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mercoledì 12 dicembre 2018

Natale dell’Esule 2018 con l’ANVGD di Udine, incontro festoso


Come da tradizione è passato il momento che riunisce ogni anno gli esuli d’Istria, Fiume e Dalmazia e i loro discendenti. Per  festeggiare il Natale si sono incontrati domenica 2 dicembre 2018, con il saluto di Bruna Zuccolin, presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine.
Udine, Oratorio della Purità, 2 dicembre 2018 – Messa dell’esule, al centro Bruna Zuccolin, presidente ANVGD di Udine segue le sacre preghiere lette da Rosalba Meneghini, figlia di un’esule da Rovigno. Fotografia di Giorgio Gorlato

Alle ore 11 presso l’Oratorio della Purità, in Piazza Duomo a Udine, è stata celebrata una santa Messa da don Tarcisio Bordignon, un prete che ha conosciuto diversi esuli, essendo stato parroco di San Pio X dal 1966 al 2014. 
“Mi ricordo che mia madre a Palmanova nel 1943 – ha riferito don Tarcisio Bordignon – mi diceva di dare un po’ di patate e di mele ai profughi istriani venuti via dalle proprie case”. Si accenna al fatto che nella stessa parrocchia di S. Pio X, sorta nel 1958, aveva sede il Centro smistamento profughi di via Pradamano, da dove passarono oltre cento mila esuli in fuga dalla Jugoslavia di Tito dal 1943 fino alla guerra fredda. Don Tarcisio ha poi ricordato la figura di don Mario Stefani, cappellano dei profughi dal 1953, un prete sempre menzionato dagli esuli e dai vecchi parrocchiani, anche quando prima del 1958, la zona apparteneva alla parrocchia del Carmine.
Udine, Oratorio della Purità, 2 dicembre 2018 – Concerto dell'Aquileiensis Chorus, diretto da Ferdinando Dogareschi. Fotografia di Giorgio Gorlato

La celebrazione sacra è stata accompagnata magistralmente dall’Aquileiensis Chorus, diretto dal maestro Ferdinando Dogareschi, con un breve concerto natalizio. Il prestigioso coro virile ha eseguito quattro brani natalizi in onore degli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia e dei loro discendenti. È stato un canto istriano ad inaugurare l’esibizione con il titolo di Siam venuti in questa casa. Ha fatto seguito Gnot benedete, di don Oreste Rosso e Stille Nacht in tedesco, mentre alcuni esuli si univano commossi al coro fino agli applausi finali. Una vera novità è stato il Venite adoremus, rivisto e arrangiato dallo stesso Dogareschi, che lo ha trasformato in un canto pieno e maestoso, molto apprezzato nell’esibizione dei solisti Franco Pellegrini e Engelbert Demetz. È stata un’anteprima davvero eccezionale e piena di fascino per il concerto natalizio 2018 degli esuli.
Tra il pubblico si sono notate varie presenze di esuli, come Alberto Nadbath, del Villaggio giuliano di Udine, col papà di Abbazia, il critico d’arte Licio Damiani, profugo da Lussinpiccolo, oppure l’avvocato Antonio Mansi, vedovo della signora Maria Lunazzi Mansi, di Fiume, che al termine della cerimonia, con alcuni amici, ha voluto ricordare la cara moglie scomparsa di recente.
Don Tarcisio Bordignon, classe 1930, ha celebrato la messa dell’esule. Fotografia di Elio Varutti

Alle ore 12.30 presso il ristorante Astoria Italia, in Piazza XX Settembre si è tenuto il pranzo sociale, con interventi di Zuccolin, di Elio Varutti, vice presidente dell’ANVGD di Udine, di Bruno Bonetti, segretario del sodalizio e di Franco Fornasaro, del Consiglio esecutivo. 
Hanno fatto seguito due proiezioni audiovisive. La prima, opera di Fulvio Pregnolato, ha descritto la storia del Cippo e del Parco Vittime delle Foibe, inaugurato il 25 giugno 2010. La seconda proiezione, con sottofondo musicale, era dedicata ai momenti importanti e significativi dell’Associazione per il 2018 a cura dei soci Fabiana Burco e Lorenzo Furlano. 
Tutti i soci sono rimasti stupiti della grande quantità e qualità delle iniziative e degli eventi culturali, patriottici e religiosi condotti dal Comitato Provinciale di Udine dell’ANVGD, sotto la guida della Zuccolin.  Tali appuntamenti non si sono verificati solo nella propria provincia, ma anche a Gorizia, Trieste, Venezia e Pordenone, con gite istriane a Antignana, Parenzo, Zagabria (Croazia), Cilli (Slovenia), a Magdalensberg, vicino a Klagenfurt (Austria) e visite di delegazione a Grado (GO), Padova, Roma (congresso nazionale), Laterina, Montevarchi (AR), Buccari Piccola (vicino a Fiume), Nona e Zara (in Dalmazia).
Udine, Ristorante Astoria Italia, una fase del pranzo sociale che ha coinvolto ben 57 persone. Fotografia di Elio Varutti

