Visualizzazione post con etichetta fiori. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fiori. Mostra tutti i post

venerdì 6 luglio 2018

La Strada delle Creste a Cassis, in Provenza


La chiamano “Route des crêtes”. È un luogo spettacolare di bellezza selvaggia.
Ecco uno degli scorci eccezionali

I panorami sono mozzafiato, se non paurosi. La natura è potente. Fiori, calanchi, scogli, rocce a picco sul mare e colori mediterranei meravigliosi. La Provenza è così. La “Route des crêtes” (Strada delle Creste) è costituita da un breve tratto di litorale sulla montagna della Canaille (in francese “Canaglia”) da Cassis a La Ciotat. Sono 19 chilometri di strada con salite (o discese) ricche di tornanti, strettoie e, per fortuna, alcuni spiazzi da parcheggio e punti panoramici con dei belvedere strepitosi, sebbene un po’ insicuri. Ci sono alcuni sentieri per chi fa Trekking o palestre di roccia.
Se vi muovete con l’autovettura: occhio ai ciclisti e ai motociclisti tutti gasati dal percorso particolare. Si visita in mezz’ora di automobile, senza contare le soste e i respiri a pieno petto che tocca fare per riprendersi dai terrificanti scorci. Attenzione perché ha lo stesso nome con cui viene comunemente indicata un’altra strada panoramica che attraversa, ad alta quota, la catena montuosa dei Vosgi, tra l’Alsazia e la Lorena.
La Strada delle Creste in Provenza è vicino al “Parc National des Calanques” (Parco Nazionale delle Calanche). È una ventina di chilometri tra Marsiglia e Cassis. Nel parco si trova pure il cosiddetto “Archipel du Frioul” (Arcipelago delle Frioul). È curiosa l’assonanza con la parola “Friuli”.
Sullo sfondo, le calanche

In estate l’accesso è limitato e nelle altre stagioni dipende dal maestrale, dato che il rischio d’incendio è molto alto. Molta prudenza per chi ha bambini con sé. Calanca viene dal provenzale “cala” che significa pendio ripido. Bisogna dire che tra le coste rocciose le insenature inusuali con colori straordinari sono piene di fascino.
A Cap Morgiou, nelle Calanche, c’è la famosa Grotta Cosquer, profonda 37 metri, non visitabile con incisioni e disegni paleolitici della cosiddetta “mano negativa” risalenti niente meno che a 27 mila anni a.C., mentre i disegni di animali (foche, pinguini e pesci) risalgono a 17 mila anni a.C. La scoperta di Henri Cosquer è del 3 settembre 1991, ma era dal 1985 che esplorava le grotte sottomarine della zona.
Panorami da spavento!

Bibliografia
AA.VV., Provenza, guida verde, Pero (MI), Michelin, 2008.
--
Servizio giornalistico e di Networking a cura di Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Fotografie di Elio Varutti.



lunedì 1 agosto 2016

Edelweiss di Sappada, buona accoglienza e cibi

Fare una recensione enogastronomica ad un buon ristorante è un atto che appassiona. Mi riferisco all’Edelweiss di Sappada, in provincia di Belluno. Qui si mescolano tradizione montanara, innovazione imprenditoriale tra i fornelli e raro spirito di accoglienza del turista. Il risultato è un mix di genuinità e di piacevolezza.
Il menu è ricco e legato alla tradizione del ridente paese alpino. Tra gli antipasti, oltre ai mitici taglieri di affettati e formaggi, c’è ad esempio un piatto di speck, pesche, rucola e scaglie di formaggio stagionato. 
Penso ai primi piatti con canederli, oppure con späzle, oppure con i tortelli sappadini. Per non dire dei secondi. I medaglioni di cervo con tortino di noci, pera cotta e patate. Oppure lo stinchetto di maiale con la polenta, il petto di tacchinella con le verdurine. Uh! Per non scordare i dolci. Dallo strudel immancabile alle torte con la frutta, oppure la cocottina con mela e frutti di bosco, per concludere con le grappe a vari gusti. 
Interessante è la scelta delle birre. E sempre graditi e gradevoli gli assaggini dello chef fuori sacco!
Sappada, il ristorante Edelweiss si trova nel mezzo, in borgata Palù

Sappada, per chi non lo sapesse, è un’isola alloglotta tedesca. Nel Medioevo alcune famiglie di pastori provenienti dalla vicina Austria furono spostati dai Conti di Gorizia in questa valle per colonizzarla, con il permesso del patriarca di Aquileia. Rimasero vive nel tempo la lingua e la cultura degli avi, perciò ancor oggi i sappadini, oltre all’italiano, parlano un idioma germanico riconosciuto come lingua ufficiale del Belpaese dalla legge n. 482 del 1999.

Molti di loro sanno anche il friulano, essendo il Friuli confinante. Anzi, la maggioranza dei sappadini nel 2008 si è espressa con un referendum per passare dalla regione Veneto al Friuli Venezia Giulia. Tanto per dire qui la diocesi è quella di Udine, ma pare più facile spostare una montagna che seguire le lungaggini burocratiche per cambiare regione, in Italia.
Stinchetto di maiale con polenta

Petto di tacchinella con le verdurine
----
GLOSSARIO

Edelweiss = nome tedesco della stella alpina. Edelweiss è anche un nome proprio di persona tedesco femminile.
Stube = La stube o stua, a seconda che si preferisca la dicitura tedesca o ladina, è il soggiorno  (inteso come stanza, con la stufa) tipico di talune zone alpine, come l’Alto Adige, il Trentino, l’Alto Bellunese e la Valtellina, ma in particolar modo è diffuso in Austria e in Germania.
---
Servizio giornalistico e fotografico di Elio Varutti.


Bar Edelweiss Stube
Food, coffee & more
Indirizzo: Borgo Palu', 23
CAP: 32047  Sappada (Belluno)
Contatti:  0435.66019

Cellulare: 335.6452540

----
Bocconcini di capriolo e polenta

Per secondo: il piatto Edelweiss

Orzotto con mele, cannella, speck e carotine per estetica

La lasagna alle ortiche... gnam!