Visualizzazione post con etichetta Bruna Zuccolin. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Bruna Zuccolin. Mostra tutti i post

sabato 1 marzo 2025

Il Comitato Esecutivo dell’ANVGD di Udine per il triennio 2025-2027

UDINE - Dopo il pranzo sociale, a base di pesce presso la trattoria “Da Lucia”, in via di Mezzo, alle ore 15 del 10 febbraio 2025 si è svolta l’assemblea ordinaria dei soci dell’ANVGD di Udine, in presenza di molti partecipanti e numerosi altri a mezzo di delega. Tra le altre è stato analizzato il folto programma di attività svolte nel 2024 e di quelle preventivate per il 2025, approvando i relativi bilanci consuntivi e preventivi. 

Sono stati rivolti i complimenti ai soci dimissionari Bruna Travaglia e Fulvio Pregnolato, per la propositiva partecipazione al Comitato Esecutivo. I due soci anziani hanno detto di non volersi ricandidare allo scopo di lasciare posto a membri più giovani e quindi a energie nuove.

Ringraziati dalla Presidente i soci Travaglia e Pregnolato per la loro generosa disponibilità, ed evidenziato che ogni altra candidatura sarebbe stata gradita, rappresentando un ulteriore apporto al lavoro di squadra, si sono proposti i soci Marina Bellina, Francesca Cressatti, Marco Rensi e Paolo Villicich, tra gli applausi dei presenti. Sono state effettuate poi le votazioni.

Il Comitato Esecutivo dell’ANVGD di Udine per il triennio 2025-2027

Come dal verbale n. 1 della seduta dell’assemblea ordinaria dei soci del 10 febbraio 2025 il Comitato Esecutivo provinciale per il triennio 2025-2027 è formato da: Bellina Marina, Bonetti Bruno, Casgnola Alessandra, Cressati Francesca, Fatovic Emilio, Fornasaro Franco, Marioni Elisabetta, Meneghini Rosalba, Rensi Marco, Rossi Barbara, Satti Sergio, Tonino Mauro, Varutti Elio, Villicich Paolo, Zuccolin Bruna.

--

Progetto a cura di Bruna Zuccolin. Elaborazione e Networking di Elio Varutti e Sebastiano Pio Zucchiatti. Lettori: Bruna Zuccolin, Bruno Bonetti, Sergio Satti e i professori Elisabetta Marioni, Enrico Modotti e Marina Bellina. Copertina: Il pranzo sociale prima dell'assemblea 2025 a Udine. Grazie a Alessandra Casgnola, Web designer e componente del Consiglio Esecutivo dell’ANVGD di Udine. Adesioni al progetto: Centro studi, ricerca e documentazione sull’esodo giuliano dalmata, Udine. Fotografie di Bruno Bonetti e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Via Aquileia n. 29 a Udine – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin, che fa parte pure del Consiglio nazionale del sodalizio e, dal 2024, è Coordinatore dell’ANVGD in Friuli Venezia Giulia.  Vicepresidente: Bruno Bonetti. Segretaria: Barbara Rossi. Sito web: https://anvgdud.it/


sabato 22 dicembre 2018

Sergio Endrigo in jazz, Concerto di Barbara Errico con l’ANVGD di Udine


La straordinaria cantante jazz Barbara Errico ha voluto condividere il suo Omaggio a Sergio Endrigo con gli esuli d’Istria, Fiume e Dalmazia e i loro discendenti a Udine. 
Fotografia di Riccardo Bostiancich

