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lunedì 12 febbraio 2018

Udine, Giorno del Ricordo 2018 con l’UNESCO

Ha aperto la riunione Renata Capria D’Aronco, presidente del Club UNESCO di Udine. La commemorazione del Giorno del Ricordo è avvenuta il 9 febbraio 2018 nell’aula T3 di Palazzo Garzolini di Toppo Wassermann, sede della Scuola Superiore dell’Università di Udine, in Via Gemona 92.
Una parte del pubblico in sala

In presenza di oltre 25 persone Bruna Zuccolin, presidente dal 2017 del Comitato Provinciale di Udine dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), ha salutato il pubblico e ringraziato l’UNESCO per la collaborazione intrapresa da anni ormai sul tema dell’esodo giuliano dalmata. Il professor Elio Varutti, vice presidente dello stesso sodalizio, ha presentato una relazione sul tema dell’accoglienza dei profughi d’Istria, Fiume e Dalmazia, col titolo: “Esuli istriani dal Villaggio metallico a quelli giuliani di Udine, 1944-1962”.
Si sa che transitò per Udine, al Centro smistamento profughi di Via Pradamano, un terzo dell’esodo giuliano dalmata, che ammonta ad una cifra complessiva di 350 mila persone. Poi a Udine si fermarono oltre 6 mila di loro e altri 60 mila nel resto della regione, concentrati più a Trieste. Dalle fatiscenti baracche di Via S. Rocco, S. Gottardo o dall’avvilente Villaggio Metallico di Via Monte Sei Busi gli istriani in fuga da Tito possono sistemarsi adeguatamente dal 1952-1953 nelle case in muratura del Villaggio giuliano di Via Casarsa, in quelle di S. Gottardo (1955), di Via Fruch (1955) e di S. Osvaldo (1962).
L'intervento di Bruna Zuccolin, presidente ANVGD di Udine, in piedi a sinistra

Mentre lo scrittore e poeta Giuseppe Capoluongo leggeva alcune sue toccanti composizioni dedicate alla suocera Maria Millia, esule da Rovigno, la signora Rosalba Meneghini, figlia di esuli, ha ricordato il dolore dei nonni, Anna Sciolis e Domenico Millia, rinomato fabbro di Rovigno, assieme ad altri profughi istriani quando furono ospitati nella cripta del Tempio Ossario di Udine, dato che “El Campo jera pien”, verso il 1949. 
La Meneghini si è soffermata soprattutto sul “Silenzio degli esuli istriani”, che per vergogna o per non rievocare dolori e tristezze, non hanno mai riferito ai figli quelle tragiche esperienze, mentre oggi le nuove generazioni di discendenti vogliono conoscere e sapere tutto degli avi d’Istria.
Renata Capria D'Aronco, Rosalba Meneghini e Giuseppe Capoluongo al Giorno del Ricordo con l'UNESCO
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Servizio giornalistico e di networking a cura di Sebastiano Pio Zucchiatti e Gabriele Anelli Monti. Fotografie di E. Varutti.

Sistemazione delle diapositive in power Point prima della conferenza



lunedì 13 febbraio 2017

L’Unesco di Udine per il Giorno del Ricordo 2017

Renata Capria D’Aronco, presidente del Club per l’UNESCO di Udine, ha aperto i lavori dell’incontro per il Giorno del Ricordo il 10 febbraio 2017.
Renata Capria D'Aronco, a sinistra, e Zaira Capoluongo, con nonni da Rovigno d'Istria

L’evento si è tenuto alle ore 17,30 presso l’aula T3 del Palazzo di Toppo Wassermann in Via Gemona 92, presso la Scuola Superiore dell’Università degli Studi di Udine.
Poi ha preso la parola Anna Maria Zilli, Dirigente scolastico  dell’Istituto “B. Stringher” di Udine e del Polo liceale di Gorizia (scuole associate all’UNESCO). La Zilli è pure Vice Presidente della Rete Nazionale degli Istituti Alberghieri (RENAIA) ed anche Presidente dell'Associazione “Umanità dentro la guerra”, nonché componente del Club UNESCO stesso.
«Il progetto Umanità dentro la guerra – ha detto Anna Maria Zilli – è una raccolta di memorie, testimonianze e contributi su episodi di etica e solidarietà durante i conflitti e i tragici fatti storici del Novecento, come durante l’esodo giuliano dalmata, dopo i tragici fatti delle uccisioni nelle foibe». La dirigente delle scuole friulane ha poi accennato alle «circolari ministeriali che spingono ad effettuare iniziative educative per dare spazio al Giorno del Ricordo, fissato per legge al 10 febbraio».
Renata Capria D'Aronco e Anna Maria Zilli, Dirigente scolastico

Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) sul tema ha emanato le seguenti circolari: protocollo n. 73000 del 3.2.2010 e protocollo n. 3029 del 3.2.2015. Il MIUR ha inteso che sia diffusa la conoscenza dei tragici eventi, che nel secondo dopoguerra colpirono gli italiani vittime delle foibe e gli esuli istriani, fiumani e dalmati, preservando le tradizioni delle comunità istriano-dalmate.
È intervenuto in seguito il professore Elio Varutti, componente del Consiglio Direttivo dell’ANVGD (Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia) Comitato Provinciale di Udine. Ha presentato il libro edito nel 2015 dall’Istituto Stringher di Udine, dal titolo: “Ospiti di gente varia. Cosacchi, esuli giuliano dalmati e il Centro di Smistamento Profughi di Udine 1943-1960».

L’ultimo relatore è stato il professor Alberto Travain, Presidente del “Fogolâr Civic” e del Circolo Universitario Friulano “Academie dal Friûl”, Delegato alla Formazione Civica e alla Cittadinanza Attiva della Presidenza del Club per l’UNESCO di Udine. Il suo intervento recava il titolo: “...Aquilegienses et Ystrianos...”. Friûl e Istrie cun Aquilee: fruçons di storie “euroregjonâl” (Friuli ed Istria con Aquileia: frammenti di storia “euroregionale”) - Intervento in lingua friulana e italiana.
Al posto dell’annunciata testimonianza di Rosalba Meneghini, con avi di Rovigno sul tema: “Il silenzio dei profughi”, ha parlato la figlia Zaira Capoluongo, insegnante, per accennare alla «vergogna di parlare dell’esodo da parte della nonna Maria Millia, esule da Rovigno, poi ho un rimpianto che è quello di non aver chiesto alla nonna tante cose sull’Istria». In conclusione ha letto alcune poesie scritte dal padre Giuseppe Capoluongo, in onore dei suoceri istriani.

Al termine dell’incontro c’è stato un breve dibattito con esuli da Pinguente, amici toscani e calabresi.

Alberto Travain, primo a destra
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Redactional e networking a cura di Sebastiano Pio Zucchiatti. Fotografie di Elio Varutti.
Per gentile concessione dell’autore Giuseppe Capoluongo, scrittore e poeta, si pubblicano cinque sue composizioni artistiche del 2015-2016, dedicate ai suoceri istriani.






venerdì 1 aprile 2016

Presentazione Guida Unesco allo Stringher, Udine



Si è svolta nella mattinata di giovedì 31 marzo 2016, presso l'aula magna della sede centrale dell'Isis “Bonaldo Stringher” di Udine, davanti ad una platea di  circa un centinaio di studenti e studentesse del settore dell'indirizzo tecnico turistico, la conferenza  “Decennio UNESCO per l'avvicinamento delle culture: come contribuire?" con la conseguente presentazione della "Guida al Patrimonio UNESCO dell'Umanità di Italia e Cina". 
 
L'apertura dei lavori della originale iniziativa dell'Istituto Stringher con l'UNESCO. Al microfono Anna Maria Zilli, Dirigente scolastico dello Stringher

