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venerdì 16 febbraio 2018

Udine, Giorno del Ricordo 2018 nel palazzo della Provincia


Una trafelata Paola Del Din, medaglia d’oro al valor militare, è stata la prima ad arrivare nel salone di Palazzo Belgrado, sede della Provincia di Udine per il Giorno del Ricordo. “Buongiorno, pensavo di essere in ritardo – ha detto, col fiatone – e invece devo aver sbagliato orario, meglio così”. 
Udine, Salone del Palazzo Belgrado, sede della Provincia per il Giorno del Ricordo 10.2.2018. Fotografia di Giancarlo Martina

L’arzilla rappresentante dei partigiani della Brigata Osoppo viene accolta con molti onori dal personale dell’ente. Anzi viene fatta accomodare vicino alla stanza del presidente della Provincia, onorevole Pietro Fontanini, per farla riposare e per farle sorbire un caldo caffè. Novantacinque anni non sono uno scherzo, ma lei si lamenta solo delle mani che a volte le giocano brutti scherzi.
È il 10 febbraio 2019 e alle ore 10 ha inizio la commemorazione del Giorno del Ricordo, sotto la guida del presidente Fontanini. È anche l’occasione per presentare un libro fresco di stampa del professor Elio Varutti, vice presidente del Comitato Provinciale di Udine dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD). Il titolo del volume è “Italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia esuli in Friuli 1943-1960. Testimonianze di profughi giuliano dalmati a Udine e dintorni”, giunto già alla seconda ristampa - mentre si scrive questo articolo.
Oltre a ricordare la grande attività di Silvio Cattalini, il compianto presidente dell’ANVGD, Pietro Fontanini ha citato anche Sara Harzarich, nipote di Arnaldo Harzarich, il maresciallo dei pompieri di Pola, che scoprì il dramma delle foibe d’Istria, riesumando centinaia di cadaveri di italiani uccisi dai titini.
Parla Pietro Fontanini

È pieno come un uovo il salone del Quaglio, cosiddetto per via dei vivaci affreschi seicenteschi di Giulio Quaglio. Addirittura sono state predisposte anche alcune sale laterali con monitor per le immagini e l’audio in diretta. Ci sono anche quattro classi dell’Istituto “B. Stringher” con i rispettivi professori, ma le sedie non bastano. Ci saranno oltre 200 persone.
In primo piano si notano, tra le autorità militari, il generale di Corpo d’Armata Luigi Federici, il generale di Divisione Nedo Lavaggi, il colonnello dei Carabinieri Marco Zearo, il colonnello dei Carabinieri Ivano Fraticelli, il colonnello della Guardia di Finanza Sergio Schena, il capitano dei Carabinieri Lorenzo Pella e il capitano dell’Esercito Nicola Caldieri.
Una infilata di alte autorità militari per il 10 febbraio 2018 a Udine a Palazzo Belgrado

Fontanini dà la parola a Carlo Giacomello, sindaco di Udine. “Non sapevo questi fatti, a scuola non si studiava l’esodo istriano – ha detto il sindaco – sino a che l’ingegnere Cattalini, con la sua grande volontà d’animo, mi ha fatto conoscere la questione delle morti in foiba e il Centro di smistamento profughi di Via Pradamano, sempre con serenità e pacatezza, senza rancore”.
Bruna Zuccolin, presidente dell’ANVGD di Udine, è intervenuta per ricordare la tenacia di Cattalini di cui lei, nel 2017, ha raccolto il testimone, impostando “un lavoro di squadra che sta dando ottimi frutti, in considerazione delle decine di eventi per il Giorno del Ricordo cui siamo stati chiamati a partecipare in varie scuole superiori (ad esempio: Stringher e Stellini), nei comuni della provincia, della regione e, perfino, fuori regione, fatto mai accaduto in questi ultimi decenni”.
Gli studenti dell'Istituto Stringher di Udine nella prima sala aggiuntiva, visto il pienone di presenze. Foto di Germano Vidussi