Così è salita sul palco per l’ultimo evento dell’anno organizzato dal Comitato Provinciale di Udine dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD). La Errico ha riproposto i brani del suo CD “Sergio Endrigo in jazz”, uscito nel 2010 e premiato con l’Italian Jazz Award nel 2011.
L’eccezionale ed applaudito concerto si è svolto il 19 dicembre 2018, alle ore 20,30 presso la sala teatrale “Mons. Leandro Comelli”, della parrocchia di San Marco, in Viale Volontari della Libertà 61, nella zona di Chiavris, cui vanno i ringraziamenti dell’ANVGD per l’ospitalità.
Come ha scritto, il 20 dicembre 2018, in Facebook, Riccardo Bostiancich, fotografo di alta qualità con genitori di Fiume, è stata una “bella serata voluta fortissimamente dall’ANVGD con protagonista Barbara Errico, voce meravigliosa e da Renato Strukelj al pianoforte e Franco Feruglio al contrabasso, per ricordare un grande cantautore quale era Sergio Endrigo (...), nato a Pola nel 1933 e morto a Roma nel 2005”.
Fotografia di Bruno Bonetti

Buio in sala
Nel buio della sala entrano sul palco i tre artisti. Ha avuto inizio così la serata culturale e musicale con Barbara Errico, cantante famosa a livello europeo e non solo, la cui voce è un insieme di colori jazz e blues.
Si sono ascoltate le suggestive canzoni come “1947”, “Adesso sì”, “Aria di neve”, “Lontano dagli occhi” e “Perché”, composte dal grande Endrigo, talvolta in collaborazione con Bacalov e Bardotti. Appena eseguito magistralmente il primo pezzo dalla emozionante jazz vocalist, è uscita sul palco Bruna Zuccolin, presidente dell’ANVGD di Udine, con parenti di Pirano. Nel silenzio totale della sala ha letto, in ottimo dialetto, “Gente istriana” di Ester Sardoz Barlessi, nata a Pola nel 1936 e morta nel 2017. Ecco il testo dell’apprezzata poetessa e narratrice istriana.
Mi go i oci velai
e un gropo dentro
ogni volta che penso
a la mia gente
de sempre sparpaiada per el mondo
per un giogo del destin,
la mia gente inocente,
col cuor de fioi, le mani sempre in moto,
che per storie de politica
de amor o de miseria
ga dovudo far fagoto.
Bruna Zuccolin. Fotografia di Riccardo Bostiancich. Taglio redazionale

Mi go un dolor de dentro,
che nol passa,
co se se incontra
cussì, per caso,
in spiagia o visin la Serpentina
e se se domanda in tono disperado
coss’ che xe de la Giovanina,
de Carlo o de Gigi
e po ti senti che la Giovana
riposa in un altro cimitero,
la ga strussià tuta la vita,
e la voleva propio vegnir,
‘desso che la podeva, povera fia,
ma po’ la ga stroncada
una bruta malatia,
e Carlo, in Australia
el xe andà a finir
e Gigi, chissà perché,
no el ga mai volù vegnir.

Dio, che tristessa
in te la contentessa
de quel rivederse solo per le ferie,
e quante storie dolorose drio,
de poveri cristi tormentadi!
Per orgolio, per la lingua o per ideal
chi se ga trovà de qua
e chi de là de la baricada,
ma tuti ga ale spale
una famiglia sbregada.

E che pianti!
La mama voleva andar via
ma voleva restar el marì
de la fia,
un fradel se sentiva talian,
un altro druso
e i se tegniva el muso,
Tizio gaveva l’ amante che partiva,
cussì via anche lui,
perché se no el moriva.
E ‘sti pici grandi drami
ga portà dolor e afani
che ancora se strassina in te i ani
e co se trovemo tuti insieme
se magnemo coi oci,
perché savemo,
che sia noi che semo restai
che quei che ga fato le valise,
se portemo dentro le stesse radise.
Elio Varutti. Fotografia di Riccardo Bostiancich


