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sabato 8 settembre 2018

Sette mosaiciste di fama internazionale. Mostra in Baldasseria, Udine, 2018


Partono quasi in sordina certe rassegne darte. È il caso della mostra intitolata Opere del Simposio di mosaico città di Udine 2017 svoltasi per un solo giorno nella chiesa di Santa Maria degli Angeli di Baldasseria, suburbio a sud di Udine. Nella giornata di sabato 8 settembre 2018 si sono potuti rivedere sette splendidi mosaici di altrettante artiste straniere talentuose, per l’organizzazione dellAssociazione Insieme con Noi, di Udine.
Udine, Chiesa di Baldasseria, Opere del Simposio di mosaico città di Udine 2017. Fotografia di Leoleo Lulu

La finalità dell’evento, è stato detto nel 2017, era di realizzare delle opere sul tema della Via Crucis per la chiesetta sita in Via Baldasseria Media, nella parrocchia di San Pio X. La grande esperienza artistica e spirituale si era svolta nel laboratorio musivo del maestro Giulio Menossi, in Via Zoletti, a Udine, che ha contattato le artiste straniere.
Varcato luscio della ottocentesca chiesetta, si vede la prima opera in esposizione; è di unartista turca. Ha impostato un gioco geometrico con rombi, triangoli e perimetri ogivali a colori blu, rosso, bianco e sfumature varie, con una prorompente tridimensionalità. Tutto ripetuto due volte. La stazione della Via Crucis da lei sviluppata riguarda il fatto che “Gesù cade per la seconda volta”, che è proprio il titolo del suo lavoro.
Bahriye Güler, “Gesù cade per la seconda volta”, Istanbul (Turchia). Fotografia di E. Varutti


La mosaicista di Istanbul (Turchia) è Bahriye Güler. Come capita a diversi mosaicisti d’oggi, impegnati in senso estetico, l’artista utilizza pezzi di varia natura e anche riciclati, oltre alle classiche paste vitree. Vuole rappresentare la caduta di Cristo con la croce non solo una volta, ma due, poi c’è il coraggio di rialzarsi, nonostante i peccati dell’umanità. È la settima stazione. “Non importa quanto ti senti umiliato – sostiene Bahriye Güler, proponendo un messaggio di grande umanità – puoi sempre alzarti e aiutare gli altri a sollevarsi”.
Kelley Knickerbocker “Rivelato / Revealed”, Seattle, USA. Tema della sesta stazione: Veronica asciuga il volto di Gesù”. Fotografia di E. Varutti

A seguire, si può ammirare l’opera di un’americana di Seattle. Il titolo è conciso, ma assai significativo e pregnante “Rivelato / Revealed”. Si passa al tema della sesta stazione, che è: “Veronica asciuga il volto di Gesù”. La propone in mostra Kelley Knickerbocker, degli Stati Uniti d’America. Nelle sue opere predilige i colori bianco, nero e varie sfumature di grigio. L’artista vuole attirare l’attenzione del visitatore alla sua composizione e la sua struttura a tasselli irregolari. L’artista ha grattato via “la superficie lucida del granito e della ceramica – ha sostenuto – nella parte centrale della croce per rivelarne la ruvida bellezza che vi si nasconde”.
Liliana Waisman, Argentina, Gesù è aiutato dal Simone di Cirene (Cireneo) a portare la Croce”. Fotografia di E. Varutti

Si passa alla opera successiva che è di una mosaicista di Buenos Aires. È Liliana Waisman, dell’Argentina, che ha prodotto un mosaico leggerissimo, operando con una serie di resine autoprodotte e oro, scegliendo e mescolando le tonalità del colore. Al centro della composizione musiva spicca una croce. La Waisman, che è pure architetto, sostiene che il suo sia “mosaico espacial”, perché in effetti le parti dell’opera si lanciano nello spazio, nell’aria e nel vuoto. “Gesù è aiutato dal Simone di Cirene (Cireneo) a portare la Croce” è il soggetto della quinta stazione della Via Crucis. “Ho volutamente scelto una forma molto complessa – ha scritto la Waisman – una struttura tridimensionale per dare il senso del movimento e di avvicinamento alla croce”.
Marwa Qendeel, Il Cairo, Egitto, Gesù incontra sua Madre”. Fotografia di E. Varutti

