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mercoledì 8 agosto 2018

Morto Bruno Rossi, musicologo e membro del direttivo ANVGD di Udine


Nato a Udine il 25 settembre 1940, Bruno Rossi si era diplomato in violino. È deceduto il 7 agosto 2018 a Udine, dopo una grave malattia. Ha insegnato educazione musicale nelle Scuole medie.
Il professor Bruno Rossi assieme a Bruna Zuccolin, presidente ANVGD di Udine a un incontro musicale del 2016. Fotografia di Elio Varutti

È stato un fiorente operatore culturale. Ha avuto esperienze radiotelevisive e ha collaborato con diverse riviste con contributi nel settore della etnomusicologia. Si è anche occupato di didattica e di editoria musicale. Interessato al mondo degli esuli giuliani, fiumani e dalmati, nel 2009 si era iscritto all’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine. Poi è stato eletto nel Consiglio esecutivo del sodalizio, mentre la figlia, la professoressa Barbara Rossi ne è la delegata amministrativa.
Il funerale si terrà il giorno venerdì 10 agosto 2018, alle ore 10.30, presso la Parrocchia di San Marco in Chiavris, Viale Volontari della Libertà n. 61, a Udine.
Una delle fatiche letterarie di Bruno Rossi è stata presentata nel 2008 in Sala Ajace a Udine, per il fortunato ciclo degli Incontri con l’Autore, organizzati dalla Biblioteca Civica e dall’Assessorato alla Cultura in collaborazione con il Club Unesco di Udine. Introdotto da Pietro Gnan (Biblioteca Universitaria di Padova) e Neil Harris (Università di Udine), Bruno Rossi ha presentato il libro “Luigi Berletti libraio, litografo, editore musicale (1803-1882)” pubblicato nel 2008 dalle edizioni musicali Pizzicato.
In un volume di oltre 600 pagine, ricchissimo di immagini di antiche litografie di Luigi Berletti, molte di ambientazione udinese, si scorre la multiforme attività del libraio, litografo ed editore musicale friulano. Attraverso una rigorosa analisi delle varie fonti, archivistiche e a stampa, relative ai circa 400 spartiti rintracciati nella Biblioteca universitaria di Padova, che ne deteneva il diritto di stampa, Bruno Rossi è riuscito a ricostruire l’attività editoriale di questo sconosciuto operatore del Friuli austriaco e poi italiano, pubblicando il catalogo completo delle sue opere che aiutano a ripercorrere la vita musicale friulana ancora per molti versi poco studiata e ricca di continue sorprese.
Si ricorda che nel 2016 il maestro Bruno Rossi ha pubblicato la prima raccolta completa della musica moderna di autori friulani in venti anni di canzoni. Sono stati catalogati 1300 dischi e settemila artisti. La musica friulana è così conservata in un libro.
Il maestro Bruno Rossi, al centro, nel 2016 assieme a Silvio Cattalini, presidente ANVGD di Udine e al consigliere Fulvio Pregnolato. Fotografia di Elio Varutti

Mercoledì 2 marzo 2016, alle 18, per il ciclo “Dialoghi in Biblioteca” organizzati dalla Biblioteca e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Udine, in Sala Corgnali della Biblioteca, è stato presentato il volume pubblicato dall'Unione Società Corali del Friuli Venezia Giulia (USCI FVG) e dalle edizioni musicali Pizzicato: “20 anni di CD del Friuli (1990-2010)”, del professor Bruno Rossi. Hanno dialogato con l'Autore il professor Franco Colussi, Presidente USCI FVG, e il giornalista Nicola Cossar del "Messaggero Veneto".
Nel 2000 era stato dato alle stampe Il çant dal Friul di Bruno Rossi. In questo altro volume erano raccolte le testimonianze dei dischi e delle musicassette riguardanti il Friuli, dalle prime incisioni fino al 1990. Nel 2016 si è reso disponibile dallo stesso autore il volume “20 anni di CD del Friuli (1990-2010)”. La pubblicazione è stata edita per iniziativa dell’U.S.C.I. Friuli Venezia Giulia (Unione Società Corali Italiane), con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e curata dalla Pizzicato edizioni musicali di Udine.
Strutturato in capitoli, nel libro di Rossi del 2016 viene preso in esame il repertorio della musica leggera e folkloristica del Friuli, di quello della Slavia friulana, del Collio e della Valcanale, della Comunità resiana, della musica classica, delle colonne sonore e della musica jazz del nostro territorio.  Seguono i capitoli sulle tradizioni ebraiche, sulle voci e le musiche di Sauris, sui testi e sulle canzoni gradesi, sulle composizioni con testi bisiachi, della discografia della prosa e della poesia friulana, dei suoni di campane e degli Archivi pubblici. Il tutto corredato da un indice alfabetico dei titoli e gli indirizzi delle matricole delle case discografiche.
Il feretro di Bruno Rossi, Consiglio esecutivo ANVGD Udine. Chiesa di S. Marco, 10.8.2018. Fotografia di Elio Varutti

