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venerdì 19 agosto 2022

La commemorazione del 18 agosto 2022 a Trieste per la strage di Vergarolla

Nel 76° anniversario della strage di Vergarolla, volentieri pubblichiamo nel blog l’originale riflessione di Laura Brussi Montani sull’attentato del 1946, a Pola e sulla cerimonia che si tiene a Trieste ogni anno in San Giusto, dal 2011, data dell’inaugurazione del Lapide in ricordo delle vittime; vedi le fotografie qui sotto. Nel 2022 c’erano, oltre alla Rappresentanza del Comune, il Generale Francesco Bonaventura, Presidente di Assoarma e Grigioverde, vari commossi cittadini (a cura di Elio Varutti).

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La calda estate del 1946, pur avendo avuto inizio con le nuove speranze suscitate dagli accordi di Belgrado intervenuti fra Tito e Alexander, sarebbe passata alla storia con la tragedia di Vergarolla, a breve distanza dal centro di Pola, rimasta negli annali d’Italia come la più grave, quanto a numero di Vittime, fra quelle che ebbero luogo nel “secolo breve” in periodo di pace, per cause non naturali. Infatti, la deflagrazione di una trentina di mine accatastate sulla spiaggia dopo il necessario disinnesco, avvenuta in giorno festivo durante la manifestazione natatoria organizzata dalla Società Pietas Julia, avrebbe provocato almeno 64 Vittime accertate ed oltre un centinaio di feriti.

Le matrici terroristiche e l’organizzazione criminale furono immediatamente chiare, anche se le prove circa la responsabilità dell’OZNA sarebbero sopraggiunte dopo parecchi anni con l’apertura degli Archivi del Foreign Office. A Pola, se qualcuno aveva ancora dubbi circa le sorti della città, peraltro già chiare dopo gli orientamenti emersi dalla Conferenza di pace in svolgimento a Parigi, si convinse  definitivamente  dell’iniquo destino e della necessità di scegliere la triste via dell’esilio: ne ebbe origine un vero e proprio plebiscito, che in pochi mesi condusse allo svuotamento della città, forzatamente abbandonata da oltre nove decimi dei suoi abitanti.

Oggi, la memoria di quella tragedia vive con la grande stele eretta a Trieste, nella Zona Sacra di San Giusto, per iniziativa della Federazione Grigioverde e della Famiglia di Pola in Esilio, recando l’elenco dei Caduti: in maggioranza, donne, bambini e minori, per un’età media di ventisei anni.  Presso il monumento in Pietra del Carso, anche quest’anno ha avuto luogo la cerimonia commemorativa, con l’intervento ufficiale del Comune e la presenza delle Associazioni d’Arma  e di quelle patriottiche, ciascuna con i rispettivi Labari, e con l’intervento di molti cittadini, a conferma della perenne, attenta sensibilità con cui quell’infausta pagina di storia continua ad essere ricordata nello spirito della Legge 30 marzo 2004 n. 92, ma prima ancora, nella memoria delle Vittime innocenti e nel rifiuto categorico di ogni violenza.

Laura Brussi Montani  -  Esule da Pola.                                                                                                               Opera Nazionale per i Caduti senza Croce.


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Autore principale Laura Brussi Montani. Altri testi di Elio Varutti, coordinatore del Gruppo di lavoro storico-scientifico dell’ANVGD di Udine. Networking a cura di Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Fotografie: collezione di Laura Brussi Montani e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede Via Aquileia, 29 – I piano, c/o ACLI – 33100 Udine – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin. Vice presidente: Bruno Bonetti. Segretaria: Barbara Rossi. Sito web:  https://anvgdud.it/

domenica 6 maggio 2018

Apre la mostra di fotografie su Baldasseria 1946-1970 a Udine


È stato Federico Pirone, assessore alla Cultura del Comune di Udine, ad inaugurare la mostra di fotografie “Baldasseria 1946-1970. Immagini di un quartiere a Udine sud”. Così il 4 maggio 2018 ha aperto i battenti la originale rassegna per l’organizzazione del Gruppo culturale “Alfredo Orzan” della Parrocchia di S. Pio X, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Udine.
L’esposizione di oltre 200 immagini è aperta fino al 15 giugno 2018 presso i locali di Via Pradamano al civico numero 21, nel corridoio della biblioteca di circoscrizione. L’orario di visita è fissato per i lunedì e venerdì dalle ore 9 alle 12, oltre ai pomeriggi dei lunedì, martedì e giovedì, dalle ore 15 alle 18.
Udine - Federico Pirone, in piedi, Giorgio Ganis e Elio Varutti all’inaugurazione della mostra di fotografie “Baldasseria 1946-1970. Immagini di un quartiere a Udine sud”. Foto di Leoleo Lulu