L’arte musiva ha coinvolto poi un’egiziana, de Il Cairo. Si tratta di una mosaicista raffigurativa. È Marwa Qendeel, che ha costruito con le sue tessere vitree due volti, uno dei quali è il Cristo, seppur raffigurato per tre quarti. “Gesù incontra sua Madre” è proprio il titolo della quarta stazione e della medesima opera, che fa capolino da un sacco di juta, per ricordare i materiali poveri.
Erin Pankratz, Edmonton, Canada, Gesù cade per la prima volta / Jesus falls the first time. Fotografia di E. Varutti

La terza stazione si intitola: “Gesù cade per la prima volta / Jesus falls the first time”. Questo tema è stato affrontato da un’artista del Canada. C’è un’informale esplosione di colori nella sua opera. Si chiama Erin Pankratz ed è di Edmonton. Cura soprattutto il “tema dell’avversità”, utilizzando la tecnica della malta colorata, smalti, porcellana non smaltata, pietre, marmo, granito, smalti dorati ed eco smalto, secondo un refrain di reminiscenza aquileiese, mi sia consentito di osservare.
Isidora Paz Lopez, Santiago del Cile, Sanguina ancora / Still Bleeding. Fotografia di E. Varutti

Poi ci si imbatte in un lavoro di un’artista di Santiago del Cile. Isidora Paz Lopez è il suo nome ed il titolo del suo apprezzabile lavoro è “Sanguina ancora / Still Bleeding”. Mette in mostra una pergamena, con tanto di mappa dove Gerusalemme spicca in modo chiaro. Viene così rappresentata la seconda tappa della Via Crucis con “Gesù caricato della Croce”, con la tecnica della ceramica Raku, smalti marmo e molte pietre. Queste stupenda scalpellina, mi permetto di chiamarla in questo modo, ha tratto ispirazione “da un’antica mappa di Gerusalemme che indicava la Via Dolorosa”. Ecco spiegato il motivo per cui spicca nell’opera uno squarcio rosso con un groviglio di spine. È la ferita nell’atroce crocifissione di Gesù “una ferita – ha sostenuto  la Lopez – che anche dopo duemila anni continua a sanguinare”.
Anabella Wewer, da Caracas, Venezuela, Conseguenze / Consequences. Fotografia di E. Varutti

Si passa così a vedere la prima stazione della straordinaria Via Crucis di Baldasseria. Apprezziamo nel lavoro di Anabella Wewer, da Caracas, Venezuela, le tessere musive dai colori a pastello, che fanno fuggire l’osservatore dalla realtà per la sofisticata scelta degli accostamenti. La sua opera si intitola “Conseguenze / Consequences”. Il tema da lei sviluppato è quello di “Gesù è condannato a morte”. Ci sono vari materiali, pigmenti smalti e marmo. “Nell’opera ho inserito – ha affermato la Wewer – tre tessere dorate dove io immagino dovesse essere il cuore di Cristo, per onorare la tradizione italiana di usare oro per valorizzare un mosaico, inconsciamente ho così rappresentato la Trinità”.
Ore 14,30 - Le artiste americane in visita con Giulio Menossi, primo a sinistra. Fotografia dell'Associazione Insieme con Noi di Udine, che si ringrazia per la pubblicazione

Si ricorda, infine, che all’interno del progetto artistico coordinato dall’Associazione Insieme con Noi c’è stato il coinvolgimento di 22 soggetti disabili del Centro Servizi Riabilitativi Educativi (CSRE) di Via Laipacco, 253  con la sezione di lavoro intitolata “Il mosaico: veicolo di incontro e di integrazione sociale”.
Pubblico alla mostra verso le ore 10. Fotografia di E. Varutti

Come mai anche questo aspetto? “Abbiamo proposto alle persone svantaggiate – aveva detto nel 2017 il maestro Giulio Menossi, direttore artistico del simposio – di costruire un mosaico sulla falsariga del Gallo e della tartaruga di Aquileia e c’è stata molta partecipazione e pure questo piccolo esperimento di laboratorio viene mostrato alla popolazione all’interno del simposio”.