Nella premessa del volume il professor Franco Colussi, Presidente dell’U.S.C.I. Friuli Venezia Giulia, ribadisce che la musica, arte del tempo per eccellenza e destinata per sua natura ad esistere solo nel momento acustico del suo svolgersi – e come tale mai identica a se stessa – proprio nelle incisioni e nelle registrazioni trova la possibilità di essere “fotografata” e immortalata nelle sue mutevoli e sempre diversificate manifestazioni.
Gli ha fatto eco il professor Gian Paolo Gri, antropologo, che ha sottolineato come la produzione discografica raccolta da Bruno Rossi nel 2016 ci permette di compiere l’analisi e l’interpretazione dell’evoluzione del complesso panorama musicale del Friuli del Novecento. È ben più di un inventario: è una miniera di informazioni sui diversi aspetti della cultura musicale, della tutela del patrimonio popolare e di quello colto, e della salvaguardia della tradizione presente nel nostro Territorio.
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Ecco il messaggio, emesso il giorno 8 agosto 2018, di Bruna Zuccolin, presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, dopo avere appreso la notizia della morte di Bruno Rossi.
“Con enorme dispiacere devo comunicarvi che il nostro caro socio e componente del Direttivo, Bruno Rossi, se ne è andato ieri. Ci lascia un vero gentiluomo e una figura importante della nostra Associazione. Saremo presenti ufficialmente all’ultimo saluto che avrà luogo il giorno venerdì 10 agosto alle ore 10.30 presso la Parrocchia di San Marco in Chiavris, Viale Volontari della Libertà n. 61, a Udine”.
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Biografia ufficiale di Bruno Rossi
Nato a Udine nel 1940, dall'età di 9 anni si è dedicato allo studio del violino con Eligio Ciriani e successivamente con Angelo Vattimo, diplomandosi al Conservatorio "J. Tomadini" di Udine. Ha insegnato Educazione musicale nelle Scuole Medie sino al 1985. Ha collaborato per trasmissioni musicali con la RAI (sia radio come televisione) e con Telefriuli, ed ha composto diverse sigle per le trasmissioni di intrattenimento. Da sempre si è occupato di musica, praticando tutti i generi e prestando attenzione a tutte le manifestazioni sia colte come popolari.
Ha collaborato con diverse riviste e periodici come giornalista e soprattutto con contributi musicologici ed ha svolto per diversi anni attività di animazione culturale nel comprensorio della Comunità Montana Canal del Ferro-Valcanale e per il Comune di Tarvisio (Udine). Fra i suoi contributi più importanti quelli per l'Enciclopedia del Friuli-Venezia Giulia, per i Quaderni della F.A.C.E., per Friuli nel Mondo e per la Mostra "Civiltà friulana di ieri e di oggi".
Udine, Chiesa di S. Marco 10.8.2018, funerale di Bruno Rossi, orazione dell'ANVGD di Udine. Fotografia di Giorgio Gorlato