A quel punto Elio Varutti, vice presidente del sodalizio, con parenti di Pola e di Fiume, ha presentato la serata e gli artisti, ricordando che l’associazionismo giuliano dalmata ha iniziato ad operare a Udine sin dal 1946, per dare aiuto e sostegno ai profughi, sotto la dicitura di Comitato Alta Italia per la Venezia Giulia e Zara.
Poi c’è stata tanta musica, arrangiata in jazz da far restare a bocca aperta alcuni spettatori, soprattutto coloro che poco conoscevano il repertorio di Barbara Errico, che si occupa pure di didattica musicale. La Scuola di Musica di Passons di Pasian di Prato (UD), infatti nel 2018, ha varato, in corrispondenza dell’avvio dei corsi 2018-2019, un’iniziativa innovativa. Proprio la nota cantante jazz Barbara Errico ha aperto un corso dal titolo “Cantare Interpretare Emozionare”, laboratorio vocale imperniato sul metodo “Art Voice & Mental Coaching”.
Barbara Errico in una stupenda fotografia di Riccardo Bostiancich

Si sono ascoltati i brani stupendi come “Chi sei”, “Dimmi la verità” e “Canzone per te”, che rese noto Endrigo al grande pubblico del Festival di San Remo. La Errico ha proseguito con la sua splendida voce nelle interpretazioni di “La rosa Bianca”, con testo anche in lingua spagnola e “Poema degli occhi”, scritta da Vinicio de Moraes ed altri. Gli assoli di pianoforte di Strukelj hanno affascinato il pubblico, come pure quelli pizzicati o con archetto di Franco Feruglio al contrabbasso. La regina della serata tuttavia è stata Barbara Errico, che con le canzoni a “Questo amore per sempre” ha stregato il folto pubblico della sala Comelli, con applausi a scena aperta e varie grida di “Brava!”.
In seguito c’è stata un’altra fine lettrice. Col geniale sottofondo di pianoforte di Renato Strukelj, Daniela Conighi, con avi di Fiume, di Pola e di Veglia, ha interpretato la poesia “L’identità” di Boris Del Mar, nato a Fiume nel 1934 e morto a Vancouver nel 2016. Si propone qui di seguito il testo di Boris Del Mar.
Daniela Conighi. Fotografia di E. Varutti

Ma noi… Che cosa siamo papà?
Non son sicuro… per verità,
credevo di essere Italiano...
invece mi sento più fiumano.

Questa domanda semplice e diretta
merita una risposta chiara, schietta
Vorrei così tanto poterlo dire di cuore
che alla mia patria aspiravo con amore.

Ma non posso dire di essere fiero
quando i miei mi trattan da straniero
Ed infatti non è cosa da ignorare
che siamo in tanti così a pensare.

Noi le nostre terre le teniamo care
L’Istria, Pola, Zara, cinte dal mare
Fiume, Lussino, Cherso, nel Carnaro
Tra i ricordi belli c'è anche quello amaro.

Fuor di noi comunque, non è quasi nessuno
che si ricorda, che con l’Italia eravamo uno
lasciammo patria e terra con dolore
ed oggi nel mondo, ci siamo fatti onore.

Ma quello che ci ferisce vivamente
E che gli italiani di noi non sanno niente
e quando sentono dove siamo nati
automaticamente ci credono croati..
Renato Strukelj. Fotografia di E. Varutti

Un tempo eravamo parte della gloria
ora siam quasi persi nella storia
È la verità che scrivon queste mani..
purtroppo siamo noi gli ultimi mohicani!

È per questo figlio mio che non rispondo
come tè, non capisco veramente questo mondo!
lascia però che ti racconto la storia dei fiumani
Zaratini, istriani, lussignani...
per un tempo eravamo italiani...

Come vedi.. la storia è dura e lunga molto..
e ti rendi conto di quello che ci han tolto
la grande odissea di tutti noi giuliani
cominciò subito! nei campi profughi italiani

E tu figlio mio sei tanto più fortunato
perché non ci sono confusioni dove sei nato,
sei canadese, americano, italiano, australiano...
Ma se ti chiedono... diglielo che tuo papà era fiumano,
Zaratino, istriano, chersino, lussignano...
Barbara Errico jazz vocalist. Fotografia di Bruno Bonetti

