domenica 30 ottobre 2016

Gita ai laghi di Fusine, Tarvisio, Italia

Il posto è così incantevole da sembrare uno spazio da favola. Gli stupendi laghi sono di origine glaciale. Essi sono collegati tra loro da sentieri non difficili, ma è meglio essere dotati di scarponcini da montagna. Vi troverete nel bel mezzo di un fitto bosco di abete rosso e di altre piante, alla pendici della catena montuosa del Gruppo del monte Mangartla cui cima più alta è di 2.677 m s.l.m.
Siete nella foresta demaniale più grande d'Italia, a pochi metri dalla Slovenia e a qualche chilometro dalla Carinzia (Austria). Ma è tutta Unione Europea.

Lago Inferiore, con la Capanna Edelweiss albergo ristorante

Nell’ambiente, curato e ben mantenuto, vivono vari animali e potrete vedere piante tipiche. Il luogo cambia colore come la tavolozza di un pittore impressionista; si trasforma a seconda delle stagioni. Regnano il verde e l'azzurro. Poi ci sono il giallo, l'arancio, il rosa, il marrone, il bianco della neve. Ciò rende proprio magico questo luogo. Per i più interessati si nota la possibilità di raggiungere il rifugio Zacchi, spesso chiuso, tuttavia, in autunno e inverno.
I Laghi di Fusine (Lâcs di Fusinis in friulano, Weißenfelser Seen, in tedesco, Belopeška jezera in sloveno) sono due: il Lago Superiore ed il Lago Inferiore. Sono nel comune di Tarvisio, in provincia di Udine, dove regna il plurilinguismo di tradizione e civiltà. Le enciclopedie li considerano fra i più begli esempi di lago alpino.
Lago Superiore, Lago 2, il 29 ottobre 2016

Come dalle note caratteristiche riprese dagli uffici del turismo il Lago Superiore si trova a 929 m s.l.m., ha una profondità massima di 10 m ed una superficie di 9 ha. Il Lago Inferiore si trova a 924 m s.l.m., ha una profondità massima di 25 m ed una superficie di 13,5 ha. Nelle vicinanze del lago inferiore si trovano anche altri due minuscoli specchi d’acqua, chiamati laghi piccoli. Il Lago Superiore alimenta il lago Inferiore per via sotterranea e quest'ultimo alimenta l’emissario di entrambi i laghi.
Lago 2 con l'anfiteatro del monte Mangart

Lungo la strada che porta ai laghi, una volta che sarete usciti da Tarvisio, si notano una serie lunga di cascatelle ed un sentiero accessibile. Parcheggi possibili nei presi della Capanna Edelweiss albergo.
Lì vicino c'è un parcheggio per handicap, con possibilità di fare un piccolo giro in carrozzina sulla riva del lago.  
La località si trova a 12 km. da Tarvisio, facilmente raggiungibile via autostrada Alpe Adria Udine-Austria (uscita “Tarvisio”) e/o via ferrovia (stazione Boscoverde/Tarvisio), poi in taxi; non c’è servizio bus urbano.

Note
Via Roma, 14
33018 Tarvisio (UD)
Tel: + 39 0428 2135

info.tarvisio@promoturismo.fvg.it

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Si ringrazia per le fotografie  D&C
Networking di Elio Varutti

Si propone ora un trafiletto dal quotidiano di Udine «Libertà» del 4 giugno 1946, p. 2 sulle gite del primo dopoguerra da Udine. Dove? Beh! Ai laghi di Fusine !!!