I soci si sono divertiti con le solite quatro ciacole in un clima festoso per la allegra presenza di molti bambini, che affollavano il tavolo dei Fiorentin, esuli dall’Istria e da Veglia.
C’è stato, inoltre, un altro breve evento musicale. Il neo socio Silvio Loreti, di Spalato, si è esibito alla tromba, suonando alcuni noti brani e l’inno nazionale croato, in segno di distensione e di amicizia tra i popoli. La traduzione in italiano del testo del canto patriottico croato è stata letta dalla sebenzana Barbara Rossi, delegata amministrativa dell’ANVGD di Udine.
Bruna Zuccolin e Elio Varutti salutano i 57 partecipanti al pranzo di Natale. Fotografia di Giorgio Gorlato
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Rassegna stampa
Auguri di Natale dell’Anvgd, dal 1° dicembre 2018 nel sito web di friulionline.com
Bruna Zuccolin, Silvio Loreti, di Spalato e Barbara Rossi, di Sebenico. Fotografia di Elio Varutti

Bruna Zuccolin, Franco Fornasaro, con avi di Pirano e babbo di Veglia e Giorgio Gorlato, esule da Dignano d'Istria. Fotografia di Elio Varutti

Il secondo piatto. Fotografia di Daniela Conighi
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Servizio giornalistico e di Networking a cura di Tulia Hannah Tiervo, Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Fotografie di E. Varutti, Giorgio Gorlato, Daniela Conighi e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Vicolo Sillio, 5 – 33100 Udine. Telefono e fax 0432.506203 – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

mercoledì 13 dicembre 2017

Udine, Natale dell’esule 2017 col sorriso

“Voglio dirvi di ricordare il caro Silvio Cattalini con un sorriso” - ha detto Bruna Zuccolin, presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine. 

Occasione per fare questa affettuosa affermazione sul compianto presidente ANVGD di Udine è stata la festa del Natale dell’esule. È una tradizione che si rinnova ogni anno quella di farsi gli auguri natalizi tra soci e amici dell’ANVGD in un momento religioso e poi conviviale. Quest’anno si è tenuta il 10 dicembre 2017.
La cerimonia religiosa è stata celebrata da don Tarcisio Bordignon. Nella chiesa della Purità, sotto gli affreschi dei Tiepolo, l’anziano sacerdote, alle ore 11, prima della Santa Messa, ha salutato i presenti e ha ricordato tutti gli esuli giuliano dalmati. In particolare don Tarcisio ha ricordato che nel giorno del suo ingresso nella parrocchia di San Pio X a Udine, il 10 dicembre 1966, fu bene accolto da una istriana, una certa Chirincich che, in seguito, donò alla chiesa la corsia di colore rosso per l’entrata principale. 
Don Tarcisio Bordignon, classe 1930 ricorda Cattalini durante la messa dell'esule 2017

Nella stessa parrocchia, sorta nel 1958, aveva sede il Centro smistamento profughi di via Pradamano, da dove passarono oltre cento mila esuli in fuga dalla Jugoslavia di Tito.
È stato ricordato poi Cattalini e il professor Arduino Cremonesi. Don Tarcisio era molto legato a Cremonesi. Poi è iniziata la funzione religiosa, che è stata accompagnata magistralmente dai canti dell’Aquileiensis Chorus, diretto dal maestro Ferdinando Dogareschi. Ha fatto seguito una serie di quattro canti natalizi, tra i quali uno istriano (“Siam venuti in questa casa”), uno in lingua friulana, composto da don Oreste Rosso, assai apprezzati dal pubblico. Il concerto dell’Aquileiensis Chorus si è concluso con “Tu scendi dalle stelle” e con lo “Stille Nacht” in tedesco. A quel punto la voce del tenore Franco Pellegrini si poteva sentire fino in piazza Duomo.
L'Aquileiensis Chorus, sotto l'affresco di Giandomenico Tiepolo, Chiesa della Purità, Udine

Dopo si è svolto il pranzo sociale all’Astoria Hotel Italia, preceduto dal calice di benvenuto e da alcuni stuzzichini, per oltre 42 partecipanti. “È il 50 per cento in più rispetto all’anno scorso – ha precisato la Zuccolin – con una certa punta di orgoglio”.
Che tipo di associazione è l’ANVGD a livello numerico? Nel 2004 il sodalizio contava 292 soci, calati l’anno successivo a 280. Una ulteriore diminuzione, dovuta ai motivi demografici, si è verificata nel 2015, quando gli iscritti erano 246. Nel 2017, con la conduzione di Bruna Zuccolin dopo la morte di Cattalini, il numero dei soci è leggermente aumentato, passando a 270 aderenti.

In seguito al pranzo sociale tenutosi all’Astoria Hotel Italia, i convenuti hanno potuto assistere alla proiezione con sottofondo musicale di molte diapositive, con i momenti importanti e significativi dell’ANVGD nel 2017 a cura di Fabiana Burco e Lorenzo Furlano. Al momento del caffè, Elio Varutti, vice presidente ANVGD di Udine, ha presentato il momento artistico di chiusura della giornata. Si è così svolta una lettura lirica di sei poesie riunite nel titolo di “Maria Millia da Rovigno” a cura del poeta Giuseppe Capoluongo. Infine c’è stato un applaudito anche se breve intrattenimento musicale a cura di Zaira Capoluongo, col canto dell’Inno dell’Istria e della “Vecia batana”.
Giuseppe Capoluongo legge brani sacri

