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giovedì 8 febbraio 2018

Istituto Stringher nel Giorno del Ricordo 2018, ein plein di autorità a Udine

Non ci sono molti presidi che nella loro scuola commemorano il Giorno del Ricordo. Ce ne saranno ancor meno di quelli che riescono a fare il pieno delle massime autorità istituzionali del loro territorio per quell’evento svolto in collaborazione con l’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD). È stato un vero ein plein di personaggi dello stato e delle istituzioni. Un successo per la scuola!
Anna Maria Zilli e Vittorio Zappalorto, prefetto di Udine al Giorno del Ricordo 2018 dell'Istituto Stringher

È accaduto così ad Anna Maria Zilli, Dirigente scolastico dell’Istituto “Bonaldo Stringher” di Udine il 7 febbraio 2018 mattina, nell’Auditorium scolastico. È dal 1996 che la scuola alberghiera, commerciale e turistica ha iniziato ad occuparsi di esodo giuliano dalmata. Il presidente del Comitato Provinciale ANVGD di allora, l’ingegnere Silvio Cattalini, per una gita in Dalmazia chiese una collaborazione all’Istituto Statale d’Istruzione Superiore “Stringher”. Così dal 18 al 22 settembre 1996 due allieve della sezione turistica della rinomata scuola udinese, accompagnate dalla professoressa Nadia Tacus, docente di Economia turistica, parteciparono in veste di ciceroni a quel viaggio.
Dopo la istituzione della Legge sul Giorno del Ricordo, nel 2004, le attività didattiche sull’esodo istriano nella scuola si moltiplicarono anno dopo anno con ricerche, conferenze, filmati e mostre fotografiche, con l’intervento periodico di Cattalini, del vice presidente Sergio Satti, esule da Pola e di altri esuli dell’ANVGD.
Udine, 7.2.2018 Auditorium Istituto Stringher al Giorno del Ricordo. Fotografia di Giancarlo Martina

È stato Vittorio Zappalorto, prefetto di Udine, il 7 febbraio 2018, ad accennare come “nei libri di storia non ci sia molto spazio per l’esodo giuliano dalmata”. Il prefetto ha aggiunto che “per anni non si è mai parlato dei 350 mila italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia costretti ad abbandonare la loro terra con le loro carrette in fretta e furia, allora penso che sia giusto parlare di questi fatti, per conoscere meglio la storia e tutelare il nostro passato”.
La preside Zilli ha fatto un apprezzato discorso sulla conoscenza, valorizzando il fatto che lo Stringher fa parte della rete di scuole UNESCO. “È importante far conoscere e trasmettere alle nuove generazioni – ha detto la Zilli – il sapere di questi drammi a volte celati per pudore e dignità, lasciati silenti e rimossi per troppi anni, una simile azione conferisce un valore ed un significato autentico alla nostra opera di docenti e di educatori”.
Giorgio Gorlato, Bruna Zuccolin, Elisabetta Marioni e Pietro Fontanini al Giorno del Ricordo presso lo Stringher di Udine

Ha partecipato all’incontro l’onorevole Pietro Fontanini, presidente della Provincia di Udine. “Mi viene in mente che partecipai anch’io alla votazione favorevole alla istituzione del Giorno del Ricordo – ha detto Fontanini – e penso che la questione delle foibe e dei campi profughi giuliano dalmati siano un dramma ancora vivo, causato dalle ideologie. Infatti ritengo che quei tristi fatti siano accaduti a causa del comunismo jugoslavo che ha voluto uccidere quelle persone perché italiane e i loro familiari fuggiti di qua del confine hanno trovato gravi difficoltà a farsi accettare”.
Ha poi parlato l’architetto Enrico D’Este, per il Comune di Udine, ribadendo “l’accettazione del diverso, del profugo, non come avvenne per la gente dell’Istria, Fiume e Dalmazia, puntando al senso di umanità”.