martedì 25 ottobre 2016

Storia di Zara, libro di Toth sarà presentato a Udine

UDINE - Presentazione del libro «Storia di Zara», di Lucio Toth, edizione Biblioteca dell’Immagine. 
Lucio Toth
Avrà luogo sabato 29 ottobre 2016, alle ore 16, presso la Sala “Aiace” del Comune di Udine, Piazza Libertà. 
Zara, città contesa nei secoli da potenze continentali e marittime: gli Imperi romano e bizantino, quello carolingio, il Regno croato e ungherese, gli Angiò di Napoli, gli Imperi di Napoleone e degli Asburgo, l’Italia unita e la ex Iugoslavia. E, prima fra tutte, la Repubblica di San Marco, che di questa Zara non sapeva fare a meno. 
C’è una marea nelle cose umane —per usare le parole di Shakespeare — che ha i suoi flussi misteriosi e gioca con il destino di uomini e comunità. 
E di questa antica comunità, la liburnica Idassa, la romana Iadera, la bizantina Diadora, l’italiana e veneta Zara, la croata Zadar, si racconta in questo libro. Pur essendo un puntino nelle carte geografiche dell’Europa e del Mediterraneo, per lì sono passati naviganti e pirati, monaci e mercanti, pellegrini e guerrieri, interi eserciti e armate di mare. 

Naturale che i suoi abitanti si facessero disincantati, per le tante cose viste e vissute, decisi a non farsi sopraffare, orgogliosi delle sofferenze patite e affrontate a testa alta. Un piccolo porto lungo una costa accidentata, cinta da montagne di dura pietra, è diventato per forza di cose luogo di incontro, e di scontro, soprattutto tra culture e mondi a volte conciliabili, più spesso fra loro incompatibili. Ne venne un carattere duro della sua gente, assuefatto ai sacrifici... 
Programma dell'incontro - ore 16.00: saluto del Presidente Cattalini. e delle Autorità ore 16.15: proiezione del filmato sulla storia di Zara tratto da scritti di: Lucio Toth ore 16.45: il senatore Lucio Toth presenta il suo libro STORIA DI ZARA. Dalle origini ai giorni nostri. ore 17.30: il prof. Fulvio Salimbeni, dell’Università degli Studi di Udine, commenterà l’opera ore 18.00: termine della riunione. INGRESSO LIBERO.
L'ingegnere Silvio Cattalini, al microfono, assieme al professor Elio Varutti alla manifestazione del Giorno del Ricordo del 2014 in una scuola di Udine

lunedì 17 ottobre 2016

Cussignacco: 53 anni di dono del sangue con l’AFDS

È stata una bella giornata di sole e di festa nella periferia meridionale di Udine. Al corteo dei donatori di sangue fino alla sede della 5^ Circoscrizione, dove c’è il bassorilievo dedicato ai donatori, si potevano contare ben 44 labari di varie sezioni della provincia di Udine, compresa quella di Ampezzo, in Carnia. 
Sindaco, autorità e labari dei donatori alla festa dei 53 anni di attività della sezione AFDS di Cussignacco sul sagrato della chiesa di San Martino, Udine - fotografia AFDS di Cussignacco

Il più felice di tutti non poteva che essere Roberto Flora, presidente della sezione di Cussignacco dell’Associazione Friulana Donatori Sangue (AFDS), che ha voluto ringraziare tutti i soci.
Durante la messa, accompagnata dal coro “S. Cecilia” di Cussignacco e celebrata da don Paolo Costaperaria, è stato ricordato il valore etico del dono del sangue, per aiutare gli ammalati.
Poi la cerimonia per il 53° anniversario della fondazione della locale sezione AFDS è stata aperta da Furio Honsell, sindaco di Udine. «Nella mia funzione di sindaco – ha detto Honsell – uno dei primi incontri pubblici è stato quello con la sezione AFDS di Paparotti, che è qui vicina e ho capito subito il valore della solidarietà che esprime il popolo dei donatori».
Poi ha parlato Elisa Battaglia, assessore alle Poitiche per la famiglia della Provincia di Udine, portando i saluti del presidente Pietro Fontanini. «Penso che la cosa più importante da dire – ha esclamato la Battaglia – sia di ringraziare i 355 donatori di questa sezione AFDS, soprattutto gli otto nuovi donatori tutti giovani, che sono il vostro futuro».
In seguito, tra le varie autorità presenti, ha parlato anche Loris Michelini, che ha voluto ricordare la figura di Adriano Ioan, consigliere comunale nativo della zona, che era anche donatore di sangue della sezione di Cussignacco. Poi lo stesso Michelini ha ringraziato gli oltre 150 donatori attivi della sezione AFDS di Cussignacco, di cui proprio Michelini è componente del Consiglio Direttivo.