Nel finale del riuscitissimo concerto Barbara Errico ha intonato “Io che amo solo te” tra lo stupore del pubblico ed è stato concesso anche un bis con “Perché” eseguita in modo superlativo.
Si ricorda, infine, che Sergio Endrigo non è solo uno dei maggiori cantautori italiani di tutti i tempi, egli è stato anche uno degli esuli istriani che ha abbandonato le sue terre d’origine in seguito alla annessione di Istria, Fiume e Dalmazia alla Jugoslavia di Tito.
La dirigenza dell’ANVGD di Udine intende ringraziare gli artisti Barbara Errico, Renato Strukelj e Franco Feruglio e i loro collaboratori, per la raffinata e indimenticabile esecuzione al concerto Sergio Endrigo in jazz – Omaggio a Sergio Endrigo, del 19 dicembre 2018. Essi hanno saputo trasformare una ovattata serata dicembrina in un’occasione di struggente ricordo e omaggio agli esuli d’Istria, Fiume e Dalmazia.
Fotografia di Giovanni Doronzo

Tra il pubblico si sono notati Adina Ruffini della Società Filologica Friulana, Laura Stringari, operatrice culturale, alcuni aderenti dei Lions Club del Friuli, certi operatori turistici, oltre a vari soci e membri del Consiglio Esecutivo dell’ANVGD di Udine.

Chi è Barbara Errico
Barbara Errico, affermata cantante jazz e insegnante di canto, tra i suoi allievi annovera anche la celebre Elisa. La Errico inizia la sua carriera nel 1988, quando riceve il Premio Friuli ‘88. Lei è una Mental Coach certificata e riconosciuta dall’Associazione Italiana Coach professionisti (AICP); è fisioterapista specializzata nella postura e nella respirazione specifica del cantante. Vanta il Certificate of Figure Proficiency (CFP) “Estill Voicecraft International”, III Livello in Psicofonia ed è Operatore in Biomusica International – Musicoterapia evolutiva.
Nel 1999 fu votata come “Miglior nuovo talento” dalla rivista nazionale “Musica Jazz” e ricevette il Premio speciale “Moret d’Aur Fvg”. Nel 2010 rientrò tra le dieci migliori cantanti Jazz italiane selezionate dalla rivista nazionale “Jazz It” nella rassegna “Jazz It Awards 2010”. Nel 2011 ottenne la Nomination all’“Italian jazz Awards 2011” (Oscar della musica italiana). Nominata nel Premio Tenco 2014, per il CD “Sentimentale dedicato a Lelio Luttazzi”, l’anno successivo ha conquistato il riconoscimento “Segno Donna 2015”. Ha collaborato e collabora con i migliori musicisti jazz a livello nazionale. Ha inciso numerosi CD jazz e partecipato a vari festival e concerti, sia in Italia che in Europa. Ha collaborato, fra gli altri, con il celebre Robert Miles.
---
Franco Feruglio. Fotografia di Riccardo Bostiancich
--

Rassegna stampa

Si ringraziano le seguenti testate giornalistiche e gli autori degli articoli. 
- Dalla testata settimanale de «Il Friuli» del 14 dicembre 2018.

- Anche sulla testata medesima nel web on-line dal 15 dicembre 2018:  Andrea Ioime, “Omaggio jazz a Sergio Endrigo”. 

- “Sergio Endrigo in Jazz: concerto di Barbara Errico”, on-line dal 17 dicembre 2018 su friulionline.com

---
Servizio giornalistico e di Networking a cura di Tulia Hannah Tiervo, Sebastiano Pio Zucchiatti e Elio Varutti. Fotografie di Riccardo Bostiancich, Giovanni Doronzo, Bruno Bonetti e Elio Varutti, che si ringraziano per la concessione alla diffusione in questo blog. Altre immagini dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Vicolo Sillio, 5 – 33100 Udine. Telefono e fax 0432.506203 – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.
Artisti e dirigenti ANVGD di Udine insieme in osteria nel dopo concerto. Fotografia di Bruno Bonetti

