domenica 6 settembre 2015

Attilio Anelli Monti fotografo mosaicista

Ecco l’originale biografia del direttore artistico della Società Musiva Veneziana, sorta nel 1876 e chiusa nel 1913. Attilio Giuseppe Giorgio Luigi ANELLI MONTI nacque a Venezia il 10 giugno 1854 (1) da Carlo Michele ANELLI MONTI (Trieste 7 agosto 1824 – Venezia  22 luglio 1896), mosaicista (2)   e maresciallo in congedo del Reggimento di fanteria n. 13 “Maximilian Freiherr von Winpffer” (3). Nel 1858, inoltre, secondo l’Imperial Regio Giudizio di Marina di Pola, Carlo Michele ANELLI MONTI risulta “i.r. (imperial regio) Ufficiale d’Amministrazione di 2.a nella Marina di Guerra” (4), coniugato con Luigia Delfina MARTINI, zia del pittore e incisore Alberto Martini di Oderzo, in provincia di Treviso. 
Attilio Anelli Monti, fotografia di Luigi Anderloni, 1906

Attilio ebbe tre fratelli e una sorella: Enrico (emigrato a Mantova), Emilio (emigrato a Belluno), Giovannina (che sposò il professor Alessandro Augusto Tischer, preside dell’Istituto Tecnico Riccati di Treviso) e Milziade (5). All’età di 69 anni, Attilio morì il 13 febbraio 1924 a Udine (6), in Via dell’Argilla, odierna Via Ferdinando Urli, a quattro passi dal camerino oscuro dei fotografi amatoriali Anderloni (7), sito in Viale Palmanova, al civico numero 64.
La moglie Regina Brasi, che morì di parto, diede ad Attilio otto figli: Luigia Ines (1884-1969), Giulia (1885-1886), Francesca, detta Franziska, o Fanny (1886-1975), Roberto (1889-1951), Carlo (1894-1938), Ida (1895-1951), un’altra Giulia (1897-1912) e Antonietta (1899-1899).

1. Attilio, il primo fotografo ex-mosaicista
Attilio Anelli Monti fu un valente musaicista veneziano, ma forse sarà ricordato nella storia come il primo fotografo professionista proveniente dalle esperienze artistico-artigianali del mosaico. Nell’Annuario del Corriere Fotografico, del 1912 e pure in quello del 1914, è citato esplicitamente nell’Elenco generale dei fotografi d’Italia. È presente a Venezia con questa dizione: “Monti A.A. – San Polo ponte Bernardo, 2195”. Non si sa se Arturo Rossi e Giuseppe Castruccio, cioè i compilatori degli annuari, pubblicati a Milano, l’abbiano inserito nell’ordine alfabetico del secondo cognome di loro iniziativa oppure per sua precisa richiesta.
Com’è l’ambiente culturale di Udine? Diciamo che nella pubblicazione In Friuli. Guida, Gualtiero Valentinis nel 1903 tra le associazioni “di diletto” ne annovera una chiamata “La camera oscura”. Lo stesso autore nella Guida delle industrie e del Commercio del Friuli, redatta nel 1910, compaiono ben 17 atelier fotografici per una città che contava 43 mila abitanti. Gli alberghi della città, oltre a fornire le camere dotate dei servizi igienici, si vantavano di mettere a disposizione del cliente un “camerino oscuro”, tanto si stava diffondendo la fotografia amatoriale. Nel 1908 l’udinese Attilio Brisighelli (1880-1966) aprì il suo stabilimento fotografico.
Intorno al 1910, un altro fotografo ed inventore di ingegnose tecniche fotografiche, con lo studio in Via Carducci, cercava di vincere i problemi burocratici arrecatigli dal doppio cognome. Si tratta di Pietro Saltarini Modotti, lo zio della celebre Tina Modotti, artista, fotografa e rivoluzionaria. Nello stesso periodo Pietro Modotti – che tenne una scuola di fotografia a pagamento – ricevette, tra gli altri, il Diploma di onore e la croce insigne all’Esposizione di Roma per le sue “fotografie artistiche”, come si legge ne «La Patria del Friuli» del 3 gennaio 1910.
Attilio Anelli Monti, Il bagnetto di Lucy, Udine luglio 1908, cartolina non viaggiata, firmata "A. Anelli" in basso a destra. Collezione privata, Udine

Dunque Attilio Anelli Monti è un fotografo professionista, invece i componenti della sua cerchia furono dei volonterosi amateurs, come tanti altri appassionati che si stavano affacciando sulla splendida finestra del mondo delle fotografia. Agivano tra Venezia, Belluno, Treviso e Udine. Il gruppo di Attilio era costituito da Emilio e Milziade (suoi fratelli), dal nipote Edoardo Tischer (figlio della sorella Giovannina, detta Giannì, oppure Gianny), dal genero Luigi Anderloni, nonché dal fratello di costui: Arnaldo Anderloni, di Udine.
Attilio curava pure un vivaio giovanile, costituito dai suoi figli: Roberto (Venezia 30.6.1889-11.8.1951) e Carlo (Venezia 4.5.1894-Padova 2.2.1938), attratto quest’ultimo negli anni 1920-1930 anche dalle sequenze della macchina da presa in 8 millimetri di suo suocero Giuseppe Giacobbi di Udine, dell’esclusivo negozio di ottica.

Attilio Anelli Monti, Lucia Anderloni col ventaglio, cartolina viaggiata il 18 luglio 1911 Udine-Roma. Firmata "A. Anelli Monti" in basso a sinistra. Collezione privata, Udine

