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venerdì 13 luglio 2018

Festa dei patroni a Udine col vescovo, sindaco, cittadini e associazioni, come l’ANVGD


Con grande intervento di popolo si è tenuta la tradizionale festa dei patroni nel Duomo di Udine il 12 luglio 2018. Alle ore 10,30 ha avuto inizio il rito religioso in onore dei Santi Ermacora e Fortunato e tra i tanti labari delle varie associazioni c’era pure quello dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD) Comitato Provinciale di Udine.
Udine, Duomo festa dei patroni - L'arcivescovo Mazzucato, il sindaco Fontanini e varie autorità. Fotografia di E. Varutti

Durante la Santa messa monsignore Andrea Bruno Mazzocato, arcivescovo di Udine ha voluto ricordare, oltre che la figura ecclesiale dei Santi Ermacora e Fortunato, anche il recente documento da lui scritto e consegnato ai fedeli il giorno precedente col titolo “Siamo una cosa sola perché il mondo creda”, reperibile in Internet e negli uffici della Curia. Proprio ai Primi Vespri dei Santi Patroni, del giorno 11 luglio, è stato lanciato ufficialmente il progetto diocesano delle Collaborazioni pastorali, una novità per rafforzare le parrocchie a quanto pare.
“Per la comunità di Udine – ha proseguito il presule –, essere la città dei santi Ermacora e Fortunato, significa qualificarsi per i grandi valori per cui loro hanno vissuto fino al martirio e nei quali, a nostra volta, vogliamo continuare a credere”.
Duomo di Udine - Il labaro dell'ANVGD spunta dietro gli amici del "Fogolâr Civic" coi professori Alberto Travain e Renata Capria D'Aronco vicino al gruppo dell'Antico Borgo Aquileia. Fotografia di E. Varutti

Al termine della messa monsignore Andrea Bruno Mazzocato, sul sagrato della chiesa ha voluto fare gli auguri al sindaco Pietro Fontanini e alla giunta comunale per il “coraggio e la sapienza” che dovranno avere nell’amministrare la città. A seguire c’è stata l’esibizione dei Danzerini di Borgo Pracchiuso in pittoresco costume friulano.
Numerose erano le autorità presenti, dal sindaco Pietro Fontanini al vicepresidente del Consiglio regionale, Stefano Mazzolini, poi c’erano e i consiglieri regionali Mariagrazia Santoro e Franco Iacop, nonché il questore di Udine, Claudio Cracovia. Diversi anche gli assessori e i consiglieri comunali della città, tra i quali la professoressa Elisabetta Marioni, socia ANVGD. Si sono notate tante autorità militari che hanno dato solennità alla festa dei patroni udinesi.
Alla fine della celebrazione – come da tradizione – l’Arcivescovo ha impartito, dal sagrato della cattedrale, con le reliquie dei Santi la benedizione alla città.
Udine, 12 luglio 2018, festa dei patroni, la Cattedrale gremita di fedeli e, nelle prime file, di alte autorità civili e militari. Fotografia di E. Varutti

Come accento l’Arcivescovo ha consegnato alla Chiesa udinese il documento intitolato Siano una cosa sola perché il mondo creda. Le Collaborazioni pastorali. Nuove opportunità per l’azione missionaria della Chiesa sul territorio friulano. Egli ha inoltre istituito 54 Collaborazioni pastorali. Sono stati nominati i nuovi 8 vicari foranei: per la Forania della Bassa friulana, mons. Igino Schiff; per la Forania del Friuli centrale, mons. Angelo Del Zotto; per la Forania del Friuli collinare, don Daniele Calligaris; per la Forania del Friuli orientale, mons. Livio Carlino; per la Forania del Medio Friuli, don Maurizio Zenarola; per la Forania della Montagna, mons. Pietro Piller; per la Forania della Pedemontana, mons. Duilio Corgnali; per il Vicariato Urbano di Udine, mons. Luciano Nobile.
C’erano vari soci dell’ANVGD a rappresentare il sodalizio udinese degli esuli d’Istria, Fiume e Dalmazia, essendo impegnata all’estero la presidente Bruna Zuccolin. Si sono notati tra gli altri il professor Elio Varutti, vice presidente ANVGD, con parenti di Fiume e di Pola, Fabiola Modesto Paulon, decana del sodalizio, nata a Fiume nel 1928, Rosalba Meneghini, con mamma e nonni di Rovigno, l’architetto Franco Pischiutti, con parenti di Fiume e Daniela Conighi, con genitori di Pola e di Fiume.
“Per la comunità di Udine – ha detto il presule –, essere la città dei santi Ermacora e Fortunato, significa qualificarsi per i grandi valori per cui loro hanno vissuto fino al martirio e nei quali, a nostra volta, vogliamo continuare a credere”. Fotografia di E. Varutti

Nota sui patroni di Udine
In poche parole Ermagora sarebbe stato scelto da San Marco, nel 50 d.C., come primo vescovo della comunità di Aquileia. Fu quindi consacrato a Roma da San Pietro. Secondo una tradizione dei secoli VIII-IX si sarebbe trattato di un gentile convertito da Marco. Fortunato sarebbe stato il diacono di Ermagora. I due religiosi subirono assieme il martirio ad Aquileia nell’anno 70, inflitto loro, secondo la leggenda, da un certo Sebasto.


Bibliografia
Andrea Bruno Mazzocato, Siamo una cosa sola perché il mondo creda. Le Collaborazioni pastorali. Nuove opportunità per l’azione missionaria della Chiesa sul territorio friulano, 2018.



Dopo adeguata consultazione, sono state utilizzate le notizie del sito web dell’Arcidiocesi di Udine, che si ringrazia per la diffusione e pubblicazione in questo blog. 