 Il corteo con i labari dei donatori di sangue, nella storica frazione di Udine - fotografia AFDS di Cussignacco

C'è stato anche un intervento in nome della segreteria provinciale dell’AFDS di Udine. Ha parlato Donnino Mossenta, per portare il saluto del presidente Renzo Peressoni e ricordare i prossimi impegni dei soci AFDS per donare plasma e sangue, come recita lo slogan, “quando serve e cosa serve”, in riferimento al gruppo sanguigno.
Poi si è proceduto alla premiazione sei donatori benemeriti. Al termine dell’incontro c’è stato un rinfresco, sempre nell’area festeggiamenti della parrocchia.


Storia della sezione AFDS di Cussignacco
La sezione Afds di Cussignacco sorse il 13 dicembre 1963, quando un gruppo di persone generose, riunitosi presso la Sala Cinematografica “Ellero”, diede vita all’organismo. Il primo presidente della sezione AFDS fu Luigi Pontarini, che operò fino al 1966. Fu nominato come secondo presidente Alessandro Benassutti che portò la sezione alla prima decade di vita.
Altro presidente fu Giuliano Deganutti, che mantenne la carica per circa due decadi, dal 1977 al 1994, arrivando a festeggiare sia il ventennale che il trentennale. Un anno dopo i festeggiamenti per il trentennale Deganutti decise che dopo ben 17 anni di mandato era ora di lasciare il testimone in altre mani. Prese l’incarico Remo Nonino, quarto presidente, che guidò la sezione attraverso il  quarantennale, durante i 13 anni della sua presidenza egli assecondò la richiesta del consiglio provinciale per la promozione di nuove modalità di donazione, come l’aferesi e organizzò varie serate informative in ambito sanitario.
Nel 2007 Nonino lasciò la guida della sezione a Roberto Flora, che tuttora è in carica fino al 2018, coadiuvato dal consiglio direttivo composto da:
PRESIDENTE: Flora Roberto,
VICE PRESIDENTI: Chiarandini Bruno e Michelini Paolo,
RAPPRESENTATE DEI DONATORI: Zonta Edoardo
CONSIGLIERI: Copetti Sandro, Flora Alessandro (Segretario), Gorasso Simone, Michelini Loris, Nardon Manuela, Piasenzotto Andrea.
REVISORI DEI CONTI: Amodio Giorgio, Bassi Antonietta e Nonini Monica.

Inoltre è stata assegnata la delega per quanto riguarda i Giovani a: Flora Alessandro e Gorasso Simone.

Roberto Flora

venerdì 14 ottobre 2016

Tour a Comacchio e Abbazia di Pomposa, col FAI

Splendido Tour al Parco del Delta del Po assieme al FAI di UdineIn prima fila il Capo Delegazione del FAI di Udine: Laura Cominotti Stringari.

Affreschi nel Refettorio dell'Abbazia di Pomposa, attribuiti a un maestro riminese, forse il Maestro di Tolentino, secolo XIV

È stato unito in questo viaggio l’aspetto storico culturale, come la visita dell’Abbazia di Pomposa e del centro storico di Comacchio (con efficacie guida turistica), con l'aspetto naturalistico nelle incontaminate Valli di Comacchio.