La copertina del CD del 2010

Una immagine dell'esodo istriano

Udine, Villaggio metallico, 1956 - Monsignor Leandro Comelli celebrava messa ai profughi d'Istria, Fiume e Dalmazia


lunedì 17 dicembre 2018

Gita a Zagabria per i mercatini di Natale


La capitale croata, che conta 809 mila abitanti, è una città con due anime diverse. C’è la Città Alta, in croato Gornji Grad. 
Zagabria, 8 dicembre 2018, il tram di Babbo Natale. Fotografia di Daniela Conighi

Al suo interno c’è il Captol, forse stazione militare romana e capitolo religioso dal 1093, anno di fondazione della diocesi, con le parti più antiche dell’abitato urbano. Qui si trovano le pittoresche stradine avviluppate attorno alla Cattedrale e al Castello. Poi c’è la Città Bassa (Donji Grad), una zona a pianta ortogonale, più vivace con prestigiosi edifici barocchi e palazzi ottocenteschi.
Nel periodo natalizio a Zagabria si respira un’atmosfera incredibile e festosa, grazie ai meravigliosi addobbi nelle vie del centro storico. È il periodo dell’Avvento. Quest’anno ci ha partecipato anche un gruppo di soci del Comitato Provinciale di Udine dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD). Bruna Zuccolin, presidente dell’ANVGD di Udine e Elio Varutti, vice presidente del sodalizio erano tra di loro.
Zagabria, la Città alta. Fotografia di Elio Varutti

Il 2018 è stato un anno intenso riguardo alle attività turistico istruttive dell’ANVGD di Udine con gite istriane a Antignana per la festa del prosciutto, alla basilica Eufrasiana di Parenzo, a Zagabria (Croazia), a Cilli (Slovenia), a Magdalensberg, vicino a Klagenfurt (Austria) e varie visite di delegazione a Grado (GO) con i dirigenti ANVGD di Gorizia e di Trieste. Poi una delegazione di Udine si è recata a Padova e a Roma per il congresso nazionale. Un’altra delegazione è stata a Laterina per la visita ai resti del locale Campo profughi giuliano dalmati con la delegazione ANVGD aretina, a Montevarchi (AR), Buccari Piccola (vicino a Fiume), Nona e Zara (in Dalmazia) per incontrare la locale Comunità degli italiani.
Per la visita a Zagabria il programma di Julia Viaggi prevedeva i seguenti punti. I gitanti da Udine si sono ritrovati sabato 8 dicembre 2018 alle ore 5 davanti alla Stazione Ferroviaria. Alle ore 05.10 partenza del pullman GT in direzione di Trieste. Fermate a Monfalcone e Palmanova per caricare altri partecipanti. Alle ore 6.15 ritrovo a Trieste, Piazza Oberdan, lato Palazzo della Regione ed arrivo del pullman. Proseguimento quindi  alle ore 6.30 in direzione della Slovenia e della Croazia. Breve sosta in corso di viaggio a Novo Mesto, per far salire un’altra gitante. Ingresso in Croazia e proseguimento per Zagabria. Arrivo a Zagabria alle ore 10.30 circa e incontro con la guida, la signora Maja, per la visita della città.
Zagabria, il Teatro Nazionale. Fotografia di Daniela Conighi

