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mercoledì 21 novembre 2018

Tombe italiane a Zara

Post Tenebras Lux si legge sul portale d’ingresso del Cimitero italiano di Zara, in croato: “Gradsko groblje”, ossia “Cimitero cittadino”. La scritta latina, La luce oltre le tenebre, sta a significare la speranza e la luce che si possono intravvedere oltre le brutture della società, come le malattie e gli orrori dell’uomo, come la guerra.
Tomba italiana con fiori nel cimitero di Zara. Fotografia di E. Varutti

Edificato nel 1934 in stile neoclassico, il portale è resistito alla furia del tempo e degli uomini. Lo si trova nella parte destra del nuovo cimitero, nella periferia sud di Zara, sulla strada che porta a Spalato.
L’ingegnere Silvio Cattalini, presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD) Comitato Provinciale di Udine, dal 1972 al 2017, mi raccontava che durante i 54 bombardamenti della sua città natale “la zente de Zara se rifugiava in cimitero e qualchedun el stava anche a dormir, se gaveva perso la casa distrutta dalle bombe o per paura, dato che i druzi diseva de no star in zità ‘sta sera perché sarà tanta festa e tanto rumor”. 
Cimitero di Zara, parte italiana. Ingresso monumentale eretto nel 1934. Fotografia di E. Varutti

Si ricorda che con la parola druzi, si intendono i partigiani di Tito, anche i fiancheggiatori. È una deformazione lessicale della parola drug, che in serbo-croato significa: compagno. I croati del contado filo-partigiani davano il consiglio di non fermarsi nel centro della città dalmata, italiana dalla fine dalla Grande Guerra, perché erano i loro stessi caporioni ad aver segnalato agli alleati angloamericani di bombardare la città, non tanto per la sua importanza militare, quanto invece perché troppo italiana. Era pulizia etnica.
Da una fonte nel web si sa che, durante i bombardamenti del 1943-1944, gli zaratini si rifugiavano “in cimitero, dove nacque anche una bambina che fu battezzata nella cappella mortuaria. Una tomba custodisce anche i resti straziati di zaratini ignoti che mani pietose avevano raccolto tra le macerie e calato nella fossa comune avvolti in coperte”.
Tomba Millicich a Zara. Fotografia di E. Varutti

È una bella cosa che in ogni tomba italiana ci sia un fiore. C’è un’associazione che si è impegnata di effettuare la mesta, ma virtuosa operazione. È il Madrinato dalmatico. 
Così nel cimitero italiano si vede la tomba familiare degli Alesani, dei Millicich, dei Catalinich, dei Gherdovich, dei Battara e di molti altri, che non si possono qui riportare, poiché l’elenco sarebbe assai lungo.
“Il Cimitero di Zara, eretto e benedetto nel gennaio 1821, veniva denominato comunale, mentre la sua denominazione attuale, per la verità, è Gradsko groblje, ossia Cimitero cittadino” (precisazione di Walter Matulich del 22.3.2023).
Tomba italiana nel cimitero di Zara. Fotografia di E. Varutti

Tomba Gherdovich a Zara. Fotografia di Giorgio Gorlato

Tomba Battara a Zara. Fotografia di Giorgio Gorlato

Mappa plurilingue del Cimitero di Zara; la parte storica italiana è a destra. Fotografia di Giorgio Gorlato
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Fonti orali e del web: - Silvio Cattalini (Zara 1927-Udine 2017), intervista a Udine del 18 dicembre 2016 di Elio Varutti. - Walter Matulich, Zara 1943, post in Facebook del 22 marzo 2023 nel gruppo “Esodo istriano, per non dimenticare”.

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Sitologia
- Madrinato dalmatico per la conservazione dei cimiteri per gli italiani a Zara, Cimiteri d’Europa, luglio-agosto 2006.

Cimitero di Zara, 11 novembre 2018. La delegazione ANVGD di Udine, guidata dalla presidente Bruna Zuccolin (a destra) rende omaggio alle tombe di italiani. Fotografia di E. Varutti
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Servizio giornalistico e di Networking a cura di Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Si ringrazia per la collaborazione: Bruno Bonetti. Fotografie di Giorgio Gorlato, di E. Varutti e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Via Aquileia, 29 – primo piano, c/o ACLI. 33100 Udine.  – orario: da lunedì a venerdì ore 9,30-12,30.
e-mail: anvgd.udine@gmail.com.      Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

domenica 11 febbraio 2018

Memorial Cattalini all’Università della Terza Età di Udine, per il Giorno del Ricordo 2018

Alla commemorazione di Silvio Cattalini, esule da Zara, c’erano oltre 60 persone. L’evento, organizzato dall’Università della Terza Età (UTE) di Udine, in collaborazione col Comitato Provinciale di Udine dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), si è svolto il giorno 8 febbraio 2018, alle ore 17, in relazione al Giorno del Ricordo. Il titolo della manifestazione era: “Memorial Cattalini - Il Comandante degli esuli e il dialogo tra le sponde dell'Adriatico”.
Elio Varutti, Maria Letizia Burtulo (al microfono), Bruna Zuccolin e Fulvio Cattalini. Fotografia di Fulvio Pregnolato

