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lunedì 15 ottobre 2018

Presentati i mosaici del 5° Simposio “Città di Udine” in sala Aiace, la Via Crucis a tasselli


Sono stati presentati al pubblico i mosaici del 5° Simposio “Città di Udine” il 13 ottobre 2018. Germano Vidussi, presidente dell’Associazione Insieme con Noi, ha aperto i lavori in sala Aiace ringraziando gli enti patrocinatori dell’International Symposium of Contemporary Mosaic. 
Udine, sala Aiace, 13 ottobre 2018 – Da sinistra: Vanessa Rivera, Angela Zimek, Ayelet Sela, Olga Goulandris, Giulio Menossi, Germano Vidussi, Irit Levy, don Tarcisio Bordignon, Adriana Mufarrege e Sibel AkkabaFotografia dal profilo Facebook di Vanessa Rivera

Oltre alla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, hanno dato il loro patrocinio la Provincia e il Comune di Udine. L’evento, iniziato lo scorso 1° ottobre, ha visto la collaborazione dell’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Udine Centro Socio Riabilitativo Educativo (Csre) di Via Laipacco, ospitante 22 persone con disabilità intellettive.
Il titolo del Laboratorio musivo era Il mosaico, veicolo di incontro e integrazione sociale. La Camera di commercio di Udine, Confindustria e Motoperpetuo hanno dato il loro sostegno. Poi c’è stato il contributo di Banca di Udine, della Saf, del Magazzino per l’Edilizia s.r.l.; la direzione artistica dell’evento era affidata al maestro Giulio Menossi

Udine, sala Aiace, 13 ottobre 2018, l’intervento di don Tarcisio Bordignon. Al tavolo dei relatori, da sinistra: Germano Vidussi, Elio Varutti e Giulio Menossi per l’International Symposium of Contemporary Mosaic. Fotografia dal profilo Facebook di Associazione Insieme con  Noi

Si ricorda che le opere musive realizzate dalle sette artiste nel 2017 e quelle del 2018 andranno ad abbellire la chiesa della Madonna degli Angeli di Via Baldasseria Media, essendo l’Associazione Insieme con Noi un’organizzazione di volontariato.
Giulio Menossi ha poi preso la parola per spiegare che cosa sia un simposio. “È un confronto fra artisti in questo caso e nel senso greco del termine – ha detto Menossi – dove, lavorando nello stesso laboratorio, ognuno impara qualcosa di nuovo”. Il grande mosaicista friulano ha riferito dei simposi musivi di Clauiano, di Grado (provincia di Gorizia), di Ploaghe (provincia di Sassari), in Sardegna. Poi ha pure fatto un cenno ai prossimi appuntamenti come a quello di Cormons (GO) dal 19 ottobre al giorno 11 novembre 2018 presso il Museo del Territorio e di altri progetti di collaborazione con alcuni Fogolârs Furlans sparsi per il mondo.

Udine, antisala Aiace, 13 ottobre 2018, sede dell’International Symposium of Contemporary Mosaic. Fotografia dal profilo Facebook di Vanessa Rivera

Ha parlato quindi il professor Elio Varutti, per un inquadramento critico delle opere. “Questo simposio è una grande esperienza di formazione estetica – ha detto Varutti – e oltre che un dono alla Chiesa di Baldasseria, del 1831, è un arricchimento culturale per la città intera”. È stato detto che molti mosaici sono tridimensionali, quasi sculture, altri mostrano geometrie intriganti, colori stupendi, linee e curve di grande bellezza. “Le opere musive qui esposte hanno una forte spiritualità – ha concluso – perché le artiste hanno saputo coniugare l’arte di comporre con l’arte di variar bene per una piacevole proporzione, come scrisse William Hogarth, nel 1753”.
Varutti ha poi citato di Attilio Anelli Monti, direttore artistico della Società Musiva Veneziana. Egli, nel 1876 a Venezia, assieme a Lorenzo Radi Junior, a Raniero Bortolotti ed altri fondò la Società Musiva Veneziana per sfuggire allo sfruttamento giovanile che talvolta avvolge certe attività musive.
Nel dibattito che è seguito ha parlato don Tarcisio Bordignon, parroco di San Pio X dal 1966 al 2014, nel cui territorio sorge la Chiesa di Baldasseria. Oltre a complimentarsi con “le brave artiste” don Tarcisio le ha ringraziate per il dono e ha detto che esse “pur essendo di nazioni così lontane e di altre religioni, hanno saputo prendere il messaggio di Gesù che ha dato la sua vita per amore e renderlo in forma artistica in modo bellissimo”.
È voluta intervenire anche Valeria Giuliano, educatrice del Csre di Via Laipacco, per comunicare come sono nati i due mosaici composti dagli ospiti della comunità. Si tratta di due tavole rappresentanti La lotta fra il gallo e la tartaruga e il Buon Pastore, ripresi dai mosaici della Basilica di Aquileia. In seguito sono intervenuti anche un ospite della comunità e un genitore per ringraziare gli organizzatori dell’esperienza coinvolgente vissuta nel Crse.