2. Il doppio cognome
Come nasce la doppia denominazione del cognome Anelli Monti? Alcune ricerche, oltre a quelle effettuate dallo scrivente presso l’Archivio di Stato di Trieste, sono state condotte dai discendenti, che vivono a Belluno, Padova e in Austria. Il padre di Attilio e di Emilio si chiamava Carlo Michele Domenico ed era nato a Trieste nel 1824 da Maria Eufemia Furlan e da Vincenzo Giuseppe Anelli Monti, “cancellista governiale dell’Eccelso Imperial Regio Governo del Litorale Austriaco-Illirico”, ovvero: cancelliere (8). Costui era figlio di Michele Anelli. Tale avo, “guardiano di sanità provvisorio, senza fisso salario”, nacque verso il 1752 “nella patria di Venezia” e morì a Trieste il giorno 8 gennaio 1825, al numero civico 473. Michele, o Michael o Michelle, secondo la lingua e la grafia di vari documenti, recava, quindi, un solo cognome: “Anelli” (9).
Dal registro parrocchiale della chiesa di S. Maria Maggiore di Trieste si sa che il 18 agosto 1810 risulta il battesimo del primogenito di Vincenzo Giuseppe Anelli Monti, nato il giorno prima (10). All’infante fu imposto il nome di Giovanni Antonio. Nella finestrella del registro intitolata “pater conditio” si può leggere: “Vincentius Josephus Anelli Monti scriba”. Si noti che le parole “Vincentius” e “Monti” sembrano aggiunte in un secondo momento, con la stessa calligrafia; si potrebbe dire che il compilatore le ha fatte stare tra le righe nella stretta finestra del registro. La moglie di Vincenzo Giuseppe è Maria Furlan, figlia di Mattia, nata nel 1791 a Fiume. I coniugi si erano sposati a Trieste (11), nella stessa chiesa il 13 novembre 1809.
Un’indagine approfondita all’Archivio di Stato di Trieste ha consentito di svelare l’arcano del doppio cognome. Vincenzo Giuseppe Anelli Monti, “stande Kancelist (di condizione cancelliere)” (1789?-1836) morì di “Cholera” – ovvero: colera – (12)  il 23 luglio 1836 e abitava in Contrada Fernedo al numero 1663, secondo la citata rubrica Sematismo, ossia: almanacco.
Vero i diciott’anni, quando Vincenzo Giuseppe fu assunto in qualità di scrivano presso il notaio triestino Vincenzo Franul de Weissenthurn, egli firmò molti atti notarili in veste di “testimonio presente” nella forma seguente (13) :
18.8.1806 – Giuseppe Monti
14.7.1807 – Giuseppe Monti
11.8.1808 – Giuseppe Monti
7.11.1809 – Vincenzo Giuseppe Anelli d.o [detto] Monti
9.11.1809 – V.G. Anelli detto Monti
9.12.1809 – Vincenzo Giuseppe Anelli detto Monti
14.12.1809 – Vincenzo G. Anelli d.o Monti
3.1.1810 – V. Gius.e Anelli detto Monti
4.6.1810 – Joseph Monti [atto in tedesco]
20.12.1811 – G. Monti
….

Da questi autografi il secondo cognome (Monti) pare che sia un soprannome, piuttosto che un cognome vero e proprio. Per anni egli sottoscrisse gli atti con un solo nome e un solo cognome. A vent’anni, mise su famiglia e con la data delle nozze (13.11.1809) “regnando Napoleone Imperatore dei Francesi” – Trieste era occupata dalle truppe francesi –, la sua firma sugli atti ufficiali si fece assai precisa: “Vincenzo Giuseppe Anelli d.o [detto] Monti”. Furoreggiava in quel tempo il letterato e poeta classico Vincenzo Monti (1754-1828) e chissà se i compagni di studio del triestino Vincenzo Giuseppe Anelli non abbiano voluto paragonarlo al celebre poeta italiano, con il soprannome di “Monti”, nel clima ossianico del Pre-romanticismo.
Attilio Anelli Monti, Luigi Anderloni, Udine 1908. Cartolina non viaggiata, firmata "A. Anelli" a sinistra. 
Collezione privata, Udine

3. Il ramo austriaco degli Anelli-Monti
Gli aspetti avvincenti del cognome doppio, che ispira nobiltà, non sono finiti qui. Uno zio di Attilio Anelli Monti, tale Antonio, nato a Trieste (14)  il 10 giugno 1819 e morto il 4 settembre 1873 a Czernovitz, in Bucovina, nell’odierna Ucraina, fu colonnello dell’Esercito Imperiale e Reale Austroungarico (15). Egli il 10 gennaio 1868 fu dichiarato nobile austriaco: “Anton Anelli-Monti Edler von Vallechiara”. Secondo il Libro tascabile genealogico delle famiglie dei cavalieri e dei nobili (16), edito nel 1891, egli poteva vantare una illustre ascendenza “napoletana già citata come stirpe nobiliare alla fine del XIII secolo, facendo parte dei seguaci di Corradino di Svevia (…) trasferitasi a Venezia e a Trieste nel XVII secolo”.
I discendenti di tale ramo degli Anelli Monti oggi vivono in Stiria (Austria). Essi mi hanno fornito la documentazione (17) sul figlio di Anton, che si chiamava Olivier Ferdinand (Gross Becskerek/Banat 22.6.1857 – Salisburgo 8.9.1930), anche lui militare di carriera, che il 20 giugno 1901 a Vienna divenne addirittura comandante della Guardia del corpo dell’Imperatore Francesco Giuseppe (“ernannt zum Garden und Rittermeister in der k.k. Ersten Arcièren-Leibgarde, Gardendienst in Wien”).
Museo della Storia Militare di Vienna, La divisa di Olivier Ferdinand Anelli-Monti è a destra. "Uniformen kö Leibgarde und Arcièren-Leibgarde im HGM" by Pappenheim - Special thanks to: Heeresgeschichtliche Museum – Militärhistorische Institut

4. La Società Musiva Veneziana
Attilio Anelli Monti frequentò la Reale Accademia di Belle Arti di Venezia nell’anno scolastico 1868-’69, vincendo a quattordici anni, il secondo premio per la materia di Elementi della figura, insegnata dal professor Napoleone Nani (18). Poi fece il mosaicista, abitò in S. Polo 2145.
Attilio è citato due volte nel saggio su La rinascita del mosaico a Venezia, del 1931. Mosaicista fu il padre Carlo, oltre al figlio Roberto e al fratello Milziade (nato a Venezia il 28.5.1863) “giovane da notare”, secondo il citato saggio del 1931.
Fu proprio un gruppo di giovani mosaicisti emergenti che, nel 1876, fondò la Società Musiva Veneziana, menzionata nell’Enciclopedia universale dell’Arte della editrice Sansoni e nell’Enciclopedia Treccani. Essi erano Raniero Bortolotti, Lorenzo Radi Junior, Attilio Anelli Monti, che dal 1884 ne fu il direttore artistico. La società aveva sede in S. Polo 2195, nel gotico Palazzo Bernardo. Ebbe il Diploma d’onore dal Reale Istituto Veneto di Scienze Lettere e Arti nel 1880. Partecipò a numerose mostre ed esposizioni in patria ed all’estero (19) : Napoli nel 1877, Parigi 1878, Melbourne 1880, Milano 1881, Amsterdam 1893, Anversa 1885, Liverpool 1886, Londra 1888, Torino 1890, Genova 1892, Barcellona 1893 e Murano 1895.  
Chi c’era nella Società Musiva Veneziana? Si trattava di “giovani artisti poveri di mezzi – si legge in un opuscolo (20) stampato a Venezia a nome di B.R. (Bortolotti Raniero?) – che ebbero a lottare con difficoltà ed opposizioni di ogni materia, ma vinsero”. La concorrenza era forte e si chiamava Salviati, nume tutelare del mosaico e dei vetri soffiati di Murano. Le imprese Salviati, anche a capitale inglese (laboratori musivi, forni, vasi fusori, vetrerie e negozi), occupavano decine e decine di lavoratori, compresi “19 fanciulli”. Ricevevano un gran numero di commesse in Africa, America ed Europa.
La Società Musiva Veneziana pure realizzò varie opere di mosaico. Tra le più prestigiose, sotto la direzione di Attilio Anelli Monti, ci sono le lunette per il Duomo di Firenze, su cartoni di Nicolò Barabino, opera del 1886. Si possono menzionare, inoltre, come ha scritto Arturo Santini (21) “le decorazioni di Nostra Signora della Guardia a Marsiglia e i superbi mosaici di Roma pel Monumento a Pio IX”. In effetti anche la critica del Novecento, come nel caso di Carla Faldi Guglielmi, ha scritto degli “splendidi mosaici” nella Cappella di Papa Pio IX, ubicata nell’antico nartece della chiesa di San Pelagio, appartenente alla basilica di S. Lorenzo al Verano. Altri autori come Carlo Bertelli, vanno più a fondo. “Il cosiddetto purismo dei Nazareni è protratto da Ludovico Seitz – ha scritto Carlo Bertelli – nei mosaici della Cappella funeraria di Pio IX nella basilica di S. Lorenzo fuori de Mura in Roma (1870-1876) per i quali sembra ispirarsi agli esempi, non propriamente eccelsi, dell’Overbeck e del Cornelius” (22).
Sempre a Roma, un’opera imponente per dimensioni e per bellezza è L’adorazione riparatrice del mondo cattolico, nella chiesa di S. Gioacchino in Prati. Sulla facciata, sopra la trabeazione, si nota “un grandioso e vivace mosaico” (23) realizzato dalla Società Musiva Veneziana, su disegno di Virginio Monti, del 1898. 
Dirigendo la Società Musiva Veneziana, Attilio Anelli Monti entrò in contatto con vari artisti, come Ettore Tito, Domenico Morelli, Nicolò Barabino, Friedrich Stummel, Enrico Ursella, con la famiglia di Giuseppe Urbani de Gheltof e con quella di Maurizio Camerino, mosaicista. 
Società Musiva Veneziana, Dichiarazione di servizio di Emilio Anelli Monti, Venezia 1896. Archivio Tischer, Saronno (VA)