Ha aperto i lavori della serata Maria Letizia Burtulo, presidente dell’UTE. “Cattalini, uno dei nostri insegnanti più impegnati, con i suoi 45 anni di presidenza dell’ANVGD di Udine – ha detto la Burtulo – ha fatto riemergere dalle nebbie della storia i tragici avvenimenti dell’esodo giuliano dalmata e lo ha fatto con pacatezza e serenità, atto che fa sedimentare i fatti storici”.
Con molta emozione, ha poi parlato Bruna Zuccolin, presidente dell’ANVGD di Udine, subentrata allo stesso Cattalini. “Io ero la vice presidente e me l’ha chiesto lui di prendere in mano l’Associazione quando era ammalato – ha riferito la Zuccolin – e per me, ve lo assicuro, è stato un onere ed anche un onore, che svolgo con piacere per ricordare gli istriani, i fiumani e i dalmati”. Poi la Zuccolin ha svolto una relazione sul personaggio Silvio Cattalini che espresse la grande intuizione di aprire il dialogo tra le due sponde dell’Adriatico, tra gli esuli e i rimasti, tra italiani e croati sin dagli anni Ottanta del secolo scorso.

Elio Varutti, vice presidente dell’ANVGD di Udine, ha mostrato una serie di diapositive e ha presentato una biografia di Cattalini, con le parti più intense del suo esodo da Zara e della cattiva accoglienza ricevuta nella patria in cui tanto sperava.
Tra il pubblico, ha voluto dire la sua anche Anna Maria Pittana, che visse a Pola. “Dobbiamo cercare di rafforzare le radici e parlare dell’esodo soprattutto ai giovani – ha commentato la Pittana – in modo da spezzare la cortina del silenzio”. La signora, dopo aver detto di volersi iscrivere all’ANVGD di Udine, tra gli applausi dei presenti, ha letto un articolo, pubblicato anni fa, sulla figura del Comandante degli esuli, Silvio Cattalini.
L'intervento passionale di Anna Maria Pittana

Hanno preso la parola anche due figli di Cattalini: Fulvio e Daniela. Hanno ringraziato l’ANVGD di Udine e hanno annunciato che la biblioteca del padre è stata donata alla Biblioteca Civica di Udine, dove verrà istituito un fondo a suo nome. In chiusura sono intervenuti pure l’ingegner Sergio Satti, decano dell’ANVGD, e Giorgio Gorlato, esule da Dignano d’Istria.
Verso il termine dell’iniziativa ha presenziato anche Franco Iacop, presidente del Consiglio regionale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, che ha voluto complimentarsi con l’ANVGD per le iniziative intraprese per rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, nonché dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra.
Fulvio Cattalini mentre parla del nonno Antonio che "non ha mai superato l'esodo, mentre il papà si è dato tanto da fare per parlare dei giuliani e dei dalmati"
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Servizio giornalistico e di networking a cura di Sebastiano Pio Zucchiatti con E.V. Fotografie di Fulvio Pregnolato, che si ringrazia sentitamente per la gentile collaborazione.

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Sitologia
- E. Varutti, La campana di Harzarich. Intervista sull'esodo istriano, 1943, on-line dal 28 ottobre 2014.

- Marina Corradi, Lettere. Foibe, il coraggio di chi denunciò i crimini e il bacio che salvò la memoria, «L’Avvenire» del 10 febbraio 2018.

Maria Letizia Burtulo, Bruna Zuccolin e Franco Iacop

L'accorato intervento di Daniela Cattalini, in  ricordo del suo babbo caro

Tra il pubblico era presente anche Sara Harzarich (a sinistra), nipote del maresciallo dei pompieri di Pola Arnaldo Harzarich che scoprì le foibe


mercoledì 13 dicembre 2017

Udine, Natale dell’esule 2017 col sorriso

“Voglio dirvi di ricordare il caro Silvio Cattalini con un sorriso” - ha detto Bruna Zuccolin, presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine. 

Occasione per fare questa affettuosa affermazione sul compianto presidente ANVGD di Udine è stata la festa del Natale dell’esule. È una tradizione che si rinnova ogni anno quella di farsi gli auguri natalizi tra soci e amici dell’ANVGD in un momento religioso e poi conviviale. Quest’anno si è tenuta il 10 dicembre 2017.
La cerimonia religiosa è stata celebrata da don Tarcisio Bordignon. Nella chiesa della Purità, sotto gli affreschi dei Tiepolo, l’anziano sacerdote, alle ore 11, prima della Santa Messa, ha salutato i presenti e ha ricordato tutti gli esuli giuliano dalmati. In particolare don Tarcisio ha ricordato che nel giorno del suo ingresso nella parrocchia di San Pio X a Udine, il 10 dicembre 1966, fu bene accolto da una istriana, una certa Chirincich che, in seguito, donò alla chiesa la corsia di colore rosso per l’entrata principale. 
Don Tarcisio Bordignon, classe 1930 ricorda Cattalini durante la messa dell'esule 2017

Nella stessa parrocchia, sorta nel 1958, aveva sede il Centro smistamento profughi di via Pradamano, da dove passarono oltre cento mila esuli in fuga dalla Jugoslavia di Tito.
È stato ricordato poi Cattalini e il professor Arduino Cremonesi. Don Tarcisio era molto legato a Cremonesi. Poi è iniziata la funzione religiosa, che è stata accompagnata magistralmente dai canti dell’Aquileiensis Chorus, diretto dal maestro Ferdinando Dogareschi. Ha fatto seguito una serie di quattro canti natalizi, tra i quali uno istriano (“Siam venuti in questa casa”), uno in lingua friulana, composto da don Oreste Rosso, assai apprezzati dal pubblico. Il concerto dell’Aquileiensis Chorus si è concluso con “Tu scendi dalle stelle” e con lo “Stille Nacht” in tedesco. A quel punto la voce del tenore Franco Pellegrini si poteva sentire fino in piazza Duomo.
L'Aquileiensis Chorus, sotto l'affresco di Giandomenico Tiepolo, Chiesa della Purità, Udine