L'abbazia di Pomposa

Secondo il programma la partenza da Udine è stata alle ore 7 di sabato 8 ottobre 2016. L’arrivo verso le 11 alle Valli di Comacchio. Poi c’è stato l’imbarco sul pontile. Durante la navigazione una guida turistica ha illustrato la flora e fauna del ricco ambiente palustre, facendo anche un breve excursus storico e geologico delle Valli di Comacchio. La navigazione nelle Valli è durata circa 2 ore.

Verso le ore 13,30 a Comacchio c’è stato il pranzo con menu di pesce in trattoria tipica del centro storico, mentre si scatenava un acquazzone. Poco dopo le ore 15,30 si è svolta la visita della città di Comacchio con guida autorizzata, poi il trasferimento a Pomposa e la visita guidata alla Abbazia stessa. Rientro a Udine, in serata.
Parco Delta del Po, strutture per la pesca delle anguille

L'abbazia di Pomposa. L'abside, con affreschi di Vitale da Bologna, raffiguranti Cristo in maestà con angeli e santi, e, sotto, gli Evangelisti

Il Ponte dei Trepponti a Comacchio

L'abbazia di Pomposa, interno con mosaici e, nella controfacciata, l'affresco di Lucifero, a destra

L'abbazia di Pomposa, interno

Il Risorziment a Martignà, conference dai 7 di Otubar dal 2016

Al è stât presentât il sît Internet "Album di Martignacco", inte Sale "Caduti di Nassiriya" li de Vile Ermacora, II° plan, in Vie Delser al numar 33. Dutun cu lis manifestazions metudis adun de Aministrazion comunâl di Martignà pal 93n. Congrès de Societât Filologjiche Furlane e la conference di Elio Varutti sul Risorziment a Martignà.

Gianni Nocent e Elio Varutti

A àn fevelât, in marilenghe, Gianni Nocent, assessôr ae Culture dal Comun di Martignà, dopo Marco Zanor, sindic dal paîs, Eva Brollo, bibliotecarie e i volontaris che a àn prontât il gnûf sît Internet plen di fotografiis e di documents; 1800 imagjinis. 


Culì al è il test prontât inte Biblioteche dal paîs, in lenghe taliane:
"Al jere dut un Cuarantevot ... Mazzini a Martignà?"  ... il Risorgimento a Martignacco, e più in generale in Friuli, non è stato un movimento di pochi, come qualche studioso di storia friulana ha lasciato intendere. In queste vicende non si deve poi dimenticare l'importante ruolo di Caterina Percoto, la "contessa contadina", figura importante sia per il sentimento patriottico italiano che per ampliare la visione sul ruolo della donna nell'ambito familiare e dei rapporti sociali". (Tratto da "Il Risorziment a Martignà" di Elio Varutti, in "Martignà”, numero unico pubblicato dalla Società Filologica Friulana per cura di Carlo Venuti, 2016).
Presentazione del sito web "ALBUM DI MARTIGNACCO". Fotografie e documenti dall'archivio fotografico della Biblioteca civica "Elsa Buiese".
Numerosi cittadini di Martignacco hanno donato, raccolto, riprodotto i ricordi di famiglia ed hanno inteso donarli alla Biblioteca, così da costituire un “archivio della memoria” a disposizione di tutta la cittadinanza. Un gruppo di volontari ha provveduto alla raccolta dei materiali secondo un modello di ricerca e un metodo scientificamente riconosciuto che permette di conservare e catalogare questo patrimonio. Oggi il lavoro è ben avviato e può continuare con il coinvolgimento e l'apporto di tutti. La pubblicazione on-line amplierà le possibilità di consultazione e si auspica possa favorire ricerche, indagini, studi che consentano di conoscere e divulgare le origini del nostro vivere.
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Si segne culì une part de relazion dal professôr Elio Varutti a l’incuintri di Martignà dai 7 di Otubar dal 2016. Il test di dute la ricercje si pues viodilu tal numar unic pal 93n. Congrès de Societât Filologjiche Furlane, rincurât di Carlo Venuti.
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Fin dal an 1821, sot dal Ream dal Lombart-Venit, a sucedin a Milan i ferments di rivolte cuintri l’Austrie de Restaurazion, scomençade tal 1815. In chel timp, a Udin, Pieri Zorut al burive fûr il so “Stroligh Furlan. Pronostich par l’an 1821”.
Il nobil Bernardino Desia, miedi e carbonâr di Martignà, al somee un dai oms plui vivarôs dai salots e dai circui culturâi dal Friûl. Chescj ambients a lavin daûr dal pinsîr di Vincenzo Gioberti, Carlo Cattaneo e di Giuseppe Mazzini. A jerin formâts di zovins, oms di glesie e di culture cuntun spirt liberâl, cun la voie di meti adun i talians in une uniche nazion. Il dotôr Bernardino Desia, cognossût a Martignà pe opare umanitarie davuelzude intai agns de cjaristie e de Grande Fam, tal periodi 1812-1816, al è stât une vore dongje ae int dal paîs cun la so esperience tal setôr sanitari in ocasion dal colere dal 1836, che si lu puarte vie.

