mercoledì 17 giugno 2026

Il centenario di attività dell’Osteria “Fusâr” a Udine. Festa il 4 luglio 2026

Fu attivata nel 1926 da Attilio Roiatti (Udine 1898-1989), l’osteria da “Fusâr” di Udine. Dal 1994 ad oggi a gestire l’azienda è, infatti, Giorgio Romanello, orgoglioso nipote del fondatore. Fino al 2000 l’attività è stata condotta assieme alla zia Elsa Roiatti e, per un po’ di tempo, col figlio Alberto Romanello, classe 1988.

Il punto vendita è situato in Via Pradamano al civico numero 25, vicino alla scuola “E. Fermi”. Per esempio, se un nuovo cliente entra in negozio e l’oste o barista è nel retro bottega al lavoro, senti i vecchi clienti in coro a chiamare: “Giorgiooo”. Poi continuano col grande impegno della briscola, della scopa o del tressette. Per il 4 luglio 2026 è prevista una piccola festa per il centenario dell’osteria.

Giorgio Romanello
Lis Sedonariis e i fusârs

Alla fine dell’Ottocento e nei primi decenni dl Novecento c’erano le venditrici ambulanti di fusi per filare. Erano dette “fusanis”, da “fûs”, che in lingua friulana significa “fuso”. Esse vendevano anche mestoli, venivano allora chiamate “sedonariis” (singolare: “Sedonarie”), dal termine friulano “sedon” che significa appunto “cucchiaio o mestolo”.

Il “fusâr”, in friulano, è il “fusaio”, ossia il fabbricatore di fusi. Furono gli stessi avventori dell’osteria, negli anni ’20 del Novecento, a dare quel nome ad Attilio Roiatti, figlio di Giovanni, perché aiutava le fusaie e i loro uomini: i fusai. Questo genere di accoglienza era una tradizione di famiglia, dato che era praticata tempo addietro pure Giovanni Roiatti, il padre di Attilio.

In particolare esse chiedevano di poter dormire nel fienile del Roiatti, che acconsentiva con benevolenza. «In quel tempo – ha spiegato il signor Giorgio Romanello – mio nonno Attilio Roiatti aveva anche campagna, tre mucche, il cavallo, galline da governare e il fienile, insomma era oste, dopo aver lavorato sodo come contadino e ha gestito l’osteria per 61 anni, fino al 1987. Da quell’anno fino al 1993 la ditta è passata alla signora Franca e poi a me».

Quelle donne, le “fusanis” con la gerla in spalla piena di mercanzia andavano a vendere per città di porta in porta.

«A vignivin di Claut, cul om che al vuidave il cjar – raccontò il signor Gino Nonino – e a lavin a durmî tal toglât dai Roiats, lì di Fusâr» (Venivano da Claut, in provincia di Pordenone, col marito che guidava il carro e andavano a dormire nel fienile dei Roiatti, da Fusâr).

Da un’altra intervista si è saputo che «me nono Zuanin Roiatti, nassût tal 1863 e muart tal 1941 – riferì Elsa Roiatti – al faseve l’ustîr e al dave di durmî ai fusârs e a lis sôs feminis e alore ducj lu clamavin fusâr» (Mio nonno Giovanni Roiatti, nato nel 1863 e morto nel 1941 faceva l’oste e dava da dormire ai fusai e alle loro donne e allora tutti lo chiamavano fusaio). Le fusaie, dette pure “lis sedonariis” erano anche di altri paesi come Cimolais e Claut, in provincia di Pordenone, oppure della Carnia. C’era una tale Letizia Sottocorona, da Collina di Forni Avoltri, con cui i Roiatti restarono in contatto per lettera per vario tempo.

Un ritrovo udinese per “Sedonariis” di Claut e di Collina era «il cortile e sottoportico di Casa Giacomelli, in borgo Grazzano, oggi sede del Museo Etnografico del Friuli, dove nel 1920-1930 – come disse Rina Bernardinis – aveva inizio il mercato delle venditrici ambulanti di mestoli, nel senso che si accordavano sul prezzo da proporre al cliente in ambito cittadino».