Ha pubblicato per l'editore Ribis di Udine Discografia friulana in 2 volumi, La musica in Friuli, Cjantin... (Cjantis furlanis pai fruz dal Asilo e des Elementars). Per la Società Filologica Friulana Cjantin e sunin insieme, 1978. Per la Editoriale Stampa Triestina Din doran. Per il Centro Studi Nediza - Gruppo folcloristico Val Resia Rozojanske wyze. Per il Comune di Talmassons Tradizioni orali poetico-musicali in Comune di Talmassons. Per la Comunità Montana Canal del Ferro-Val Canale - Museo Etnografico di Malborghetto Tradizioni orali poetico-musicali nella Comunità Montana Canal del Ferro - Val Canale. Per la Liuteria Artistica Cremonese L'arte liutaria di G.B. Morassi. Per la College Music Oh ce biel ciscjel a Udin.
Molte sue composizioni sono state pubblicate da College Music, Swiss Music di Winterthur, Il Megafono e Weltmusik di Vienna. 
Bruno Rossi è deceduto a Udine il 7 agosto 2018, dopo grave malattia. 

Opere di Bruno Rossi
- 20 anni di CD del Friuli (1990-2010)
- Annibale Morgante - Editore musicale e fotografo in Udine
- Hava nagila
- Il çant dal Friul
- Jo us doi la buine sere
- Luigi Berletti, librajo, litografo, editore musicale
- Trentatre
- Tum Balalaika
- Voci liriche del Friuli.
Elio Varutti, vice presidente ANVGD di Udine legge il commosso messaggio dedicato a Bruno Rossi della presidente ANVGD Bruna Zuccolin il 10.8.2018, Chiesa di S. Marco. In primo piano, il labarista del'associazione architetto Franco Pischiutti. Fotografia di Daniela Conighi

Cordoglio via web
Vogliamo ringraziare, anche a nome della famiglia Rossi, tutti coloro che il tra l’8 e il 9 agosto 2018 ci hanno contattato nei social media. Nel profilo “ANVGD Udine” di Facebook abbiamo ricevuto vari messaggi di partecipazione al lutto come dal signor Paolo De Luise, esule di Pirano a Carpi (MO); dalla signora Franca Balliana Serrentino, di Jesolo (VE); di Cristina Scala, discendente di fiumani, che vive a Portogruaro (VE); di Annamaria Mihalich, di Fiume, che vive a Venezia; di Rosalba Meneghini, di Udine con avi di Rovigno; di Maria Cacciola, di Dignano d’Istria, che vive a Messina; di Claudio Ausilio di Fiume, dell’ANVGD di Arezzo; di Antonio Vatta e dell'ANVGD di Torino; e infine di Sergio Satti, esule da Pola a Udine e decano dell’ANVGD locale.
Udine, 10.8.2018, l'interno della chiesa di S. Marco per il funerale di Bruno Rossi. Fotografia di Giorgio Gorlato

Valter Colle, discografico, produttore, talent scout, etnomusicologo e ricercatore, dal Friuli ci ha scritto: “Bruno era un’anima enciclopedica, una persona necessaria. Senza di lui ci mancheranno molte cose, ma con lui abbiamo salvato tanto del nostro patrimonio che altrimenti avremmo perso. Ciao”.
Italo Nicoletti, di Udine, appassionato di tromba, ha scritto: “Un amico il primo che molto tempo fa mi aiutò' a stampare delle musiche; abbiamo fatto il liceo musicale assieme, ottimo violinista, bella persona R.I.P.”.
Alberto Zeppieri, di Udine, che vive a Milano, flautista e produttore discografico italiano, ci ha comunicato. “Sono addolorato. Era una gran bella persona. Negli anni '80 assieme avevamo fatto il disco con tutte le sigle composte appositamente da lui (e realizzate da me, con il gruppo Ierioggidomani) per i migliori programmi di Telefriuli”.
Hanno partecipato al lutto anche: Vanni Razza, di Treppo Grande (UD), cantante. Poi ci sono: Antonia Uderzo, Ugo Falcone, Fulvio Gordon Sluga, Robert Buric, Susanna Cerboni, Renata Capria D’Aronco, presidente del Club UNESCO di Udine e Vania Gransinich, responsabile del Museo di Casa Cavazzini a Udine, oltre a Mirella Tainer Zocovich, di Fiume che vive a Deerfield - Illinois (USA)
Un ultimo messaggio del dottor Franco Fornasaro, che vanta avi di Pirano e babbo di Veglia, membro del Direttivo ANVGD di Udine: “Quando c’è il commiato terreno di chi ha saputo cogliere i frutti a disposizione… per chi resta, resta il suo lascito indelebile. Non si può non ringraziare e non ricordare Bruno Rossi. Un mandi di cûr. Franco Fornasaro".
Ai saluti per l’ultimo viaggio di Bruno Rossi si è aggiunto il popolare cantante Dario Zampa, con questo breve ma intenso messaggio: “Uno dei pochissimi che mi ha creduto, lanciato e sostenuto. Mandi Bruno”.