Come da programma della mattinata è intervenuta Bruna Zuccolin, presidente dell’ANVGD di Udine, puntando sulle “emozioni, perché ricordare gli istriani, i fiumani e i dalmati cacciati via dagli slavi è un modo per capire che il fatto violento e l’espulsione dalle proprie terre non dovrà accadere più, per tale motivo dobbiamo sentirci europei, un modo di essere che tra voi giovani è diffuso e quasi scontato”.
Ha rivolto le sue parole sul sentimento di pacificazione e di dialogo tra i popoli Renata Capria D’Aronco, presidente del Club UNESCO di Udine, ringraziando i professori del Laboratorio di Storia dello Stringher per l’intensa attività didattica svolta nei recenti anni sull’esodo istriano, sotto la guida della preside Zilli, che è pure presidente nazionale Rete Nazionale Istituti Alberghieri (RENAIA).
L’intervento più atteso e richiesto dagli insegnanti del Laboratorio di Storia della scuola, è stato quello di Giorgio Gorlato, esule da Dignano d’Istria, figlio di uno scomparso. Con la tensione salita alle stelle, Gorlato ha raccontato come i titini in divisa, alla sera del 3 maggio 1945, a guerra finita, portarono via suo padre, notaio di Dignano, assieme ad altri maggiorenti del paese, tutti italiani. Ha riferito di come la zia cercasse di fermare quel sopruso, ma si beccò un colpo in testa col calcio del fucile da uno dei miliziani con la stella rossa sul berretto. Da quella cattura non si seppe più nulla di quella gente italiana, finita in una foiba, come dissero i compaesani.
Le attente assistenti congressuali dell'Istituto Stringher al Giorno del Ricordo 2018

Ha introdotto i lavori dell’incontro didattico la professoressa Elisabetta Marioni, docente di Storia, che ha presentato i relatori della giornata di studio, oltre al filmato “Esodo, la memoria tradita”, pubblicato dall’ANVGD, che ha molto appassionato gli studenti.
Uno spazio iniziale è stato dedicato anche al professor Giancarlo Martina, referente del Laboratorio di Storia dello Stringher. “Abbiamo di recente condotto delle indagini statistiche interne – ha detto il professor Martina – trovando una valida collaborazione con gli insegnanti di Matematica, volevamo sapere se l’esodo giuliano dalmata e l’ANVGD sono conosciuti tra i nostri studenti e in quale misura, allora il risultato è stato confortante, perché nelle centinaia di questionari raccolti emerge un certa conoscenza del fenomeno, meno nota invece è l’ANVGD, ma continuiamo a far conoscere questa parte di storia dell’Italia nord-orientale”.
L’ultima relazione, intitolata “Insegnare il Giorno del Ricordo” è stata tenuta dal professor Elio Varutti, vice presidente dell’ANVGD di Udine, commentando una serie di diapositive con documenti e fotografie dell’epoca sull’esodo, sul Centro di smistamento profughi di Udine e sui luoghi di accoglienza per gli esuli giuliano dalmati in Friuli.

Tra i professori dell’Istituto presenti in sala si sono notati, tra gli altri, Gianni Nocent, sindaco di Martignacco (UD), Anna Ghersani Durini, con avi di Fiume, Michele Galliussi, Roberto Orsaria ed alcuni insegnanti di sostegno.
All’ingresso della scuola e in auditorium faceva la sua bella mostra la squadra di assistenti congressuali in divisa, tutti allievi della scuola. Coordinati e preparati dai professori di Laboratorio di ricevimento Sonia Bortolussi e Luca Martini ecco qui di seguito i loro nomi: Massimo Codarin (della classe 3^B accoglienza turistica), Martina Castenetto, Sonia De Clara, Nikolina Gjergjeska, Chiara Mendoza, Nicole David e Federica Tortora, della classe 4^ C accoglienza turistica.
Alla fine dell’incontro le autorità e gli intervenuti sono stati accompagnati in Laboratorio di Sala bar, dove gli allievi di quel settore e i loro insegnanti Antonio Germani e Biagio Nappi, hanno offerto agli ospiti un brindisi, cui hanno collaborato professori del settore alberghiero e dolciario con il solito spirito di squadra di questa grande scuola.
Al microfono il professor Giancarlo Martina, del Laboratorio di Storia dello Stringher al Giorno del Ricordo 2018
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Servizio giornalistico e di networking di Sebastiano Pio Zucchiatti in collaborazione con E.V. Fotografie di E. Varutti e di Giancarlo Martina, che si ringrazia per la fattiva collaborazione.