Un po’ di Storia
Nel 1242 il re d’Ungheria e di Croazia Bela IV, sotto la pressione dei mongoli, si rifugia a Zagabria bene accolto. Decide allora di elevarla a città libera. Così rimase, pur tra i continui contrasti tra potere religioso e laico, fino all’incorporazione nell’Impero Austro Ungarico avvenuta nel 1815. C’è da accennare al fatto che le terre venete dell’Istria e della Dalmazia, governate per secoli dalla Repubblica di Venezia, con il Trattato di Campoformio del 1797, vengono cedute da Napoleone all’Austria. Nel 1805, col Trattato di pace di Presburgo, poi detta Bratislava, l’Istria, la Dalmazia e Cattaro sono trasferite dall’Austria al Regno d’Italia, governato dal Vicerè Eugenio di Beauharnais.
L’Austria, nel 1809, attacca in forze il Regno d’Italia filo-napoleonico, lungo il confine dell’Isonzo. Le truppe napoleoniche italo-francesi, riorganizzatesi, sbaragliarono quelle austriache, giungendo alla Pace di Schönbrunn, presso Vienna. Napoleone crea, allora, il nuovo stato delle Provincie Illiriche dell’Impero francese, includendovi l’Istria, la Dalmazia e Ragusa, unendole alla Carinzia (Austria), alla Carniola (Slovenia) e a una parte della Croazia, alla cosiddetta Croazia civile e a quella militare. Le Provincie Illiriche durano dal 1809 al 1814. Viene introdotto il Codice civile napoleonico, l’uguaglianza di tutti i cittadini, la coscrizione militare obbligatoria e la scuola in lingua italiana in Istria e il lingua slovena a Lubiana, capitale delle Provincie Illiriche (Fiorentin 2018).
Col 1815 la Croazia appartiene all’Impero Austro Ungarico fino al suo dissolvimento del 1918 con la Prima guerra mondiale. La scuola in lingua croata, oltre a quella tedesca, è attivata a Zagabria solo dopo i moti del 1848, che infiammano l’Europa. Le truppe croate, agli ordini di ufficiali austriaci, si distinguono in Friuli per la feroce repressione dei moti risorgimentali del 1848, perpetrando saccheggi, stupri e incendi di paesi, come emerge dai racconti di Caterina Percoto.
Zagabria, luminarie per i mercatini di Natale 2018. Fotografia di Elio Varutti

Nel 1918 nasce, ricco di gravi tensioni etniche, il Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni, chiamato Regno di Jugoslavia nel 1929. Le forze dell’Asse, guidate da Germania e Italia, invadono la Jugoslavia nel 1941 smembrandola. Lubiana è annessa al Regno d’Italia e sorge il Governatorato della Dalmazia italiana, con Zara, Sebenico, Spalato e Cattaro. La Croazia indipendente, con capitale Zagabria, è autoproclamata e condotta, dal 1941 al 1945, dal sanguinario dittatore filo-nazista Ante Pavelić, fondatore delle milizie nazionaliste anti-serbe ustascia. Al termine della Seconda guerra mondiale sorge la Federativa Repubblica Socialista di Jugoslavia, con a capo Tito. Alla sua morte, avvenuta nel 1980, rincomincia la disgregazione dei popoli slavi del sud, con le guerre iugoslave fratricide degli anni 1991-2001.
La Croazia ha aderito alla NATO il 1º aprile 2009 e col 1º luglio 2013 è il ventottesimo Stato membro dell’Unione europea. La moneta in corso è la kuna.
Zagabria, capitale della repubblica croata indipendente dal 1991, si estende nella pianura del fiume Sava ed è oggi il centro politico, economico e culturale del paese. Nelle sue eleganti architetture, nei grandi monumenti e nell’impianto urbanistico si possono intravvedere le vicende storiche della città. Sviluppatasi nel medioevo come importante centro commerciale ed artigianale, una vocazione che ancor oggi si conferma, la città è ricca di numerosi negozi e dalla celebre Fiera internazionale.
Zagabria, panorama con la Cattedrale. Fotografia di Daniela Conighi

Al termine della visita con guida turistica, c’è stato il pranzo con piatti tipici nel ristorante/trattoria Kaptol, vicino al Duomo. Nel pomeriggio c’era il tempo a disposizione dei partecipanti per la visita libera dei mercatini di Natale, con la curiosità del tram di Natale, addobbato per l’occasione.
I mercatini si trovano lungo la via Bogoviceva e in alcuni giardini, con la fontana e l’albero di Natale in Piazza del Bano Jelacic. Alle ore 17.30 c’è stata la partenza da Zagabria per il rientro nelle località di provenienza, con una breve sosta in corso di viaggio. Dopo le fermate a Novo Mesto, Trieste, Monfalcone e Palmanova, si è arrivati a Udine, davanti alla Stazione Ferroviaria alle ore 23 circa, al termine della gita.
Zagabria, visita guidata verso il Duomo. Fotografia di Daniela Conighi