Udine, Laboratorio di Giulio Menossi, al centro. Per l'International Symposium of Contemporary Mosaic, da sinistra: Vanessa Rivera, Ayelet Sela, Adriana Mufarrege, Angela Zimek, Irit Levy, Olga Goulandris e Sibel Akkaba. Foto da Facebook

Erano presenti in sala, tra gli altri, il professor Lorenzo Croattini, assessore comunale per una quindicina d’anni, Alessandro Tammelleo, presidente dell’Associazione Musicologi di Gemona del Friuli e Maida Zerman, presidente di Clauiano Mosaics and More di Clauiano di Trivignano Udinese, oltre a critici ed esperti d’arte.
Il pubblico, infine, ha potuto ascoltare dalla viva voce delle sette artiste il commento alla propria stazione della Via Crucis, con una interprete, Maria Grazia Umbro. È seguito un breve momento conviviale.
La mosaicista greca Olga Goulandris, di Atene, ha elaborato un mosaico sulla 8^ stazione della Via Crucis, Gesù ammonisce le donne di Gerusalemme. L’oggetto della 9^ stazione, Gesù cade per la terza volta, è stato affrontato da Sibel Akkaba, di Istanbul, Turchia. Il tema della 10^ stazione, Gesù è spogliato delle vesti, è stato esaminato da Vanessa Rivera, di San Juan (Portorico). La pittrice Irit Levy, del Principato di Monaco, si è occupata della 11^ stazione, Gesù è inchiodato sulla Croce, per il suo mosaico materista.
Adriana Mufarrege, di Cordoba, Argentina, ha spiegato la sua opera in riferimento alla 12^ stazione, Gesù muore in Croce. In seguito Angela Zimek, austriaca di Klagenfurt, in lingua italiana, ha commentato il suo mosaico che aveva per tema la 13^ stazione, Gesù deposto dalla Croce. L’artista Ayelet Sela, di Tel Aviv (Israele) ha riferito che il tema assegnatole era Il corpo di Gesù deposto nel sepolcro, oggetto della 14^ stazione ed ha voluto ispirarsi a Caravaggio.
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Udine, sala Aiace, 13 ottobre 2018, pubblico per l’International Symposium of Contemporary Mosaic. Fotografia dal profilo Facebook di Associazione Insieme con  Noi

Sitologia ed altro

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Qui si può vedere il video dell'intervento di Giulio Menossi in sala Aiace il 13 ottobre 2018, prodotto dall'Associazione Insieme con Noi.
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Altre immagini 

Udine, Sala Aiace 13 ottobre 2018, Schede di frammentazione dei contenuti per l'intervento di Elio Varutti, con la citazione di Attilio Anelli Monti. Fotografia di T.H. Tiervo
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Rassegna stampa
Ringraziamo la redazione de "La Favilla" che racconta un po' il 5° simposio "Città di Udine"

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Ecco il video di Germano Vidussi intervistato in lingua friulana a Radio Onde Furlane il giorno 11 ottobre 2018 dal direttore Mauro Missana; la trasmissione è rilanciata anche in Argentina.