Auditorium dell'Istituto Stringher di Udine il 7.2.2018 mattina per il Giorno del Ricordo, molta attenzione e poche manine a ravanare sugli smartphone...

Esodo da Pola 1947, ecco le carrette di cui parlava il prefetto di Udine in conferenza allo Stringher di Udine per il Giorno del Ricordo 2018, commemorato


domenica 15 febbraio 2015

Ecco il Giorno del Ricordo 2015 allo Stringher, Udine

È stato un Giorno del Ricordo dedicato ai giovani il 7 febbraio 2015. Erano presenti oltre 200 allievi delle classi quinte dell’Istituto “Bonaldo Stringher”, nell’Auditorium della scuola alberghiera, commerciale e turistica di Udine. Il convegno era aperto alle autorità e alla cittadinanza, perciò hanno partecipato anche una quarantina di ospiti, per lo più sfollati, esuli istriani e loro discendenti. La riunione, dedicata al Giorno del Ricordo, fissato per legge al 10 febbraio, era per ricordare l’esodo giuliano dalmata dopo la seconda guerra mondiale e la tragedia dell’eliminazione nelle foibe. Tale operazione fu voluta dall’espansionismo iugoslavo, dalla pulizia etnica e dalla sete di vendetta per le violenze subite sotto il fascismo. Per chi fosse interessato c'è un'altra fonte nel web su questa stessa giornata; si veda il sito www.infofvg.it con il titolo sul Giorno del Ricordo nell'Istituto alberghiero commerciale e turistico di Udine.

Udine, 7 febbraio 2015, Auditorium dell'Istituto Stringher 
per il Giorno del Ricordo  (le fotografie, ove non altrimenti indicato, sono di Ion Virtosu, della classe 4^ E Enogastronomia).

Patrocinato dal Comitato Provinciale di Udine dell’Associazione Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), presieduto dall’ingegnere Silvio Cattalini, il convegno è stato aperto alle ore 9 da Walid Khiari, della classe 3^ A Sala e vendita, che ha accennato ai legami che l’evento può registrare col turismo della memoria. Ha poi preso la parola il professore Elio Varutti, referente del progetto Il Secolo Breve in Friuli Venezia Giulia, inserito nelle attività didattiche, nel POF della scuola e sostenuto dalla Fondazione CRUP. È stato ricordato, quindi, il 70.mo anniversario dell’eccidio delle malghe di Porzus, quando un gruppo di partigiani comunisti dei Gruppi di Azione Patriottica (GAP) passò per le armi 17 partigiani delle Brigate Osoppo Friuli, d’ispirazione cattolica, monarchica e azionista, con l’accusa di intelligenza col nemico e su ordine della dirigenza iugoslava. Secondo certi storici la guerra fredda iniziò il 7 febbraio 1945 a Porzus.


La professoressa Elisabetta Marioni risponde alle domande dello scrittore Mauro Tonino, durante la presentazione del volume, edito dall'Istituto Stringher, 2015 "Ospiti di gente varia. Cosacchi, esuli giuliano dalmati e il Centro di Smistamento Profughi di Udine 1943-1960"

Il saluto ufficiale dell’Istituto Stringher ai convenuti è stato portato da Anna Maria Zilli, Dirigente scolastico, che ha passato la parola all’onorevole Pietro Fontanini, presidente della Provincia di Udine. Fontanini ha affermato l’importanza di parlare nelle scuole dei fatti storici accaduti nel proprio territorio, come l’esodo giuliano dalmata, che vide a Udine transitare oltre centomila profughi dalla fine del conflitto fino al 1960. Un accorato intervento è stato quello di Silvio Cattalini, esule da Zara, che ha raccontato il martirio della sua città, sottoposta a 54 bombardamenti angloamericani tra il 1943 e 1944. “La mia città non esiste più – ha detto Cattalini – perché gli italiani sono scappati per sfuggire alle devastazioni delle bombe e per la pressione iugoslava, oggi c’è Zadar una città  di 75 mila abitanti, venuti dall’interno croato bosniaco, e si nota una nuova sensibilità, perché i giovani croati si chiedono il perché di tutte quelle bombe, che hanno ucciso duemila dei 18 mila italiani di Zara, ma anche molti croati”.      

Udine, Anna Maria Zilli, dirigente scolastico dell'Istituto Stringher saluta i convegnisti del Giorno del Ricordo, il 7.2.15.