Il professor Giancarlo Martina, dell’Istituto “B. Stringher”, portando il saluto della dirigente scolastica Anna Maria Zilli, impegnata al Ministero, ha comunicato i risultati di un’originale ricerca della scuola. Sono stati raccolti 350 questionari in provincia di Udine, di persone tra i 18 e i 72 anni. “Emerge che – come ha detto il professor Martina, referente del progetto assieme a Monica Secco e alla preside – il 77% degli intervistati conosce la tragedia delle foibe, l’85% sa cos’è l’esodo, mentre il 65% di essi quantifica le vittime del massacro nelle foibe e il numero degli esuli istriano, fiumano dalmati”.
Parla Elio Varutti, citando le testimonianze raccolte in anni di ricerche sull'esodo giuliano dalmata. Foto di Germano Vidussi

La professoressa Renata Capria D’Aronco, presidente del Club UNESCO di Udine, ha auspicato una traduzione in inglese dell’interessante volume di Varutti, mentre Maria Letizia Burtulo, presidente dell’Università della Terza Età, ha ricordato quanto fosse importante Cattalini tra i suoi docenti e quanto fosse tenace nel battersi per divulgare le vicende di Zara e un brano di storia sconosciuto.
Pure il giornalista Paolo Medeossi, ha ricordato la figura di Cattalini. “È stato per me un vero maestro – dice Medeossi – e ci raccontava le vicende della sua Zara, dell’esodo giuliano dalmata e delle eliminazioni degli italiani nelle foibe con dolore, ma senza rancori, anzi con pacatezza.
L’ultima relazione ufficiale è stata quella del professor Andrea Tilatti, storico dell’Università di Udine. “Questo libro è denso di testimonianze – ha detto Tilatti – perciò e la sua ricchezza sta nell’insieme di vicende descritte dai protagonisti o dai loro discendenti, poi è molto interessante il dato sull’esodo degli italiani del 1920, quando la Dalmazia, esclusa la città di Zara, venne assegnata al nascente Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni, poi è descritto l’esodo del 1943, durato fino al 1956 e oltre”.
La parola al professor Andrea Tilatti, dell'Università di Udine. Foto di Giancarlo Martina

Il professor Varutti ha svolto la sua relazione mostrando una serie inedita di fotografie e di documenti d’epoca. “Vorrei menzionare come è stato portato via dai titini – ha detto Varutti – il padre dei fratelli Mattini che sono presenti qui in sala”. Ecco il racconto: Frane, vien un momento via con noi, i gà dito. È iniziato così il triste ricordo del padre infoibato per Onorina Mattini, nata a Pinguente nel 1924. Era il 15 settembre 1943. Hanno usato il diminutivo, vezzeggiativo in lingua croata “Frane”, per “Francesco”. Egli era un addetto dell’impianto pompe dell’acquedotto militare di Pinguente. Francesco Mattini, classe 1895, non era una camicia nera. Non era un militare. Era un impiegato civile. Lo hanno ammassato nella scuola del paese, divenuta per l’occasione prigione titina, assieme a tanti altri italiani del posto da eliminare. 
Nel libro ci sono altre storie di infoibati, raccontate dai discendenti, come l’ingegnere Carlo Alberto Privileggi di Parenzo, oppure Maria Cramer di Montona,  Giusto e Mario Chersi, di Parenzo, ovvero della fucilazione dei tre fratelli Mrak, di Cerò di Sotto (oggi in Slovenia, Dolnje Cerovo).
Pubblico in piedi perfino nell'atrio di ingresso. Fotografia di Giancarlo Martina

Nel dibattito che si è aperto ha parlato Paola Del Din, accennando anche lei al fatto che Cattalini fosse pacato e disponibile al dialogo fra le sponde dell’Adriatico, mentre la situazione per certi storici croati non è ancora stata ben chiarita, lasciando ancora dei lati oscuri. “Come può crescere una democrazia – ha tuonato la Del Din – se vengono dette delle bugie?”. A quel punto è partito un lungo ed intenso applauso.