Attilio Roiatti
Biografia di Attilio Roiatti, il Fusâr

È sempre stato un gran lavoratore. Poco loquace, ma molto intelligente. Attilio Roiatti nacque a Udine il 19 luglio 1898 e morì nel 1989. Caporale alpino nella Grande Guerra, si meritò la nomina di Cavaliere di Vittorio Veneto. Componente di una famiglia numerosa «saranno stati 8-9 fratelli – ha detto Giorgio Romanello», aiutò tutti i fratelli a costruirsi la casa tra la zona di Via Pradamano e Baldasseria. Uno col carro andava a raccogliere pietre nel Torre e poi tutti assieme a lavorare nel cantiere. Si fecero muri grossi, tanto che ogni casa ha retto alle scosse del terremoto del 1976. La solidarietà in famiglia era d’obbligo, ma è una forza del rione intero, con la nascita delle prime cooperative nel Novecento. La Cooperativa di Consumo fra Ferrovieri nasce nel 1921, ma, essendo osteggiata dal fascismo, viene soppressa e rinasce il 7 ottobre 1945 con il nome di “Società Cooperativa fra Ferrovieri”; nel 1954 si apre lo spaccio di Via Pradamano (odierno Piazzale Cavalcaselle), tuttora in funzione sotto il marchio Coop.

Attilio Roiatti fondò il 1° gennaio 1926 l’osteria da “Fusâr” e la gestì fino al 1987. L’iscrizione alla Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura di Udine reca il n° 14748 del 25 gennaio 1927. Si alzava alle 4 del mattino per lavorare sia nella stalla, nel gallinaio e poi in osteria. Per scegliere il vino del suo punto vendita si faceva accompagnare nelle aziende vinicole del Sacilese, a lui note, da un suo amico. Era Romualdo Lazzaro, maresciallo della polizia, a fargli gentilmente da autista da Via Pradamano a Udine fino nelle case contadine del sacilese. Scelto e ordinato il prodotto, arrivava con un camion a botti. Chi le scaricava? Attilio e suo fratello le facevano scendere dal camion e le rotolavano fino nel retro bottega. Per 61 anni.

«Mi ricordo che il nonno Attilio – ha aggiunto Giorgio Romanello – andava col carro trainato dal cavallo a portare le vinacce alla distilleria di Primo Badini di Vergnacco, in cambio gli offrivano della grappa, assaggi di nocino o bicchierini di liquore alla prugna».

Attilio Roiatti sposò Linda Carlini che gli ha dato tre figlie.

L’osteria Fusâr dopo il 1945

L’osteria da “Fusâr” in Via Pradamano a Udine è situata vicino alla scuola "Enrico Fermi", che fu Centro di Smistamento Profughi dell'esodo giuliano dalmata dal 1947 al 1960. Molti profughi dell’esodo d’Istria, di Fiume e Dalmazia frequentano l’osteria di Attilio Roiatti, dopo il 1945, perché si trova vicino al Centro di Smistamento dei profughi istriani a Udine. Oggi lì c’è la scuola media.


Fonti orali

Le interviste sono state effettuate a Udine da Elio Varutti con penna, taccuino e macchina fotografica. Ringrazio per la collaborazione, la cortesia e per la messa a disposizione di alcune fotografie storiche, i seguenti signori:

- Caterina Eleonora Bernardinis Rina (Castiglione delle Stiviere, provincia di Mantova 1908 – Udine 2010), int. del 24 ottobre 1995.

- Gino Nonino, Udine (1944 - †), int. del 7 maggio 2005.

- Elisa Roiatti, Udine (†), int. del 9 maggio 2005.

- Giorgio Romanello, Udine 1952, int. del 3 agosto 2016.