Sono state presentate poi le numerose iniziative del sodalizio per i giorni seguenti. Ha così voluto intervenire la professoressa Olga Chialich, di Pola, ricordando la difficoltà di parlare serenamente di fatti storici accaduti, come l’eliminazione degli italiani nella foiba da parte dei titini.
Ecco il fitto calendario di fine anno per l’ANVGD di Udine. Giovedì 14 dicembre 2017, presso la sede dell’ANVGD goriziana, alle ore 17.30, a Palazzo Alvarez, con l’ANVGD di Udine lo scrittore Franco Fornasaro parlerà del suo “Gli appunti di Stipe”. È un romanzo documentario scritto in italiano e edito dall’ANVGD di Udine nel 2015. Poi è stato arricchito, nel 2017, dalla versione in lingua croata, così il libro è bilingue. 
L’evento è una collaborazione tra le ACLI goriziane con i Comitati Provinciali ANVGD di Udine e di Gorizia, infatti a presentare l’autore sarà la presidente del sodalizio goriziano Maria Grazia Ziberna. Saranno presenti all’evento anche dott.ssa Bruna Zuccolin, presidente dell'ANVGD di Udine e Silvia Paoletti, presidente provinciale delle ACLI.
Rosalba Meneghini Capoluongo, figlia di esuli da Rovigno, legge le preghiere per i defunti d'Istria, Fiume e Dalmazia

Nello stesso giorno del 14 dicembre 2017, alle ore 20,30 ci sarà un altro evento dell’ANVGD di Udine. Si tratta di una conferenza sul tema: “Dalmazia: croati, serbi e italiani”. L’incontro pubblico, a richiesta, si terrà al bar Miricordo di Raspano di Cassacco, col relatore Bruno Bonetti, segretario dell’ANVGD di Udine. In rappresentanza dell’ANVGD di Udine saranno presenti Barbara Rossi, Delegata Amministrativa e Bruno Rossi, del Comitato esecutivo.
In prima fila, Barbara Rossi, da Sebenico, delegata amministrativa del Comitato esecutivo ANVGD di Udine

Poi lo scrittore Mauro Tonino parlerà del suo romanzo "Rossa terra" a San Quirino di Pordenone. L’evento si terrà venerdì 15 dicembre 2017, alle ore 18,30 presso l’Agriturismo Ristoro da Sferco in Via Umago, 2 a San Quirino di Pordenone. L’originale racconto ha per sottotitolo: “Viaggio per mare di un esule istriano con il nipote. Tra emozioni, storia, speranze e futuro”. 
È stato edito a Pasian di Prato (UD), dalla casa editrice L’Orto della Cultura nel 2013, ma desta ancor oggi grande interesse e accesi dibattiti. Organizzano l’incontro culturale i Comitati Provinciali di Udine e di Pordenone dell’ANVGD, assieme all’ERAPLE. Il romanzo storico sulle foibe e sull’Esodo istriano-dalmata è stato scritto da Tonino in punta di penna, cercando di presentare con pacatezza e serenità un tema così forte e dimenticato della storia. Ci saranno i saluti ufficiali della presidente ANVGD di Udine Bruna Zuccolin e del presidente dell’ANVGD di Pordenone Silvano Varin. Parleranno infine anche il presidente dell’EFASCE Michele Bernardon e il direttore dell’ERAPLE Cesare Costantini. Il volume sarà introdotto dal professor Elio Varutti, vicepresidente dell’ANVGD di Udine, alla presenza dell’autore. L’originale incontro culturale si concluderà con un brindisi istriano.
Bruna Zuccolin, presidente ANVGD di Udine, legge le preghiere per Cattalini e per gli esuli defunti

Il 29 dicembre, infine, alle ore 20,30 ci sarà un concerto di fine anno col tenore Francesco Cortese e il coro Vocin Volo, diretto dalla maestra Lucia Follador, presso la chiesa di San Cristoforo a Udine.

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Fotografie di D.M. e R.B., Archivio ANVGD di Udine


a cura di Girolamo Jacobson

L'ingegnere Sergio Satti, esule da Pola e decano dell'ANVGD di Udine legge in chiesa al Natale dell'esule 2017

Zaira Capoluongo canta la "Vecia Batana" all'attento pubblico nella sala dei pranzi dell'Astoria Hotel Italia

lunedì 27 novembre 2017

Natale dell’esule 2017 a Udine, qui prenotazioni

Ecco il messaggio di Bruna Zuccolin, presidente dell'Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD) Comitato Provinciale di di Udine. Carissimi e carissime, come da tradizione è giunto il momento che ci riunisce ogni anno per festeggiare il Natale.
Oratorio della Purità, Natale dell'esule 2015

Allora ci incontreremo domenica 10 dicembre 2017, con il seguente programma:
ore 11.00 Chiesa della Purità, Piazza Duomo Santa Messa celebrata da Don Tarcisio Bordignon. La celebrazione sarà accompagnata da canti.
ore 12.30 Ristorante Astoria Italia, Piazza XX Settembre, 24
Aperitivo di benvenuto. Pranzo tradizionale.
Seguiranno: 1) Proiezione con sottofondo musicale di momenti importanti e significativi della nostra Associazione a cura di Fabiana Burco e Lorenzo Furlano.
2) Lettura lirica dal titolo "Maria Millia da Rovigno" a cura del poeta Giuseppe Capoluongo.
3) Breve intrattenimento musicale a cura di Zaira Capoluongo: Inno dell’Istria e la “Vecia batana”.
Il prezzo del pranzo è di €. 40,00.
L'invito è esteso anche a parenti ed amici dei soci. Vi aspettiamo!