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Servizio giornalistico e di Networking a cura di Tulia Hannah Tiervo e Sebastiano Pio Zucchiatti. Lettore: E. Varutti. Fotografie di Vanessa Rivera, dell'Associazione Insieme con Noi e T.H. Tiervo. Video a cura di Giulio Menossi e dell’Associazione Insieme con Noi di Udine.

martedì 9 ottobre 2018

Sette artiste per il 5° Simposio musivo internazionale “Città di Udine”, sulla Via Crucis

È la seconda parte di questo grande evento che ha per direttore artistico Giulio Menossi. In questo articolo si intende dare un’anteprima delle opere per assaporarne la loro piena bellezza mentre sono nella fase di costruzione. È un vero e proprio Work in progress.
Udine, Laboratorio Menossi, artisti all'opera per il 5° simposio, ottobre 2018. Fotografia di Elio Varutti

Intitolata “Verso la luce / To the Light. Via Crucis” questa quinta edizione del simposio di mosaico “Città di Udine” è attiva dal 1° al 13 ottobre 2018. La presentazione ufficiale delle opere compiute si tiene il 13 ottobre alle ore 18,30 presso la sala Aiace, nella Loggia del Lionello, in piazza Libertà.
L’evento ha come leitmotiv “Il mosaico, veicolo di incontro e integrazione sociale”. Non a caso tra gli organizzatori primeggia l’Associazione Insieme con Noi di Udine, presieduta da Germano Vidussi, e l’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Udine Centro Socio Riabilitativo Educativo (Csre) di Via Laipacco, ospitante 22 persone con disabilità intellettive.
Adriana Mufarrege, di Cordoba, Argentina

Tra i patrocinatori dell’evento, di respiro internazionale, troviamo la Provincia di Udine, il Comune di Udine e la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, col sostegno della Camera di Commercio di Udine, di Confindustria, oltre ad una serie di primarie aziende private.
Molti autori si sono espressi riguardo al concetto di arte e sul mutamento della nozione stessa di arte. Sono ancor troppi oggi che reputano il mosaico un’ottima forma di artigianato, anziché un’arte a se stante. Penso che guardando le opere di questo 5° Simposio musivo “Città di Udine” molti visitatori avranno occasione di vivere delle sensazioni positive, emozionanti e di grande spiritualità. 
La bellezza qui è messa in primo piano. Noi tutti e la città ne usciremo arricchiti; è come un'esperienza formativa. Grazie all’opera di queste eccezionali mosaiciste possiamo cogliere una resa estetica elevata, forse liberandoci dai preconcetti e dai sostrati culturali pregressi. Gustate l’aura che pervade questi capolavori. Lasciatevi portare con la fantasia dai colori luccicanti delle tessere musive, come vi ha incantato una poesia di un bravo poeta o come vi è piaciuta la musica di un celebre compositore.
Angela Zimek, di Klagenfurt (Austria), con bozzetto unico
Piccola presentazione delle artiste al Simposio di Ottobre 2018
Sono entrato nel Laboratorio di Giulio Menossi, in Via Zoletti a Udine, mentre le mosaiciste erano al lavoro. Spero di non averle disturbate e spero che non si risentano per i quattro pensieri estetici che mi permetto di proporre qui di seguito al lettore curioso.
Adriana Mufarrege, di Cordoba, in Argentina, punta su un grande viso divino che quasi non vuol stare dentro i confini stretti della tavola. Si direbbe che è uno zoom esagerato, ma carico di fede. Anzi è una fede, alto livello di spiritualità, che si scontra in veste estetica con la materialità delle pietre dure utilizzate nella composizione. L’artista, infatti, alterna alle classiche tessere musive anche dei grandi pezzi di pasta vitrea o di pietre tagliate con una maestria rilevante.
Di Angela Zimek, di Klagenfurt (Austria) noto una stilizzata tavola musaica con una croce e due forme tondeggianti, una azzurra e l’altra rossa. Mi sbilancerò un po’, ma mi vengono alla mente i disegni di Paul Klee. Non so se sono le ali di qualche angelo, so che c’è molta tensione spirituale in questi semplici pezzetti di pasta vitrea elaborati dalla Zimek.
Ayelet Sela, di Tel Aviv (Israele)
Molto figurativo è il mosaico statu nascenti di Ayelet Sela, di Tel Aviv (Israele). Due mani aperte, simbolo di saluto, di accoglienza e di aiuto spiccano nella parte alta di questa opera con un robusto corpo umano al centro dell’interesse, che sembra fuoriuscire dalla tavola su cui poggia. Chissà perché me la fa avvicinare, forse per le forme, alle terracotte dei Della Robbia.
Fa uso di chiodi Irit Levy, del Principato di Monaco. Pittrice valente, si lascia qui andare verso un’arte materica e di stampo figurativo. Spicca un viso dolorante al centro del lavoro in un luccichio continuo. Tale effetto è dovuto alle teste dei chiodi piantati nella zona della barba, dei capelli e del volto ieratico, poi c’è un pregevole tributo di tessere musive da evocare forme bizantine.  
Irit Levy, del Principato di Monaco