L'incontro è stato organizzato dall'Istituto Stringher, da tempo "scuola associata Unesco" (e quindi parte di un circuito internazionale e mondiale) e dai Club UNESCO di Gorizia e Udine. Dopo i saluti della Dirigente Scolastica Anna Maria Zilli, ha parlato Francesca Musto, 'assessore alla Cultura della provincia di Udine. Francesca Musto, già studentessa dell'istituto,   ha posto l'attenzione sull'importanza della cultura e quanto oggi "la cultura stessa sia la sfida futura per lo sviluppo futuro dell'Italia e la sua vetrina sul mondo. Poi è intervenuto il dottor Adriano Chinni, in rappresentanza del Club Unesco di Gorizia, che ha invece fatto ragionare i giovani sul loro futuro ruolo nella conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale nazionale e mondiale.
La presidente nazionale della Federazione Italiana Club e Centri UNESCO (FICLU) professoressa  Maria Paola Azzario ha portato il ragionamento sul ruolo di mediazione culturale svolto dall'Unesco e sulle attività connesse all'azione dei club Unesco sparsi sul suolo nazionale.
La presidente del club Unesco di Udine, professoressa Renata Capria d’Aronco ha introdotto Edda Sgorlon, moglie del celebre scrittore Carlo Sgorlon, che ha donato il libro Un filo di seta, tradotto in mandarino, alla presidente nazionale Azzario.
L'incontro è proseguito con l'intervento “Esperienze didattiche nell’ambito dell’offerta formativa extracurricolare” di Ellis Beltramini, Evelyn Tedesco e Federica Colussi,  tre brave studentesse del settore turistico che, coordinate dalle professoresse Monica Secco e Maria Pacelli, hanno introdotto un video realizzato da studenti che hanno frequentato un corso di cinese per poi presentare proprio la figura del missionario Odorico da Pordenone, il Marco Polo friulano, che nel 1318 si diresse in Cina e che rimase impressionato dalla ricchezza culturale, alimentare ed economica della Cina medievale. 
Le ragazze hanno poi analizzato quanto il "viaggio" sia anche un modo di conoscere l'elemento culturale "altro" e come la cucina cinese sia stata oggetto di loro studio ed attenzione anche in occasione della loro visita dell'Expo a Milano. La cucina cinese è caratterizzata da ingredienti con grande e recondito significato teologico, filosofico e matematico e come i piatti venivano serviti in determinate occasioni in base al loro significato metaforico.
Federica Colussi, Evelyn Tedesco e Ellis Beltramini

Il dottor Corrado Pastore, Delegato dell'Associazione Nuova Generazione Italo-Cinese (ANGI) che cura la mediazione culturale tra la cultura italiana e la comunità cinese residente in Italia, ha iniziato la presentazione vera e propria della Guida al Patrimonio UNESCO dell'Umanità di Italia e Cina, stampata nell'ottobre 2015, spiegando in maniera specifica il patrimonio culturale Unesco cinese e sottolineando l'impegno di Cina ed Italia negli sforzi di mediazione e incontro culturale. La Guida, di cui lo stesso Pastore, assieme alla FICLU e CNFUCA, è stato attivo promotore, che descrive i 50 siti italiani e i 47 cinesi è stata redatta in italiano e cinese in due volumi in modo da fornire al fruitore una conoscenza più vasta e completa dei siti Unesco tutelati nelle due nazioni. Per l'elevato valore culturale l'opera ha ottenuto gli importanti riconoscimenti e patrocinii del Ministero Italiano degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Piemonte, della Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO (CNIU), della Federazione Cinese dei Club e Centri UNESCO (CNFUCA), della Federazione Italiana dei Club e Centri UNESCO (FICLU) e dell'Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale dell'UNESCO.
Alla fine della conferenza è seguito un breve dibattito tra gli studenti, la presidente Azzario e gli altri invitati all’evento a cui è stato poi offerto un pranzo preparato dagli allievi del settore enogastronomico.
La presidente Azzario e il dott. Pastore nel pomeriggio erano attesi a Gorizia per la presentazione della Guida presso il Palazzo Rabatta, occasione che ha visto anche l’intervento della professoressa Maddalena Malni Pascoletti, presidente della sezione goriziana di Italia Nostra.


Servizio giornalistico e fotografie di Cristiano Meneghel
Networking di Elio Varutti

martedì 16 febbraio 2016

L’UNESCO di Udine al Giorno del Ricordo 2016

Renata Capria D’Aronco presidente del Club UNESCO di Udine ha aperto i lavori del convegno tenutosi il 10 febbraio 2016 sul Giorno del Ricordo, alle ore 18, a Palazzo Toppo Wassermann, in Via Gemona.
Udine - La professoressa Renata Capria D'Aronco presenta i relatori al convegno UNESCO sul Giorno del Ricordo il 10 febbraio 2016. Fotografia di Elio Varutti

