Visualizzazione post con etichetta Silla. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Silla. Mostra tutti i post

venerdì 7 ottobre 2016

Partigiani sovietici nella Resistenza italiana, mostra fotografica a Udine

È stata inaugurata il 30 settembre 2016 una mostra di fotografie inedite di partigiani garibaldini russi operanti in Italia. L’originale esposizione si tiene a palazzo di Toppo Wassermann, in Via Gemona, fino al 10 ottobre, tutti i giorni dalle ore 8 alle 20. Questi partigiani hanno combattuto anche in Friuli dall’inizio del 1944. A Forni di Sopra c’era il battaglione Stalin, che operava in Carnia. Un altro battaglione di garibaldini sovietici agiva in Friuli.
Furio Honsell, a sinistra, Pietro Fontanini, Vittorio Zappalorto, in prima fila, Provvidenza Delfina Raimondo e altre autorità. Fotografia di Elio Varutti

La rassegna fotografica è stata esposta a Mosca lo scorso maggio e, poi, verrà trasportata in dicembre a Strasburgo, presso il Palazzo del Consiglio europeo, facendo prima un'altra tappa italiana a Taranto. È stata organizzata dal Centro Interdipartimentale di ricerca sulla cultura del Friuli (Cirf) dell’Università di Udine, dal Fondo Zurart per il sostegno di iniziative culturali di Mosca e dall’Associazione Umanità dentro la guerra di Udine, dedicata alla figura del partigiano Ferdinando Pascolo “Silla”. Hanno contribuito all’iniziativa l’Associazione partigiani Osoppo Friuli (APO), l’Associazione Nazionale Partigiani d'Italia (Anpi) di Udine la Federazione Italiana Volontari della Libertà (Fivl), col patrocinio del Comune di Udine.
 Ecco i pannelli della mostra. Fotografia di Elio Varutti

Che ci facevano qui i russi? Erano prigionieri dei nazisti e venivano occupati nelle corvée. Alcuni di loro erano stati costretti ad indossare la divisa tedesca nei reparti dei Cosacchi, avendo Hitler promesso loro “Kosakenland in Nord Italien”. Altri Cosacchi erano convinti alleati dei nazisti, attivi in Carnia nella repressione partigiana. Fuggiti dalla prigionia questi russi e caucasici si dettero alla macchia assieme ai partigiani italiani. 
È stato calcolato che in Nord Italia furono oltre cinquemila e combatterono con grande coraggio. Cinquecento agirono in Friuli e 98 morirono in battaglia, come Danijl Varfolomeievic Avdeev, il mitico comandante “Daniel”, caduto nell’ottobre 1944. Alcuni di loro ricevettero la medaglia d’oro al valor militare, oppure il titolo di “eroe dell’Unione Sovietica”, come Fedor Poletaev, Fore Mosulishvili e Mehdi Hussein Zade.
Paolo Pascolo, in piedi da sinistra, Massimo Eccli e Furio Honsell. Fotografia di Elio Varutti

Tra i primi interventi all’inaugurazione c’è stato quello di Ornella Fabbro, di 92 anni. «Mio fratello era partigiano nel battaglione Monte Canin e, prima era militare a Venezia, fu preso prigioniero dai tedeschi, che ammazzavano chiunque tentasse di fuggire, ma lui assieme ad altri è riuscito a scappare e a rifugiarsi in un convento, poi ha fatto il partigiano».
Paolo Pascolo ha spiegato come è sorta l’Associazione Umanità dentro la guerra. «Mio padre era Ferdinando Pascolo e scrisse un memoriale sulla guerra in Russia e sulla Resistenza in Friuli – ha detto Pascolo – poi morì, così ho mostrato quel fascicolo alla professoressa Anna Maria Zilli, dirigente scolastico dell’Istituto Stringher di Udine e dei Licei di Gorizia, che aggiunse molte note storiche e nacque così il volume “Che strano ragazzo”, distribuito nelle scuole del Friuli e che fu ideatrice del progetto Umanità dentro la guerra, collegato al Sacrario di Redipuglia».
Dino Spanghero, presidente dell’ANPI di Udine. 
Fotografia di Elio Varutti

Sia Vittorio Zappalorto, prefetto di Udine, che l’onorevole Pietro Fontanini, presidente della Provincia di Udine, si sono complimentati con l’organizzazione dell’esposizione, perché è un arricchimento storico culturale e una novità per tutti noi. Furio Honsell, sindaco di Udine, ha evidenziato l’importanza di azioni come queste portate avanti dall’Associazione Umanità dentro la guerra, con fini di conoscenza e di pacificazione. Dino Spanghero, presidente dell’ANPI di Udine ha aggiunto che «le opere esposte rappresentano un evento della Resistenza italiana, di cui poco si sa e meno si parla, poi spero che finisca il mito del buon cosacco che in realtà era alleato dei nazisti».
Anna Maria Zilli