Sitologia
Elio Varutti, Alta creatività nel Simposio musivo di Udine, on-line dal 9 ottobre 2017.
La Chiesa di Baldasseria a Udine. Fotografia di Leoleo Lulu

Nella stessa giornata di visita di questa Temporary exibition, sono passati alcuni artisti niente meno che dagli Stati Uniti dAmerica. Non erano tre o quattro visitatori, perché sono arrivati addirittura in pullman, con il maestro Giulio Menossi che faceva da dotto accompagnatore. Complimenti agli organizzatori che hanno saputo coinvolgere anche gli artisti degli USA.
Udine, 8 settembre 2018. Chiesa di Baldasseria. Il gruppo di 22 artisti visitatori dagli USA, con Germano Vidussi, presidente dell'Associazione Insieme con Noi, primo a destra e il maestro Giulio Menossi, al centro con camicia, barba e scarpe chiare. Fotografia dell'Associazione Insieme con Noi, che si ringrazia per la diffusione e pubblicazione. C'è anche un video di tale visita, diffuso in Facebook, clicca qui per vederlo.
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Servizio giornalistico e di Networking a cura di Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Fotografie di Leoleo Lulu, che si ringrazia per la gentile concessione alla pubblicazione e diffusione. Altre fotografie di E. Varutti e anche dell'Associazione Insieme con Noi di Udine. 

Fotografia di E. Varutti

Le firme, i saluti e i complimenti sul libro dei ricordi della mostra di Mosaici in Baldasseria 2018. Fotografia dell'Associazione Insieme con Noi, di Udine che si ringrazia per la diffusione.



lunedì 9 ottobre 2017

Alta creatività nel Simposio musivo di Udine

Ecco un reportage sul Simposio Internazionale di mosaicisti organizzato dall’Associazione Insieme con Noi in collaborazione con Clauiano Mosaics & More
Sette artiste di fama mondiale al lavoro per il Simposio del mosaico di Udine, nel laboratorio di Menossi

Per quanto si possa vedere nello studio del maestro Giulio Menossi, in Via Zoletti a Udine, bisogna dire che questa terza edizione del simposio è di “colore rosa”, essendo gli artisti tutti del gentil sesso.
La finalità principale dell’evento, che è in fase di svolgimento a Udine dallo scorso 1° ottobre 2017 fino alla metà del mese stesso, è di realizzare delle opere sul tema della Via Crucis per la Chiesa di Santa Maria degli Angeli, in Via Baldasseria Media. 
Quest’anno saranno composte le prime sette stazioni della Via Crucis, che saranno donate alla Curia di Udine, per la chiesetta citata, sorta nel 1831 nella parte meridionale del capoluogo friulano, mentre nel 2018 sarà il turno delle ultime sette tappe dello stesso tema con altri maestri del mosaico di fama internazionale.
Ecco il il mosaico in costruzione di Anabella Wewer, del Venezuela. La prima stazione: “Gesù è condannato a morte”

All’interno del progetto artistico c’è stato il coinvolgimento di 22 soggetti disabili del Centro Servizi Riabilitativi Educativi  (CSRE) di Via Laipacco, 253 con la sezione “Il mosaico: veicolo di incontro e di integrazione sociale”.  «Abbiamo proposto a queste persone svantaggiate – ha detto il maestro Giulio Menossi, direttore artistico del simposio – di costruire un mosaico sulla falsariga del Gallo e della tartaruga di Aquileia e c’è stata molta partecipazione e pure questo piccolo esperimento di laboratorio verrà mostrato alla popolazione all’interno del simposio».

Isidora Paz Lopez, del Cile, mette in mostra la seconda tappa della Via Crucis con “Gesù caricato della Croce”

Ritorniamo allo studio Menossi per vedere tutte le opere allo statu nascenti delle importanti artiste. Si desidera ringraziare le sette artiste per la disponibilità a farsi riprendere e a mostrare le loro opere ancora “work in progress”. I titoli definitivi dei mosaici saranno resi noti alla presentazione ed esposizione della rassegna in sala Aiace, a Udine, sabato 14 ottobre alle ore 18,30.
Vi sono mosaici raffigurativi, oppure di totale e aperta fantasia. Si respira in genere, vedendo queste straordinarie opere, un’alta creatività. Diverse di queste artiste tengono corsi di mosaico nel proprio paese o anche all’estero e hanno partecipato alle mostre e simposi che lo stesso maestro Menossi ha organizzato di recente assieme a varie istituzioni in Sardegna, o a Clauiano di Trivignano Udinese.