Dopo si è svolto il pranzo sociale all’Astoria Hotel Italia, preceduto dal calice di benvenuto e da alcuni stuzzichini, per oltre 42 partecipanti. “È il 50 per cento in più rispetto all’anno scorso – ha precisato la Zuccolin – con una certa punta di orgoglio”.
Che tipo di associazione è l’ANVGD a livello numerico? Nel 2004 il sodalizio contava 292 soci, calati l’anno successivo a 280. Una ulteriore diminuzione, dovuta ai motivi demografici, si è verificata nel 2015, quando gli iscritti erano 246. Nel 2017, con la conduzione di Bruna Zuccolin dopo la morte di Cattalini, il numero dei soci è leggermente aumentato, passando a 270 aderenti.

In seguito al pranzo sociale tenutosi all’Astoria Hotel Italia, i convenuti hanno potuto assistere alla proiezione con sottofondo musicale di molte diapositive, con i momenti importanti e significativi dell’ANVGD nel 2017 a cura di Fabiana Burco e Lorenzo Furlano. Al momento del caffè, Elio Varutti, vice presidente ANVGD di Udine, ha presentato il momento artistico di chiusura della giornata. Si è così svolta una lettura lirica di sei poesie riunite nel titolo di “Maria Millia da Rovigno” a cura del poeta Giuseppe Capoluongo. Infine c’è stato un applaudito anche se breve intrattenimento musicale a cura di Zaira Capoluongo, col canto dell’Inno dell’Istria e della “Vecia batana”.
Giuseppe Capoluongo legge brani sacri

Sono state presentate poi le numerose iniziative del sodalizio per i giorni seguenti. Ha così voluto intervenire la professoressa Olga Chialich, di Pola, ricordando la difficoltà di parlare serenamente di fatti storici accaduti, come l’eliminazione degli italiani nella foiba da parte dei titini.
Ecco il fitto calendario di fine anno per l’ANVGD di Udine. Giovedì 14 dicembre 2017, presso la sede dell’ANVGD goriziana, alle ore 17.30, a Palazzo Alvarez, con l’ANVGD di Udine lo scrittore Franco Fornasaro parlerà del suo “Gli appunti di Stipe”. È un romanzo documentario scritto in italiano e edito dall’ANVGD di Udine nel 2015. Poi è stato arricchito, nel 2017, dalla versione in lingua croata, così il libro è bilingue. 
L’evento è una collaborazione tra le ACLI goriziane con i Comitati Provinciali ANVGD di Udine e di Gorizia, infatti a presentare l’autore sarà la presidente del sodalizio goriziano Maria Grazia Ziberna. Saranno presenti all’evento anche dott.ssa Bruna Zuccolin, presidente dell'ANVGD di Udine e Silvia Paoletti, presidente provinciale delle ACLI.
Rosalba Meneghini Capoluongo, figlia di esuli da Rovigno, legge le preghiere per i defunti d'Istria, Fiume e Dalmazia

Nello stesso giorno del 14 dicembre 2017, alle ore 20,30 ci sarà un altro evento dell’ANVGD di Udine. Si tratta di una conferenza sul tema: “Dalmazia: croati, serbi e italiani”. L’incontro pubblico, a richiesta, si terrà al bar Miricordo di Raspano di Cassacco, col relatore Bruno Bonetti, segretario dell’ANVGD di Udine. In rappresentanza dell’ANVGD di Udine saranno presenti Barbara Rossi, Delegata Amministrativa e Bruno Rossi, del Comitato esecutivo.
In prima fila, Barbara Rossi, da Sebenico, delegata amministrativa del Comitato esecutivo ANVGD di Udine

Poi lo scrittore Mauro Tonino parlerà del suo romanzo "Rossa terra" a San Quirino di Pordenone. L’evento si terrà venerdì 15 dicembre 2017, alle ore 18,30 presso l’Agriturismo Ristoro da Sferco in Via Umago, 2 a San Quirino di Pordenone. L’originale racconto ha per sottotitolo: “Viaggio per mare di un esule istriano con il nipote. Tra emozioni, storia, speranze e futuro”. 
È stato edito a Pasian di Prato (UD), dalla casa editrice L’Orto della Cultura nel 2013, ma desta ancor oggi grande interesse e accesi dibattiti. Organizzano l’incontro culturale i Comitati Provinciali di Udine e di Pordenone dell’ANVGD, assieme all’ERAPLE. Il romanzo storico sulle foibe e sull’Esodo istriano-dalmata è stato scritto da Tonino in punta di penna, cercando di presentare con pacatezza e serenità un tema così forte e dimenticato della storia. Ci saranno i saluti ufficiali della presidente ANVGD di Udine Bruna Zuccolin e del presidente dell’ANVGD di Pordenone Silvano Varin. Parleranno infine anche il presidente dell’EFASCE Michele Bernardon e il direttore dell’ERAPLE Cesare Costantini. Il volume sarà introdotto dal professor Elio Varutti, vicepresidente dell’ANVGD di Udine, alla presenza dell’autore. L’originale incontro culturale si concluderà con un brindisi istriano.
Bruna Zuccolin, presidente ANVGD di Udine, legge le preghiere per Cattalini e per gli esuli defunti

Il 29 dicembre, infine, alle ore 20,30 ci sarà un concerto di fine anno col tenore Francesco Cortese e il coro Vocin Volo, diretto dalla maestra Lucia Follador, presso la chiesa di San Cristoforo a Udine.