Maria Pacelli, Elisabetta Marioni, Mauro Tonino ed Elio Varutti allo Stringher (foto sotto). In basso (altra cerimonia), il 10 febbraio all'Auditorium Zanon con le massime autorità locali per il Giorno del Ricordo dell'ANVGD di Udine. (fotografie di Giorgio Gorlato)
Tra le autorità presenti in sala allo Stringher, Varutti ha ringraziato per la loro partecipazione Renata Capria D’Aronco, presidente del Club UNESCO di Udine e il professor Paolo Pascolo, presidente del Centro Interdipartimentale di Ricerca per la lingua e la cultura del Friuli (CIRF) dell’Università di Udine. In seguito c’è stato un intermezzo musicale gestito dagli studenti e dalla professoressa Maria Pacelli, insegnante di Italiano e Storia. Silvia Biagiotti, della classe 5^ A  indirizzo Accoglienza turistica, ha letto un’introduzione alla canzone “Hero of war”, cantata da Angelica Secco, della classe 4^ A indirizzo Accoglienza turistica, accompagnata alla chitarra da Antonio Lauriola. 

Il chitarrista Antonio Lauriola, la cantante Angelica Secco, la professoressa Maria Pacelli e Silvia Biagiotti in Auditorium dello Stringher il 7 febbraio 2015 per il Giorno del Ricordo 
(fotografia di Giorgio Gorlato)
Angelica Secco canta Hero of war”, accompagnata alla chitarra da Antonio Lauriola (foto di DCV)

“L’Italia ha nascosto per anni l’infoibamento e l’esilio di nostri concittadini dell’Istria e della Dalmazia, come la polvere sotto il tappeto – ha detto Silvia Biagiotti –, per non irritare le potenze vincitrici della guerra, ecco perché il Giorno del Ricordo dà voce a quelle vittime e rende loro giustizia”.
Poi si è tenuta, nel silenzio totale degli studenti, la proiezione dell’audiovisivo intitolato “Esodo. La memoria tradita”, prodotto dall’ANVGD. Ha fatto seguito la lettura di un’intervista sull’esodo da Albona, a cura di Elisa Dal Bello, della classe 5^ D indirizzo Dolciaria.  


Nelle immagini soprastanti: l'intervento di Silvio Cattalini, esule da Zara, che riferisce dei 54 bombardamenti sulla sua città. 
In basso: l'Auditorium dello Stringher affollato mentre l'onorevole Fontanini accenna alla sua presenza in Parlamento, nel 2004, quando fu votata la legge istitutiva del Giorno del Ricordo.
 Le immagini sottostanti: Fontanini e Varutti, in piedi. Poi, seduti tra il pubblico, la professoressa Marioni, accanto a Anna Maria Zilli, dirigente scolastico dello Stringher e l'onorevole Pietro Fontanini, presidente della Provincia di Udine. 
(fotografie di Giorgio Gorlato)  

Prima della conclusione del convegno, c’è stata la presentazione del volume fresco di stampa “Ospiti di gente varia. Cosacchi, esuli giuliano dalmati e il Centro di Smistamento Profughi di Udine 1943-1960”, per le edizioni dell’Istituto Statale d’Istruzione Superiore “B. Stringher” di Udine.  Erano presenti alcuni autori, come i professori Elisabetta Marioni, Giancarlo Martina ed Elio Varutti. Ha dialogato con loro lo scrittore Mauro Tonino, autore del romanzo sulle foibe e sull’esodo istriano intitolato Rossa terra, Pasian di Prato (UD), Orto della Cultura, 2013.
Alle ore 11 i gentili ospiti sono stati accompagnati nel Laboratorio di sala per un breve rinfresco, con la classe 3^ A Sala e vendita, a cura del professor Alessandro Pareschi. Lo staff di ricevimento è stato eseguito dalla classe 3^ A indirizzo Accoglienza turistica, sotto la guida della professoressa Maria Teresa Smeragliuolo. La classe 4^ E indirizzo Enogastronomia, col professor Giuseppe Amico, ha operato nel Laboratorio dei Servizi di Enogastronomia.
Alle ore 12 Varutti ha svolto una visita guidata alla Mostra sul Giorno del Ricordo, che sarà aperta fino al 31 marzo 2015. Orari di visita: da lunedì a venerdì ore 8,30-13,00 e ore 15,00-18,00. Sabato ore 8,30-14,30. La rassegna, oltre ai classici pannelli prodotti dall’ANVGD di Roma nel 2009 col professor Guido Rumici, contiene alcune originali piccole opere d’arte, interviste sull’esodo giuliano dalmata e sulle foibe a cura degli allievi dello Stringher, con l’ausilio del Laboratorio di Storia e della professoressa Martina Bragagnini, di Storia dell’Arte.