In questo crogiuolo di artisti, si sa che dal 1879 al 1882 Emilio Anelli Monti, fratello di Attilio, fu disegnatore presso la Società Musiva Veneziana (24). Nel 1887 egli lavorò al Genio Militare di Belluno e nel 1892 disegnò la testata per il settimanale “L’Eco delle Alpi” di Belluno, per il quale compose diversi disegni a china, per le illustrazioni del giornale, come ad esempio per la località di Longarone. Il disegno è firmato “Anelli” in basso a destra sull’originale risvolto del foglio, disegnato anch’esso. Archivio Sandro Tischer, Saronno (VA).Vedi l'immagine riprodotta qui sotto.
Dopo il 1900, Emilio Anelli Monti, appasionato fotografo, si trasferì a Udine per lavorare con impresari del Friuli, come Leonardo Rizzani. Nel 1906, proprio sulla sua spinta sorse la “Bortolo Capellari e C.” di Viale Palmanova a Udine, con fornace anche a Manzano, in provincia di Udine. Emilio ne divenne azionista, nel 1909, poi “assistente tecnico” e, infine, “direttore” nel 1910, secondo i ricordi dei familiari e discendenti Tischer e Anderloni. Dal 1911 al 1915 Emilio è segretario della stessa società di laterizi e, proprio il 20 aprile 1915 l’azienda muta ragione sociale in “Rizzani & Capellari”, (25). 
In altro archivio si legge che nell’Impresa Rizzani nel 1919 “la persona autorizzata a firmare per la società nella fornace di Udine è Anelli Monti Emilio di Carlo”. Egli lavorò nei cantieri aperti nel 1919 in provincia di Gorizia. Nel 1926 la fornace di Viale Palmanova cessò l’attività e la Rizzani fu “trasferita in Via Catania 26 (Gervasutta)” (26).
Nel 1929 Emilio nel “camerino oscuro” di casa Anderloni a Udine sviluppò e stampò circa duecento fotografie scattate dal nipote Edoardo Tischer, capocarovana con Luigi Amedeo di Savoia – Aosta, Duca degli Abruzzi, alla scoperta delle sorgenti del fiume Uebi Scebeli, in Etiopia (27). Emilio morì a Milano nel 1933, dove si era trasferito, presso la figlia Mary, assieme alla moglie ammalata.
Spedizione italiana col Duca degli Abruzzi, alla scoperta delle sorgenti del fiume Uebi Scebeli, in Etiopia, 1928. Fotografia di Edoardo Tischer. Archivio Tischer, Saronno (VA)

5. Attilio Anelli Monti a Mosca
Nel 1898 Attilio fu a Mosca per alcune opere nel Mausoleo di Alessandro II, che gli fruttarono la nomina di cavaliere dell’Ordine di Santo Stanislao ed alcuni regali personali della zarina, come il medaglione commemorativo in platino e due boccali in ceramica e cobalto, conservati dai discendenti nel Veneto.
Molti mosaici e cartoni preparatori della Società Musiva Veneziana furono ordinatamente fotografati per scopi commerciali. Tali positivi hanno fatto parte dell’Archivio Sandro Tischer. Probabilmente Attilio si appassionò ed imparò l’arte fotografica in tale frangente. La rinascita ottocentesca del mosaico, cui partecipò anche Attilio con la Società Musiva Veneziana, è dovuta, tra l’altro, all’abbattimento dei costi di esecuzione, grazie all’introduzione della tecnica di lavorazione dritto-rovescio.
Il mosaico ultimato è il “dritto”, che viene preparato in laboratorio a lotti di tessere musive incollate su carta recante i disegni a rovescio, ricopiati dai cartoni. Con una serie di passaggi a “doppio trasporto” Attilio escogitò nello stabilimento fotografico un sistema per migliorare la preparazione dei disegni da mosaico. Una volta che ebbe fotografato il cartone, che di solito è opera di un pittore, egli lo stampò su una “carta semitrasparente”, in modo da ottenere l’immagine speculare da gestire in laboratorio musivo; molti materiali sono nell’Archivio Sandro Tischer.


Studio di Attilio Anelli Monti per il rovesciamento destra-sinistra di un’immagine del Cristo da utilizzare nella preparazione dei cartoni per mosaico. La stampa è su carta fotografica e su carta semitrasparente, valida per il lavoro “a rovescio” del mosaicista, con martellina, tessere e colla in laboratorio. Archivio Sandro Tischer, Saronno (VA)
Nella stampa fotografica del negativo “per semplice trasporto” egli utilizzò la resa “a dritto” del lotto musivo fotografato e prodotto a rovescio. Ciò consentì un salto di qualità nelle dimostrazioni con fotografie alla clientela, perché veniva messo in mostra l’effetto del prodotto finito, non il suo rovescio speculare.
Poco prima della Grande Guerra si sciolse la Società Musiva Veneziana; era il 1913. Attilio Anelli Monti di dedicò alla fotografia, firmando con timbro sul retro delle stampe: “Anelli Monti Attilio – Venezia”. Fu attivo firmando i positivi, assieme alla sua accolita, inviandosi una serie articolata di cartoline autoprodotte, con commenti tecnici sulla bontà delle fotografie eseguite. Oggi esse sono un patrimonio familiare di grande valore affettivo.