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Fotografie di D.M. e R.B., Archivio ANVGD di Udine


a cura di Girolamo Jacobson

L'ingegnere Sergio Satti, esule da Pola e decano dell'ANVGD di Udine legge in chiesa al Natale dell'esule 2017

Zaira Capoluongo canta la "Vecia Batana" all'attento pubblico nella sala dei pranzi dell'Astoria Hotel Italia

lunedì 27 novembre 2017

Natale dell’esule 2017 a Udine, qui prenotazioni

Ecco il messaggio di Bruna Zuccolin, presidente dell'Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD) Comitato Provinciale di di Udine. Carissimi e carissime, come da tradizione è giunto il momento che ci riunisce ogni anno per festeggiare il Natale.
Oratorio della Purità, Natale dell'esule 2015

Allora ci incontreremo domenica 10 dicembre 2017, con il seguente programma:
ore 11.00 Chiesa della Purità, Piazza Duomo Santa Messa celebrata da Don Tarcisio Bordignon. La celebrazione sarà accompagnata da canti.
ore 12.30 Ristorante Astoria Italia, Piazza XX Settembre, 24
Aperitivo di benvenuto. Pranzo tradizionale.
Seguiranno: 1) Proiezione con sottofondo musicale di momenti importanti e significativi della nostra Associazione a cura di Fabiana Burco e Lorenzo Furlano.
2) Lettura lirica dal titolo "Maria Millia da Rovigno" a cura del poeta Giuseppe Capoluongo.
3) Breve intrattenimento musicale a cura di Zaira Capoluongo: Inno dell’Istria e la “Vecia batana”.
Il prezzo del pranzo è di €. 40,00.
L'invito è esteso anche a parenti ed amici dei soci. Vi aspettiamo!

Prenotazioni (ENTRO IL 7 DICEMBRE 2017): da lunedì al venerdì presso la sede ANVGD di Udine numero telefonico 0432. 506203. La sede del Comitato Provinciale è in Vicolo Sillio n. 5. In altri orari previo appuntamento
33100 UDINE - vicolo Sillio n. 5 - Tel. e Fax 0432 506203
e-mail   anvgd.udine@gmail.com
Chi desidera prenotare in Facebook scriva in privato a Elio Varutti, vice presidente ANVGD di Udine

mercoledì 16 agosto 2017

L’ANVGD di Udine, storia e cifre

La prima notizia riguardo all’associazionismo dei profughi giuliano dalmati a Udine è del 16 gennaio 1946. In una lettera scritta dalla zona di Trieste a Renato Vittadini, prefetto di Udine fino al 1949, il partigiano col nome di battaglia Furio menziona il “Comitato Esuli Istriani Dalmati e Fiumani”. In particolare il capo partigiano scrive riguardo al «nulla osta e appoggio alla costituzione» di detto Comitato. Ho reperito tale dato presso l’Archivio di Stato di Udine (ASUd), Prefettura, b 55, f 190, ms.
Dal giornale «Libertà» di Udine, del 21 giugno 1946 

Il prefetto di Udine si attiva sul tema dei profughi perché il 6 gennaio 1946 viene istituito, con decreto ministeriale, l’Ufficio della Venezia Giulia, alle dipendenze del Ministero dell’Interno. Esso ha il fine di «promuovere, coordinare e vigilare le iniziative in favore dei connazionali profughi della regione giuliana», come scrive la Colummi a pag. 309, utilizzando le fonti dell’Archivio Centrale dello Stato e alcune note del prefetto Micali.
Per la storia si sa che un comitato per l’assistenza ai profughi giuliani sorge Napoli nel 1943, seguito da quello di Roma del 1944, secondo Mario de Vidovich. Di comitati simili scrive anche la Colummi, a pag. 279. Un’altra forma di autoaiuto tra profughi sorge a Pola il 2 ottobre 1945. Marcello Bogneri ne fornisce il nome preciso: “Unione Esuli Istriani”.
Sul giornale «Libertà» che esce a Udine, sotto il controllo angloamericano e del Comitato di Liberazione Nazionale, il 10 maggio 1946 si legge una notizia circa la “Sezione di Udine del Comitato Alta Italia per la Venezia Giulia e Zara”. Il neonato organismo dell’associazionismo giuliano dalmata informa che c’è «l’esonero del pagamento delle tasse scolastiche per gli studenti medi giuliani che abbiano dovuto abbandonare la propria residenza per gli eventi bellici» secondo una nota del Ministero della Pubblica Istruzione, in base ad un provvedimento del Consiglio dei Ministri. Si sa, inoltre, che la sezione di Udine del Comitato Alta Italia per la Venezia Giulia e Zara ha sede in Via Liruti n. 12, con orario dalle ore 9 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 17,30.
Domenica 23 giugno 1946, come si legge sulla stampa locale («Libertà» del 21 giugno 1946 e «Messaggero Veneto» del 25 giugno 1946) si celebra a Udine la “Giornata della solidarietà istriana”. L’evento è volto a «raccogliere fondi per l’assistenza a favore dei profughi istriani residenti nella provincia e per ricordare alle genti del Friuli questi nostri fratelli costretti a vivere in esilio nella loro stessa Patria per non sottostare ad un regime straniero tanto inviso». L’ente organizzatore è la sezione di Udine del Comitato Alta Italia per la Venezia Giulia e Zara che, nel frattempo, ha cambiato sede dato che si trova «in Via Belloni 12, telefono 233».
Tessera ANVGD del 1959