Riferimenti bibliografici
- Flavio Fiorentin, L’eredità del Leone dal Trattato di Campoformio (1797) alla Prima guerra mondiale (1918), Udine, Aviani, 2018.
- Caterina Percoto, Scritti friulani, con uno studio di Bindo Chiurlo, Udine-Tolmezzo, Libreria Aquileia, 1929.
- Caterina Percoto, Novelle, Udine, Biblioteca del Messaggero Veneto, 2003.
- Marco Tamborini, Iugoslavia, Guida d’Europa, Milano, Touring Club Italiano, 2^ ediz., 1982.
 Zagabria, il mercatino di Natale. Fotografia di Daniela Conighi

Zagabria, la zona del Captol. Fotografia di E. Varutti

Zagabria, strada del centro storico. Fotografia di E. Varutti


--
Servizio giornalistico e di Networking a cura di Tulia Hannah Tiervo, Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Fotografie di Daniela Conighi e E. Varutti e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Vicolo Sillio, 5 – 33100 Udine. Telefono e fax 0432.506203 – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

mercoledì 12 dicembre 2018

Natale dell’Esule 2018 con l’ANVGD di Udine, incontro festoso


Come da tradizione è passato il momento che riunisce ogni anno gli esuli d’Istria, Fiume e Dalmazia e i loro discendenti. Per  festeggiare il Natale si sono incontrati domenica 2 dicembre 2018, con il saluto di Bruna Zuccolin, presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine.
Udine, Oratorio della Purità, 2 dicembre 2018 – Messa dell’esule, al centro Bruna Zuccolin, presidente ANVGD di Udine segue le sacre preghiere lette da Rosalba Meneghini, figlia di un’esule da Rovigno. Fotografia di Giorgio Gorlato

Alle ore 11 presso l’Oratorio della Purità, in Piazza Duomo a Udine, è stata celebrata una santa Messa da don Tarcisio Bordignon, un prete che ha conosciuto diversi esuli, essendo stato parroco di San Pio X dal 1966 al 2014. 
“Mi ricordo che mia madre a Palmanova nel 1943 – ha riferito don Tarcisio Bordignon – mi diceva di dare un po’ di patate e di mele ai profughi istriani venuti via dalle proprie case”. Si accenna al fatto che nella stessa parrocchia di S. Pio X, sorta nel 1958, aveva sede il Centro smistamento profughi di via Pradamano, da dove passarono oltre cento mila esuli in fuga dalla Jugoslavia di Tito dal 1943 fino alla guerra fredda. Don Tarcisio ha poi ricordato la figura di don Mario Stefani, cappellano dei profughi dal 1953, un prete sempre menzionato dagli esuli e dai vecchi parrocchiani, anche quando prima del 1958, la zona apparteneva alla parrocchia del Carmine.
Udine, Oratorio della Purità, 2 dicembre 2018 – Concerto dell'Aquileiensis Chorus, diretto da Ferdinando Dogareschi. Fotografia di Giorgio Gorlato