Hanno aiutato, per il buon esito dell’iniziativa, anche componenti dell’Associazione Insieme con Noi. È stato ringraziato anche Antonino Pascolo, capo gruppo degli Alpini di Udine sud, per l’apporto fornito.
Il saluto iniziale è stato portato dall’architetto Giorgio Ganis, per il Gruppo “A. Orzan”, che ha ricordato come è nata l’idea di allestire una mostra fotografica, con le immagini della gente della parrocchia. Raccolte nei mesi precedenti le oltre 500 istantanee familiari, sono poi state selezionate, raggruppate per argomenti e inserite nella rassegna. Qualche difficoltà è sorta riguardo alla data di certe immagini o al luogo dello scatto fotografico. Purtroppo molte foto sono senza alcuna indicazione, altre invece sono dotate sul retro di un’adeguata didascalia. Gli album fotografici sono stati consegnati dai parrocchiani coinvolti sia in canonica, che presso l’osteria “Fusâr” di Via Pradamano. Dopo la scannerizzazione al computer tutti gli originali sono stati restituiti ai proprietari.
È stato menzionato Guglielmo Cocco, delegato pastorale di S. Pio X, già impegnato altrove, che ha scritto una sentita presentazione della rassegna. Ha poi parlato l’assessore Pirone, ricordando i grandi storici come Marc Bloch, che nei primi decenni del Novecento, iniziarono a mettere in discussione il metodo storico incentrato solo sui rapporti delle diplomazie, dei regnanti e delle alte gerarchie militari, per dare spazio anche alle vicende storiche vissute dalla gente comune e dai soldati di truppa. L’assessore ha riferito che la mostra di Baldasseria è un interessante progetto partito dal basso, con la forza qualificante della partecipazione.
Uno del pannelli della mostra su Baldasseria 1946-1970 a Udine sud

Per il Gruppo “Orzan” è intervenuto alla serata anche ElioVarutti, accennando al potere evocativo che hanno le vecchia fotografie. Di seguito si pubblica la sua Presentazione alla mostra fotografica.
Varutti ha spiegato inoltre l’intitolazione del Gruppo culturale. “Il Gruppo culturale Alfredo Orzan, è sorto il 28 novembre 2017 – ha detyto – per ricordare il parrocchiano e beneamato maestro elementare Alfredo Orzan (1930-2017), considerato il cantore di Baldasseria, per i suoi scritti pubblicati nel bollettino parrocchiale”. È dal 2015, in ogni caso, che sulla spinta di don Paolo Scapin, allora parroco di S. Pio X, i componenti del gruppo culturale si sono attivati per studiare gli argomenti storici della parrocchia e per organizzare il Giorno della Memoria, sul tema della Shoah e il Giorno del Ricordo, sul tema dell’esodo giuliano dalmata e della tragedia delle foibe. Il Gruppo culturale “Orzan” si occupa quindi di organizzare eventi e mostre di fotografia, d’arte nonché spettacoli teatrali con particolare riferimento alla parrocchia.

Potenza delle vecchie fotografie
Il Gruppo culturale “A. Orzan” della Parrocchia di San Pio X, assieme al Comune di Udine, ha voluto questa mostra di fotografia. Così abbiamo raccolto le vecchie immagini dagli album di famiglia gentilmente imprestate dalla popolazione della zona. Dopo un’attenta selezione si propongono in questa sede gli scatti fotografici più affascinanti. La rassegna espositiva, allestita grazie all’Assessorato alla Cultura, ha per titolo: “Baldasseria 1946-1970. Immagini di un quartiere a Udine sud”. Resterà aperta dal 4 maggio al 15 giugno 2018 nel corridoio della Biblioteca di Circoscrizione, in via Pradamano 21.
Giorgio Ganis, a sinistra, e Elio Varutti all’inaugurazione della mostra di fotografie “Baldasseria 1946-1970. Immagini di un quartiere a Udine sud”, con la collaborazione dell'Assessorato alla Cultura del Comune di udine

