lunedì 19 febbraio 2018

Presentati a Tarcento Gli appunti di Stipe, con l’autore Fornasaro

È stato un Giorno del Ricordo col gelo e con la neve quello vissuto a Tarcento lo scorso 12 febbraio 2018. Per l’organizzazione della Biblioteca civica di Tarcento e del Comitato Provinciale di Udine dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), alle ore 18, è stato presentato il libro di Franco Fornasaro dal titolo “Gli appunti di Stipe”. 
Durante l'incontro ha preso la parola Donatella Prando, assessore al Personale del Comune di Tarcento, portando il saluto della Civica amministrazione.
Tarcento: da sinistra Bruna Zuccolin, Franco Fornasaro e Donatella Prando, Assessore al Personale del Comune di Tarcento

Il volume, già presentato nell’ottobre del 2015 a Udine e in altre località (Istria e Fiume incluse), nel 2016-2017 ha visto la traduzione in croato, per cui il testo ora è bilingue: italiano e croato. Proprio queste due comunità linguistiche si trovarono a dover spezzare i rapporti nel dopoguerra a metà del Novecento, con la guerra fredda che si imponeva sullo scacchiere europeo. Fornasaro indaga e spiega con adeguata documentazione anche questi fatti storici poco sviluppati, poco conosciuti e ancor meno capiti.
Bruna Zuccolin, presidente dell’ANVGD di Udine, ha presentato l’autore che fa parte, tra le altre, del Comitato Esecutivo della stessa ANVGD. Al termine dell’incontro ci sono state alcune domande cui Fornasaro ha risposto con precisione e passione. Ha partecipato all'incontro anche Bruno Bonetti, bibliotecario di Tarcento e segretario dell'ANVGD di Udine.
Una parte del pubblico in biblioteca con Bruno Bonetti, al centro 

Un commento di Paolo Medeossi del 2015
“Lo scopo è dunque di riprendere il filo dei rapporti dove erano stati recisi – come ha scritto Paolo Medeossi sul «Messaggero Veneto» del 6 ottobre 2015 – riannodando legami mai interrotti del tutto, coltivando il seme del riavvicinamento, senza più processi alle intenzioni. Un processo importante, che deve essere incoraggiato come ha fatto Fornasaro in un libro di episodi e riflessioni, dove nulla è taciuto o censurato. È interessante nel libro la continua trasmissione di notizie e responsabilità tra il professore e il giovane laureato (i protagonisti del romanzo documentario), cui spetta adesso il compito di andare avanti e di attraversare la storia, senza negarla, senza farne motivo di odio e scontro, ma senza nemmeno usi strumentali o di parte. 

Spiegare cosa accadde in questi territori, nell’ultimo secolo - ha aggiunto Medeossi - richiede una totale onestà intellettuale capace di porsi davanti al coacervo di etnie contrapposte, la cui brama principale era diventata a un certo punto la conquista di Trieste. Fare chiarezza è un debito nei confronti di tutte le vittime di allora, a qualsiasi mondo siano appartenute, schiacciate dai meccanismi di eventi che non potevano fronteggiare o evitare. Nei dialoghi proposti dal libro emerge tutto questo, per arrivare a una conclusione struggente, dove l’autore rievoca i sentimenti di chi italiano divenne esule a fine guerra e di chi invece volle restare”.

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Servizio giornalistico, di ricerca e di networking a cura di Sebastiano Pio Zucchiatti e E.V. Fotografie dell’Archivio ANVGD di Udine.

Franco Fornasaro e la copertina del suo libro

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