Udine, Chiesa di S. Marco, funerale di Bruno Rossi, 10.8.2018, col parroco don Carlo Gervasi al centro. Fotografia di Elio Varutti


Il funerale nella chiesa di San Marco a Udine
Il rito funebre è stato celebrato da don Carlo Gervasi, parroco di S. Marco, il 10 agosto 2018, assieme a due concelebranti, tra i quali monsignor Guido Genero, vicario generale dell’arcidiocesi di Udine. “In questa parrocchia Bruno Rossi si è dato tanto da fare ed era molto presente – ha detto don XX – pare importante ricordarlo in questo momento”. In chiesa si sono notati Renzo Piccoli, esule da Fiume a Udine, Flavio Fiorentin, esule da Veglia a Udine e componente del Collegio dei revisori dei conti dell’ANVGD.
Hanno partecipato al funerale diversi componenti del modo musicale sia classico che moderno. Ci dispiace per coloro che non abbiamo riconosciuto, ma possiamo citare ad esempio il discografico Valter Colle e il cantante Vanni Razza.
Hanno partecipato al rito funebre, tra gli altri, Egle Tomissich, esule da Fiume a Udine, Giorgio Gorlato, esule da Dignano d’Istria a Udine, Chiara Dorini, esule da Fiume a Udine e il maestro Lucio Peressi, decano della Società Filologica Friulana. C’erano poi Eda Flego, esule da Pinguente a Udine, Sergio Satti, esule da Pola e Fulvio Pregnolato, tutti e tre componenti del Direttivo ANVGD. Si sono notati anche Bruno Bonetti, segretario dell’ANVGD di Udine, assieme a Daria Gorlato, esule da Dignano d’Istria, Savina Fabiani e molti altri.
Udine, Chiesa di S. Marco, 10.8.2018, funerale di Bruno Rossi con i familiari in prima fila. Fotografia di Elio Varutti


Elio Varutti, vice presidente dell’ANVGD di Udine ha letto il seguente messaggio di Bruna Zuccolin, presidente del Comitato di Udine dell’ANVGD, occupata all’estero per motivi familiari. “Il Comitato Provinciale di Udine dell’ANVGD ricorda con profondo affetto, stima e riconoscenza il proprio socio Bruno Rossi. Caro Bruno, ci hai lasciato troppo presto. Con te se ne va un vero gentiluomo, un prezioso musicista e compositore, un valido scrittore e una figura importante della nostra associazione. Anche quando il male inesorabile tentava di fiaccare il tuo spirito indomabile e il tuo corpo, venivi in sede a dare il tuo prezioso contributo. Ci mancheranno molto la tua saggezza e pacatezza, quel tuo capire veramente le persone, le situazioni, i fatti. Ci mancherà un prezioso consigliere, l’anima artista e musicale del nostro Comitato Direttivo. Sei stato veramente importante nella nuova fase della nostra associazione, ne hai assicurato nel contempo la continuità, ma sei stato di stimolo per il nuovo, per il futuro. Grazie Bruno”.

Rassegna stampa
Ringraziamo sentitamente le redazioni dei seguenti giornali "Messaggero Veneto", "Il Friuli" e "Friulionline" che hanno diffuso la mesta notizia della scomparsa del maestro Bruno Rossi:

E' morto il maestro Bruno Rossi”, su “Il Friuli”.

E’ morto il musicologo udinese Bruno Rossi”, su “Friulionline”.



Sitologia
- Elio Varutti, Lezione sull'operetta, a Udine con l'ANVGD, on-line dal 9 maggio 2016.

- Elio Varutti, Splendori musicali veneto-istriani, concerto ANVGD a Udine, on-line dal 27 giugno 2016.


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Servizio giornalistico e di Networking a cura di Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Fotografie di Elio Varutti. Altre immagini sono di Giorgio Gorlato e di Daniela Conighi, che si ringraziano per la concessione alla diffusione.