La maggior parte delle fotografie ha interesse per i familiari, per i gruppi di amici, per la vita della parrocchia, sorta nel 1958. A guardarle bene queste immagini ci danno molte altre informazioni. Sono di grande interesse documentario per conoscere la religiosità, gli abbigliamenti, gli svaghi e le abitazioni e i lavori dell’epoca. Ci sono le bande di ragazzi. Negli anni Sessanta c’erano tanti giovani. C’è la vita contadina, orgoglio ancor oggi della zona.
Per l’esposizione abbiamo preso come riferimento temporale il periodo che va dagli anni del dopo guerra fino al 1970. È un periodo in cui gli storici accademici tacciono. Si esce da una guerra persa e da una guerra civile. Cambia pure lo stato, si diventa una repubblica. C’è la ricostruzione e poi il boom economico con il potere politico democristiano. Non bisogna intristire il popolo parlando di campi di concentramento e di campi profughi istriani. Non si deve disturbare la Jugoslavia di Tito, che si distacca sempre più decisamente dalla politica dell’URSS. Nei bar compaiono i primi apparecchi televisivi, più tardi c’è la contestazione del ’68.
Queste sono le nostre facce. È questo il nostro quartiere. Qui ci sono i pimpanti chierichetti di don Adelindo Fachin (Tarcento 1922 - Udine 1966), primo parroco amatissimo da tutti, persino dai sassi.
Il pubblico all'inaugurazione della mostra di fotografia su Baldasseria, organizzata dal Gruppo parrocchiale "A. Orzan" in collaborazione col Comune di Udine

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Riferimenti bibliografici e del web                                                      
- Baldasseria vista da Alfredo Orzan. Storia e cultura della periferia di Udine sud, a cura di E. Varutti, Udine, Associazione Insieme con Noi, 2014.
- Li Noleggio (Lino Leggio), La banda delle cataste. I ragazzi del Friuli anni Cinquanta, Pordenone, Biblioteca dell’Immagine, 1999.
- Li Noleggio (Lino Leggio), Il resto a casa, Cierre Grafica, 2015 (vedi in merito l’articolo di Fabiana Dallavalle sul «Messaggero Veneto», Cronaca di Udine, del giorno 8 giugno 2015, col titolo: “Quelle bande giovanili che a casa le buscavano”).
- Franco Sguerzi, La chiesa di Santa Maria degli Angeli in Baldasseria Media, Udine, Parrocchia di S. Pio X, 1999.
- Franco Sguerzi – Elio Varutti, La nostra parrocchia di San Pio X a Udine 1958-2008. Cinquanta anni di memorie condivise, Udine, Academie dal Friûl, 2008.
- Giorgio Stella, Ti racconto San Rocco. Storia di un suburbio tra luoghi e identità, [s.e.], Udine, Tipografia Marioni, 2018.
- Elio Varutti, Itinerario storico di Baldasseria, Udine, on-line dal 19 aprile 2016 su: eliovarutti.blogspot.com
- E. Varutti, “Le bande di Via Fornaci e di Baldasseria”, «Festa insieme Baldasseria», 2016, pp. 34-36.
- E. Varutti, Italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia esuli in Friuli 1943-1960. Testimonianze di profughi giuliano dalmati a Udine e dintorni, Udine, Provincia di Udine / Provincie di Udin, 2017 (disponibile anche nel web).
Una parte della mostra con oltre 200 fotografie storiche

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Servizio giornalistico e di Networking a cura di Sebastiano Pio Zucchiatti e E. V. Fotografie di Leoleo Lulu, che si ringrazia per la gentile concessione alla pubblicazione e diffusione.

Da sinistra: Federico Pirone, Giorgio Ganis e Elio Varutti all’inaugurazione della mostra di fotografie “Baldasseria 1946-1970. Immagini di un quartiere a Udine sud”.

Una delle belle foto della rassegna su Baldasseria. Vicino al portone della nuova chiesa di S. Pio X il gruppo dei "Leoni di Via Baldasseria Alta", 1965. Archivio Germano Vidussi