Altra opera tridimensionale è quella della greca Olga Goulandris, di Atene. Si nota un oggetto con colori molto chiari, su cui prevalgono varie tonalità di bianco e, niente meno, che dei pezzi di porcellana. In un angolo c’è poi la croce, greca naturalmente, segno di spiritualità forte e di alta introspezione.
Sibel Akkaba, di Istanbul in Turchia, presenta un’opera tridimensionale a toni chiari al centro, mentre nelle estremità prevalgono le tessere musive rossastre e scure. Allora la luce è al centro dell’attenzione dell’osservatore che noterà non solo mosaico nell’opera, ma anche qualche sassolino e addirittura un ninnolo, forse a significare che l’arte, oltre che rottura della quotidianità, è anche felicità.
Olga Goulandris, di Atene (Grecia)

È come un velo chiaro il mosaico in costruzione di Vanessa Rivera, di San Juan (Portorico) con qualche venatura di rosso e arancione. Non si accontenta dello spazio piano, lavora in forme tridimensionali pure lei, come molte di queste eccelse artiste del 5° Simposio “Città di Udine”. La Rivera incolla le tessere musive su un telo trattato, suppongo, a dimostrazione della estrema libertà di composizione che offre il mosaico.
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La finalità generale dell’evento, come è stato detto nel 2017 alla prima edizione del Simposio “Città di Udine”, è di realizzare delle opere sul tema della Via Crucis per la chiesetta sita in Via Baldasseria Media, nella parrocchia di San Pio X.

Sibel Akkaba, di Istanbul in Turchia
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I prossimi appuntamenti internazionali sul mosaico
Le stupende opere musive di questa rassegna saranno in esibizione anche a Cormòns (GO) dal 19 ottobre al giorno 11 novembre 2018 presso il Museo del Territorio assieme ai lavori del Simposio di Clauiano, frazione di Trivignano Udinese, in mostra dal 24 giugno al 7 luglio 2018. Dal 21 luglio al 26 agosto sono state in esposizione a Grado (GO) preso la Casa della Musica. La rassegna di Clauiano e Grado aveva per titolo: “Essentia musiva. Forme e colori in movimento”. Ecco i nomi delle mosaiciste eccezionali di Essentia musiva: Aida Valencia (Messico), Elcira Reif Russomano (Brasile), Gülcin Sökökü (Turchia), Helga Dangel (Germania), Liliana Waisman (Argentina), Mari Sangoi (Brasile), Paulina Lagos Lehudé (Cile), Pini Ben Gur (Israele), Ronit Strum (Israele), e Yumie Wakatsuki (Giappone).

Vanessa Rivera, di San Juan (Portorico) 

Sitologia
- Elio Varutti, Sette mosaiciste di fama internazionale. Mostra in Baldasseria, Udine, 2018, on-line dal giorno 8 settembre 2018.

- Video del Simposio Internazionale di mosaico "città di Udine" 2^ parte, a cura di Associazione Insieme Con Noi, Udine. In Facebook on-line dal 12 ottobre 2018. Si ringrazia Germano Vidussi.