Per eventuali informazioni l’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, ha la sua sede in Vicolo Sillio, 5 – 33100 Udine. Telefono e fax 0432.506203. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

Parole in ricordo di Bruno Rossi. Fotografia di Daniela Conighi

Durante la funzione religiosa.Fotografia di Giorgio Gorlato

Il rito funebre. Fotografia di Giorgio Gorlato

L'ANVGD a fianco del Caro Bruno Rossi. Fotografia di Giorgio Gorlato


giovedì 26 luglio 2018

Te lo giuro sul cielo, romanzo di Luigi Maieron presentato a Udine alla Libreria Friuli


“Siamo in diretta col Fogolâr Furlan del Nord California” – ha esordito così Sara Rosso, libraia visionaria, nel presentare al pubblico Luigi Maieron e Mario Brandolin
Luigi Maieron e Mario Brandolin, al microfono, presso la Libreria Friuli di Udine. Fotografia di Elio Varutti

L’affollato evento si è tenuto alla libreria Friuli di Largo dei Pecile a Udine il 25 luglio 2018, alle ore 19. È stato molto incisivo Brandolin, giornalista del «Messaggero Veneto», nell’introdurre lo scrittore e musicista Maieron. “Tra te e tua madre Cecilia – gli ripeteva ancor prima dell’inizio della bella serata – c’è una sintesi hegeliana”. Così diciamo subito che il libro Te lo giuro sul cielo, dell’editore Chiarelettere di Milano, è un po’ autobiografico. 
Contiene storie d’affetto, storie di famiglia e storie di paese, perché nella piccola comunità il piacere o il dolore privato si riverbera fra tutti gli abitanti. Così la felicità non è solo di uno, ma di tanti; così pure la disperazione si annacqua. Il dispiacere, terapeuticamente, si attenua.  
Poi si è aperto l’incontro, fra risate, applausi e segni di sconforto. “Questo è un romanzo di formazione – ha detto Brandolin – perché l’autore descrive molte parti della sua vita, come quando visse il ’68 dei ragazzi coi capelli lunghi e della contestazione, tipo altri autori come Paolo Medeossi e Carlo Bressan”. 
Ha ragione Brandolin quando ha spiegato che “il ’68 in Carnia è musicale, coi capelloni e i jeans”. Ha poi voluto soffermarsi sulle grandi qualità dell’ultimo libro di Maieron. “Luigi scrive senza costruzioni mentali ideologiche – ha precisato – trasmette la non violenza e vi assicuro che queste pagine sono prodighe di suscitare emozioni forti nel lettore”.
Un originale scatto fotografico di Leoleo Lulu, di Udine

Mentre i due relatori parlavano, il pubblico poteva ammirare alle pareti della indaffarata libreria un’originale mostra fotografica dal titolo: “Dal ’68 agli anni di piombo” curata da Francesco Rodaro e Sara Rosso, con fotografie di Paolo Jacob. Questo intreccio di arte fotografica con la musica della chitarra di Maieron e la letteratura sono state come la ciliegina sulla torta di panna montata per la indimenticabile serata culturale.
Poi il giornalista ha rivolto alcune domande allo scrittore. La prima è sulla mamma Cecilia. “È un libro sincero – ha detto Maieron, facendo un preambolo, come certi onorevoli – forse è un libro con una certa crudezza, ma profondamente autentico, poi mi sono scrollato di dosso un po’ di dolore con la scrittura e mi piacerebbe che l’io narrante per voi lettori diventasse un noi, così potrete identificarvi con queste storie, perché alla fin fine tutte le mamme hanno qualcosa di straordinario”. 
Cecilia Boschetti, la mamma di Maieron, è deceduta nel 2017, come si legge nell’orientata (e utile al lettore) biografia riportata, assieme a quella di altri personaggi del romanzo, in fondo al volume. Cecilia è stata una ragazza madre. Amava la musica e la sua fisarmonica. Era una donna aggressiva. Non giocava con le bambole. Voleva e si prendeva la sua autonomia. “Invece di crescere nel passeggino o nel girello – ha spiegato l’autore di Cercivento – io stavo a cavalcioni del serbatoio della moto Gilera, con cui mia madre mi portava in giro per il paese”.
Sara Rosso, Luigi Maieron e Mario Brandolin alla presentazione udinese di Te lo giuro sul cielo. Fotografia di Leoleo Lulu