Ha poi preso la parola Massimo Eccli, curatore dell’esposizione e docente di Italiano nel “Ginnasio 1409” di Mosca da 15 anni. Il ricco programma di interventi prevedeva molte relazioni, tra le quali quella di Guglielmo Cevolin, docente dell’ateneo friulano, Roberto Tirelli, dell’APO, di Provvidenza Delfina Raimondo, presidente dell’Associazione Umanità dentro la guerra e già prefetto di Udine, Mihail Talalaj, storico russo, di Marco Ferrentino, docente in Kazakistan.
La già citata professoressa Anna Maria Zilli ha tratto le considerazioni conclusive del convegno, dando lettura di due importanti contributi, dello storico Mimmo Franzinelli e del giornalista e concittadino Toni Capuozzo. 
Paolo Pascolo apre l'inaugurazione della mostra sui "Partigiani sovietici nella Resistenza italiana"


Vittorio Zappalorto, prefetto di Udine

venerdì 29 aprile 2016

Toni Capuozzo a Udine, col CIRF

Sembra una contraddizione, eppure cercare alcuni sprazzi di umanità in un conflitto è un’opera avviata da un progetto educativo lanciato a Udine nel 2011. Se ne è parlato all’Università di Udine in una ghiotta occasione culturale, visto che l’ospite principale è stato il cronista di guerra Toni Capuozzo, laureato in sociologia, friulano di nascita, visto che è nato in quel di Palmanova, con la mamma esule da Fiume, città italiana del Carnaro, dal 1924 al 1945.

Toni Capuozzo a Palazzo Garzolini (di Toppo Wassermann), Udine il 21 aprile 2016.  Fotografia di Elio Varutti

«Il progetto Umanità dentro la guerra è di una singolarità preziosa – ha detto Toni Capuozzo – perché è contro corrente infatti, sui conflitti, molti come me, sono i pessimisti». Ha concluso così il noto giornalista di TG 5 le due importanti iniziative organizzate dal Centro Interdipartimentale di Ricerca sulla Cultura e la Lingua del Friuli (Cirf) dell’Università di Udine. Gli appuntamenti culturali si sono svolti a Udine presso Palazzo Garzolini (di Toppo Wassermann) di Via Gemona 92. 
L’occasione degli incontri sul tema “Friuli terra di confini (1866-2016)” è stata fornita il 21 aprile 2016 dal professor Paolo Pascolo, direttore del Cirf. Nel primo incontro, definito conferenza stampa, sono stati presentati i prossimi appuntamenti che inizieranno con “La scelta”, una pièce teatrale di Stefano Menis, ispirata al memoriale di Ferdinando Pascolo “Silla”, intitolato “Che strano ragazzo, dalla sacca del Don al carcere repubblichino per una nuova Italia”, Aviani & Aviani editori, Udine 2013. «Il secondo evento che stiamo allestendo – ha aggiunto Pascolo – è dedicato alla storia dei confini labili attraverso il francobollo e le lettere dal fronte».
Verso le ore 16,40 il professor Pascolo ha aperto il convegno intitolato “Cronaca e memorialistica per capire la storia”, illustrando il progetto Umanità dentro la guerra, sorto dal libro scritto da suo padre, soldato in Russia e poi partigiano in Friuli.
La professoressa Anna Maria Zilli, Dirigente scolastico dell’Istituto Statale d’Istruzione Superiore “B. Stringer” di Udine, ideatrice del progetto Umanità dentro la guerra, ha spiegato i motivi che hanno fatto nascere sin dal 2011 l’originale attività didattica, ampliatasi nel tempo. «La mia relazione si incentra sul modo di insegnare la storia – ha detto Zilli – non solo con i manuali, ma con le attività dei Laboratori di Storia nelle scuole secondarie intesi come luoghi per esplorare le fonti e nuovi mezzi, poiché la competenza è collegata alla consapevolezza». 
Poi la professoressa Zilli ha spiegato le tappe fondamentali del progetto Umanità dentro la guerra, col coinvolgimento di varie istituzioni «e persino, come è successo quest’anno – ha concluso Zilli – sviluppando rapporti transnazionali, che hanno visto la partecipazione del console austriaco, di quello sloveno e di una delegazione scolastica di Villaco al Teatro Giovanni da Udine lo scorso 17 marzo, per la Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’inno e della bandiera».  


Ha concluso i lavori del convegno Toni Capuozzo, parlando a braccio delle numerose guerre di cui è stato cronista, dai Balcani, alle Falkland, al Medio Oriente. 
Il pubblico ne è rimasto stregato non accorgendosi che erano appena stati sfiorati i temi in programma. Il titolo del suo intervento, infatti, era: “Può la cronaca scandire il ritmo della storia? I casi: Fusilâz, Regeni, Piano e Failla, Marò”. 
---
Una versione di questo articolo è stata pubblicata il 29 aprile 2016 sul giornale web  infofvg.it  sotto il titolo: "Toni Capuozzo a Udine, per Umanità dentro la guerra".