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domenica 30 ottobre 2016

Gita ai laghi di Fusine, Tarvisio, Italia

Il posto è così incantevole da sembrare uno spazio da favola. Gli stupendi laghi sono di origine glaciale. Essi sono collegati tra loro da sentieri non difficili, ma è meglio essere dotati di scarponcini da montagna. Vi troverete nel bel mezzo di un fitto bosco di abete rosso e di altre piante, alla pendici della catena montuosa del Gruppo del monte Mangartla cui cima più alta è di 2.677 m s.l.m.
Siete nella foresta demaniale più grande d'Italia, a pochi metri dalla Slovenia e a qualche chilometro dalla Carinzia (Austria). Ma è tutta Unione Europea.

Lago Inferiore, con la Capanna Edelweiss albergo ristorante

Nell’ambiente, curato e ben mantenuto, vivono vari animali e potrete vedere piante tipiche. Il luogo cambia colore come la tavolozza di un pittore impressionista; si trasforma a seconda delle stagioni. Regnano il verde e l'azzurro. Poi ci sono il giallo, l'arancio, il rosa, il marrone, il bianco della neve. Ciò rende proprio magico questo luogo. Per i più interessati si nota la possibilità di raggiungere il rifugio Zacchi, spesso chiuso, tuttavia, in autunno e inverno.
I Laghi di Fusine (Lâcs di Fusinis in friulano, Weißenfelser Seen, in tedesco, Belopeška jezera in sloveno) sono due: il Lago Superiore ed il Lago Inferiore. Sono nel comune di Tarvisio, in provincia di Udine, dove regna il plurilinguismo di tradizione e civiltà. Le enciclopedie li considerano fra i più begli esempi di lago alpino.
Lago Superiore, Lago 2, il 29 ottobre 2016

Come dalle note caratteristiche riprese dagli uffici del turismo il Lago Superiore si trova a 929 m s.l.m., ha una profondità massima di 10 m ed una superficie di 9 ha. Il Lago Inferiore si trova a 924 m s.l.m., ha una profondità massima di 25 m ed una superficie di 13,5 ha. Nelle vicinanze del lago inferiore si trovano anche altri due minuscoli specchi d’acqua, chiamati laghi piccoli. Il Lago Superiore alimenta il lago Inferiore per via sotterranea e quest'ultimo alimenta l’emissario di entrambi i laghi.
Lago 2 con l'anfiteatro del monte Mangart

Lungo la strada che porta ai laghi, una volta che sarete usciti da Tarvisio, si notano una serie lunga di cascatelle ed un sentiero accessibile. Parcheggi possibili nei presi della Capanna Edelweiss albergo.
Lì vicino c'è un parcheggio per handicap, con possibilità di fare un piccolo giro in carrozzina sulla riva del lago.  
La località si trova a 12 km. da Tarvisio, facilmente raggiungibile via autostrada Alpe Adria Udine-Austria (uscita “Tarvisio”) e/o via ferrovia (stazione Boscoverde/Tarvisio), poi in taxi; non c’è servizio bus urbano.

Note
Via Roma, 14
33018 Tarvisio (UD)
Tel: + 39 0428 2135

info.tarvisio@promoturismo.fvg.it

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Si ringrazia per le fotografie  D&C
Networking di Elio Varutti

Si propone ora un trafiletto dal quotidiano di Udine «Libertà» del 4 giugno 1946, p. 2 sulle gite del primo dopoguerra da Udine. Dove? Beh! Ai laghi di Fusine !!!

lunedì 1 agosto 2016

Edelweiss di Sappada, buona accoglienza e cibi

Fare una recensione enogastronomica ad un buon ristorante è un atto che appassiona. Mi riferisco all’Edelweiss di Sappada, in provincia di Belluno. Qui si mescolano tradizione montanara, innovazione imprenditoriale tra i fornelli e raro spirito di accoglienza del turista. Il risultato è un mix di genuinità e di piacevolezza.
Il menu è ricco e legato alla tradizione del ridente paese alpino. Tra gli antipasti, oltre ai mitici taglieri di affettati e formaggi, c’è ad esempio un piatto di speck, pesche, rucola e scaglie di formaggio stagionato. 
Penso ai primi piatti con canederli, oppure con späzle, oppure con i tortelli sappadini. Per non dire dei secondi. I medaglioni di cervo con tortino di noci, pera cotta e patate. Oppure lo stinchetto di maiale con la polenta, il petto di tacchinella con le verdurine. Uh! Per non scordare i dolci. Dallo strudel immancabile alle torte con la frutta, oppure la cocottina con mela e frutti di bosco, per concludere con le grappe a vari gusti. 
Interessante è la scelta delle birre. E sempre graditi e gradevoli gli assaggini dello chef fuori sacco!
Sappada, il ristorante Edelweiss si trova nel mezzo, in borgata Palù

Sappada, per chi non lo sapesse, è un’isola alloglotta tedesca. Nel Medioevo alcune famiglie di pastori provenienti dalla vicina Austria furono spostati dai Conti di Gorizia in questa valle per colonizzarla, con il permesso del patriarca di Aquileia. Rimasero vive nel tempo la lingua e la cultura degli avi, perciò ancor oggi i sappadini, oltre all’italiano, parlano un idioma germanico riconosciuto come lingua ufficiale del Belpaese dalla legge n. 482 del 1999.