Prenotazioni (ENTRO IL 7 DICEMBRE 2017): da lunedì al venerdì presso la sede ANVGD di Udine numero telefonico 0432. 506203. La sede del Comitato Provinciale è in Vicolo Sillio n. 5. In altri orari previo appuntamento
33100 UDINE - vicolo Sillio n. 5 - Tel. e Fax 0432 506203
e-mail   anvgd.udine@gmail.com
Chi desidera prenotare in Facebook scriva in privato a Elio Varutti, vice presidente ANVGD di Udine

lunedì 19 dicembre 2016

Natale dell’esule giuliano dalmata a Udine, 2016

«Pochi, ma boni». Queste parole, dell’ingegner Silvio Cattalini, presidente del Comitato Provinciale di Udine dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), riassumono bene la giornata di festa, di ricordo e di auguri natalizi del 18 dicembre 2016.
Monsignore Ottavio Belfio, accompagnato dall’Aquileiensis Chorus, diretto dal maestro Ferdinando Dogareschi

L’incontro degli esuli giuliano dalmati, trapiantati in Friuli, ha avuto inizio all’Oratorio della Purità di Udine, in Piazza Duomo, come ormai vuole la tradizione. La santa messa è stata celebrata da monsignore Ottavio Belfio, accompagnato dall’Aquileiensis Chorus, diretto dal maestro Ferdinando Dogareschi, con organo e voci. 
Al termine della cerimonia religiosa, con la bandiera dell’ANVGD sull’altare, monsignore Luciano Nobile, parroco del Duomo, ha voluto portare agi astanti il suo saluto personale e i graditi auguri di Buon Natale, come fece negli anni scorsi.
Savina Fabiani, segretaria dell'ANVGD di Udine e l'ingegnere Silvio Cattalini, presidente dello stesso sodalizio dal 1972

Poi il coro si è esibito in un mini-concerto con tre brani natalizi, uno dei quali di impronta istriana: “Siam venuti in questa casa…”. Oppure noto come: “El xe nato il venticinque”, secondo la trascrizione di V. Benussi. Il canto era noto tra le Tabacchine di Rovigno, ovvero tra le operaie della Manifattura Tabacchi istriana.
Poi la comitiva si è trasferita nel vicino ristorante Astoria Italia, per un pranzo con menu di tradizione natalizia, per «29 coperti, dato che molti dei nostri soci xe maladi – ha spiegato Cattalini».
Nello stesso Salone del Caminetto dell’Hotel Astoria Italia, poco dopo le ore 15, l’attore Giorgio Amodeo e il suo gruppo, tra i numerosi applausi dei presenti, hanno intrattenuto gli esuli giuliano dalmati con una originale recita a leggio. 
Tratto da testi di Lino Carpinteri e Mariano Faraguna, adattati e aggiornati da Giorgio Amodeo, il Gruppo Teatrale per il Dialetto, diretto da Gianfranco Saletta, ha presentato “La valisa de carton”. Le musiche dal vivo alla fisarmonica sono state eseguite dal maestro Carlo Moser. Gli attori sul palco, oltre a Giorgio Amodeo, erano Mariella Terragni e Riccardo Beltrame.
 Il caloroso saluto di monsignor Nobile, parroco del Duomo di Udine

La valisa de carton
La consolidata formula dello spettacolo a leggio viene riproposta ormai dal Gruppo Teatrale per il Dialetto da oltre dieci anni in tutta la regione, sempre con lusinghieri risultati. L’autore della recita ha voluto prendere in esame, nel consueto tono ironico e scherzoso, ma mai debordante, il fenomeno dell’emigrazione. 
Un tempo riguardava il nostro territorio, per il grande numero di giovani che lasciavano le proprie terre in cerca di fortuna economica. Da qualche decennio il fenomeno della migrazione è salito alla ribalta delle cronache per la necessità di dare assistenza ai migranti che raggiungono l’Europa.

Nello spettacolo, partendo da fatti storici che hanno spinto i nostri avi ad emigrare, si arriva ai giorni nostri. Come in altri spettacoli similari il Gruppo Teatrale per il Dialetto coglie l’occasione per fare piccole notazioni etimologiche, di sapore didascalico, sul dialetto istro-veneto. Questa parte dell’esibizione è seguita attentamente dal pubblico che scopre alcune novità, dando dei segni approvazione. 
È chiaro che gli attori vanno intervallando gli aspetti meramente culturali, con briosi ritornelli, accompagnati dalla musica popolare e  battute di spirito, tra le risate del pubblico contento. Vengono proposte anche alcune simpatiche “Serbidiole”, ossia le poesiole del Noneto, personaggio tipico dei borghi dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia.
Non potrebbero mancare, naturalmente, alcune esilaranti Maldobrie a tema, tratte dal formidabile repertorio teatrale dei grandi Carpinteri & Faraguna.
Tra le scenette ridicole e assurde, c’è persino la storiella di una suocera istriana, “el gendarmo” che, per una disgrazia, viene addirittura mangiata da un alligatore, portato dall’America ancora nell’uovo da schiudere…
Come accaduto negli anni passati, alla fine dello spettacolo, alcune veraci signore istriane – capitanate da Onorina Mattini, da Pinguente e Maria Giovanna Copic, con avi di Dignano d’Istria e di Portole – hanno chiesto agli attori di cantare assieme. Quelli non si son fatti tanto pregare e il pomeriggio non poteva concludersi meglio se non intonando “La mula de Parenzo”.
 Silvio Cattalini presenta Giorgio Amodeo

