lunedì 9 ottobre 2017

Alta creatività nel Simposio musivo di Udine

Ecco un reportage sul Simposio Internazionale di mosaicisti organizzato dall’Associazione Insieme con Noi in collaborazione con Clauiano Mosaics & More
Sette artiste di fama mondiale al lavoro per il Simposio del mosaico di Udine, nel laboratorio di Menossi

Per quanto si possa vedere nello studio del maestro Giulio Menossi, in Via Zoletti a Udine, bisogna dire che questa terza edizione del simposio è di “colore rosa”, essendo gli artisti tutti del gentil sesso.
La finalità principale dell’evento, che è in fase di svolgimento a Udine dallo scorso 1° ottobre 2017 fino alla metà del mese stesso, è di realizzare delle opere sul tema della Via Crucis per la Chiesa di Santa Maria degli Angeli, in Via Baldasseria Media. 
Quest’anno saranno composte le prime sette stazioni della Via Crucis, che saranno donate alla Curia di Udine, per la chiesetta citata, sorta nel 1831 nella parte meridionale del capoluogo friulano, mentre nel 2018 sarà il turno delle ultime sette tappe dello stesso tema con altri maestri del mosaico di fama internazionale.
Ecco il il mosaico in costruzione di Anabella Wewer, del Venezuela. La prima stazione: “Gesù è condannato a morte”

All’interno del progetto artistico c’è stato il coinvolgimento di 22 soggetti disabili del Centro Servizi Riabilitativi Educativi  (CSRE) di Via Laipacco, 253 con la sezione “Il mosaico: veicolo di incontro e di integrazione sociale”.  «Abbiamo proposto a queste persone svantaggiate – ha detto il maestro Giulio Menossi, direttore artistico del simposio – di costruire un mosaico sulla falsariga del Gallo e della tartaruga di Aquileia e c’è stata molta partecipazione e pure questo piccolo esperimento di laboratorio verrà mostrato alla popolazione all’interno del simposio».

Isidora Paz Lopez, del Cile, mette in mostra la seconda tappa della Via Crucis con “Gesù caricato della Croce”

Ritorniamo allo studio Menossi per vedere tutte le opere allo statu nascenti delle importanti artiste. Si desidera ringraziare le sette artiste per la disponibilità a farsi riprendere e a mostrare le loro opere ancora “work in progress”. I titoli definitivi dei mosaici saranno resi noti alla presentazione ed esposizione della rassegna in sala Aiace, a Udine, sabato 14 ottobre alle ore 18,30.
Vi sono mosaici raffigurativi, oppure di totale e aperta fantasia. Si respira in genere, vedendo queste straordinarie opere, un’alta creatività. Diverse di queste artiste tengono corsi di mosaico nel proprio paese o anche all’estero e hanno partecipato alle mostre e simposi che lo stesso maestro Menossi ha organizzato di recente assieme a varie istituzioni in Sardegna, o a Clauiano di Trivignano Udinese.

“Gesù cade per la prima volta” è il tema della terza stazione affidato a una artista del Canada: Erin Pankratz

Iniziamo a mostrare il mosaico in costruzione di Anabella Wewer, del Venezuela. La mosaicista utilizza tessere musive dai colori a pastello, che fanno sognare l’osservatore per la raffinata scelta degli accostamenti.  La sua opera è dedicata alla prima stazione: “Gesù è condannato a morte”.
Isidora Paz Lopez, del Cile, mette in mostra una pergamena, con tanto di mappa dove (ancora non si vede) Gerusalemme spicca in modo chiaro. Viene così rappresentata la seconda tappa della Via Crucis con “Gesù caricato della Croce”.
“Gesù cade per la prima volta” è il tema della terza stazione che è stato affidato a una artista del Canada. C’è un’informale esplosione di colori nelle opere della canadese Erin Pankratz, tutto in contrasto con il bianco candido dei paesaggi innevati cui deve essere abituata. In vari mosaici si può notare la tecnica del “pointillisme”, nel senso che si potrebbe avvicinare l’opera musiva alle tele del divisionismo. Si prova questa sensazione girando nel laboratorio Menossi tra le opere in crescita di queste eccezionali artiste.
Marwa Qendeel, dell’Egitto, con l'opera “Gesù incontra sua Madre” è proprio il titolo della quarta stazione

Un’altra mosaicista raffigurativa è senz’altro Marwa Qendeel, dell’Egitto, che sta costruendo con le sue tessere due volti, uno dei quali è il Cristo, seppur raffigurato per tre quarti. “Gesù incontra sua Madre” è proprio il titolo della quarta stazione, che si sta sviluppando a spron battente sotto i colpi precisi della martellina.
Liliana Waisman, dell’Argentina, forma un mosaico leggerissimo, operando con una serie di resine che si fabbrica da sé, scegliendo pure le tonalità di colore. Al centro della composizione musiva spicca una croce. La Waisman, che è pure architetto, mi dice che il suo è un «mosaico espacial», perché in effetti le parti dell’opera si lanciano nello spazio, nell’aria e nel vuoto. “Gesù è aiutato dal Simone di Cirene (Cireneo) a portare la Croce” è il soggetto della quinta stazione della Via Crucis, curato dalla Waisman.
“Gesù è aiutato dal Simone di Cirene (Cireneo) a portare la Croce” è il soggetto della quinta stazione della Via Crucis, curato da Liliana Waisman, dell'Argentina

Si passa al tema della sesta stazione, che è: “Veronica asciuga il volto di Gesù”. Se ne sta occupando Kelley Knickerbocker, degli Stati Uniti d’America. Nelle sue opere predilige i colori bianco, nero e varie sfumature di grigio. L’artista vuole puntare l’attenzione del visitatore alla sua composizione e la sua struttura.
La sesta stazione “Veronica asciuga il volto di Gesù”. Se ne sta occupando Kelley Knickerbocker, degli USA


La settima tappa riguarda il fatto che “Gesù cade per la seconda volta”, affidata ad una mosaicista di Istanbul. Viene dalla Turchia Bahriye Güler e sta componendo una struttura musiva complessa con tanto colore blu. Come molte mosaicisti d’oggi, impegnati in senso estetico, l’artista utilizza pezzi di varia natura e anche riciclati, oltre alle classiche paste vitree. Vuole rappresentare la caduta di Cristo con la croce non solo una volta, ma due, poi c’è il coraggio di rialzarsi, nonostante i peccati dell’umanità.
La settima tappa “Gesù cade per la seconda volta”, affidata ad una mosaicista di Istanbul. Viene dalla Turchia: Bahriye Güler

Rassegna stampa

- Andrea Ioime, "Un mosaico per l'integrazione", dal settimanale "Il Friuli" del 5 ottobre 2017.

Dal settimanale della Diocesi di Udine «La Vita Cattolica» del 13 settembre 2017.

Il 10 ottobre 2017 su «Udinese TV», nella trasmissione televisiva "Buongiorno Friuli" un servizio interamente dedicato al Simposio, con Maida Zerman in studio, Germano Vidussi al Centro Socio Riabilitativo ed Educativo  (CSRE) di Laipacco e un collegamento con il laboratorio per intervistare le artiste al lavoro. 

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Servizio giornalistico, fotografico e di networking a cura di Elio Varutti.

Le sette mosaiciste riunite in un momento di convivialità. Sedute, da destra in basso: Erin Pankratz, Isidora Paz Lopez, Marwa Qendeel e Liliana Waisman. In piedi, da sinistra in alto: Anabela Wewer, Bahriye Güler e Kelley Knickerbocker. Fotografia da Facebook

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