Roma, L'Adorazione riparatrice del mondo cattolico, facciata della chiesa di S. Gioacchino in Prati, mosaico della Società Musiva Veneziana, direttore artistico Attilio Anelli Monti.
 Fotografia di Elio Varutti

Note
1) Archivio della Curia Patriarcale di Venezia, Atto del 12 settembre 1896, n. 68, sez. III, manoscritto (d’ora in poi: ms).
2) Archivio Parrocchiale di Santa Maria dei Frari, Venezia, Libro dei Morti 1891-1901, ms.
3) Österreichisches Staatsarchiv, Kriegsarchiv, Wien (Austria), Documenti di servizio militare, corrispondenza dattiloscritta.
4)  Tribunale Civile e Penale di Venezia, Cancelleria, Fede di nascita e di battesimo di Emiliano (o Emilio) Anelli Monti – fratello di Attilio – redatta a Pola il 28 luglio 1878 e autenticata a Venezia il 15 settembre 1892, ms.
5)  Comune di Venezia, Ripartizione Servizi Demografici, Ufficio Anagrafe, Stato di famiglia di Luigia Martini, ms.
6)  Comune di Udine, Settore Demografia, Unità Operativa Stato Civile, Certificato di morte di Attilio Anelli Monti, dattiloscr., «La Patria del Friuli», 14 febbraio 1924. «Il Giornale del Friuli», 15 febbraio 1924.
7)  Elio Varutti, Anelli-Monti e Anderloni, Udine, Ribis, 1994, pag. 41.

8)  Scematismo dell’Imperial Regio Litorale Austriaco-Illirico, Trieste, Coletti, 1834, pagg. 6 e 7.
9) Archivio di Stato di Trieste (d’ora in poi ASTs), Giudizio Civico e Provinciale, Atti Civili, b 458, 1825, 5/30, ms. Archivio Parrocchiale di S. Maria Maggiore, Trieste, Register Defunctorum Civitatis Veteris, 1825, ms.
10) Archivio Parrocchiale di S. Maria Maggiore, Trieste, Liber Baptizatorum, 1810, ms.
11)  Archivio Parrocchiale di S. Maria Maggiore, Trieste, Liber Matrimoniorum, 1809, ms.
12) ASTs, Imperial Regio Governo, Atti Generali, b 255, fascicolo 18.270, 1836, ms.
13) ASTs, Archivio Notarile Antico, Registri degli atti del notaio Vincenzo Franul de Weissenthurn, 1806-1812, ms.
14) Archivio Parrocchiale di S. Maria Maggiore, Trieste, Liber Baptizatorum, 1819, ms.
15)  Österreichisches Staatsarchiv, Kriegsarchiv, Wien (Austria), Documenti di servizio militare, corrispondenza dattiloscritta.
16)  Genealogisches Taschenbuch der Adeligen Häuser, Brünn, Jahrgang, 1877, pagg. 18 e 19, 1891. J.B. Rietstap, V.&H.V. Rolland’s Illustrations to the Armorial Général, London, Heraldry Today, 1967.
17)  Österreichisches Staatsarchiv, Kriegsarchiv, Wien (Austria), Documenti di servizio militare, corrispondenza dattiloscritta.
18)  Atti della Reale Accademia di Belle Arti in Venezia dell’anno 1869, Venezia, Del Commercio, 1869.
19)  AA.VV., Esposizione di vetri artistici ed oggetti affini di Murano  e Venezia sotto il patrocinio di S.E. il Ministro dell’Agricoltura, Industria e Commercio presso il Museo di Murano, Ferrari, 1895, pag. 28.
20)  B.R. (Bortolotti Raniero?), I musaici della Società Musiva Veneziana, Venezia, Fischer, s.d., (1884?).
21)  Arturo Santini, Ricordo della III Esposizione vetraria di Murano, Venezia, Ferrari, 1895, pag. 33.
22)  Carla Faldi Guglielmi, Roma. Basilica di S. Lorenzo al Verano (fuori le Mura), Bologna, Grafica Editoriale Spa, s.d, (1968?), pag. 30. Carlo Bertelli (a cura di), Il mosaico, Milano, Mondatori, 1988, pag. 291.
23)  Ezio Marcelli, S. Gioacchino in Prati. Chiesa pontificia, Roma, Padri Redentoristi, Arti Grafiche La Moderna, 1980, pag. 26.
24)  Archivio privato Sandro Tischer, Saronno, provincia di Varese, Società Musiva Veneziana, Dichiarazione di servizio di Emilio Anelli Monti, Venezia, 6 febbraio 1896, ms. 
25)  Emilio Anelli Monti risulta azionista nel 1909. Vedi: Archivio del Tribunale di Udine, B. Capellari & C., Fornaci Udine – Manzano Società in accomandita per azioni, Verbale dell’assemblea degli azionisti, Udine 28 marzo 1909. Ho consultato pure i verbali del periodo 1910-1915, ms.
26)  Archivio della Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura di Udine, fascicolo n. 10.701.
27)  Originali nell’Archivio privato Sandro Tischer, Saronno, provincia di Varese, fotografie. Vedi inoltre: Luigi Amedeo di Savoia – Aosta, Duca degli Abruzzi, La esplorazione dello Uabi – Uebi Scebeli dalle sue sorgenti nella Etiopia meridionale alla Somalia Italiana [1928-29], Milano, Mondadori, 1932



Emilio Anelli Monti, Il ponte sul Tagliamento a Pinzano in Friuli, 17 aprile 1911. Cartolina viaggiata, siglata "EA" in basso a destra. Archivio Tischer, Saronno (VA)