Il Gruppo Teatrale per il Dialetto
Il Gruppo Teatrale per il Dialetto, diretto da Gianfranco Saletta, da anni è specializzato nel recupero e nella valorizzazione delle tradizioni culturali degli avi, nonché dei testi degli autori dialettali, allestendo in ogni stagione vari spettacoli che ottengono forti riconoscimenti di pubblico, anche nelle rappresentazioni eseguite al di fuori del territorio regionale.
Riccardo Beltrame, Mariella Terragni e Giorgio Amodeo in una delle scene da leggio de "La valisa de carton", applauditi a Udine


La valisa de carton” è una produzione allestita per essere rappresentata anche negli spazi no n prettamente teatrali. Continua una lunga serie di allestimenti del gruppo teatrale di Trieste e Gorizia, sorto verso il 1998, più volte ripresi e replicati con successo popolare negli anni. 
Tutto iniziò con “Prosit”, del 2004. Poi ci sono stati: “Xe più giorni che luganiche” (2006), “Amor no xe brodo de fasoi” (2007) e “La strada ferata” (2008). Poi tra l’eccitazione del pubblico, sono seguiti i seguenti spettacoli: “Bordesando, bordesando” (2009), “Se no i xe mati no li volemo” (2010), “El carigo de cope” (2011), “Ma cos’è questa crisi?” (2012) e “L’anima del commercio” (2013).

Il maestro Carlo Moser alla fisarmonica, con Giorgio Amodeo

Silvio Cattalini tra due esuli: a destra Giorgina Vatta, da Pola e, a sinistra Egle Tomissich, venuta via da Fiume nel 1948

Al centro del tavolo Bruna Zuccolin, vice presidente del Comitato di Udine dell'ANVGD vicino all'ingegner Silvio Cattalini, storico presidente del sodalizio di esuli giuliano dalmati mentre il Gruppo teatrale per il dialetto si sta esibendo a leggio.
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Servizio giornalistico, di fotografia e di networking di Elio Varutti.

giovedì 24 dicembre 2015

Natale dell'esule 2015, a Udine con Cattalini

Anche quest’anno, come vuole la tradizione, si è tenuto il Natale dell’esule. Ad annunciarlo è l’ingegnere Silvio Cattalini, presidente dal 1972 del Comitato Provinciale di Udine dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD). 
La bandiera dell'ANVGD

È stato Mons. Ottavio Belfio ad officiare la Santa Messa per il Natale dell’esule 2015 a Udine. L’evento è stato organizzato dal Comitato Provinciale di Udine dell’ANVGD, presieduto dall’ingegnere Silvio Cattalini, nato a Zara. Si ricorda che l’ANVGD di Udine conta 246 soci nel 2015. Erano 280 nel 2005.
 L'intervento di Silvio Cattalini, per ricordare "tutti i caduti e i nostri morti". 

Gradito fuori programma del Vicario Urbano Mons. Luciano Nobile all'attento uditorio di esuli dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia, al termine della cerimonia religiosa

Tra gli affreschi dei Tiepolo, nello stupendo Oratorio della Purità, il monsignore Belfio prima del rito religioso ha voluto dedicare la giornata a tre preti dell’esodo giuliano dalmata. Si tratta di tre monsignori, ormai scomparsi che, dopo il 1945, si sono prodigati in Friuli per stare accanto ai profughi italiani fuggiti dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia, sotto la pressione iugoslava. Ecco i loro nomi. Mons. Cornelio Stefani, Steffich, nato a Lussingrande nel 1924 e morto il 3 settembre 2015 a Pordenone. Poi c’è Mons. Giovanni Nicolich, parroco di Lavariano, nato a Lussinpiccolo il 31 dicembre 1926 e morto a Udine il 5 febbraio 2011. Infine, Mons. Giulio Vidulich, nato a Lussinpiccolo il 23 ottobre 1927 e morto il 18 ottobre 2003, pievano di Porpetto.
La predica di Mons. Ottavio Belfio, Oratorio della Purità, Udine

La cerimonia religiosa è stata accompagnata dall’Aquileiensis Chorus, diretto dal maestro Ferdinando Dogareschi. Ha fatto seguito una serie di cinque canti natalizi, tra i quali uno istriano e uno in lingua friulana, assai apprezzati dal pubblico. Dopo si è svolto il pranzo sociale all’Astoria Hotel Italia, preceduto dal calice di benvenuto e da alcuni stuzzichini, per oltre 60 partecipanti.


 L'Aquileiensis Chorus, diretto dal maestro Ferdinando Dogareschi


Verso le 15,30 i soci dell’ANVGD di Udine hanno potuto assistere ad un’interessante lettura da leggio a cura di tre attori cantanti del Gruppo Teatrale per il Dialetto istro-veneto, diretto da Gianfranco Saletta. Il pubblico si è molto divertito tra briosi ritornelli di musica popolare ed esilaranti Maldobrie, riprese dal repertorio di Carpinteri e Faraguna. Il testo presentato ha un che di didascalico, dato che gli attori spiegano l’etimologia di alcune parole dialettali ed i legami con altre lingue, come lo sloveno e il friulano. 
Molti sketch sono strettamente in dialetto, questa è la parte più applaudita dal pubblico degli esuli giuliano dalmati e dai loro discendenti. Un pezzo esilarante accenna al matrimonio nell'Isola di Lussino, dove i vecchi dicono "Costi quel che costi, basta no spender". Il brano rappresentato ha per titolo “Amor no xe brodo de fasoi”, nuova produzione del gruppo teatrale triestino, che conclude idealmente la trilogia apertasi con “Prosit in prosa”, del 2004 e “Xe più giorni che luganighe”, del 2006. Gli attori erano Gianfranco Saletta, Mariella Terragni e Giorgio Amodeo, accompagnati al piano elettrico da Stefano Klamert, su musiche di Livio Cecchelin.
 Giorgio Amodeo, Mariella Terragni e Gianfranco Saletta