Alberto Travain, presidente del Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico “Fogolâ Civic” e del Circolo Universitario Friulano “Academie dal Friûl”, è intervenuto sul tema “Giorno del Ricordo Euroregionale: alle radici di una tragedia iniziata il 6 luglio 1751”. In tale data venne sciolto il Patriarcato di Aquileia dalla Serenissima Repubblica di San Marco e così, secondo il relatore, iniziarono le divisioni ecclesiali e civili della popolazione residente nei territori di frontiera, con l’isolamento degli italiani ai tempi degli Asburgo, culminato con la violenza jugoslava delle uccisioni nelle foibe nel 1943-1945. Il professor Travain ha proposto ai presenti di dedicare un minuto di silenzio agli italiani d’Istria, di Fiume e della Dalmazia esponendo la bandiera del Friuli che fu benedetta da Papa Francesco, in una visita del circolo culturale a Roma, nel 2014.

Giuseppe Capoluongo e Alberto Travain a Palazzo Toppo Wassermann di Udine per il Giorno del Ricordo. Fotografia di Elio Varutti

Carlo Alberto Lenoci ha trattato le questioni giuridiche col titolo “Ricordo di un dramma collettivo nel cuore spezzato dell’Europa”. Giuseppe Capoluogo, scrittore e poeta, ha letto alcune composizioni dedicate agli esuli di Rovigno, mentre l’insegnante Rosalba Meneghini ha portato una testimonianza personale dei genitori istriani col titolo “Il silenzio dei profughi”.
Molto toccante è stato l’intervento di Tullio Svettini, nato a Rovigno d’Istria ed esule a Grado (GO), fondatore e direttore dell’Associazione “Grado Teatro”. Quella di Svettini è stata la testimonianza cruda sul soggiorno al Centro di Smistamento Profughi di Via Pradamano a Udine, da dove passarono oltre cento mila esuli dal 1947 al 1960. «Con la mia famiglia siamo venuti via, dopo aver richiesto l’opzione per l’Italia, nel 1949, ricordo le povere stanze del Campo profughi – ha detto Svettini – la promiscuità e per fortuna ci siamo fermati lì solo due settimane, poi siamo andati a Grado nelle case requisite dalla Post-bellica e si stava meglio».

Svettini ha letto le “Elegie istriane” di Biagio Marin, con l’accompagnamento musicale all’arpa dell'artista Ester Pavlic. Ha fatto seguito un breve dibattito.
 La arpista Ester Pavlic e, sotto, il minuto di silenzio in memoria degli italiani d'Istria, di Fiume e della Dalmazia. 
Fotografie di Elio Varutti

Qui sotto: una foto di Tullio Svettini, da Internet



giovedì 30 aprile 2015

Resistenza e Ricostruzione all’Istituto Stringher di Udine

Si è svolta lo scorso 24 aprile 2015 la conferenza per le classi quinte nell’auditorium dell’Istituto Statale d'Istruzione Superiore "Bonaldo Stringher" di Udine sul tema "Donne friulane della Resistenza", dalle ore 11 alle 13.

La vice preside Isabella Costantini al microfono, per il saluto di Anna Maria Zilli, dirigente scolastico dello I.S.I.S. B Stringher - Indirizzo Alberghiero. Nella fotografia si vede, destra, l'onorevole Elvio Ruffino, presidente regionale dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia (ANPI).

La lezione speciale rientrava nel programma del Laboratorio di Storia dell’Istituto alberghiero, commerciale e turistico, che ha per referente il professor Giancarlo Martina, che ha aperto i lavori, sfiorando le tematiche legate al periodo tra guerra e dopoguerra con la Ricostruzione. Su tali argomenti opereranno gli studenti assieme ai professori di storia.
L’evento rientrava nel ciclo di attività didattiche intitolato "Resistenza e Ricostruzione", dato che ha trattato eventi compresi tra gli ultimi anni del Secondo conflitto mondiale, il Piano Marshall e il boom economico, tra gli anni 1950-1970.
La professoressa Isabella Costantini, vice preside della scuola, ha portato il saluto ufficiale di Anna Maria Zilli, dirigente scolastico dello Stringher. La prima relazione, intitolata "Donne friulane della Resistenza", è stata condotta dalla professoressa Chiara Fragiacomo, dell'Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione (Ifsml) di Udine. Ha fatto seguito un originale intervento musicale registrato con interessanti diapositive. Col titolo “Vittime di speranza” è stata presentata, in anteprima assoluta, la composizione per pianoforte e orchestra, della professoressa Barbara Sabbadini, docente dello Stringher, autrice nota per aver scritto e musicato l'inno ufficiale del Club UNESCO di Udine.