Bibliografia

- AA.VV., Esposizione di vetri artistici ed oggetti affini di Murano  e Venezia sotto il patrocinio di S.E. il Ministro dell’Agricoltura, Industria e Commercio presso il Museo di Murano, Venezia, Ferrari, 1895
- Eleonora Alessi, Enrico Anelli-Monti, Elisa Pezzutto e Stefania Zanatta, Ricerca Storica su palazzo Ca' Bernardo in calle Bernardo sestiere di San Polo Venezia, Venezia, 1999
- Annuario del Corriere Fotografico, 1912 e 1914
- Archivio della Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura di Udine, fascicolo n. 10.701.
- Archivio della Curia Patriarcale di Venezia, Atto del 12 settembre 1896, n. 68, sez. III
- Archivio Parrocchiale di S. Maria dei Frari, Venezia, Libro dei Morti 1891-1901
- Archivio Parrocchiale di S. Maria Maggiore, Trieste, Liber Matrimoniorum, 1809
- Archivio Parrocchiale di S. Maria Maggiore, Trieste, Liber Baptizatorum, 1810-1819
- Archivio Parrocchiale di S. Maria Maggiore, Trieste, Register Defunctorum Civitatis Veteris, 1825
- Archivio privato Sandro Tischer, Saronno, provincia di Varese
- Archivio di Stato di Trieste (ASTs), Giudizio Civico e Provinciale, Atti Civili, b 458, 1825, 5/30.
- ASTs, Imperial Regio Governo, Atti Generali, b 255, f 18.270, 1836
- Archivio del Tribunale di Udine, B. Capellari & C., Fornaci Udine – Manzano Società in accomandita per azioni, Verbali dell’assemblea degli azionisti, 1909-1915
- Atti della Reale Accademia di Belle Arti in Venezia dell’anno 1869, Venezia, Del Commercio, 1869
- Carlo Bertelli (a cura di), Il mosaico, Milano, Mondadori, 1988
- B.R. (Bortolotti Raniero?), I musaici della Società Musiva Veneziana, Venezia, Fischer, s.d., (1884?)
- Comune di Udine, Settore Demografia, Unità Operativa Stato Civile, Certificato di morte di Attilio Anelli Monti
- Comune di Venezia, Ripartizione Servizi Demografici, Ufficio Anagrafe, Stato di famiglia di Luigia Martini
- Gianfranco Ellero, Pietro Modotti, Udine, Ribis, 1992
- Carla Faldi Guglielmi, Roma. Basilica di S. Lorenzo al Verano (fuori le Mura), Bologna, Grafica Editoriale Spa, s.d, (1968?)
- Fedrerazione Fascista Autonoma degli Artigiani d'Italia, Istituto Veneto per il Lavoro Venezia, La rinascita del mosaico a Venezia, Comitato mosaicisti veneziani presso Cooperativa mosaicisti Venezia, Venezia, Emiliana, 1931
- Genealogisches Taschenbuch der Adeligen Häuser, Brünn, Jahrgang, 1877, 1891.
- «Il Giornale del Friuli», 15 febbraio 1924
- Ezio Marcelli, S. Gioacchino in Prati. Chiesa pontificia, Roma, Padri Redentoristi, Arti Grafiche La Moderna, 1980, pag. 26.
- Österreichisches Staatsarchiv, Kriegsarchiv, Wien (Austria)
- «La Patria del Friuli», 1910, 1924
- J.B. Rietstap, V.&H.V. Rolland’s Illustrations to the Armorial Général, London, Heraldry Today, 1967
- Arturo Santini, Ricordo della III Esposizione vetraria di Murano, Venezia, Ferrari, 1895
- Luigi Amedeo di Savoia – Aosta, Duca degli Abruzzi, La esplorazione dello Uabi – Uebi Scebeli dalle sue sorgenti nella Etiopia meridionale alla Somalia Italiana [1928-29], Milano, Mondadori, 1932
- Scematismo dell’Imperial Regio Litorale Austriaco-Illirico, Trieste, Coletti, 1834
- Tribunale Civile e Penale di Venezia, Cancelleria, Fede di nascita e di battesimo di Emiliano (o Emilio) Anelli Monti
- Gualtiero Valentinis, In Friuli. Guida, 1903
- G. Valentinis,Guida delle industrie e del Commercio del Friuli, 1910
- Elio Varutti, Anelli-Monti e Anderloni, Udine, Ribis, 1994
Medaglia commemorativa in platino del Mausoleo dello zar Alessandro II, dono della zarina ad Attilio Anelli Monti a Mosca nel 1898. Collezione privata, Belluno.

martedì 1 settembre 2015

Storie di donne nel ‘900, allo Stringher di Udine

Un percorso di genere nel Friuli Venezia Giulia, Istituto "B. Stringher" Udine - Referente: prof. Giancarlo Martina,

un
 L'epopea delle portatrici (ognuna di loro nominata poi  cavaliere dal presidente della Repubblica Scalfaro). Postazione della rassegna all'aperto organizzata dai comitati di borgata del Comune di Sappada (BL) sulla Prima guerra mondiale, col titolo Memorie Sappadine 1915-1918. La Grande Guerra.
Fotografia di Elio Varutti

Obiettivi del progetto

Con il progetto presente, sostenuto dalla Fondazione CRUP, si vuole approfondire la storia di genere nel ‘900 con particolare riferimento alla realtà del territorio della regione Friuli Venezia Giulia.
Si intende fornire agli studenti delle classi quinte, compresi gli allievi diversamente abili, un pacchetto di competenze in chiave di storia locale che possono essere così riassunte:
1) interagire nel sistema istituzionale, riconoscendo le varie diversità culturali e linguistiche della regione;
2) acquisire i rudimenti della ricerca storiografica, svolgere ricerche utilizzando le fonti scritte (riconoscendo nel web quelle credibili in veste storica), le fonti orali, mediante l'utilizzo di strumenti tecnologici e software applicativi del settore;
3) interagire tra generi superando i cliché e gli stereotipi. Abituandosi al lavoro di gruppo secondo capacità e competenze, rispettando i ruoli assegnati;
4) interagire con i compagni di scuola, superando le barriere mentali riguardo all'handicap, secondo i principi pedagogici dell'inclusione sociale, ancor più elevati, in chiave etica, dell'integrazione dei soggetti svantaggiati;
5) redigere testi e relazioni, mediante l'uso di strumenti informatici e telematici, allestendo prodotti comunicativi per meeting e convegni. Usare il lessico di settore in lingua inglese e/o nelle lingue professionali curricolari (francese, tedesco, spagnolo), senza escludere l'utilizzo della lingua madre di certi gruppi di allievi (albanese, ucraino, croato, rumeno, russo, spagnolo, kosovaro, ecc.);
6) realizzare interviste videoregistrate e realizzare un breve documentario sull'argomento dell'intervista;
7) per il Giorno del Ricordo (10 Febbraio) un ulteriore obiettivo è il potenziamento del Centro di Ricerca, Documentazione e Produzione sull'esodo giuliano dalmata, sorto preso lo Stringher nel mese di dicembre 2014 (come si legge nell'articolo web di di InfoFVG del giorno 11 dicembre 2014). Tale Centro è orientato al settore multimediale; è presente nel web, nei blog, con vari articoli, interviste e studi scientifici sul tema. Possiede: libri, riviste, tesine, cartoline, fotografie, cimeli, copie di documenti originali da collezioni familiari".