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Servizio giornalistico e fotografico di Elio Varutti. Networking a cura di Tulia Hannah Tiervo, Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti.

sabato 22 settembre 2018

I mosaici di Menossi a Chartres, 2018


Il 20 ottobre 2018 il mosaicista friulano Giulio Menossi esporrà le sue ultime opere musive a Chartres presso la “Galerie du Vitrail”. 
Giulio Menossi, White Wine, mosaico, 2018. Fotografia courtesy dell'artista.

Sarà una prova estetica di grande valore e di nuovo interesse. L’inaugurazione della rassegna è prevista per il 21 ottobre alle ore 14,30. Il pubblico francese potrà vedere, tra gli altri White Wine, e Red Wine, gli ultimi capolavori del maestro Menossi. Si tratta di mosaici tridimensionali, molto leggeri, come l’artista udinese ha già mostrato in altre occasioni al suo pubblico internazionale. Non a caso Menossi si muove in questi ultimi tempi, con le sue esposizioni, conferenze e corsi didattici tra la Sardegna, l’Argentina, la Turchia, gli USA e vari paesi del Mediterraneo. Prossimamente sarà in mostra in Cina. Unico italiano ad esporre le sue opere a Shanghai. È il primo mosaicista invitato in una famosa galleria cinese di Shanghai, con sede anche a Pechino.
Il depliant della rassegna francese

La galleria del Vetro colorato di Chartres si trova al civico numero 17 del Chiostro della Madonna (17 Cloître Notre Dame). Dopo il vernissage, l’orario di visita sarà da martedì a sabato dalle ore 10,30 alle 13 e, nel pomeriggio, dalle ore 14 alle 18,30. La domenica e nei feriali la visita sarà possibile dalle ore 14 alle 18. La mostra di Menossi a Chartres chiuderà i battenti il giorno 11 novembre 2018.
La mostra musiva dell’artista udinese, nato nel 1955, si tiene nell’ambito dei “12e Rencontres Internationales de Mosaïque” che spaziano dai mosaici di Ravenna della Basilica di San Vitale ai mosaici veneziani, ai quali pure gli artisti friulani fanno riferimento per tecnica e per creatività.
Giulio Menossi, White Wine, mosaico, particolare, 2018. Fotografia courtesy dell'artista.
Giulio Menossi, Red Wine, mosaico, 2018. Fotografia courtesy dell'artista.

Chartres città culturale
È una città molto culturale Chartres. Si pensi che dal 2 settembre la mediateca l’Apostrofo accoglie il pubblico anche la domenica pomeriggio, dalle ore 14 alle 18. L’operazione è stata resa possibile dal coinvolgimento dei bibliotecari della città. C’è stato pure il rinforzo degli studenti. Questa apertura permette all’ospite di visitare mondi fantastici, di prendere in prestito dvd, di vistare l’esposizione o di godere di un accesso gratuito a Internet un giorno in più la settimana, come si legge nel sito della mediateca cittadina sulla stupenda Valle della Loira.
Chartres, la mediateca. Fotografia dal sito web dedicato
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Servizio giornalistico e di Networking a cura di Tulia Hannah Tiervo, Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Fotografie da collezioni private e pubbliche citate nell’articolo.

sabato 8 settembre 2018

Sette mosaiciste di fama internazionale. Mostra in Baldasseria, Udine, 2018


Partono quasi in sordina certe rassegne darte. È il caso della mostra intitolata Opere del Simposio di mosaico città di Udine 2017 svoltasi per un solo giorno nella chiesa di Santa Maria degli Angeli di Baldasseria, suburbio a sud di Udine. Nella giornata di sabato 8 settembre 2018 si sono potuti rivedere sette splendidi mosaici di altrettante artiste straniere talentuose, per l’organizzazione dellAssociazione Insieme con Noi, di Udine.
Udine, Chiesa di Baldasseria, Opere del Simposio di mosaico città di Udine 2017. Fotografia di Leoleo Lulu

