È stato Alessio Alessandrini, presidente dell’Università della Terza Età di Portogruaro (VE), ad aprire i lavori dell’affollato incontro culturale del 9 febbraio 2026 nella Sala delle Colonne del Collegio Marconi, in via Seminario 34.
In occasione del Giorno
del Ricordo è stata presentata un’opera con molte testimonianze, alcune delle
quali veramente emozionanti, che descrive la storia degli esuli italiani di
Istria, Fiume e Dalmazia accasatisi in Toscana negli anni ‘50. Il testo è: “La
patria cercata. Ricordi di italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia in Toscana”, edito
a Firenze da Aska nel 2025 e giunto già alla seconda edizione.
| Varutti e Alessandrini alla UTE di Portogruaro per presentare "La patria cercata". Foto di Daniela Conighi |
Varutti, dopo aver
portato i saluti di Bruna Zuccolin, presidente dell’ANVGD di Udine, ha mostrato
una serie di diapositive riprese dal volume stesso, con qualche immagine
riferita anche ai campi profughi di Venezia.
Come mai quel titolo:
La patria cercata? Verso la fine e in seguito alla seconda guerra mondiale i
profughi italiani usciti dall’Istria, Fiume e Dalmazia a causa della violenza
dei seguaci di Tito, provarono il senso della patria perduta. “Ce ne siamo
andati, perché sospinti a partire – dicono – e per messo del diritto di opzione
riconosciuto dal trattato di pace”. C’è chi, tuttavia, è fuggito da clandestino
in barca, o per i sentieri del confine orientale inseguito dalle guardie armate
jugoslave. Quegli italiani persero la bottega, la fattoria, lo squero, il
torchio, l’asino, gli ulivi e la casa che, per molti di loro, era l’antica abitazione
da tanti secoli e generazioni. Tutti i loro averi servirono all’Italia
sconfitta, dopo la guerra del 1941 voluta dal duce e dal re, alleati di Hitler,
mentre la monarchia serbo-croata era in confusione, per pagare i danni del
conflitto alla vincente Jugoslavia. Così fu firmato il trattato di pace il 10
febbraio 1947 che assegnò alla Jugoslavia: Istria, Fiume, Zara e gran parte
delle provincie di Trieste e Gorizia. Erano del Regno d’Italia dalla fine della
Grande guerra. Nel secondo dopoguerra, quindi, gli esuli istriani, fiumani e
dalmati si ritrovarono a cercare la patria. Alcune migliaia di loro la
ritrovarono proprio in Toscana, che utilizzò all’uopo oltre 20 Centri raccolta
profughi. Altri si fermarono in Veneto, Piemonte, Lombardia, dove c’era il
lavoro.
| Portogruaro, 9.2.2026, Sala delle Colonne Collegio Marconi pubblico per "La patria cercata" di Varutti |
Come mai Udine,
Laterina (AR) e il Veneto sono entità territoriali così associate in questa
parte di storia d’Italia per tanto tempo oscurata? È già stato scritto nel
libro La patria perduta del 2021, sempre
di Varutti. Dai passaporti dei profughi italiani in fuga dalle loro terre,
Istria, Fiume e Dalmazia annesse alla Jugoslavia di Tito, si può notare che
l’itinerario dell’esilio è sempre lo stesso. Giunti a Trieste, in vari modi,
con il carro, o il treno, camion, piroscafo ed altro, vengono essi destinati al
Centro smistamento profughi (Csp) di Udine e poi, in treno, via Venezia, molti
finiscono a Laterina, altri a Firenze, Marina di Carrara, Vicenza, Cremona,
Torino, Alessandria, Brescia, Roma, Napoli, Bari, Servigliano nelle Marche e
così via in oltre 100 strutture per lo più fatiscenti del Ministero
dell’Assistenza Post-bellica, sparpagliate per l’intero Paese.
| Parla Alessio Alessandrini, presidente della UTE di Portogruaro. Foto di Daniela Conighi |
Alla fine della presentazione è seguito un intenso dibattito, mentre i relatori hanno ricordato la tradizionale collaborazione tra l’UTE di Portogruaro e l’ANVGD di Udine. Tra i presenti c’era la professoressa Daniela Conighi, dell’ANVGD di Udine. Il tutto si è concluso con un firma-copie e l’annuncio dell’appuntamento del giorno successivo riguardante l’unico infoibato di Portogruaro. Risponde al nome di Aldo Giomo, un giovane meccanico. Prelevato dai partigiani jugoslavi il 15 maggio 1945 a Trieste, fu imprigionato e deportato nei gulag titini fino a scomparire per sempre. Su YouTube c’è la sua storia, raccontata dal figlio Giuseppe. Alla presentazione del filmato, tenutasi il 10 febbraio, ha partecipato anche lo scrittore Mauro Tonino, del Comitato Esecutivo dell’ANVGD di Udine, sul tema: “Trieste e le foibe”.