Donne villeggianti in Carnia, 1920, in alto, si riconosce Matilde Diana, seconda a sinistra. Nella foto sotto, un altro scatto di villeggianti a Ampezzo, dopo la Grande Guerra. 
Collezione famiglia Diana, Maiaso di Enemonzo (UD)


Classi coinvolte: 17 quinte. Totale allievi: 283

Di cui 136 Femmine e 147 Maschi
Nel corso dell'anno verranno coinvolte altre classi (3^ e 4^) per attività di esercitazioni pratiche collegate (accoglienza, viste guidate, ristorazione).

I relatori esterni notevoli: Paola Del Din (Medaglia d'Oro alla Resistenza), prof. Paolo Ferrari (Università di Udine), prof.sa Chiara Fragiacomo (IFSML di Udine), dott. Mimmo Franzinelli (Storico),  Dorino Minigutti (documentarista), prof. Massimo Montanari (Università di Bologna).
Premessa al progetto:
Il documentarista Dorino Minigutti terrà alcuni incontri preparatori per la realizzazione di riprese video da utilizzarsi per la realizzazione del documentario finale. Inoltre in qualità di tecnico supervisionerà la realizzazione del video documentario stesso che sarà prodotto da un gruppo di allievi di diverse calssi.

I ciclo Il primo Novecento e la Grande Guerra
Conferenza per allievi classi 5^ dello Stringher – ottobre e  dicembre 2014 (data orientativa) – ore 11-13  Auditorium “Stringher”, titolo “Alimentazione nella Grande Guerra”, relatori prof. Massimo Montanari  (Università di Bologna) e prof. Paolo Ferrari (Università di Udine).
Realizzazione di alcuni Piatti dell'impero da parte di allievi delle classi quinte alberghiero (prof. Giuseppe Amico) partendo dalla ricerca e progetto ("Eppur si mangia") realizzato in occasione di Expo 2015, ivi presentato nell'ambito di Vivaio Scuola (maggio 2015).
Ricerche didattiche, riassunti, piccoli testi su Le donne e la guerra (attività di ricerca e approfondimento a cura delle prof.se Laura Fidenzio e Paola Carboni), con un focus su “Le portatrici carniche” in collaborzaione con i musei di Timau e Forni Avoltri.
Allestimento dell'esposizione Le donne e la guerra, su schede fornite ed elaborate dagli studenti (professori Paola Carboni, Laura Fidenzio, Elisabetta Marioni e Giancarlo Martina).
Attività di esercitazioni pratiche: Due passi per la capitale della guerra, tour condotto da studenti del settore turistico in collaborazione con il Comune di Udine.
Censimento fotografico “Le pietre della memoria” coinvolti tutti gli studenti delle classi quinte e allargato a quelli dei altre classi, in collaborazione con Associazione Nazionale Mutilati Invalidi di Guerra sezione Friuli Venezia Giulia.
Percorsi di ciclo turismo culturale legati alla Grande Guerra – diapositive in ppt, atrio dell'Istituto, professori G. Martina,  E. Varutti, Katya Moret (networking).
Enti coinvolti: Imperial War Museum London, Turismo FVG, Comune di Udine, Villa Italia Martignacco (UD), Società Filologica Friulana, Musei civici di Udine (Castello), Museo di Kotschach Mauthen (Austria), Museo di Caporetto (Slovenia), Museo della Grande Guerra di Timau, Paluzza (UD), Museo di Tolmino (Slovenia), Museo Centrale per la Storia del Risorgimento (Roma), Associazione Nazionale Mutilati Invalidi di Guerra, sezione regionale, Comune di Udine, Museo Civico del Risorgimento di Bologna, Museo Cemuot chi erin di Forni Avoltri (UD), Museo del Territorio di Dogna (UD).
Networking: Attività del Progetto Il ‘900 in Friuli Venezia Giulia nel sito web dell'Istituto Stringher, anno scolastico 2013-2014, cofinanziato dalla Fondazione CRUP, Il secolo breve in Friuli Venezia Giulia 2014-2015, cofinanziato dalla Fondazione CRUP.

II ciclo La Shoah delle donne Giornata della Memoria e Scappare da casa propria Giorno del Ricordo
Conferenza incontro per allievi classi 5^ dello Stringher – gennaio 2016 (data orientativa) – ore 11-13 Auditorium, prof.ssa Maria Pacelli, signora Lauretta Zamparo, “Alfonso Zamparo, sopravissuto di Dachau”, in collaborazione con l'ANED di Udine (Maria Pacelli)
Laboratorio di Storia: Le storie nella storia (ricerca e realizzazione di storie individuali legate alla II Guerra raccolte da studenti, a cura delle prof.se Paola Longhino e Maria Pacelli).
Networking, vedi nel web: Fonso, coracîr dal Re, gjandarm dal Pape e partigjan, “Messaggero Veneto”; il sito Internet di Alfonso Zamparo.
Una incredibile vicenda raccontata il 27 gennaio 2015 tra i banchi dell'Istituto Stringher, con la collaborazione della professoressa Anna Ghersani Durini e della famiglia Riccato di Udine : Nonno Bruno, internato in Germania, 1943-1945.

Scappare da casa propria. Giorno del Ricordo
Convegno "Insegnare il Giorno del Ricordo" - sabato 6 febbraio 2016 (data orientativa)  -  ore 09-11, auditorium Isis Stringher, evento pubblico e per le classi 5^, in collaborazione e col patrocinio dell'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine - in particolare dell'ingegnere Silvio Cattalini, presidente del sodalizio, che ha messo a disposizione la biblioteca del Comitato di Udine ANVGD -, poi c'è l' ISTORETO, Istituto Piemontese per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea, Torino.
Confronto con l'esodo dei tedeschi dalla Cecoslovacchia. Traduzione del testo a cura degli allievi del settore Tecnico del turismo coordinati dalla prof. ssa Maria Grazia Piovesan.
http://historiana.eu/case-study/sudeten-germans#

Gruppo di studio su "Le donne dell'esodo giuliano dalmata", a cura del professor Elio Varutti.
Video documentazione di testimonianze di profughi istriano dalmati da parte degli allievi su questionario predisposto dal Laboratorio di Storia in collaborazione con il  Comune di Udine e l'Archivio di Stato di Udine. A cura dei docenti del Laboratorio di Storia.
Networking, su Slideshare vedi: Itinerario giuliano a Udine. Esodo istriano, un brano sconosciuto di storia locale coordinatrice professoressa Katya Moret.
Per classi quinte: visita da concordare alla Risiera di San Sabba, alla Foiba di Basovizza, al Magazzino 18  con la guida di Piero Dalbello, dell'Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata (I.R.C.I.) di Trieste o al neonato Museo della Civiltà Istriana, Fiumana e Dalamata.
Qui c'è un'intervista sul silenzio dei profughi. Parla la professoressa Graziella Dainese, di Portogruaro per raccontare l'esodo dei suoi genitori da Parenzo nel 1948. Il titolo della testimonianza è:  Il silenzioso esodo di Elvira Casarsa, da Parenzo 1948.