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Servizio giornalistico, di ricerca e di networking a cura di Sebastiano Pio Zucchiatti e E.V. Fotografie di Daniela Conighi, Giancarlo Martina e Germano Vidussi che si ringraziano per la collaborazione prestata.
L'intervento seguitissimo e applauditissimo di Paola Del Din, medaglia d'oro al valor militare
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Ringraziamenti. Per alcuni informazioni ricevute sono grato alla cortese signora Patrizia Pauletig, della Segreteria di Presidenza della Provincia di Udine.
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Sitologia e cenni bibliografici
- E. Varutti, La campana di Harzarich. Intervista sull'esodo istriano, 1943, on-line dal 28 ottobre 2014.

- E. Varutti, Parla Sara, nipote di Arnaldo Harzarich, che scoprì le foibe d’Istria, on-line dal 2 marzo 2015.

- E. Varutti, La Giornata del Ricordo. L’orrore di quella mattanza: parlano i testimoni delle foibe, «Messaggero Veneto», 7 febbraio 2018, p. 48.

-Lucia Bellaspiga, Udine. Io, a 97 anni ultimo testimone oculare delle stragi delle foibe, «L’Avvenire», 6 gennaio 2018.

- Giorno del Ricordo. Da Porzûs alle foibe, passando per l’esodo istriano. La riflessione dello storico Raoul Pupo. Profughi, 100 mila per Udine. Testimonianza, Sara: È stato mio zio a scoprire le foibe, «La Vita Cattolica», 7 febbraio 2018, p. 9.

- Marina Corradi, Lettere. Foibe, il coraggio di chi denunciò i crimini e il bacio che salvò la memoria, «L’Avvenire» del 10 febbraio 2018.

- David Zanirato, Esuli istriani e dalmati in città, un libro e una ricerca. Foibe, le storie degli esuli Centomila a Udine, «Il Gazzettino», Cronaca del Friuli, 11 febbraio 2018, pp. I-II.












martedì 1 settembre 2015

Storie di donne nel ‘900, allo Stringher di Udine

Un percorso di genere nel Friuli Venezia Giulia, Istituto "B. Stringher" Udine - Referente: prof. Giancarlo Martina,

un
 L'epopea delle portatrici (ognuna di loro nominata poi  cavaliere dal presidente della Repubblica Scalfaro). Postazione della rassegna all'aperto organizzata dai comitati di borgata del Comune di Sappada (BL) sulla Prima guerra mondiale, col titolo Memorie Sappadine 1915-1918. La Grande Guerra.
Fotografia di Elio Varutti

Obiettivi del progetto

Con il progetto presente, sostenuto dalla Fondazione CRUP, si vuole approfondire la storia di genere nel ‘900 con particolare riferimento alla realtà del territorio della regione Friuli Venezia Giulia.
Si intende fornire agli studenti delle classi quinte, compresi gli allievi diversamente abili, un pacchetto di competenze in chiave di storia locale che possono essere così riassunte:
1) interagire nel sistema istituzionale, riconoscendo le varie diversità culturali e linguistiche della regione;
2) acquisire i rudimenti della ricerca storiografica, svolgere ricerche utilizzando le fonti scritte (riconoscendo nel web quelle credibili in veste storica), le fonti orali, mediante l'utilizzo di strumenti tecnologici e software applicativi del settore;
3) interagire tra generi superando i cliché e gli stereotipi. Abituandosi al lavoro di gruppo secondo capacità e competenze, rispettando i ruoli assegnati;
4) interagire con i compagni di scuola, superando le barriere mentali riguardo all'handicap, secondo i principi pedagogici dell'inclusione sociale, ancor più elevati, in chiave etica, dell'integrazione dei soggetti svantaggiati;
5) redigere testi e relazioni, mediante l'uso di strumenti informatici e telematici, allestendo prodotti comunicativi per meeting e convegni. Usare il lessico di settore in lingua inglese e/o nelle lingue professionali curricolari (francese, tedesco, spagnolo), senza escludere l'utilizzo della lingua madre di certi gruppi di allievi (albanese, ucraino, croato, rumeno, russo, spagnolo, kosovaro, ecc.);
6) realizzare interviste videoregistrate e realizzare un breve documentario sull'argomento dell'intervista;
7) per il Giorno del Ricordo (10 Febbraio) un ulteriore obiettivo è il potenziamento del Centro di Ricerca, Documentazione e Produzione sull'esodo giuliano dalmata, sorto preso lo Stringher nel mese di dicembre 2014 (come si legge nell'articolo web di di InfoFVG del giorno 11 dicembre 2014). Tale Centro è orientato al settore multimediale; è presente nel web, nei blog, con vari articoli, interviste e studi scientifici sul tema. Possiede: libri, riviste, tesine, cartoline, fotografie, cimeli, copie di documenti originali da collezioni familiari".