La celebrazione sacra è stata accompagnata magistralmente dall’Aquileiensis Chorus, diretto dal maestro Ferdinando Dogareschi, con un breve concerto natalizio. Il prestigioso coro virile ha eseguito quattro brani natalizi in onore degli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia e dei loro discendenti. È stato un canto istriano ad inaugurare l’esibizione con il titolo di Siam venuti in questa casa. Ha fatto seguito Gnot benedete, di don Oreste Rosso e Stille Nacht in tedesco, mentre alcuni esuli si univano commossi al coro fino agli applausi finali. Una vera novità è stato il Venite adoremus, rivisto e arrangiato dallo stesso Dogareschi, che lo ha trasformato in un canto pieno e maestoso, molto apprezzato nell’esibizione dei solisti Franco Pellegrini e Engelbert Demetz. È stata un’anteprima davvero eccezionale e piena di fascino per il concerto natalizio 2018 degli esuli.
Tra il pubblico si sono notate varie presenze di esuli, come Alberto Nadbath, del Villaggio giuliano di Udine, col papà di Abbazia, il critico d’arte Licio Damiani, profugo da Lussinpiccolo, oppure l’avvocato Antonio Mansi, vedovo della signora Maria Lunazzi Mansi, di Fiume, che al termine della cerimonia, con alcuni amici, ha voluto ricordare la cara moglie scomparsa di recente.
Don Tarcisio Bordignon, classe 1930, ha celebrato la messa dell’esule. Fotografia di Elio Varutti

Alle ore 12.30 presso il ristorante Astoria Italia, in Piazza XX Settembre si è tenuto il pranzo sociale, con interventi di Zuccolin, di Elio Varutti, vice presidente dell’ANVGD di Udine, di Bruno Bonetti, segretario del sodalizio e di Franco Fornasaro, del Consiglio esecutivo. 
Hanno fatto seguito due proiezioni audiovisive. La prima, opera di Fulvio Pregnolato, ha descritto la storia del Cippo e del Parco Vittime delle Foibe, inaugurato il 25 giugno 2010. La seconda proiezione, con sottofondo musicale, era dedicata ai momenti importanti e significativi dell’Associazione per il 2018 a cura dei soci Fabiana Burco e Lorenzo Furlano. 
Tutti i soci sono rimasti stupiti della grande quantità e qualità delle iniziative e degli eventi culturali, patriottici e religiosi condotti dal Comitato Provinciale di Udine dell’ANVGD, sotto la guida della Zuccolin.  Tali appuntamenti non si sono verificati solo nella propria provincia, ma anche a Gorizia, Trieste, Venezia e Pordenone, con gite istriane a Antignana, Parenzo, Zagabria (Croazia), Cilli (Slovenia), a Magdalensberg, vicino a Klagenfurt (Austria) e visite di delegazione a Grado (GO), Padova, Roma (congresso nazionale), Laterina, Montevarchi (AR), Buccari Piccola (vicino a Fiume), Nona e Zara (in Dalmazia).
Udine, Ristorante Astoria Italia, una fase del pranzo sociale che ha coinvolto ben 57 persone. Fotografia di Elio Varutti

I soci si sono divertiti con le solite quatro ciacole in un clima festoso per la allegra presenza di molti bambini, che affollavano il tavolo dei Fiorentin, esuli dall’Istria e da Veglia.
C’è stato, inoltre, un altro breve evento musicale. Il neo socio Silvio Loreti, di Spalato, si è esibito alla tromba, suonando alcuni noti brani e l’inno nazionale croato, in segno di distensione e di amicizia tra i popoli. La traduzione in italiano del testo del canto patriottico croato è stata letta dalla sebenzana Barbara Rossi, delegata amministrativa dell’ANVGD di Udine.
Bruna Zuccolin e Elio Varutti salutano i 57 partecipanti al pranzo di Natale. Fotografia di Giorgio Gorlato
---

Rassegna stampa
Auguri di Natale dell’Anvgd, dal 1° dicembre 2018 nel sito web di friulionline.com
Bruna Zuccolin, Silvio Loreti, di Spalato e Barbara Rossi, di Sebenico. Fotografia di Elio Varutti

Bruna Zuccolin, Franco Fornasaro, con avi di Pirano e babbo di Veglia e Giorgio Gorlato, esule da Dignano d'Istria. Fotografia di Elio Varutti

Il secondo piatto. Fotografia di Daniela Conighi
---
Servizio giornalistico e di Networking a cura di Tulia Hannah Tiervo, Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Fotografie di E. Varutti, Giorgio Gorlato, Daniela Conighi e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Vicolo Sillio, 5 – 33100 Udine. Telefono e fax 0432.506203 – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.