“Gesù cade per la prima volta” è il tema della terza stazione affidato a una artista del Canada: Erin Pankratz

Iniziamo a mostrare il mosaico in costruzione di Anabella Wewer, del Venezuela. La mosaicista utilizza tessere musive dai colori a pastello, che fanno sognare l’osservatore per la raffinata scelta degli accostamenti.  La sua opera è dedicata alla prima stazione: “Gesù è condannato a morte”.
Isidora Paz Lopez, del Cile, mette in mostra una pergamena, con tanto di mappa dove (ancora non si vede) Gerusalemme spicca in modo chiaro. Viene così rappresentata la seconda tappa della Via Crucis con “Gesù caricato della Croce”.
“Gesù cade per la prima volta” è il tema della terza stazione che è stato affidato a una artista del Canada. C’è un’informale esplosione di colori nelle opere della canadese Erin Pankratz, tutto in contrasto con il bianco candido dei paesaggi innevati cui deve essere abituata. In vari mosaici si può notare la tecnica del “pointillisme”, nel senso che si potrebbe avvicinare l’opera musiva alle tele del divisionismo. Si prova questa sensazione girando nel laboratorio Menossi tra le opere in crescita di queste eccezionali artiste.
Marwa Qendeel, dell’Egitto, con l'opera “Gesù incontra sua Madre” è proprio il titolo della quarta stazione

Un’altra mosaicista raffigurativa è senz’altro Marwa Qendeel, dell’Egitto, che sta costruendo con le sue tessere due volti, uno dei quali è il Cristo, seppur raffigurato per tre quarti. “Gesù incontra sua Madre” è proprio il titolo della quarta stazione, che si sta sviluppando a spron battente sotto i colpi precisi della martellina.
Liliana Waisman, dell’Argentina, forma un mosaico leggerissimo, operando con una serie di resine che si fabbrica da sé, scegliendo pure le tonalità di colore. Al centro della composizione musiva spicca una croce. La Waisman, che è pure architetto, mi dice che il suo è un «mosaico espacial», perché in effetti le parti dell’opera si lanciano nello spazio, nell’aria e nel vuoto. “Gesù è aiutato dal Simone di Cirene (Cireneo) a portare la Croce” è il soggetto della quinta stazione della Via Crucis, curato dalla Waisman.
“Gesù è aiutato dal Simone di Cirene (Cireneo) a portare la Croce” è il soggetto della quinta stazione della Via Crucis, curato da Liliana Waisman, dell'Argentina

Si passa al tema della sesta stazione, che è: “Veronica asciuga il volto di Gesù”. Se ne sta occupando Kelley Knickerbocker, degli Stati Uniti d’America. Nelle sue opere predilige i colori bianco, nero e varie sfumature di grigio. L’artista vuole puntare l’attenzione del visitatore alla sua composizione e la sua struttura.
La sesta stazione “Veronica asciuga il volto di Gesù”. Se ne sta occupando Kelley Knickerbocker, degli USA


La settima tappa riguarda il fatto che “Gesù cade per la seconda volta”, affidata ad una mosaicista di Istanbul. Viene dalla Turchia Bahriye Güler e sta componendo una struttura musiva complessa con tanto colore blu. Come molte mosaicisti d’oggi, impegnati in senso estetico, l’artista utilizza pezzi di varia natura e anche riciclati, oltre alle classiche paste vitree. Vuole rappresentare la caduta di Cristo con la croce non solo una volta, ma due, poi c’è il coraggio di rialzarsi, nonostante i peccati dell’umanità.
La settima tappa “Gesù cade per la seconda volta”, affidata ad una mosaicista di Istanbul. Viene dalla Turchia: Bahriye Güler

Rassegna stampa

- Andrea Ioime, "Un mosaico per l'integrazione", dal settimanale "Il Friuli" del 5 ottobre 2017.

Dal settimanale della Diocesi di Udine «La Vita Cattolica» del 13 settembre 2017.

Il 10 ottobre 2017 su «Udinese TV», nella trasmissione televisiva "Buongiorno Friuli" un servizio interamente dedicato al Simposio, con Maida Zerman in studio, Germano Vidussi al Centro Socio Riabilitativo ed Educativo  (CSRE) di Laipacco e un collegamento con il laboratorio per intervistare le artiste al lavoro. 

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Servizio giornalistico, fotografico e di networking a cura di Elio Varutti.

Le sette mosaiciste riunite in un momento di convivialità. Sedute, da destra in basso: Erin Pankratz, Isidora Paz Lopez, Marwa Qendeel e Liliana Waisman. In piedi, da sinistra in alto: Anabela Wewer, Bahriye Güler e Kelley Knickerbocker. Fotografia da Facebook