La finalità dell’evento, è stato detto nel 2017, era di realizzare delle opere sul tema della Via Crucis per la chiesetta sita in Via Baldasseria Media, nella parrocchia di San Pio X. La grande esperienza artistica e spirituale si era svolta nel laboratorio musivo del maestro Giulio Menossi, in Via Zoletti, a Udine, che ha contattato le artiste straniere.
Varcato luscio della ottocentesca chiesetta, si vede la prima opera in esposizione; è di unartista turca. Ha impostato un gioco geometrico con rombi, triangoli e perimetri ogivali a colori blu, rosso, bianco e sfumature varie, con una prorompente tridimensionalità. Tutto ripetuto due volte. La stazione della Via Crucis da lei sviluppata riguarda il fatto che “Gesù cade per la seconda volta”, che è proprio il titolo del suo lavoro.
Bahriye Güler, “Gesù cade per la seconda volta”, Istanbul (Turchia). Fotografia di E. Varutti


La mosaicista di Istanbul (Turchia) è Bahriye Güler. Come capita a diversi mosaicisti d’oggi, impegnati in senso estetico, l’artista utilizza pezzi di varia natura e anche riciclati, oltre alle classiche paste vitree. Vuole rappresentare la caduta di Cristo con la croce non solo una volta, ma due, poi c’è il coraggio di rialzarsi, nonostante i peccati dell’umanità. È la settima stazione. “Non importa quanto ti senti umiliato – sostiene Bahriye Güler, proponendo un messaggio di grande umanità – puoi sempre alzarti e aiutare gli altri a sollevarsi”.
Kelley Knickerbocker “Rivelato / Revealed”, Seattle, USA. Tema della sesta stazione: Veronica asciuga il volto di Gesù”. Fotografia di E. Varutti

A seguire, si può ammirare l’opera di un’americana di Seattle. Il titolo è conciso, ma assai significativo e pregnante “Rivelato / Revealed”. Si passa al tema della sesta stazione, che è: “Veronica asciuga il volto di Gesù”. La propone in mostra Kelley Knickerbocker, degli Stati Uniti d’America. Nelle sue opere predilige i colori bianco, nero e varie sfumature di grigio. L’artista vuole attirare l’attenzione del visitatore alla sua composizione e la sua struttura a tasselli irregolari. L’artista ha grattato via “la superficie lucida del granito e della ceramica – ha sostenuto – nella parte centrale della croce per rivelarne la ruvida bellezza che vi si nasconde”.
Liliana Waisman, Argentina, Gesù è aiutato dal Simone di Cirene (Cireneo) a portare la Croce”. Fotografia di E. Varutti

Si passa alla opera successiva che è di una mosaicista di Buenos Aires. È Liliana Waisman, dell’Argentina, che ha prodotto un mosaico leggerissimo, operando con una serie di resine autoprodotte e oro, scegliendo e mescolando le tonalità del colore. Al centro della composizione musiva spicca una croce. La Waisman, che è pure architetto, sostiene che il suo sia “mosaico espacial”, perché in effetti le parti dell’opera si lanciano nello spazio, nell’aria e nel vuoto. “Gesù è aiutato dal Simone di Cirene (Cireneo) a portare la Croce” è il soggetto della quinta stazione della Via Crucis. “Ho volutamente scelto una forma molto complessa – ha scritto la Waisman – una struttura tridimensionale per dare il senso del movimento e di avvicinamento alla croce”.
Marwa Qendeel, Il Cairo, Egitto, Gesù incontra sua Madre”. Fotografia di E. Varutti

L’arte musiva ha coinvolto poi un’egiziana, de Il Cairo. Si tratta di una mosaicista raffigurativa. È Marwa Qendeel, che ha costruito con le sue tessere vitree due volti, uno dei quali è il Cristo, seppur raffigurato per tre quarti. “Gesù incontra sua Madre” è proprio il titolo della quarta stazione e della medesima opera, che fa capolino da un sacco di juta, per ricordare i materiali poveri.
Erin Pankratz, Edmonton, Canada, Gesù cade per la prima volta / Jesus falls the first time. Fotografia di E. Varutti