La strage di Vergarolla e le sue conseguenze
L’attentato di Vergarolla del 18 agosto 1946, secondo alcuni esuli cambia tutto, implementando la paura e il desiderio di fuga dagli jugoslavi che volevano farla da padroni. Vergarolla è un’amena spiaggia, vicino a Pola, che nel dopo guerra funge da deposito di materiale bellico, evidentemente messo in sicurezza. Pola in quei frangenti appartiene ancora all’Italia. Accade che, quando sulla spiaggia della città portuale istriana, affollata per la popolare manifestazione di nuoto della società “Pietas Julia”, ci sia lo scoppio del grosso arsenale di esplosivo, con l’uccisione di oltre 80 persone, tutti italiani, in maggioranza donne, madri di famiglia e bambini.  
Numerose bombe di profondità, residuato bellico posto in prossimità della spiaggia previa opera di sicuro disinnesco, vengono fatte scoppiare proditoriamente da una mano assassina, dando luogo ad una vera e propria ecatombe. Tutti percepiscono subito quale fosse stata la matrice del delitto di Vergarolla nell’intento di spingere all’esodo coloro che non si erano ancora rassegnati: ebbene, nel 2006, l’apertura degli archivi inglesi di Kew Gardens (Foreign Office) ha confermato che la strage fu opera dell’OZNA, la polizia politica jugoslava, ed ha affidato i nomi di cinque responsabili alla storia. Su tali fatti ha scritto Carlo Cesare Montani, esule da Fiume.
Si occupa degli esuli a Udine pure il giornale di Trieste «La Voce Libera» che nella pagina della “Cronaca del Friuli”, del 14 ottobre 1946, riporta la notizia della indizione della “Settimana del profugo” nel capoluogo friulano. L’organizzazione è del Comitato profughi istriani, fiumani e dalmati per una “umana e fraterna solidarietà”.
Il confine tra Italia e Territorio Libero di Trieste sulla SS 14 tra Monfalcone e Duino-Aurisina

Secondo quanto riferito da Giuseppe Bugatto, esule da Zara (Varutti, 2007, pag. 95), negli anni 1946-1947, il presidente dell’associazionismo giuliano dalmata a Udine è un tale Sbisà, coadiuvato da don Luciano Manzin.
Nel 1947 è presidente Carlo Leopoldo Conighi; ciò in base alla tessera n. 1096 del Comitato Nazionale per la Venezia Giulia e Zara (CNVGZ), sede di Udine, rilasciata il 2 giugno 1947 e intestata al maestro Renato Lupetich, di Fiume, che è dichiarato "profugo giuliano" (Collezione privata, Belluno). 
Il 23 marzo 1948 è la data della tessera di socio del Comitato Nazionale per la Venezia Giulia e Zara, sede regionale di Udine della signora Maria Regina Conighi, nata a Trieste nel 1881 ed esule da Fiume. La tessera è firmata dall’architetto Carlo Leopoldo Conighi, fratello di Maria Regina (Collezione Helga Conighi, Udine).
Don Manzin è presidente regionale del Comitato Nazionale Venezia Giulia e Zara (CNVGZ), come risulta da «L’Arena di Pola» del 16 giugno 1948. Il giornale istriano riporta le attività del 1947 dell’organismo dei profughi a Udine, che comprendeva anche la zona di Pordenone. La struttura a Udine ha messo piede, tanto da riuscire ad organizzare il raduno dei Comitati Triveneti del CNVGZ. La medesima testata riferisce che per Udine sono intervenuti «il reverendo professor Manzin, il sig. Conighi, il conte Fanfogna e il sig. Antonio Premate».

Nasce a Roma l’ANVGD nel 1948
Secondo Mario de Vidovich a Roma il 20 giugno 1948 ottanta comitati provinciali di esuli giuliano dalmati danno vita all’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), primo presidente è Alfonso Orlini, di Cherso. I presidenti che si succedono da allora sono: Elio Bracco, Libero Sauro, Maurizio Mandel, Paolo Barbi, Gianni Bartoli, Lucio Toth, Antonio Ballarin e Renzo Codarin.
Già nel 1947 ci sono state altre assemblee a Milano e Bologna con lo scopo di dare un corpo unitario alle organizzazioni di esuli d’Istria, Fiume e Dalmazia sorte in Italia.
Elmetti della Polizia Militare americana di stanza a Trieste ai tempi del Territorio Libero di Trieste, 1945-1954. 
Collezione E. Varutti, Udine

Tutto quello che possiamo sapere sull’ANVGD di Udine
In occasione dell’assemblea ordinaria tenutasi in sala Brosadola a Udine per il rinnovo delle cariche sociali si sa dal «Messaggero Veneto» del 6 agosto 1950 che il presidente dell’ANVGD è il conte Giovanni de Fanfogna; il vice presidente risulta Carlo Conighi. La sede dell’associazione è in piazza Marconi, 7.
Nel 1951 è presidente dell’ANVGD di Udine l’architetto Carlo Conighi, mentre il vice presidente è Antonio Calvi. Come si legge su «Difesa Adriatica» del 7 febbraio 1954 il presidente del sodalizio udinese dei profughi è ancora Carlo Conighi.
Udine 1954 - Regali per la Befana al Centro Smistamento Profughi più grande d'Italia