III Ciclo Le donne nella Seconda Guerra Mondiale
Conferenza per allievi classi 5^ dello Stringher –  aprile 2016 (data orientativa) – ore 11-13  Auditorium “Stringher” incontro con Paola Del Din (Medaglia d'Oro alla Resistenza), moderatore prof.sa Chiara Fragiacomo, Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione (IFSML), di Udine.
Video documentazione di testimonianze dei bombardamenti in Friuli Venezia Giulia da parte degli allievi su questionario predisposto in collaborazione con il  Comune di MJUdine e l'Archivio di Stato di Udine prof.sse Paola Carboni, Laura Fidenzio, Paola Longhino, Elisabetta Marioni, prof. Giancarlo Martina, Elio Varutti.
Networking prof.ssa Katya Moret
Collaborazioni: Archivio di Stato di Udine (ASUD), Archivio Osoppo della Resistenza in Friuli (AORF), Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione, Udine (IFSML), Comune di Udine.
Sciatrice ad Ampezzo (UD), 1920. Collezione famiglia Diana, Maiaso di Enemonzo (UD).

Produzioni speciali dell'Istituto, nell'ambito del presente progetto:
un libro-catalogo che raccolga le esposizioni allestite presso l'Istituto all'interno del progetto;
un breve documentario che raccolga parti delle interviste effettuate;
un documentario realizzato da allievi sotto la supervisione di Dorino Minigutti (Documentarista) su tutte le uscite predisposte.

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Ecco il link del progetto nel sito della scuola:  Storie di donne nel ‘900 
In questo altro link potrete leggere la lettera di ringraziamento di Arrigo Melchior di Coseano, per aver ricevuto il libro edito dall'Istituto Stringher "Ospiti di gente varia. Cosacchi, esuli giuliano dalmati e il Centro di Smistamento Profughi di Udine 1943-1960". Melchior ricorda una donna, sua madre, che si oppone alla fucilazione di alcuni partigiani e, allora, cosacchi e nazisti la vogliono deportare nei campi di concentramento... - Storie di donne nel '900...

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Questo articolo rientra nelle attività del Centro di ricerca, documentazione e produzione culturale sull’esodo giuliano dalmata, per raccogliere, testi, documenti, interviste e fotografie di quei particolari momenti storici. Il Centro di ricerca è sorto all’interno del Laboratorio di storia dell’Istituto Stringher di Udine, di cui è referente il professor Giancarlo Martina.  È parte del progetto, sostenuto dalla Fondazione Crup, “Storie di donne nel '900”, che  ha ottenuto il patrocinio di: Provincia di Udine, Comune di Udine, Club UNESCO di Udine, Società Filologica Friulana, ANED, dell'Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione e della presidenza (ingegnere Silvio Cattalini) del Comitato Provinciale di Udine dell'ANVGD.

Donne friulane emigrate in Francia, anni 1950-1960. Si ringrazia per la concessione alla diffusione della fotografia il Museo Etnografico del Friuli - Udine

Ragazze e donne emigrate da Forni Avoltri (UD), primi anni del '900. Si ringrazia per la concessione alla diffusione della fotografia il Circolo di Cultura di Forni Avoltri - Udine, e l'autore Tullio Ceconi, per il suo volume: "Donna ed emigrante. Storia di vita femminile tra stanzialita' ed emigrazione di Forni Avoltri", 2011.


 Giovedì 17 marzo 2016 alle 11,30 verrà aperta la esposizione "Storie di donne...", sarà visitabile ogni giorno dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18, il sabato la mattina presso la sede centrale dell'ISIS "Bonaldo Stringher" di Udine via Monsignor Giuseppe Nogara.

domenica 30 agosto 2015

Passons, Eppur si mangia, Grande guerra in mostra

È stato un successo imprevedibile la rassegna “Eppur si mangia”, organizzata dai professori e studenti del Laboratorio di Storia dell’Istituto “Bonaldo Stringher” di Udine, sotto la conduzione didattica di Anna Maria Zilli, dirigente scolastico della scuola alberghiera, turistica e commerciale del capoluogo friulano. 
Il coro degli alpini di Passons. Fotografie di Elio Varutti

Il 28 agosto 2015, fino al 6 settembre 2015, è stata riproposta a Passons, in Comune di Pasian di Prato, presso i locali della Parrocchia di San Martino, per il periodo dei festeggiamenti del paese, giunti alla 101^ edizione. Il titolo per l’occasione è stato più approfondito così: “Eppur si mangia, mostra di immagini ed oggetti sull’alimentazione al fronte”. C’era inoltre una seconda rassegna fotografica intitolata “1915-1918. La Grande Guerra sul fronte italiano”. All’inaugurazione c’era il coro degli Alpini di Passons, che ha eseguito 5 canti militari, oltre a Daniele Ornella, presidente del Comitato Festeggiamenti di Passons e a Andrea Pozzo, sindaco di Pasian di Prato.

Questa versione della rodata esposizione si presenta molto bene. È arricchita delle collezioni personali di Luca Azzini e Guido Aviani. Oltre a diverse fotografie inedite e concesse alla scuola solo per attività didattiche e divulgative, vi sono molti oggetti, reperti e cimeli del primo conflitto mondiale. L’attenzione è incentrata sull’alimentazione durante la Grande Guerra. Come in effetti recitava il titolo dell’esposizione primigenia: “Eppur si mangia… Alimentazione, conservazione e cottura del cibo, distribuzione del rancio nella Prima Guerra mondiale”, si intende mostrare come funzionavano gli approvvigionamenti alimentari fino alla trincea dell’una e dell’altra parte. Oltre a una grande quantità di scatolette di pelati, tonno, sgombro, alici, sardine, olio e di cioccolato, si vedono borracce, gavette, piatti di latta, posate, mestoli, scaldini, fornelli, stufe, casse di cottura e cassoni coibentati per il trasporto del rancio.
La prima esposizione fu allestita nell’atrio della scuola, in Viale Monsignor Nogara a Udine, dal 25 gennaio al 31 marzo 2014, compreso il periodo di proroga richiesto per consentire la visita d’istruzione alle varie scolaresche della città. Fu recensita da molti organi di stampa, come la RAI, Il Gazzettino, Il Friuli, Il Giornale del Friuli, ….
La vetrina con le boracce italiane

Rassegna stampa sulla mostra "Eppur si mangia". Ringraziamo gentimente le redazioni dei giornali !