La terza stazione si intitola: “Gesù cade per la prima volta / Jesus falls the first time”. Questo tema è stato affrontato da un’artista del Canada. C’è un’informale esplosione di colori nella sua opera. Si chiama Erin Pankratz ed è di Edmonton. Cura soprattutto il “tema dell’avversità”, utilizzando la tecnica della malta colorata, smalti, porcellana non smaltata, pietre, marmo, granito, smalti dorati ed eco smalto, secondo un refrain di reminiscenza aquileiese, mi sia consentito di osservare.
Isidora Paz Lopez, Santiago del Cile, Sanguina ancora / Still Bleeding. Fotografia di E. Varutti

Poi ci si imbatte in un lavoro di un’artista di Santiago del Cile. Isidora Paz Lopez è il suo nome ed il titolo del suo apprezzabile lavoro è “Sanguina ancora / Still Bleeding”. Mette in mostra una pergamena, con tanto di mappa dove Gerusalemme spicca in modo chiaro. Viene così rappresentata la seconda tappa della Via Crucis con “Gesù caricato della Croce”, con la tecnica della ceramica Raku, smalti marmo e molte pietre. Queste stupenda scalpellina, mi permetto di chiamarla in questo modo, ha tratto ispirazione “da un’antica mappa di Gerusalemme che indicava la Via Dolorosa”. Ecco spiegato il motivo per cui spicca nell’opera uno squarcio rosso con un groviglio di spine. È la ferita nell’atroce crocifissione di Gesù “una ferita – ha sostenuto  la Lopez – che anche dopo duemila anni continua a sanguinare”.
Anabella Wewer, da Caracas, Venezuela, Conseguenze / Consequences. Fotografia di E. Varutti

Si passa così a vedere la prima stazione della straordinaria Via Crucis di Baldasseria. Apprezziamo nel lavoro di Anabella Wewer, da Caracas, Venezuela, le tessere musive dai colori a pastello, che fanno fuggire l’osservatore dalla realtà per la sofisticata scelta degli accostamenti. La sua opera si intitola “Conseguenze / Consequences”. Il tema da lei sviluppato è quello di “Gesù è condannato a morte”. Ci sono vari materiali, pigmenti smalti e marmo. “Nell’opera ho inserito – ha affermato la Wewer – tre tessere dorate dove io immagino dovesse essere il cuore di Cristo, per onorare la tradizione italiana di usare oro per valorizzare un mosaico, inconsciamente ho così rappresentato la Trinità”.
Ore 14,30 - Le artiste americane in visita con Giulio Menossi, primo a sinistra. Fotografia dell'Associazione Insieme con Noi di Udine, che si ringrazia per la pubblicazione

Si ricorda, infine, che all’interno del progetto artistico coordinato dall’Associazione Insieme con Noi c’è stato il coinvolgimento di 22 soggetti disabili del Centro Servizi Riabilitativi Educativi (CSRE) di Via Laipacco, 253  con la sezione di lavoro intitolata “Il mosaico: veicolo di incontro e di integrazione sociale”.
Pubblico alla mostra verso le ore 10. Fotografia di E. Varutti

Come mai anche questo aspetto? “Abbiamo proposto alle persone svantaggiate – aveva detto nel 2017 il maestro Giulio Menossi, direttore artistico del simposio – di costruire un mosaico sulla falsariga del Gallo e della tartaruga di Aquileia e c’è stata molta partecipazione e pure questo piccolo esperimento di laboratorio viene mostrato alla popolazione all’interno del simposio”.