Tornin propite a Martignà. Il miedi carbonâr Bernardino Desia al si dà di fâ par meti in vore lis sôs ideis di libertât cuintri la opression austriache, cul riscjo di jessi cjapât dai gjandarms austriacs. Al somee che, intor dai 28 di Març dal 1822, nuie mancul al sedi stât propit lui, cu la monture di camarîr, dut un cun un cjert “buon Dario”, a svicinâsi e dâi fuarce a Silvio Pellico, Pietro Maroncelli, Angelo Canova e Giacomo Rezia. Chescj patriots pe Italie a passavin par Udin, condanâts in cjadeins, scortâts dai austriacs, parcè ju puartavin te preson dal Spielberg, a Brünn, in Moravie. Chel “buon Dario” al à di jessi Dario Cappelli, de compagnie dramatiche Marchionni.
L’incuintri e la strete di man di Desia cun Silvio Pellico e i altris carbonârs al ven te locande “Al Cavallino”, tal borc di Puscuel, numar 67, che e jere tal maneç di Domenico Pletti. La istesse ostarie di Udin e je il lûc des riunions segretis dai carbonârs furlans fintremai dal 1824. Intai prins agns dal Nûfcent la locande e cjape il non di “Albergo Alla Città di Roma”.
“Come avrei voluto rivedere Udine – al scrîf Silvio Pellico  – e quella locanda ove que’ due generosi avevano finto di essere camerieri, e ci avevano stretto furtivamente la mano!”

1. Un Serval furlan
Il serval – “gattopardo” par talian – al è un felin african, di gruesse dimension, cuntun cuarp snel, pêl curt e fis di colôr zalin a maglis neris. Cun riferiment al romanç di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, al ven clamât cussì cui che al sa adatâsi a lis novitâts politichis e sociâls, par mantignî i privileçs che al à.
Sot dal guvier austriac il cont Luigi Deciani al è “Deputato Comunale”. Cheste informazion è je dal 1845. E ven confermade intai documents ai 4 di Zenâr dal 1847, stant al Archivi Storic dal Comun di Martignà. Al è simpri deputât dal Comun ancje tal 1854-1856 e tal 1866. E cambie la autoritât politiche, e passe la rivolte di mazzinians dal 1848, ma lui al reste al so puest, anzit a un ciert pont al comande la rivolte. Si capis che al jere ancje benvolût in paîs.
Anin a viodi un document dal Archivi di Stât di Udin. Propit al Prin di Avrîl dal 1848, intune cjarte scrite ae direzion dal Cuarp de Vuardie Civiche di Udin si sa che il Comandant de Vuardie Civiche di Martignà al è il cont Luigi Deciani, propit lui. Chest document al fevele di un acompagnament fin a Udin di doi militârs prisonîrs de Vuardie Civiche di Feagne. Il Comandant Luigi Deciani al spiete un messaç di rispueste pe scorte dai doi prisonîrs. 
Il cont Deciani al è l’ultin deputât dal guvier austriac e al è il prin sindic sot de bandiere taliane, fintremai dal 1872, cuant che al si ritire a vite privade, parcè che al è masse vecjo.