Le presentazioniFino al 9.2.2026 il
libro “La patria cercata” è stato presentato, in Italia e all’estero, con
successo di pubblico a circoli culturali, biblioteche, scuole e associazioni,
con le rispettive autorità istituzionali come nel museo di Muggia (TS), in
presenza pure di Roberto Dipiazza, sindaco di Trieste e di Renzo Codarin,
presidente dell’ANVGD nazionale. Poi è stato presentato in Consiglio regionale
a Firenze, in Consiglio comunale a Laterina Pergine Valdarno (AR), a Palazzo
ducale di Massa (MS), al vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro. Il 18 maggio
2025 è stato presentato al Salone del Libro di Torino, nel padiglione della
Regione Toscana, con Bruna Zuccolin, Bruno Bonetti (presidente e vice
dell’ANVGD di Udine) e Aldo Ferrucci (editore). Ad Abbazia, il
23 agosto 2025, è stato presentato a Sonja Kalafatovic, presidente della
Comunità degli Italiani di Abbazia/Opatija (HR) e pure alla professoressa Rina
Brumini, ricercatrice e vicepresidente della Comunità ebraica di Fiume, oltre
che vicepresidente della Comunità degli Italiani di Fiume/Rijeka (HR). Il
19 novembre 2025 l volume è stato presentato a Daniela Velli, presidente
dell’ANVGD di Firenze e al generale Edi Turco, comandante dell’Istituto di
Scienze Militari Aeronautiche di Firenze “Giulio Douhet”.
In Friuli è stato
presentato a Udine (al Liceo Classico “J. Stellini”, all’Istituto Tecnico
Economico “A. Zanon”, all’Isis “C. Deganutti”), alla Biblioteca Civica “V.
Joppi” e all’ Università della Terza Età (UTE). Poi a Tarcento
(UD), a Tavagnacco (UD), a Attimis (UD) e a Zoppola (PN). Oltre che sul
«Corriere di Arezzo», su «L’Arena di Pola», «La Nazione», «Diari Toscani»,
«Teletruria», «Rete Valdarno», «Arezzo TV», «La Gazzetta di Massa e Carrara»,
«Valdarnopost.it», «Amaranto Channel», «anvgd.it», «Arcipelago Adriatico»,
«kepown.com» e «anvgdud.it» il volume è stato presentato a Radio RAI Friuli
Venezia Giulia, nella trasmissione di “Sconfinamenti”, di Massimo Gobessi, con
replica da Radio Capodistria (SLO) e su raiplaysound.it/ in podcast. Commenti
sono apparsi su «La Voce del Popolo», di Fiume/Rijeka (HR).
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| Per il Giorno del Ricordo a Portogruaro, 9.2.2026, introduce Alessio Alessandrini |
- Elio Varutti, La patria cercata. Ricordi di italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia in
Toscana, Firenze, Aska, 2025 (Seconda edizione del 2026). ISBN 978-88-7542-413-8
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Note
– Testo a cura di Elio Varutti, coordinatore del Gruppo di lavoro
storico-scientifico dell’ANVGD di Udine. Networking a cura Sebastiano Pio
Zucchiatti e E. Varutti. Lettori: Bruna Zuccolin, Daniela Conighi e Bruno
Bonetti. Fotografie di Daniela Conighi, Alessio Alessandrini e dall’archivio
dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato
Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Via Aquileia, 29 – primo piano, c/o
ACLI. 33100 Udine. – orario: da lunedì a venerdì ore 9,30-12,30. Presidente
dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin, che fa parte pure del Consiglio nazionale
del sodalizio e, dal 2024, è Coordinatore dell’ANVGD in Friuli Venezia Giulia.
Vicepresidente: Bruno Bonetti. Segretaria: Barbara Rossi. Sito web:
https://anvgdud.it/
Il volantino sull'unico infoibato di Portogruaro, Aldo Giomo, la cui vicenda è raccontata su YouTube