Sitologia
Elio Varutti, Alta creatività nel Simposio musivo di Udine, on-line dal 9 ottobre 2017.
La Chiesa di Baldasseria a Udine. Fotografia di Leoleo Lulu

Nella stessa giornata di visita di questa Temporary exibition, sono passati alcuni artisti niente meno che dagli Stati Uniti dAmerica. Non erano tre o quattro visitatori, perché sono arrivati addirittura in pullman, con il maestro Giulio Menossi che faceva da dotto accompagnatore. Complimenti agli organizzatori che hanno saputo coinvolgere anche gli artisti degli USA.
Udine, 8 settembre 2018. Chiesa di Baldasseria. Il gruppo di 22 artisti visitatori dagli USA, con Germano Vidussi, presidente dell'Associazione Insieme con Noi, primo a destra e il maestro Giulio Menossi, al centro con camicia, barba e scarpe chiare. Fotografia dell'Associazione Insieme con Noi, che si ringrazia per la diffusione e pubblicazione. C'è anche un video di tale visita, diffuso in Facebook, clicca qui per vederlo.
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Servizio giornalistico e di Networking a cura di Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Fotografie di Leoleo Lulu, che si ringrazia per la gentile concessione alla pubblicazione e diffusione. Altre fotografie di E. Varutti e anche dell'Associazione Insieme con Noi di Udine. 

Fotografia di E. Varutti

Le firme, i saluti e i complimenti sul libro dei ricordi della mostra di Mosaici in Baldasseria 2018. Fotografia dell'Associazione Insieme con Noi, di Udine che si ringrazia per la diffusione.



domenica 22 ottobre 2017

Menossi a Cormons. Mosaici e vini. Immagini

“Ferment-azione. Wine & alchemical mosaic”. 
Clicca sulla fotografia per ingrandirla

È l’intrigante titolo della rassegna musiva aperta il 20 ottobre 2017 a Cormons, in provincia di Gorizia, per mettere in mostra le opere del Secondo Simposio Internazionale di mosaico contemporaneo e una selezione di opere personali del celebre maestro Giulio Menossi, nato a Udine nel 1955 e formatosi a Milano col maestro Domenico Colledani. Si potrebbe dire che egli sia un vero alchimista del mosaico moderno. Tutto da scoprire. Soprattutto per fantasticare.


La mostra “Ferment-azione. Wine & alchemical mosaic” si tiene, dal 20 al 29 ottobre 2017, presso Palazzo Locatelli, al Museo Civico in Piazza XXIV Maggio a Cormons.
È una rassegna d’arte speciale con possibilità di visite guidate in varie lingue. Ad esempio, all’inaugurazione della mostra c’erano le guide in italiano, inglese e tedesco.
Il prossimo 26 ottobre alle ore 18,30 è prevista una visita artistica in lingua inglese e in italiano. Guided Visit to the Exhibition (Italian-English).

 Il 28 ottobre, alle 18 ci sarà una Degustazione con le aziende del Simposio & Visita guidata alle opere (italiano-inglese-tedesco). Wine tasting with Symposium companies & Guided Visit to the Exhibition (Italian-English-German).
Per concludere il 29 Ottobre, alle ore 11.00 avremo una Visita guidata alle opere (italiano-inglese-tedesco). Guided Visit to the Exhibition (Italian-English-German).

Impegni recenti e prossimi di Magister Giulio
Si sa che il mosaicista Giulio Menossi ha appena concluso l’organizzazione del Terzo Simposio Internazionale di Mosaico a Udine. Poi il maestro sarà in partenza  per  la Sardegna,  dove terrà dei corsi di mosaico. A Sassari il maestro Menossi andrà per mettere i ferri in acqua del Terzo Simposio Internazionale di Ploaghe, dopo i grandi successi dei due simposi sardi precedenti.

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Orari apertura mostra / Exihibition Opening
Giovedì, venerdì, sabato (Thursay, Friday, Saturday) 16.00 -19.00
Domenica (Sunday) 10.00 – 13.00 e/& 16.00 -19.00.


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Rassegna stampa
Mosaici in mostra a Palazzo Locatelli”, «Il Piccolo», 18 ottobre 2017.

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Sitologia
- E. Varutti, Il Drago di Giulio Menossi, mosaicista, nel web dal 19 dicembre 2014.

- E. Varutti, Riflessi di luna sul Mar Morto, mosaico di Menossi, nel web dal 13 giugno 2016.

- E. Varutti, Alta creatività nel Simposio musivo di Udine, nel web dal 9 ottobre 2017.

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Servizio di networking a cura di Girolamo Jacobson e di Elio Varutti. Fotografia del Laboratorio G. Menossi.