 Gianfranco Saletta applauditissimo a Udine

 Stefano Klamert

               Giorgio Amodeo, Mariella Terragni e Gianfranco Saletta

Silvio Cattalini è nato il 2 giugno 1927 a Zara, quando apparteneva al Regno d’Italia.  È  figlio di Antonio e di Gisella Vucusa. Conobbe in età giovanile e fu amico di Ottavio Missoni, stilista del “made in Italy”. Cattalini (italianizzato sotto il fascismo, nel 1933, da: Cattalinich) è un cognome che si nota nella storia italiana, come accadde per un famoso successo sportivo, un primato ancor oggi, con la presenza di ben tre fratelli Cattalini (uno dei quali era il padre di Silvio) sull’imbarcazione “otto con” che vinse alle Olimpiadi di Parigi nel 1924 la medaglia di bronzo nel canottaggio. I tre fratelli Cattalinich vincitori erano Simeone, Francesco e Antonio, per la Società Diadora di Zara. Diadora è uno dei nomi di Zara, usato all’epoca dell’Antica Roma.
Silvio Cattalini, nato il 2 giugno 1927 a Zara

Tra le più vistose attività organizzate dall’ANVGD di Udine, guidata da Silvio Cattalini sin dal 1972, ci fu nel 1996 una serie di “crociere della pace”. La prima di tali navigazioni si tenne dal 5 all’8 aprile tra le isole dalmate, Zara, Spalato e Ragusa. L’arrivo della motonave italiana Iris, con 270 partecipanti, tra i quali molti esuli e simpatizzanti, fu accolto da incredibili feste degli autoctoni: autorità pubbliche in prima fila, ragazze in costume tradizionale con mazzi di garofani, musica e canti croati. Ragusa apparve spettrale, pur nella sua grandiosità, per i segni delle granate serbe sui tetti e sulle facciate delle case. La città era presidiata dalle truppe ONU francesi e spagnole, per prevenire bombardamenti delle milizie serbe. L’approdo di quella comitiva di turisti fu interpretato, con larga eco sulla stampa croata locale, come primo segnale di ripresa economica per la storica città marinara. Dal 25 al 28 aprile la crociera fu replicata per altri 250 partecipanti. La terza incredibile crociera in Dalmazia si svolse dal 18 al 22 settembre per oltre 300 partecipanti. Tali esperienze furono riproposte negli anni successivi. Nel 1997 vi furono quattro crociere, con centinaia di partecipanti. In quegli anni si tennero varie conferenze e convegni sull’esodo giuliano dalmata.
Sotto la spinta ideale di Cattalini il 10 febbraio 1990 viene inaugurato il Monumento “Ai Giuliani e Dalmati caduti nel nome dell’Italia”, col sindaco Piergiorgio Bressani. Si trova a sinistra dell’ingresso principale del Cimitero monumentale di Udine, in Viale Firenze. Sotto la scultura dell’artista Nino Gortan, originario di Pinguente d’Istria, durante le ricorrenze degli esuli, viene deposta una corona d’alloro. Su una lapide in pietra di Aurisina, l’altorilievo in bronzo di Gortan rappresenta due uomini agganciati per un braccio che cadono nel vuoto di una foiba.
Dopo l’istituzione del Giorno del Ricordo, nel 2004, l’attività dell’ANVGD di Udine si orientò sulle iniziative culturali e religioso-patriottiche, in ricordo delle vittime nelle foibe. Il 26 giugno 2010 ci fu l’inaugurazione a Udine, col sindaco Furio Honsell, del Parco Vittime delle Foibe, in Via Bertaldia. Molte attività sulla tematica dell’esodo giuliano dalmata sono state intraprese nelle scuole nel periodo 2005-2015, in particolar modo all’Istituto “B. Stringher” di Udine, dove Anna Maria Zilli, dirigente scolastico e gli insegnanti del Laboratorio di storia hanno attivato ricerche su “Insegnare l’esodo giuliano dalmata” e sul tema de “Le donne dell’esodo”. Tali attività didattiche rientrano nel progetto "Storie di donne nel '900", di cui è referente il prof. Giancarlo Martina. Il progetto, sostenuto dalla Fondazione CRUP, è patrocinato da numerosi enti ed istituzioni del territorio, nazionali ed internazionali. 
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Il servizio fotografico è di Elio Varutti, ove non specificato altrimenti.
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 Il pranzo sociale nell'accogliente sala dell'Astoria Hotel Italia.
Il coro natalizio spontaneo delle bambine delle famiglie Fiorentin ha ottenuto ampi successi....
Altre immagini del pranzo di Natale all'Astoria 2015. In alto Giorgio Gorlato, esule da Dignano d'Istria, in piedi, accanto a Silvio Cattalini, da Zara e Armando Delzotto, da Dignano autore di un memoriale sull'esodo istriano nel 2013. Vicino a Delzotto c'è la signora Graziella Brusin Gorlato.
Nella foto sotto: Elio Varutti, Daniela Conighi (con avi di Fiume), Silvio Cattalini e Armando Delzotto. 
Fotografie di Fulvio Pregnolato e di Giorgio Gorlato
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Rassegna stampa:

Il Natale dell'esule all'Oratorio della Purità, pubblicato il il 18 dicembre 2015 su www.friulionline.
Il Natale dell'esule 2015 a Udine, pubblicato nel sito web dell'ANVGD il 18 dicembre 2015.
Domani ritorna il tradizionale Natale dell'esule, pubblicato il 19 dicembre 2015 sul <<Messaggero Veneto>>, di Udine (col refuso tipografico della messa celebrata in "Duomo", anziché all'Oratorio della Purità, come è stato veramente).
 

venerdì 26 dicembre 2014

Natale dell’esule 2014 a Udine. I ricordi del treno della vergogna

Udine. Sembrava un Natale dell’esule come tanti altri. Molti di tali incontri di italiani dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia, di loro parenti, amici e conoscenti si sono rivelati dei piacevoli ritrovi per ricordare i tempi passati e farsi una cantata. Anche questa volta i cori spontanei de “Quei de Pinguente”, guidati da Eda Flego procedevano alla grande, concludendosi con l’immancabile “Mula de Parenzo”.

Nella fotografia: Mons. Ottavio Belfio celebra la messa nell'Oratorio della Purità

Non mi sarei mai immaginato di incappare in una viaggiatrice del cosiddetto treno della vergogna, l’esempio più squallido della brutta accoglienza da parte della “Matrigna Italia” per chi scappava dalle terre perse della Venezia Giulia dopo la seconda guerra mondiale.
Al mattino, alle 11, il ritrovo era nell’affollato Oratorio della Purità, sotto gli affreschi di Giovanni Battista e Domenico Tiepolo, del 1759. La santa messa di monsignore Ottavio Belfio è stata impreziosita dall’Aquileiensis Chorus, diretto dal maestro Ferdinando Dogareschi. Al termine della cerimonia, presentato dall’ingegner Silvio Cattalini, presidente del Comitato Provinciale di Udine dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Furio Honsell, sindaco di Udine, ha portato il saluto della città con significative parole.


 Furio Honsell, sidaco di Udine alla messa nell'Oratorio della Purità
 I dirigenti dell'Anvgd di Udine alla cerimonia religiosa, con Cattalini al centro
Poi il coro si è esibito in un apprezzato mini concerto. Sono stati eseguiti quattro canti natalizi, in inglese, in tedesco e in italiano. Molto interessante, in veste antropologica, è stato il coro dei questuanti della notte di Natale dell’antica Rovigno. Poi il gruppo si spostato all’Astoria Hotel Italia, per l’aperitivo e per il pranzo.
Dopo uno scambio di doni, il pubblico, composto da oltre 70 commensali, ha assistito alla proiezione del DVD “Zara e dintorni”, di Fulvio Pregnolato, su testi di Silvio Cattalini e fine dizione di Chiara Gremese. La riunione ufficiale si è chiusa con la consegna del sigillo con il rilievo del Duomo di Sebenico ai soci più attivi. Tra i premiati si sono visti Giorgio Gorlato, esule di Dignano d’Istria, e la moglie Graziella Brusin. Poi c’erano l’architetto Franco Pischiutti, Fulvio Pregnolato e Chiara Gremese, esule da Fiume.

Sul treno della vergogna c’ero anche io. Ricordi dell'esodo giuliano dalmata 1945-1947

Il paragrafo seguente è stato pubblicato nel web su www.friulionline il 24 dicembre 2014, con lo stesso titolo proposto in questo articolo.
“Son venuda via da Pola il 17 marzo 1947 col penultimo trasbordo del piroscafo Toscana”. Inizia così il racconto dell’esodo istriano della signora Luciana Luciani, nata a Pola nel 1936.

Elio Varutti e Luciana Luciani

- Perché siete venuti via? 
“Jera tanta tension, la paura delle foibe e mia mamma Elisabetta Rocchi, nata a Rovigno, la gà dito: magnerò na volta sola al giorno, ma vado in Italia”.
- Come fu la partenza? 
“Non ricordo molto di quella partenza – ha aggiunto – perché la mia testa deve aver cancellado tutto. E con i miei genitori se parlava poco de quei fatti. Me dispiase, dovevo domandar, dovevo scriverme qualche cosa. Arrivo ad Ancona e semo subito caricadi sul treno per Parma e La Spezia, perché mio papà jera già a La Spezia, dal arsenal de Pola a quello de La Spezia”.
Secondo la letteratura degli esuli italiani dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia, cacciati dalle loro terre tra il 1943 e gli anni cinquanta, per la pulizia etnica iugoslava, quello è il treno della vergogna. Alla stazione di Bologna fu attuata una manifestazione dai ferrovieri comunisti contro quegli italiani chiamati fascisti. Non fu concesso nemmeno di dare un po’ di latte caldo ai bambini del treno. Ormai è storia d’Italia anche questa. Lo sta descrivendo Simone Cristicchi nelle decine di repliche del suo spettacolo Magazzino 18, dedicato al grande contenitore di masserizie dei profughi istriani del porto di Trieste. “Quello che Cristicchi dice – aggiunge la Luciani – è tutto corrispondente alla realtà”. 