Tra il pubblico in prima fila si notano l'ingegnere Silvio Cattalini, presidente dell'Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia, Comitato Provinciale di Udine, accanto a Giorgio Gorlato (primo a destra), alla professoressa Elisabetta Marioni e a Ezio Martinis. La seconda a sinistra, in prima fila, è la professoressa Renata Capria D'Aronco, presidente del Club UNESCO di Udine.

La seconda relazione era incentrata su “La condizione femminile a Timau nel Primo Novecento”. È stata illustrata da Lisa Mentil, che ha voluto soffermarsi sul ruolo delle portatrici carniche nella Grande Guerra. Nelle relazioni è stato evidenziato il ruolo delle staffette partigiane e del patronage di massa svolto dalle donne, soprattutto dopo il giorno 8 settembre 1943. Sono state ricordate pure le figlie delle portatrici carniche, che nel 1943-1945, si premurarono di andare alla ricerca di cibo nella Bassa friulana con la gerla in spalla, oppure rifornivano i partigiani in montagna.

Le relazioni sono state accompagnate da diapositive in Power Point, dopo il saluto delle autorità invitate. Erano presenti la professoressa Renata Capria D’Aronco, del Club UNESCO di Udine, oltre all’ingegnere Silvio Cattalini, presidente del Comitato Provinciale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD) e Giorgio Gorlato, esule da Dignano d’Istria. 
Ha tratto le conclusioni il professore Elio Varutti, referente del progetto“Il secolo Breve in Friuli Venezia Giulia”, che ha ricordato il centenario del genocidio degli armeni, oltre ad altri fatti salienti del Novecento e le azioni didattiche in ambito storico sociale che saranno realizzate dalla scuola. Tale progetto è sostenuto dalla Fondazione Crup.

Renata Capria D'Aronco, presidente del Club Unesco Udine, al microfono
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Hanno concesso il patrocinio al presente progetto i seguenti enti e/o istituzioni (e li ringraziamo): la Provincia di Udineil Comune di Udineil Club UNESCO di Udine, la Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti, Sezione provinciale di Udine (ANED), la Società Filologica Friulana, il Comitato Provinciale di Udine dell'ANVGD, il Comune di Martignacco, nel cui ambito territoriale ha sede Villa Italia, residenza di re Vittorio Emanuele III, dal 1915 al 1917.
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Rassegna stampa
infofvg.itinFondazioneCircolo Culturale Beato Bertrando di Martignacco, Banca della memoriaIl Giornale del Friulifriulionline.comildiari.euMister-x.itanygator.comlibero 24 x 7, il blog di Elio Varutti, ... 
Riguardo al Calendario 2015 dello Stringher, vedi: friulionline.comIl Giornale del Friuli247.libero.itwebnode.itMessaggero Veneto, sito web nazionale dell'ANVGD di Roma; la vetrina della Biblioteca Civica "V. Joppi" di Udine.

Una versione di questo articolo è stata pubblicata da infofvg.it col titolo Resistenza al femminile all’Istituto Stringher di Udine il 30 aprile 2015.

Auditorium I.S.I.S. B Stringher - Indirizzo Alberghiero Udine conferenza "Resistenza al femminile". Da sinistra Isabella Costantini, vice preside, Lisa Mentil, Chiara Fragiacomo e Giancarlo Martina, referente del Laboratorio di Storia della scuola


In seguito all'evento descritto la scuola è stata invitata a partecipare ad un convegno su temi analoghi, organizzato dall'ANPI regionale a Udine, nella sala della Fondazione CRUP, per il 15 maggio 2015, col titolo "Insegnare la Resistenza e la Costituzione". Nell'occasione un intervento di saluto è stato portato da Anna Maria Zilli, dirigente scolastico dello Stringher. Erano presenti docenti delle scuole superiori e dell'Università di Udine e di Trieste, oltre a ricercatori dell'Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione.
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Nel 2014 si era svolto un incontro simile all'Istituto Stringher, sul tema "Resistenza e Costituzione", vedi l'articolo sul sito web infofvg.it  del 19 marzo 2014.