Invece nel 1955 il presidente dell’associazione è Marcello De Angeli ed il suo vice è Marino Marini. L’architetto Carlo Conighi è presidente onorario. Si ha un grande balzo di iscrizioni a Udine nel 1957, con un picco di oltre 1200 iscritti, con Conighi presidente onorario. Nel 1958 presiede l’organismo ancora Marcello De Angeli, mentre risulta vice presidente Bruno Costantini. Il Comitato Provinciale di Udine dell’ANVGD pubblica un Bollettino d’informazione ciclostilato e distribuito ai soci.
Augusto Gecele è presidente nel 1960, quando poco più tardi si sa che viene nominato un “commissario straordinario” nella persona dell’ingegnere Guido De Randich. Che cosa è successo? Sono gli anni delle feste tzigane, dei the danzanti e delle veglie tricolori, come accusano gli anziani nei confronti dei giovani. Si legge di “sfrenati cha cha cha”, organizzati dai giovani al posto di fare cerimonie patriottiche.
Come ha ricordato il 27 aprile 2006 Sergio Satti, esule da Pola, e per decenni alla vicepresidenza dell’ANVGD di Udine, sotto la guida di Silvio Cattalini, c’era il Gruppo Giovanile Adriatico (GGA) che fu attivo in Friuli dal 1956 al 1970 circa. Ecco le parole di Satti: «Il Gruppo Giovanile Adriatico di Udine operò dal 1956 al 1960 organizzando campeggi a Lignano Sabbiadoro per i GGA delle zone limitrofe». Poi che altro faceva? C’era una orchestrina che suonava motivi per i ragazzi di allora. C’erano i veglioni tricolori al Mocambo di Udine, oppure le feste del Carnevale a Mossa, in provincia di Gorizia. C’erano poi le gite sociali e patriottiche a Ronchi dei Legionari, al Vittoriale e a Redipuglia.
Scheda di registrazione di Gaudenzio Pastrovicchio di Valle d'Istria, Pola al Centro Raccolta Profughi di Laterina, provincia di Arezzo. Durante l'esodo la famiglia passa per il Centro di Smistamento Profughi di Udine. Collezione Luisa Pastrovicchio, Pessinetto, città metropolitana di Torino

Non è tutto, perché il GGA di Udine stampò pure un giornale ciclostilato “El Cucal” (Il Gabbiano) dal 1957 al 1963, con notizie sulla vita associativa e sul dibattito interno. Le discussioni erano forti e vertevano sulle difficoltà di conciliare le azioni dei giovani con quelle degli anziani. Parve quindi una crisi generazionale, che colpì pure il Comitato Provinciale di Torino e di altre città italiane.  
Anche nel 1962 Guido De Randich è commissario straordinario. Alcuni anziani, allontanandosi dalla “tzigana” ANVGD, si auto-relegano nella Lega Fiumana, che pure aderisce al Comitato Provinciale di Udine dell’ANVGD, con presidente onorario Carlo Conighi.
Nel 1966 risulta vice presidente Ezio Marcuzzi, uno dei giovani del gruppo redazionale de «El Cucal». Il numero dei soci, nel 1969, tocca il minimo storico dell’associazione con sole 69 adesioni. Guido De Randich è presidente nel 1970.
Tessera di Maria Zonta, di Parenzo, della sezione regionale di Udine del Comitato Nazionale per la Venezia Giulia e Zara, del 20 dicembre 1947, con la firma del presidente don Luciano Manzin. Nel timbro tondo si legge la dizione primigenia di "Comitato Alta Italia per la Venezia Giulia e Zara". Archivio ANVGD di Udine, Collezione famiglia Zonta di Parenzo, tessera CNVGZ n. 494 sezione regionale di Udine.

Nel 1972 arriva all’ANVGD di Udine l’ingegnere Silvio Cattalini, esule da Zara, per risollevarla dallo stato di crisi in cui era precipitata, dopo lo scontro generazionale. Col 1975 si ha il primo numero de El Campanil, giornale del Comitato Provinciale di Udine dell’ANVGD. Tra i contenuti del periodico ci sono già le prime aperture a firma di Antonio Cattalini, cugino di Silvio «con i conterranei rimasti all’ombra dei campanili vicini e lontani della sponda orientale dell’Adriatico».
Nel 1977 risulta vice presidente l’avvocato Gabriele Damiani, che mantiene la carica anche negli anni successivi fino al 1980 circa. Continua il rinnovamento di Cattalini e, nel 1984, lo scrittore Dario Donati , di Fiume, è vice presidente fino al 1986. Col 1987 l’incarico di vice presidenza passa all’ingegnere Sergio Satti, di Pola, che mantiene l’impegno fino al 2015. Nel 1990 si ha l’ultimo numero de El Campanil, una testata diffusa non soltanto a Udine e in Friuli Venezia Giulia, ma anche a livello nazionale e, persino, tra gli esuli emigrati in Australia e negli Stati Uniti. Un nuovo notiziario associativo esce nel 1994 col titolo semplice di Circolare.
Con l’anno 1996 Silvio Cattalini esprime la grande intuizione di aprire il dialogo tra le due sponde dell’Adriatico, tra gli esuli e i rimasti, tra italiani e croati, con lo spirito di fondo europeo della pacificazione. È appena terminata la guerra balcanica tra serbi e croati che ha insanguinato e spezzettato la Jugoslavia in vari stati e l’opera di Cattalini si fa sentire nella sua Zara e in tutta la Dalmazia. Organizza una serie di crociere partendo da Trieste per i soci dell’ANVGD con centinaia di partecipanti. La sua politica del disgelo tra le due sponde del Mare Adriatico è presentata nel Notiziario dell’ANVGD del Comitato Provinciale di Udine.
Un incredibile documento, datato 16 luglio 1946, della Camera Confederale del Lavoro di Pola esprimente "la volontà di esodo in Italia nel deprecato caso che la città venga ingiustamente assegnata alla Jugoslavia". Collezione Sergio Satti, Udine