- E poi cosa successe?
“Non capivamo come mai si stava tanto fermi dentro quel treno – prosegue la testimonianza – a Ancona ricordo un lampion che se speciava su una pozzanghera del marciapiede vicin del binario e a Parma, siccome el Campo Profughi de La Spezia jera pien, le donne gà dormido in un convento coi bambini e i omini alla Casa del Reduce, dopo semo rivadi a La Spezia, ma no i voleva vignir a scaricarne, gà dovudo intervenir i camion de la Marina Militare”.
- Siete passati dal Campo Profughi? 
“Sì, de giorno con la mamma se stava alla caserma ‘Ugo Botti’, che jera una specie de campo profughi, con stanze, fatte coi separè, letti a castello”.
- Altri ricordi di Pola? 
“Sì, jera le manifestazioni politiche su un marciapiede col tricolore per l’Italia e, di fronte, con le bandiere rosse pro-Tito; volavano grida, insulti di ogni tipo e, in mezzo, jera i bacoli neri, che jera poliziotti vestidi de scuro, solo col manganel. Prima de partir i ne gà dà 3 etti de ciodi e un poche de stecche de legno per imballar i mobili, così gà fatto mio papà e le nostre robe le jera alla Giudecca de Venezia per cinque anni, finché no gavemo avudo la casa dei profughi istriani occupadi a l’arsenal, la casa jera a Ribocco, un quartier de La Spezia”. 
- E poi? 
“Gò studiado a Pisa de infermiera, dopo gò vinto un posto all’Enpas di Catanzaro e lì me son sposada, adesso son qua esule a Udine, vicin de l’Istria, ma non me piase tornar a Pola”. 
- Come mai? 
“Gò un grosso senso de distacco”.
Qualcuno del treno della vergogna ebbe la fortuna di viaggiare nei vagoni passeggeri “quei coi sedili de legno”, come ricorda la signora Luciani. Ad altri profughi, spediti da Udine a Trapani toccò addirittura il carro merci scoperto! 
“Il mio esodo inizia a Gorizia – dice Savina Fabiani, nata a Ravenna nel 1933, poi trasferita in provincia di Gorizia con la famiglia – era l’ottobre del 1945, la mia famiglia stava su una jeep americana, poi a Udine ci hanno fatto salire su un treno merci con i vagoni scoperti, nove giorni di viaggio fino a Trapani”. 
- E se pioveva? 
“Gavemo verto le ombrele, ma i miei genitori erano contenti, perché eravamo salvi”. 
- A Udine ci fu accoglienza per i profughi? 
“Mi ricordo che le crocerossine ne gà dà la minestra calda de risi e bisi, la jera cussì bona”. 
- Quanto jera longhi i risi? 
“Tanto, tanto, anzi i aveva una forma de ‘x’ da tanto che i jera cotti, ma jera proprio boni”.
L’occasione di queste interviste è sorta durante il pranzo del Natale dell’esule, svoltosi a Udine il 14 dicembre 2014, per l’organizzazione del Comitato Provinciale dell’Associazione Venezia Giulia Dalmazia, alla cui presidenza c’è, da quasi quaranta anni, l’ingegnere Silvio Cattalini, esule da Zara. Proprio sul viaggio a “Zara e dintorni”, tenutosi di recente, era il filmato mostrato agli oltre 70 commensali, per la regia di Fulvio Pregnolato, su testi di Cattalini e voce narrante di Chiara Gremese, esule da Fiume. All’incontro religioso, svoltosi in mattinata nell’Oratorio della Purità, ha partecipato anche Furio Honsell, sindaco di Udine. 

 Chiara Gremese, Fulvio Pregnolato e Silvio Cattalini col sigillo di Sebenico

 L'architetto Franco Pischiutti premiato col sigillo di Sebenico e Cattalini

 Giorgio Gorlato al tavolo dei Cattalini

 Al centro, Silvio Cattalini che premia Graziella Brusin e Giorgio Gorlato col sigillo

      Graziella Brusin, Armando Delzotto, Renzo Piccoli ed altri soci e simpatizzanti dell'ANVGD al pranzo di Natale dell'esule 2014 all'Astoria Hotel Italia

Si propone ora uno stralcio della ricerca svolta da un'allieva dell'Istituto Stringher di Udine nel 2005.

SCAPPARE DALL’ISTRIA IN BARCA

La nostra terra era passata alla Jugoslavia. Nel 1949 io, mio marito Severino, i suoi fratelli Antonio e Giulio (*) e i loro genitori Domenica e Giacomo facemmo domanda per l’opzione italiana [all’autorità iugoslava].
La domanda di trasferimento fu accettata solo per Giulio, che era cappellano e partì subito e per Domenica e Giacomo (partiti nel 1956).
Io partii da Lussingrande con le figlie nel 1958 per raggiungere mio marito [che era già scappato]. Severino e Antonio scapparono il 1° maggio 1956 con una barca a remi. sbarcarono a Fano, vicino a Senigallia, provincia di Ancona. [La corrente li aveva portati lì.]
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(*) Si tratta del Monsignore Giulio Vidulich, Lussinpiccolo, Pola 1927 - Percoto, Udine 2003. 
Fu pievano di Porpetto (provincia di Udine). Aveva studiato al seminario di Zara. Fu molto vicino agli esuli e all’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine.

Nome e cognome dell’intervistata: Narcisa D.
Anno e città di nascita: 1928, Lussingrande (Pola). Data dell’intervista: 1 giugno 2005
Intervistatrice: Monica C., Classe 2^ A commerciale, Istituto “B. Stringher”, Udine

 professoressa Elisabetta Marioni, Storia