Fotografie sopra e sotto: Udine, Auditorium Stringher, Elisabetta Marioni, Mauro Tonino ed Elio Varutti


Libro, mostra e convegno fanno parte del progetto, sostenuto dalla Fondazione Crup, “Il secolo Breve in Friuli Venezia Giulia”, che  ha ottenuto il patrocinio di: Provincia di Udine, Comune di Udine, Club UNESCO di Udine, Società Filologica Friulana, ANED, ANVGD e del Comune di Martignacco, nel cui ambito territoriale sorge Villa Italia, che fu residenza del re Vittorio Emanuele III dal 1915 al 1917. Le attività didattiche descritte rientrano nel programma del Laboratorio di Storia dell’istituto udinese, di cui è referente il professor Giancarlo Martina.

Rssegna stampa: da La Vita Cattolica del 7 febbraio 2015. Qui sotto un ritaglio dal settimanale IL FRIULI.



Visitatori ed esuli istriano dalmati alla Mostra sul Giorno del Ricordo, atrio dell'Istituto Stringher, Udine

domenica 25 gennaio 2015

Giorno del Ricordo 2015 allo Stringher, Udine

Convegno Giorno del Ricordo

"Il Campo Profughi Istriani di Udine 1945-1960" - relatore il Prof. Elio Varutti

Sabato 7 febbraio 2015 – ore 9-11 - auditorium Istituto Stringher

Udine, Villaggio Metallico, 1952. La Cjesa del Vilagjo de Fero. Da sinistra: Maria Osso, Maria Cerri, Ugo Cerri, Pietro Buttignoni (l'artigliere), Onorina Mattini, Bruno Mambelli, Angelo Totaro (bambino) figlio di Uliana Buttignoni e Maria Buttignoni. 
Collezione famiglia Mattini, Udine.

in collaborazione e col patrocinio dell' Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, presidente ing. Silvio Cattalini, che porterà il saluto ufficiale e una testimonianza personale sull'esodo dalmata.  In concomitanza all'evento, aperto alle autorità e alla cittadinanza, si terranno:

 > la Presentazione del volume fresco di stampa
 "Ospiti di gente varia. Cosacchi, esuli giuliano dalmati e il Centro di Smistamento Profughi di Udine 1943-1960"

Foto di cosacco con la sua famiglia (moglie e bimbo), 9.3.1945. Stavano a Mena di Cavazzo Carnico, in provincia di Udine, nelle stanze requisite alla famiglia Guglielmo Barazzutti e Cecilia Cossio.

Autori del libro > Roberto Bruno, Elisabetta Marioni, Giancarlo Martina, Elio Varutti
Editore > Istituto Statale d'Istruzione Superiore "B. Stringher" Udine, 2015

Dialogherà con gli autori lo scrittore Mauro Toninoautore del romanzo sulle foibe e sull'esodo istriano intitolato Rossa terra, Pasian di Prato (UD), Orto della Cultura, 2013

Udine 2013 - Silvio Cattalini e Mauro Tonino alla presentazione di Rossa terra, nella sala parrocchiale di Vicolo Sillio.


> la Inaugurazione della Mostra sul Giorno del Ricordo  atrio Istituo Stringher (aperta fino al 31.3.2015), con materiali ANVGD, a cura del prof. Guido Rumici ed originali pannelli rielaborati dagli studenti dello Stringher e dai professori del Laboratorio di Storia
Orari di apertura: lunedì-venerdì ore 8,30-13,00 e ore 15,00-18,00. Sabato ore 8,30-14,30.

> Accoglienza e ospitalità a cura dello staff dei professori ed allievi del Laboratorio di Accoglienza Turistica, del Laboratorio di Sala e del Laboratorio di Enogastronomia dello Stringher.

