guerra, ha spiegato i motivi che hanno fatto nascere sin dal 2011 l’originale attività didattica, ampliatasi nel tempo. «La mia relazione si incentra sul modo di insegnare la storia – ha detto Zilli – non solo con i manuali, ma con le attività dei Laboratori di Storia nelle scuole secondarie intesi come luoghi per esplorare le fonti e nuovi mezzi, poiché la competenza è collegata alla consapevolezza». 
Poi la professoressa Zilli ha spiegato le tappe fondamentali del progetto Umanità dentro la guerra, col coinvolgimento di varie istituzioni «e persino, come è successo quest’anno – ha concluso Zilli – sviluppando rapporti transnazionali, che hanno visto la partecipazione del console austriaco, di quello sloveno e di una delegazione scolastica di Villaco al Teatro Giovanni da Udine lo scorso 17 marzo, per la Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’inno e della bandiera».  


Ha concluso i lavori del convegno Toni Capuozzo, parlando a braccio delle numerose guerre di cui è stato cronista, dai Balcani, alle Falkland, al Medio Oriente. 
Il pubblico ne è rimasto stregato non accorgendosi che erano appena stati sfiorati i temi in programma. Il titolo del suo intervento, infatti, era: “Può la cronaca scandire il ritmo della storia? I casi: Fusilâz, Regeni, Piano e Failla, Marò”. 
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Una versione di questo articolo è stata pubblicata il 29 aprile 2016 sul giornale web  infofvg.it  sotto il titolo: "Toni Capuozzo a Udine, per Umanità dentro la guerra".