Molti di loro sanno anche il friulano, essendo il Friuli confinante. Anzi, la maggioranza dei sappadini nel 2008 si è espressa con un referendum per passare dalla regione Veneto al Friuli Venezia Giulia. Tanto per dire qui la diocesi è quella di Udine, ma pare più facile spostare una montagna che seguire le lungaggini burocratiche per cambiare regione, in Italia.
Stinchetto di maiale con polenta

Petto di tacchinella con le verdurine
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GLOSSARIO

Edelweiss = nome tedesco della stella alpina. Edelweiss è anche un nome proprio di persona tedesco femminile.
Stube = La stube o stua, a seconda che si preferisca la dicitura tedesca o ladina, è il soggiorno  (inteso come stanza, con la stufa) tipico di talune zone alpine, come l’Alto Adige, il Trentino, l’Alto Bellunese e la Valtellina, ma in particolar modo è diffuso in Austria e in Germania.
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Servizio giornalistico e fotografico di Elio Varutti.


Bar Edelweiss Stube
Food, coffee & more
Indirizzo: Borgo Palu', 23
CAP: 32047  Sappada (Belluno)
Contatti:  0435.66019

Cellulare: 335.6452540

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Bocconcini di capriolo e polenta

Per secondo: il piatto Edelweiss

Orzotto con mele, cannella, speck e carotine per estetica

La lasagna alle ortiche... gnam!

lunedì 17 agosto 2015

Mostra sulla Grande Guerra a Sappada, a tappe

Dall’estate 2015 c’è un’originale rassegna all'aperto organizzata dai comitati di borgata del Comune di Sappada sulla Prima guerra mondiale. Si intitola “Memorie Sappadine 1915-1918. La Grande Guerra”. È un percorso a 32 tappe o stazioni, con scene ambientate e pannelli esplicativi, ricchi di fotografie (talvolta inedite), ripercorrendo le memorie dei propri nonni durante il conflitto.
In trincea con la corazza per il fucile. 
Fotografie di Elio Varutti

I sappadini, che ebbero un gruppo di volontari alpini al fronte, non possono scordare che le sorgenti del Piave sono lì, sul loro territorio. La stessa Val Sesis, da dove zampilla il fiume sacro alla patria, fu teatro di sanguinosi combattimenti tra italiani e austroungarici. Nella mostra ci sono anche storie di donne e uomini valorosi, aneddoti e preghiere, per riferire di un’epoca di cent’anni fa.
Molto interessanti sono le stazioni dove si descrivono le vicende delle portatrici, ossia delle mogli, madri e zie degli stessi combattenti italiani (veneti e friulani), dotate di gerla per portare in quota, spesso nelle vicinanze delle trincee, munizioni, alimenti e materiali edili per le capanne e le trincee stesse. La guerra è anche violenza sui civili; l’abuso sessuale subito dalle donne non veniva sbandierato ai quattro venti, lo si può capire.
Fotografie (sopra e sotto) dal depliant sulla mostra all'aperto“Memorie Sappadine 1915-1918. La Grande Guerra”.


Da poco tempo gli studiosi hanno individuato, invece, quegli aspetti oscuri della storia. Così si scopre che anche a Sappada ci furono alcuni stupri, come in altre zone di guerra del resto. Nel dopoguerra fu attivato addirittura un istituto per accogliere i figli della violenza subita da una o dall’altra parte. 
Per chi fosse interessato, può approfondire con questo saggio, in lingua friulana, pubblicato su Sot la Nape. Il testo è disponibile nel web, nel sito di Castions di Zoppola, provincia di Pordenone. Ecco il titolo:
Elio Varutti, Vuarfins di un pari vîf, “Sot la Nape”, 64 (2012), 4, pp. 41-46, rivista Società Filologica Friulana-Udine.

L'epopea delle portatrici (ognuna di loro nominata poi  cavaliere dal presidente della Repubblica Scalfaro)

In questa bella mostra con installazioni si parla della teleferica, degli imboscati, dell’ospedale militare e della profuganza dopo la rotta di Caporetto. Sono raccontati pure i bombardamenti su Cima Sappada, l’assalto al Monte Peralba e la corrispondenza tra i militari e le rispettive famiglie.

C’è un collegamento con il Piccolo Museo della Grande Guerra di Sappada, che contiene pezzi originali veramente interessanti, mentre la rassegna all’aperto, per ovvi motivi, ha dei simulacri o delle riproduzioni con manichini di fieno.
Alcune immagini qui riprodotte mostrano qualche turista. Durante la visita i nipotini chiedono ai nonni di parlare degli alpini. 
Qui di seguito, alcune immagini delle tappe del museo all'aperto di Sappada "Memorie Sappadine 1915-1918 La Grande Guerra"






Qui sotto altre immagini del Piccolo Museo della Grande Guerra di Sappada. Fotografie di Elio Varutti



Qui di seguito si propone la mia recensione al Piccolo Museo della Grande Guerra di Sappada su Tripadvisor:

"I pezzi esposti e i testi sono stati forniti dalla gente di Sappada. Elmetti italiani e austriaci, mitragliatrice, proiettili, gavette e ciaspole, ramponi... Ci sono quindi brani di storia vissuta, oltre a documenti di archivi familiari. Un vero gioiello di cultura popolare".

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Si riporta, infine, un audiovisivo di una scuola di Udine. Si intitola EPPUR SI MANGIA…ALIMENTAZIONE E GRANDE GUERRA…", a cura del professor Giancarlo Martina.
Si tratta di una produzione dell'ISTITUTO TECNICO DEL TURISMO E ENOGASTRONOMIA “BONALDO STRINGHER” DI UDINE. L'audiovisivo è stato presentato alla Expo di Milano 2015.