Networkingsu Slideshare vedi ... Itinerario giuliano a Udine, Esodo istriano, un brano sconosciuto di storia locale

Libro, mostra e convegno fanno parte del progetto, sostenuto dalla Fondazione Crup, “Il secolo Breve in Friuli Venezia Giulia”, che ha ottenuto il patrocinio di: Provincia di Udine, Comune di Udine, Club UNESCO di Udine, Società Filologica Friulana, ANED, ANVGD e del Comune di Martignacco  nel cui ambito territoriale ha sede Villa Italia, residenza di re Vittorio Emanuele III, dal 1915 al 1917.


Le professoresse Maria Pacelli e Elisabetta Marioni con lo scrittore Mauro Tonino in Auditorium al convegno dell'Istituto Stringher il 7 febbraio 2015 alla presentazione di "Ospiti di gente varia"

Il prof. Elio Varutti presenta la studentessa Elisa Dal Bello, per la lettura della sua intervista sull'esodo istriano al convegno dell'Istituto Stringher il 7 febbraio 2015 

La chiesa del Villaggio Metallico a Udine (la Baraca Cjesa), con don Leandro Comelli, 1956. Vivevano qui diversi esuli istriani e dalmati, in attesa di un'abitazione costruita dall'Opera assistenza profughi giuliani e dalmati, ente creato nel Dopoguerra e preposto alle iniziative di tutela e di sviluppo delle comunità degli esuli istriani, fiumani e dalmati scappate dai territori ceduti con il trattato di pace all'ex Jugoslavia. L'ente ebbe per segretario generale Aldo Clemente (Trieste 21 ottobre 1920 - Roma 14 novembre 2014). I profughi e gli sfollati si erano adattati a vivere in questa bidonville di 40 baracche metalliche, vecchio casermaggio dell'esercito inglese, costruito in Via Monte Sei Busi. 
Vedi un altro articolo su Aldo Clemente sul Messaggero Veneto a firma di Mario Blasoni.


Le fotografie del Villaggio Giuliano di Udine, di via Casarsa sono di Elio Varutti, 2013



Il Centro di Smistamento Profughi di Udine, copertina del volume del 2015. Fotografia per gentile concessione di: Enrico Miletto, Carlo Pischedda, L'Esodo istriano-fiumano-dalmata in Piemonte. Per un archivio della memoria, Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti”, Torino (on-line dal 2009)

Parlano di noi: Il Giornale del Friuli  del 28.01.2015; il sito web dell'ANVGD di Roma, il giornale in marilenghe Il Diari; ancora il sito nazionale dell'ANVGD dal 02.02.2015, sotto la dizione "Le scuole per il 10 febbraio"; Il Giornale del Friuli del giorno 02.02.2015; la rassegna stampa nel sito della Fondazione CRUP; il sito web del Club UNESCO di Udine; il giornale del web friulionline.com del 5 febbraio 2015, con un articolo sulla Mostra sul Giorno del Ricordo; il blog di Elio Varutti su webnode.it ; il sito Internet Libero 24x7; il sito web dell' Agenzia Regionale per il Diritto agli Studi Superiori del Friuli Venezia Giulia (Ardiss.fvg.it); il sito della Banca della Memoria memoro.org.it; ancora il sito della Fondazione CRUP alla data del 7.02.2015; il sito Internet di turismofvg; il settimanale "Il Friuli" del 10.02.2015, col titolo Quando Udine ospitò 100mila profughi, ....

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Anteprima della Mostra sul Giorno del Ricordo allo Stringher, Udine

(fotografie di Elio Varutti)




Didascalia riguardo alla foto soprastante. TITOLO DELL'OPERA: "La valigia del ricordo". Autrici: allieve Sara Mesaglio e Aida Ahmetovic classe 4^ B Tecnico del turismo. Dittico, tecnica mista su tela (collage, pastello, guarnizioni varie). Dimensioni: chiuso 35x50 cm, aperto 50x70cm.
L'opera esprime l'analisi e insieme la sintesi del dramma vissuto dagli esuli istriano dalmati e dalle vittime delle foibe (sia italiane che iugoslave). La prima riproduzione mostra l'esecuzione di civili sloveni da parte di soldati italiani. Nella seconda, il principale monumento di Pola, l'Arena, fa da sfondo all'esodo dei cittadini italiani d'Istria nel 1947.
Il dramma non ha volto, ma si esprime con le immagini delle foto d'epoca e con le parole dei giornali (L'Arena di Pola).
La sintesi si concretizza nel dittico-valigia che una volta chiuso può essere agevolmente trasportato a significare che non dobbiamo separarci da esso. Il ricordo deve essere sempre vivo.