2. Mazzini a Martignà?
Al somee che intal teritori di Martignà al sedi stât ospit nuie mancul che Giuseppe Mazzini. Cheste informazion no si le pues verificâ avonde cu lis ricjercis puartadis indevant.
Il fat al è che, come si pues lei intun manuscrit origjnâl di Fulvio, de Biblioteche di Martignà, lui al è stât a Nearêt di Prât. Al è scrit che: “Giuseppe Mazzini ospitò in Nogaredo di Prato nel 1848 in Febbraio o Marzo in casa di Lazzaro Angelo (ora Casco Antonio: 1900 n.d.r.) a lui consegnato da una compagnia di giuocatori suoi amici in Udine senza presentarglielo, ma rivelandoglielo dopo. Vennero a levarlo due da Udine e nascostamente lo fecero partire”.
Come che si pues viodi inte Cjarte de stradis e des puestis talianis dal 1849, fate di Carlo Cerri, Martignà nol jere un sît di pueste uficiâl, cu la possibilitât di mudâ i cjavâi stracs dal viaç lì dal stalîr. Intai puescj cussì fats a ziravin i gjandarms austriacs, par controlâ i paiaments dal dazi. Il daziâr al faseve la so ispezion su lis marcjanziis. Culì al nasseve il piçul cumierç, il cuintribant, une locande, parfin un casin, tant che la “Pizule Paris” di Baldassarie, inte part basse di Udin, pe strade che e rivave di Palme e di Percût.

Bibliografie di riferiment
- Elio Varutti, Risorziment a Martignà, in Martignà : 93. Congrès, Martignà, ai 2 di Otubar dal 2016 / par cure di Carlo Venuti. - Udin : Societât Filologjiche Furlane, 2016. - 957 p. : ill. ; 23 cm.
- Sul miedi Desia viodeit: Carlo Venuti, Martignacco, una comunità nel tempo, Udine, Cassa Rurale ed Artigiana di Martignacco, 1986, p. 170.
- Silvio Pellico, Le mie prigioni, Milano, Bietti, 1914, pp. 131-132 e 198.
- Archivi Storic dal Comun di Martignà (di cumò indevant: ASCM), Edificis Publics, Cimitieri, b 581, b 590, ms.
- Sul deputât e sindic Deciani viodeit: C. Venuti, Martignacco…, cit., p. 167. Su la scorte dai prisonîrs di Feagne a Udin dal 1848: Archivi di Stât di Udin (ASUd), Archivi Comunâl di Udin Austriac II, b 56, ms.
- Il manuscrit che al fevele di Giuseppe Mazzini al è te: Biblioteche Civiche di Martignà, manuscrit Fulvio-Daffara, cit. in C. Venuti, Martignacco…, cit., p. 171.
- Su la “Pizule Paris” viodeit: Baldasseria vista da Alfredo Orzan. Storia e cultura della periferia di Udine sud, a cura di E. Varutti, Udine, Associazione Insieme con noi, 2014, p. 112.


giovedì 13 ottobre 2016

Peressoni dell’AFDS di Udine ringrazia i donatori di sangue



«Vorrei ringraziare i 300 donatori di sangue dell’Associazione Friulana Donatori Sangue (AFDS) della provincia di Udine – ha detto Renzo Peressoni, presidente del sodalizio – che a Ferragosto 2016 si sono precipitati in ospedale per donare in un momento critico».
Fotografia tratta dal giornale "Il Dono", dell'AFDS di Udine