>ilFriuli.it
>il Giornale del Friuli
>friulionline
>Il Gazzettino Cronaca di Pordenone
>infofvg.it
>TURISMO FVG_Itinerari della Grande Guerra
>tapum.it
>Gruppo Ermada Flavio Vidonis
>Gabriele Anelli google.com

 
L'esposizione, che gode del patrocinio del Kobariški Muzej, Museum 1915-18 vom Ortker bis zur Adria Kotschac Mauthen, Dolomitenfreunde, Museo della Battaglia e del Comune di Vittorio Veneto, nonché del Comune di Udine e dei Civici Musei cittadini ed è all'interno del Centenary partneship programme dell' Imperial War Museum di Londra, fa parte integrante del progetto dell'Istituto Stringher  Il Novecento in Friuli Venezia Giulia, cofinanziato dalla Fondazione CRUP.


Nell’occasione fu stampato un originale catalogo bilingue nelle didascalie (italiano / inglese), di 64 pagine, con inedite fotografie in bianco e nero e a colori, con disegni degli allievi, che hanno curato pure le traduzioni in lingua inglese, con l’aiuto dei loro insegnanti (foto sopra). Tra i professori citati nel catalogo ci sono: Giancarlo Martina, Maria Pacelli, Elisabetta Marioni, Gisella Deliddo, Laura Fidenzio, Michel Di Nardo e lo scrivente.
La mostra “Eppur si mangia…” ha ottenuto l’uso del logo nazionale per il Centenario della Prima Guerra Mondiale 2014-2018, il sostegno di Assoarma nazionale, della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, della Provincia e del Comune di Udine, di Turismo FVG, della Fondazione CRUP, del Credito Cooperativo del Friuli Venezia Giulia. La rassegna si è svolta con la collaborazione del Centenary Partnership Programme dell'Imperial War Museum di Londra, del Club UNESCO di Udine e dei Civici Musei di Storia ed Arte di Udine.
Gavette e boracce austriache, ungariche e tedesche

La mostra ha goduto del patrocinio e dell’uso delle fotografie del Museo di Caporetto (Slovenia), del Museum 1915-18 vom Ortler bis zur Adria Kötschach-Mauthen (Austria), di Dolomitenfreunde, del Museo della Battaglia di Vittorio Veneto, provincia di Treviso, del Museo Civico del Risorgimento di Bologna, del Museo Centrale del Risorgimento di Roma  e della Biblioteca Comunale di Foligno, Fototeca Collezione Luigi Marzocchi, provincia di Perugia.
Scatolette di alimenti vari per i militari al fronte

Poi fu trasportata alla rassegna èStoria di Gorizia, nel mese di maggio 2014. La sezione sul rancio nella Grande Guerra ha vinto il primo premio nel concorso Play Energy, indetto da Enel Energy. La classe 5^ C Tecnico delle Aziende Ristorative ha ritirato il premio il 5 dicembre 2014 a Mestre, provincia di Venezia.
Fu poi nuovamente diffusa durante il 4° Raduno Nazionale di Assoarma, che si è tenuto nel centenario della Grande Guerra il 20-23 maggio 2015 a Udine e il 24 maggio 2015 a Redipuglia, in provincia di Gorizia.
Venne richiesta una partecipazione all’EXPO 2015 di Milano

>> Il documentario realizzato dalla classe 5^ A tecnico del turismo presentato all'Expo 2015.

>>
l'intervista alla dirigente Anna Maria Zilli a Caporetto (Slovenia) su RAI - LINEA VERDE

 Si ricorda che il Laboratorio di Storia dello Stringher ha ottenuto la concessione dell'uso del logo nazionale ufficiale per il Centenario della Grande Guerra, con un progetto quadriennale che attiva ogni settore di indirizzo scolastico. Nel 2015 il tema trattato è La Logistica. Il progetto quadriennale prevede di studiare le tematiche della Logistica, delle Donne nella guerra, dei Profughi e dei Costi della guerra. Tali argomenti permetteranno agli studenti dello Stringher di approfondire argomenti del loro corso di studi.
Stufe, cassette coibentate per il trasporto delle casse di cottura del rancio in trincea

Il Dirigente scolastico dello Stringher, Anna Maria Zilli, ricorda che: "La Struttura di Missione per gli anniversari di interesse nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha valutato positivamente il nostro progetto quadriennale che si articola lungo il corso degli anni del centenario seguendo tematiche diverse per ogni anno".
> Ecco la visita virtuale alla nostra mostra "Eppur si mangia..." sulla Grande Guerra, versione italiana e inglese.

Incredibile! La mostra "Eppur si mangia..." è diventata itinerante, dopo essere stata esposta nell'atrio dello Stringher, come riporta il sito web di Turismo FVG dal 25 gennaio al 30 marzo 2014; vedi pure questa altra notizia. Poi ha partecipato alla rassegna èStoria di Gorizia, maggio 2014, al primo piano del Trgovski Dom, come da notizia su twitter.
Dal 10 maggio al 7 giugno 2015 è stata in provincia di Piacenza, al Castello di San Pietro in Cerro. Per tale evento siamo stati menzionati in un sito web in lingua svedese ! Il progetto per la mostra "Eppur si mangia..." si fa sentire anche a Palazzo Belgrado, sede della Provincia di Udine, con Assoarma il 20 maggio 2015, vedi l'articolo su Udinetoday. Non è finita perché sabato 23 maggio 2015 gli studenti dello Stringher erano a San Giorgio di Nogaro con EPPUR SI MANGIA - "Il rancio del soldato 100 anni dopo". Preparato dagli allievi dell'Istituto Statale "B. Stringher" di Udine, come riferito dal sito web di Turismo FVG, col titolo: "Il tasê da feminis - Il silenzio delle donne".
L'Istituto Stringher di Udine, infine, col Laboratorio di Storia, coordinato dal professor Giancarlo Martina, ha allestito una mostra virtuale in seguito ad altre rassegne organizzate dal 2009 sulla Grande Guerra. Il titolo della mostra nel web è Alpin jo mari.
Da sinistra: Daniele Ornella, Guido Aviani (col cappello di alpino) e Luca Azzini, che illustra le teche della bella mostra a Andrea Pozzo, sindaco di Pasian di Prato. 
Fotografie di Elio Varutti
Luca Azzini in dialogo con Andrea Pozzo e Giancarlo Martina



C’era inoltre una seconda rassegna fotografica intitolata “1915-1918. La Grande Guerra sul fronte italiano”, con molte immagini inedite dagli enti prestatori citati nell'articolo.
Fotografie di Elio Varutti
"Eppur si mangia. Mostra sul rancio nella Grande Guerra". A grande richiesta allo Stringher. Riaperta il 1 ottobre 2015 fino al 31 gennaio 2016. Atrio dell'Istituto, Viale Monsignore Nogara, Udine. A cura del Laboratorio di Storia. Visite in orario di apertura della scuola. "Ciceroni della Storia" su richiesta per spiegazioni a gruppi e scolaresche. Contattare la scuola.