Gruppo di studio sull’Esodo giuliano dalmata, classe 4^ B Tecnico del turismo, anno scolastico 2014-2015. Coordinamento a cura dei professori Martina Bragagnini (Storia dell’Arte), Elio Varutti (networking). Dirigente scolastico: Anna Maria Zilli. Istituto “B. Stringher”, Viale Monsignore Giuseppe Nogara, 33100 Udine, Italia.

Visitatori ed esuli istriano dalmati alla Mostra sul Giorno del Ricordo all'Istituto Stringher di Udine

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UN VILLAGGIO GIULIANO NELLA BASSA FRIULANA

Verso il 1950 sorse un Villaggio Giuliano anche a San Giorgio di Nogaro, in provincia di Udine. “Si tratta di una trentina di edifici, nella frazione di Villanova – ha detto Daniele Salvador, vice sindaco di San Giorgio di Nogaro, nel 2014 – oggi forse non c’è più nessuno degli assegnatari esuli giuliani del tempo. Sono casette per due famiglie: una al piano terra e l’altra al primo piano. C’è da aggiungere, in conclusione, che il 1° agosto del 2010 c’è stato un incontro di quegli abitanti istriani e dalmati, cui partecipò una trentina di persone, tra le quali il professor Adolfo Bellinetti, fautore di un’iniziativa editoriale autoprodotta che raccolse una decina di contributi tutti dedicati al Villaggio Giuliano, con ricordi, poesie, episodi vari”.
Secondo Carla Aita, nata a Cervignano del Friuli, nel 1936, "anche a Cervignano ci sono alcune case degli esuli giuliano dalmati" (26 marzo 2015).


Immagine del 2014, fotografia di Olga Ravazzolo, di San Giorgio di Nogaro classe 4^ C Enogastronomia, Istituto Stringher, Udine


San Giorgio di Nogaro - Il Villaggio Giuliano come si presentava negli anni Cinquanta, con vista sulla passerella sul fiume Corno. Fotografia riprodotta dal volume di Luigi Del Piccolo, Storia di San Giorgio di Nogaro, Edizioni Biblioteca dell'Immagine, Pordenone, 2010. Qui sotto, altre immagini dello stesso Villaggio Giuliano riprese da siti Internet.


Ecco la rassegna stampa: 






Didascalia per l'immagine sottostante.
Classe 5^ C turistica Isis B. Stringher Udine, Maieta istriana, installazione con maglia di cotone (Collezione privata Gradisca d’Isonzo), carta, pietra bianca d'Istria e borraccia militare italiana del 1940-’45 (Collezione privata, Udine), dicembre 2011. Coordinamento didattico: prof.ssa Maria Pacelli (Italiano e Storia), Maria Teresa Smeragliuolo (Laboratorio di Ricevimento), Elio Varutti (Discipline economiche aziendali) networking. Anna Maria Zilli, Dirigente scolastico. 
  
Maieta istriana, testo plurilingue
Maglia dell’Istria del 1955 aggiustata dalle zie e dalla nonna (Italiano).
Malla de Istria de 1955 se ha ajustado a sus tías y su abuela (Spagnolo).
Jumper from Istria dated 1955 repaired by grandmother and aunts (Inglese).
Pull de l’Istrie de 1955 reparé pour les tantes et le grand-mère (Francese).
Bluse aus Istrien aus dem Jahr 1955 von den Tanten und von der Grossmutter reparient (Tedesco).
Triket e Istriës e 1955 ishin të punuara nga Tezet dhe nga gjyshja (Albanese).
Maiute istriane dal 1955 justade des agnis e de none (Friulano).
Maieta istriana del 1955 agiustada da le zie e da la nona (Istriano).



Studenti fotografi e cineoperatori all'evento del Giorno del Ricordo 2015 all'Istituto Stringher di Udine, classe 4^ E enogastronomia