Cecilia è stata una grande musicante, come i suoi avi. Era una musica semplice per le feste di paese, di quelle dove è importante tenere il tempo. “Sapevano quando iniziavano, ma non si sapeva quando finivano di suonare”. Anche il nonno Pio Boschetti era nel gruppo di musicanti, col suo contrabbasso, costruito da sé. “Per piegare il legno – scrive di lui il nipote Luigi – salivi in latteria e lo immergevi nella vasca del siero caldo, grazie alla complicità del casaro e musicante Nardin”. Queste toccanti parole sono a pagina 280.
Poi Maieron – 2° posto al Premio Tenco con l’album Si vîf, prodotto da Massimo Bubola nel 2002 – ha confessato che lui nel ’68 carnico “sapeva di stalla, dove stava la Biscie, la mucca con cui la nonna Augusta Baritussio parlava come fosse del genere umano”.
Nel finale di serata, Maieron ha risposto ad alcune domande del pubblico, che poi si è accalcato per avere l’autografo del celebre cantautore e scrittore.
Luigi Maieron, con la chitarra ha cantato ed eseguito Tal cûr di un frut, canzone del 1984 e La neve di Anna tra gli scroscianti applausi del pubblico che si è informato sul dove trovare gli album con quelle canzoni, purtroppo ormai esauriti.


Una parte del numeroso pubblico alla prima udinese di Te lo giuro sul cielo, romanzo di Luigi Maieron, presentato alla Libreria Friuli il 25 luglio 2018. Foto di E. Varutti
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Un commento personale
Lo stile narrativo di Luigi Maieron è schietto, acerbo e avvolto nelle tradizioni popolari. Rimarrete attaccati alle pagine di questo romanzo, tanto è coinvolgente. Vi verrà da pensare: “leggo ancora una-due pagine e poi andrò a fare quella cosa”. Lo scopo della letteratura, allora, sarà raggiunto. Quando ci consente il distacco dalla realtà, la lettura è potente e ci fa sognare. Ci si immedesima molto nei rapporti familiari descritti amabilmente da Gigi. L’ha detto intelligentemente anche Brandolin nella prima presentazione udinese di Te lo giuro sul cielo, che “è un libro contagioso”.
A quella presentazione ho incontrato vari conoscenti. La signora Daria mi ha confidato che trova un’incredibile somiglianza tra la storia della bisnonna di Maieron, di nome Anna De Conti, che aveva il marito al lavoro nei boschi della Carinzia e protagonista del commovente brano La neve di Anna, “come mio nonno di Artegna che lavorava in Austria, ma la mia nonna ha preferito restare in paese ad aspettarlo, mentre lui era tal forest” – ha precisato la signora Daria.
Gigi Maieron ha firmato autografi a... manetta. Foto di Leoleo Lulu