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Servizio giornalistico e di Networking a cura di Tulia Hannah Tiervo, Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Fotografie di E. Varutti. L'Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, ha la sua sede in Vicolo Sillio, 5 – 33100 Udine. Telefono e fax 0432.506203. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.
Duomo di Udine, festa dei patroni con tanti labari e bandiere. Fotografia di E. Varutti

Fabiola Modesto Paulon, decana dell'ANVGD accanto al labaro del sodalizio, Duomo di Udine, festa dei patroni 2018. Fotografia di E. Varutti

Duomo, interno con labari e bandiere

Pietro Fontanini, sindaco di Udine parla, in friulano, al pubblico dopo la cerimonia religiosa vicino all'arcivescovo e alle reliquie dei Santi Ermacora e Fortunato. Fotografia di E. Varutti

mercoledì 9 dicembre 2015

Firenze, il Grande Museo del Duomo, nuova veste

Ah! Come dimenticare la Sala del Paradiso? Era detta così l’area sussistente tra il Battistero e l’antica facciata della Basilica di Santa Maria del Fiore a Firenze. La Sala del Paradiso è stata ricostruita grazie ai disegni esistenti. Sono state collocate le statue marmoree nelle apposite nicchie. È una magnificenza!

La facciata del Duomo di Arnolfo di Cambio è stata ricostruita secondo un modello in resina e polvere di marmo. È bellissima! Quella vera non fu mai terminata e venne distrutta verso il 1578. Quella di oggi è del 1871. Dopo un concorso internazionale, vivaci discussioni e aspri dibattiti, fu costruita una facciata vera e propria, su progetto di Emilio De Fabris; alla sua morte il cantiere fu continuato da Luigi del Moro, fino alla conclusione dei lavori nel 1887.
Tale spazio è raggiungibile poco dopo l’ingresso al museo. L’atrio d’entrata, dove c’è la biglietteria, è stato valorizzato con marmi spettacolari del ‘700. Essi sono oggetto di fotografie dal cellulare di frotte di turisti americani appena giunti al museo. Poi c'è il corridoio coi nomi degli oltre 500 artisti che hanno contribuito alla costruzione della cattedrale e del campanile, di Giotto.

È stato valorizzato pure il sottoportico d’ingresso. «Di qui passarono Michelangelo e Brunelleschi» recita una tabella turistica, oggetto di infuriati selfie da parte dei giovani. Torniamo alla maestosa Sala del Paradiso. È la n. 5. Mi sono piaciuti tanto certi anziani turisti fiorentini stupirsi e restare a bocca aperta. Il loro affascinate accento ti lascia imbambolato. Mi hanno fatto molta tenerezza.
Questa sezione museale è stata da poco inaugurata. Contiene elementi innovativi nel modo di pensare, progettare ed esporre l’oggetto della mostra. È stata congegnata come uno spazio aperto, raggiungibile da più varchi. Si pensi che persino alcune guide turistiche si perdevano e non riuscivano poi a trovare il percorso dell’uscita. Sindrome di Stendhal in ogni dove? Non che sia un labirinto. Le sale sono ben segnate, ma le aree d’accesso plurime la trasformano in un sala tutta particolare.
Ci si perde guardando tante cose belle. Ho visto qualcuno barcollare. Oltre alla facciata ricostruita, ci sono poi le porte del Battistero. La porta più antica è la meridionale, di Andrea da Pontedera, detto Pisano (1330-1336) con le sintetiche venti Storie del Battista e l’allegoria delle otto virtù cardinali e teologali, con aggiunte di altri artisti. La porta settentrionale, a formelle, è di Lorenzo Ghiberti (1403-1424), con aiuti di Donatello, Paolo Uccello ed altri. La porta orientale, a pannelli, definita da Michelangelo “degna del Paradiso” è capolavoro di Lorenzo Ghiberti (1425-1452).
Secondo me, ti abbacina la bellezza estrema di tali capolavori. Poi ci sono tutti i lavori plastici di Arnolfo di Cambio, che trionfa in varie sale espositive. Giri e rigiri per la sala. Molti fanno fotografie con la macchina fotografica, col cellulare, col tablet. Manca solo la Polaroid.
La sala n. 7 è intitolata Frammenti di magnificenza. Qui c’è il florilegio delle decorazioni in marmo con inserti musivi sempre di Arnolfo di Cambio e della sua bottega. È stato lui ad iniziare i lavori della chiesa il giorno 8 settembre 1296. Trovo tali riferimenti su una deliziosa guida storico artistica intitolata Vedere e capire Firenze, scritta da Piero Bargellini, nel 1953, per le edizioni Macrì e Arnaud.
Soffermatevi nella sala de La Pietà Bandini, una scultura marmorea alta 2,26 metri, capolavoro di Michelangelo Buonarroti, databile al 1547-1555 circa. Da ricordare le cantorie di Donatello. È  un’opera scolpita tra il 1433 e il 1438 e posizionata davanti all'altra cantoria di Luca della Robbia. Sono considerate tra i capolavori del primo rinascimento fiorentino.
Nelle sale seguenti è un balletto continuo tra Donatello, Andrea e Luca Della Robbia, oltre alle riproduzioni della Cupola del Brunelleschi. Tutti pezzi da novanta del Rinascimento.
Giungo alla sala n. 22 intitolata Santi e soldati. Mi colpisce la beltà di un frammento di tarsia marmorea del XIV secolo. Non parliamo delle pitture, delle sculture e delle architetture qui esposte. La sala n. 25 è l’ultima. Forse non ho scritto di alcune opere molto importanti, ma mi sto organizzando…

Se non ci siete ancora andati, visitate questo museo, perché vi darà grande soddisfazione. È come un respiro dell’anima.