La prima crociera della pace, ideata da Cattalini, si tiene da 5 all’8 aprile 1996, tra le isole dalmate, Zara, Spalato e Ragusa. Mario Blasoni sul Messaggero Veneto del 7 febbraio 2005 la definisce come il “capolavoro di Cattalini”. La città fortezza di Ragusa (Dubrovnik) era stata bombardata dai serbi fino a pochi mesi prima. L’arrivo della motonave italiana Iris in porto, con 270 gitanti, tra i quali molti esuli e loro parenti, è accolto da incredibili feste: autorità pubbliche in prima fila, ragazze in costume tradizionale con mazzi di garofani, musica, canti croati e grande rilievo sulla stampa locale. E il primo segnale di ripresa economica per la storica città marinara.
Sul Notiziario del 2004 e dei due anni successivi c’è un gran risalto all’istituzione del Giorno del Ricordo, oltre al resoconto dell’attività associativa svolta nelle scuole e nei comuni della provincia.

Udine, 25 giugno 2010, inaugurazione al Parco Vittime delle Foibe

È del 2010 l’opera più commovente, più coinvolgente e più meritoria di Silvio Cattalini, preceduta da un lavorio di due–tre anni. Si tratta dell’intitolazione del Parco Vittime delle Foibe, tra Via Bertaldia e Via Manzini a Udine avvenuta, con tanto di sindaco Furio Honsell, il 25 giugno 2010. Preceduta da un dibattito intenso nel Consiglio comunale e nella città, perciò fu un’azione coinvolgente, l’opera consta di un masso carsico alto più di due metri e di una targa in memoria degli italiani uccisi nelle foibe dai titini. Questo è un luogo patriottico di rispetto e di preghiera, perciò è un monumento commovente. “A perpetuo ricordo delle vittime delle foibe e delle altre tragiche vicende in Istria, Fiume e Dalmazia durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale (1943-1954). I Fratelli esuli in Friuli”. È scritta questa dedica sulla targa apposta sul cippo monumentale dedicato alle vittime delle foibe. Opera meritoria, perché resterà nel tempo. 
Nel 2010, dopo una pausa di attività editoriale per gli alti costi di stampa e di invio postale verificatisi nel frattempo, esce un giornale di 24 pagine, intitolato “Rassegna stampa. Foibe, finalmente un monumento a Udine 25 giugno 2010”, a cura di Silvio Cattalini.
Negli anni seguenti c’è un grande impegno dell’ANVGD per diffondere la cultura del Giorno del Ricordo nelle scuole, nelle televisioni, nei Comuni e in città, in collaborazione con altre associazioni, oltre all’effettuazione di varie gite in Istria, Fiume e Dalmazia.
Nel 2016 la vice presidenza si tinge di rosa, con la nomina di Bruna Zuccolin alla carica. Cattalini muore nel 2017 e, in seguito a regolari elezioni, Bruna Zuccolin viene eletta nuovo presidente dell’ANVGD di Udine, mentre alla vice presidenza è chiamato lo scrivente. Su dieci persone del nuovo Comitato Esecutivo dell’ANVGD di Udine ben quattro di loro hanno il nome proprio di: Bruno. Si ironizza che deve essere l’unico consiglio al mondo con quattro Bruni al suo interno: Bruna Zuccolin (presidente), Bruno Bonetti (segretario), Bruna Travaglia e Bruno Rossi (consiglieri).
I Revisori dei conti sono: Flavio Fiorentin, da Veglia, Annalisa Vucusa, di padre zaratino e Gilberto Randich, di Fiume.
Tessera del Comitato Nazionale per la Venezia Giulia e Zara, firmata dall’architetto Carlo Conighi, presidente della sede provinciale di Udine, 1948-1952. Collezione Helga Conighi, Udine