C’è tanta lingua friulana in questo straordinario volume. Ci sono solo piccole parole, qui e là. Ogni tanto c’è una frase intera, che l’autore in modo sapiente, ha tradotto nella riga seguente, senza l’intervento diretto della versione in nota o in parentesi, come d’uso. C’è anche dell’antropologia, quando ad esempio, la nonna Augusta parla nel sogno con la figlia morta in tenera età. Ci sono le villotte friulane, questa volta con traduzione poco sotto. Il canto corale del popolo friulano è intramontabile. Sarà per questo motivo che la prima presentazione udinese dello stupendo libro di Maieron hanno voluto vedersela, in diretta, i friulani e i discendenti del Fogolâr Furlan del Nord California.
Oltre alla bella copertina con una coppia montanara e fisarmonica, dell’Archivio Alinari di Firenze, nel volume ci sono due fotografie di famiglia ben scelte a corredo del testo. Nelle prime pagine si vedono Lino Clocjat (alla chitarra), Cecilia (fisarmonica) e Pio Boschetti (contrabbasso, anzi il liron, in marilenghe). Nelle ultime pagine: Cecilia Boschetti in motocicletta col figlio Luigi Maieron piccino e avvinghiato al serbatoio.
A proposito di antropologia e di tradizioni popolari l’Autore cita, non a caso, la Veneranda Compagnia dei Cantori di Cercivento, che porta avanti la tradizione del canto liturgico e di quello della comunità silvo-pastorale.
Poi c’è quel parlare con i morti, che si presentano in visione ai vivi. È una radicata situazione della Carnia, quella di aver coltivato detti colloqui con l’aldilà. Mi viene alla mente una interessante ricerca su Paularo, condotta dalla professoressa Chiara Fragiacomo, che andò a intervistare la popolazione della zona, a più riprese, riportando in letteratura l’interessante argomento in una pubblicazione del 2000, intitolata “L’incerto confine”.
Non poteva essere che nonna Augusta, in una visione, a parlare con un morto. Più precisamente con la figlia Anita, deceduta giovane (pp. 34-36). In un’altra parte del libro, con grande tenerezza, è l’Autore stesso che vorrebbe confrontarsi col gemello mai cresciuto, perché “il vuoto, invece lo portavo da solo” (p. 250). Infine è ancora la spettacolare nonna Augusta, che passando “davanti alla casa di Serafin, un giovane morto da poco, lei mi diceva che le pareva di vederlo ancora sistemare la legna” (p. 266).
Nelle ultime pagine del romanzo troviamo dei riferimenti all’Orcolat (Orcolaccio), come i friulani definiscono il terremoto e ci sono dei vaghi cenni alla seconda guerra mondiale. Mi riferisco alla presenza dei Cosacchi (alleati dei nazisti) che occuparono la Carnia; vedi pag. 24 e 73. Tali incursioni storiche nel romanzo di Maieron mi spingono ad affermare che certe pagine potrebbero essere utilizzate in ambito scolastico, perché spingono alla curiosità e alla ricerca storica. Mi permetto di corredare questa recensione con una fotografia di Cosacchi (vedi poco sopra). È un’altra storia familiare, con un’altra signora Cecilia. Si intitola “Cosacco con la sua famiglia: moglie e bimbo, 9 marzo 1945”. Occupavano essi, a Mena di Cavazzo Carnico, le stanze requisite alla famiglia Guglielmo Barazzutti e Cecilia Cossio; la fotografia è stata conservata dalla zia Delfina. Ringrazio per la pubblicazione e diffusione la Collezione Nevio Candolini, Interneppo di Bordano, provincia di Udine.
Nella stessa presentazione pubblica udinese di Te lo giuro sul cielo, una signora, intervenuta alla fine dell’incontro, ha riferito di effettuare la lettura in gruppo di un altro romanzo di Maieron, da cui si potrebbe intendere il fine didascalico dello stile dell’Autore.
Un ultimo cenno individuale. Maieron fa una lunga carrellata di gruppi musicali degli anni 1960-1970 italiani e stranieri. Menziona pure i New Trolls e i Jethro Tull, allora si merita pure una lode, ma questo è un parere del tutto personale.
“Leggendo queste pagine si cammina sulla cenere dei ricordi, sollevando la polvere di un mondo antico, ormai sepolto per sempre” – ha scritto Mauro Corona nella breve Prefazione al libro di Gigi.
È un’esperienza da provare. È una riflessione sugli avi, a partire da quelli di Maieron, per finire con quelli di ognuno di noi. Leggete questo libro, perché così capirete, in modo soave, come mai si arrivi a giurare sul cielo.
Luigi Maieron con la sua chitarra. Fotografia di Leoleo Lulu 2018
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Sitologia
Ringraziamo per la gentile concessione alla diffusione nel blog i seguenti video del 25 luglio 2018, a cura di Leoleo Lulu, realizzati in Facebook presso la Libreria Friuli di Udine:

- Luigi Maieron, Tal cûr di un frut, canzone del 1984.

- Luigi Maieron, La neve di Anna, album “Une primavere”, 2007.
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Fotografie e recensione di Elio Varutti. Altre fotografie di Leoleo Lulu che si ringrazia per la cortese concessione alla diffusione e pubblicazione. Servizio giornalistico e di Networking a cura di Tulia Hannah Tiervo e E. Varutti.