Cos’era accaduto? «Il lunedì dopo Ferragosto avevamo raggiunto il primo livello di scorta, che vuol dire autonomia per cinque giorni – è sempre Peressoni a raccontare – così ho fatto un appello al dono mediante i mass-media e la risposta è stata molto forte da parte dei donatori friulani e ne siamo orgogliosi».
L’occasione per fare questo pubblico ringraziamento ai donatori gli è stata fornita da una riunione di zona dell’AFDS per le sezioni studentesche, tenutasi all’ospedale di Udine mercoledì 12 ottobre 2016. «C’era stata un’emergenza in seguito ad un doppio trapianto di organi durato dodici ore – ha concluso Peressoni – per il quale sono state necessarie varie decine di sacche di sangue».
Il presidente dell’AFDS di Udine ha inoltre ringraziato i professori e i dirigenti delle sezioni studentesche dell’AFDS «perché vengono a donare con i loro allievi, così facciamo capire quali sono i nostri valori, contro l’incapacità di comunicare, contro il cyberbullismo e per la valorizzazione dei rapporti interpersonali e della solidarietà».

Arrigo Di Giorgio, morto a Fiume nel 1944 sotto le bombe USA



Morire a Fiume, nel 1944, durante un bombardamento americano. È successo così a Arrigo Di Giorgio, nato a Fiume il 15 giugno 1928. Arrigo aveva sedici anni il giorno della sua morte. Era il 5 novembre 1944. La guerra è tremenda.
 
Certificato di studio di Arrigo Di Giorgio, Fiume 1938. 
Collezione privata, Udine

I familiari, dopo l’esodo, si sono tenuti nel cuore e nel cassetto dell’armadio le immagini qui riprodotte e tutta la sua storia zeppa di dolore. Chissà quante lacrime hanno versato guardando queste immagini? Come si fa a mettere in piazza una vicenda così intima?
Dopo la morte dei protagonisti diretti dell’esodo, avvenuta in questi ultimi anni, alcuni discendenti di Arrigo mi hanno contattato da una casa nella periferia di Udine per mostrarmi questi documenti e per dirmi le poche cose che sapevano. Per la loro consapevolezza e data la mia disponibilità, allora, facciamo emergere questa piccola storia.
La memoria di Fiume qui è poca cosa. Abbiamo due fotografie e un certificato di studio conseguito il 27 giugno 1928, quando Arrigo aveva dieci anni. La sua maestra era Maria Ziron alla scuola “di grado inferiore” di Via dei Gelsi a Fiume. La regia Direttrice didattica risulta Mercedes Philippovich sposata Conighi. È la moglie di Giorgio Conighi, comandante dei pompieri di Fiume e poi di Trieste.
Arrigo era figlio di Raffaele Di Giorgio e di Beatrice Bevilacqua. Gli piacevano l’Educazione fisica, il Canto e il Disegno e la bella scrittura, secondo i giudizi dei suoi esaminatori. 

C’è stata una persona buona di Fiume (divenuta Rijeka) e che, per molto tempo, si è occupata della tomba di Arrigo. Non ci sono molte alte notizie per questo racconto, se non che esso è stato nascosto per tanto tempo. È stato riferito poco o per niente ai discendenti, perché c’era la consegna del silenzio. I profughi, per vergogna o per paura, non raccontavano questi fatti ai propri cari. C’era il silenzio degli esuli.
Così questo articolo finisce in modo improvviso. Non c’è molto altro da riferire. Solo una lunga ed estenuante tristezza per Arrigo Di Giorgio, morto nel 1944 e per i suoi affettuosi parenti fuggiti da Fiume nel dopoguerra.
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Nota
Le fotografie e il documento scolastico qui riprodotti sono di una Collezione privata di Udine. Si ringraziano i discendenti di Arrigo Di Giorgio, per aver acconsentito alla diffusione delle immagini.

Fiume, cimitero - la tomba di Arrigo Di Giorgio, in basso, con una parente in un momento di mestizia e di preghiera