I dati sui soci ANVGD a Udine
Il numero degli iscritti all’ANVGD di Udine dal 1948 al 2017 è assai variabile. Dipende da vari fattori. Si va da qualche decina di soci ad oltre il migliaio. Negli anni Sessanta c’è una crisi generazionale che conduce al crollo degli adepti all’associazionismo giuliano dalmata, così come accade in Piemonte.
La crisi di soci si abbatte sulla sezione ANVGD di Trieste nel 1980, in seguito ai dibattiti e alle liti dopo il Trattato di Osimo del 1975, che segna i confini definitivi dell’Italia con la Jugoslavia e la perdita della Zona A, da Capodistria a Cittanova, che va alla Jugoslavia. Tale Trattato fornisce, tuttavia, una copertura giuridica allo status quo tra Italia e Jugoslavia.
Un grande successo di adesioni in vari comitati provinciali dell’ANVGD, ma soprattutto a Udine, si ha nel 1957, con un picco di oltre 1200 iscritti, sull’onda dell’entusiasmo per il ritorno di Trieste all’Italia, avvenuto il 25 ottobre 1954, con i bersaglieri in gran pompa a sventolare il tricolore e la gente in delirio.
L’ingegnere Silvio Cattalini prende in mano l’ANVGD nel 1972, dopo un periodo in cui era senza guida, come ha scritto Mario Blasoni sul «Messaggero Veneto» del 7 febbraio 2005. Rilancia l’organismo e lo porta a 400 iscritti fino alle soglie del nuovo millennio, quando la pressione demografica si fa sentire più forte. «Morti noi veci, no resterà più niente» continuano a ripetere con toni pessimistici alcuni esuli anziani. Dopo il calo dei primi anni Duemila, invece, l’ANVGD di Udine si assesta tra i 250 e i 300 soci, mantenendo viva l’attività con l’ingresso di alcune nuove generazioni discendenti degli esuli al proprio interno.
Udine, 5 maggio 1976 - Il sindaco Angelo Candolini e Silvio Cattalini, al microfono, all'inaugurazione della mostra dei "Pupoli" di Gigi Vidris in sala Aiace. Archivio ANVGD di Udine

Comunque si riportano i dati sul numero dei soci, anno dopo anno, raccolti nell’archivio dell’ANVGD di Udine, grazie ai resoconti della segreteria, nella tabella n. 1.

Tabella n. 1 – Soci dell’ANVGD di Udine

Anno
Numero soci
1953
meno di 100
1954
187
1955
600
1957
1.200
1969
29
1973
63
1974
409
1975
402
1976 - terremoto
398
1977
400
1978
430
1979
410
1980
415
1981
418
1982
430
1983
370
1984
379
1996
407
2001
407
2004
292
2005
280
2015
246
2017
270


Bibliografia
- Marcello Bogneri, Cronache di Pola e dell’Istria 1939-1947 nove anni che hanno cambiato la storia, Trieste, Unione degli Istriani, 1988.
Silvio Cattalini (a cura di), Foibe, finalmente un monumento a Udine 25 giugno 2010. Rassegna stampa., Udine, Comitato Provinciale di Udine dell’ANVGD, 2010.
- Cristiana Colummi, Liliana Ferrari, Gianna Nassisi, Germano Trani, Storia di un esodo. Istria 1945-1956, Trieste, Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione del Friuli Venezia Giulia, 1980.
- Rosanna Turcinovich Giuricin, “Addio al fautore della politica del disgelo”, «La Voce del Popolo» Quotidiano dell’Istria e del Quarnero, 2 marzo 2017.
- Elio Varutti, Il Campo Profughi di Via Pradamano e l’Associazionismo giuliano dalmata a Udine. Ricerca storico sociologica tra la gente del quartiere e degli adriatici dell’esodo, 1945-2007, Udine, Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Comitato Provinciale di Udine, 2007.
- Mario de Vidovich (a cura di), Cinquanta anni di vita delle associazioni della diaspora. L’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, fotocopie, 31 ottobre 1988.
Udine - Il Centro di Smistamento Profughi, di Via Pradamano 21, fu attivo dal 1947 al 1960, Di qui passano oltre cento mila profughi d'Istria, Fiume e Dalmazia. Oggi è una scuola media. Fotografia di Elio Varutti 2006.

Sitologia

Archivi, Biblioteche e Istituti di ricerca visitati
Archivio ANVGD di Udine, Collezione famiglia Zonta di Parenzo, tessera CNVGZ n. 494 sezione regionale di Udine.
Archivio di Stato di Udine (ASUd), Prefettura, b 55, f 190, ms.
Biblioteca Civica “Vincenzo Joppi”, Udine, quotidiani e giornali vari.
Biblioteca dell’ANVGD di Udine, Vicolo Sillio, 5, libri sull’esodo.
Biblioteca Statale Isontina, Gorizia, «L’Arena di Pola», annate varie
Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione, Udine, quotidiano «Libertà», 1946.
Tessera n. 1096 del CNVGZ, sede di Udine, del 2 giugno 1947 e intestata a Renato Lupetich, di Fiume. Collezione privata, Belluno.

Collezioni private

- Collezione Helga Conighi Orgnani, nata a Fiume, Udine, tessera ANVGD n. 628, giornale «Difesa Adriatica» 1954 e vari altri cimeli.
- Collezione Luisa Pastrovicchio, esule da Valle d’Istria, vive a Pessinetto, città metropolitana di Torino, documenti stampati e ms.
Collezione Sergio Satti, esule da Pola, Udine, documenti.
Collezione famiglia Skara, esule da Zara, documenti.
Collezione E. Varutti, Udine, elmetti
- Collezione privata, Belluno; tessera del CNVGZ, sede di Udine, del 2.6.1947, intestata a Renato Lupetich di Fiume.

Copia conforme all'originale per il rilascio del passaporto di Scara Anna, nata Scocich, da Zara. Anche qui è citato il Centro Raccolta Profughi di Udine, dove la signora giunge il 29 ottobre 1957 e riparte il 21 novembre successivo. Collezione famiglia Skara