Donne villeggianti in Carnia, 1920, in alto, si riconosce Matilde Diana, seconda a sinistra. Nella foto sotto, un altro scatto di villeggianti a Ampezzo, dopo la Grande Guerra. 
Collezione famiglia Diana, Maiaso di Enemonzo (UD)


Classi coinvolte: 17 quinte. Totale allievi: 283

Di cui 136 Femmine e 147 Maschi
Nel corso dell'anno verranno coinvolte altre classi (3^ e 4^) per attività di esercitazioni pratiche collegate (accoglienza, viste guidate, ristorazione).

I relatori esterni notevoli: Paola Del Din (Medaglia d'Oro alla Resistenza), prof. Paolo Ferrari (Università di Udine), prof.sa Chiara Fragiacomo (IFSML di Udine), dott. Mimmo Franzinelli (Storico),  Dorino Minigutti (documentarista), prof. Massimo Montanari (Università di Bologna).
Premessa al progetto:
Il documentarista Dorino Minigutti terrà alcuni incontri preparatori per la realizzazione di riprese video da utilizzarsi per la realizzazione del documentario finale. Inoltre in qualità di tecnico supervisionerà la realizzazione del video documentario stesso che sarà prodotto da un gruppo di allievi di diverse calssi.

I ciclo Il primo Novecento e la Grande Guerra
Conferenza per allievi classi 5^ dello Stringher – ottobre e  dicembre 2014 (data orientativa) – ore 11-13  Auditorium “Stringher”, titolo “Alimentazione nella Grande Guerra”, relatori prof. Massimo Montanari  (Università di Bologna) e prof. Paolo Ferrari (Università di Udine).
Realizzazione di alcuni Piatti dell'impero da parte di allievi delle classi quinte alberghiero (prof. Giuseppe Amico) partendo dalla ricerca e progetto ("Eppur si mangia") realizzato in occasione di Expo 2015, ivi presentato nell'ambito di Vivaio Scuola (maggio 2015).
Ricerche didattiche, riassunti, piccoli testi su Le donne e la guerra (attività di ricerca e approfondimento a cura delle prof.se Laura Fidenzio e Paola Carboni), con un focus su “Le portatrici carniche” in collaborzaione con i musei di Timau e Forni Avoltri.
Allestimento dell'esposizione Le donne e la guerra, su schede fornite ed elaborate dagli studenti (professori Paola Carboni, Laura Fidenzio, Elisabetta Marioni e Giancarlo Martina).
Attività di esercitazioni pratiche: Due passi per la capitale della guerra, tour condotto da studenti del settore turistico in collaborazione con il Comune di Udine.
Censimento fotografico “Le pietre della memoria” coinvolti tutti gli studenti delle classi quinte e allargato a quelli dei altre classi, in collaborazione con Associazione Nazionale Mutilati Invalidi di Guerra sezione Friuli Venezia Giulia.
Percorsi di ciclo turismo culturale legati alla Grande Guerra – diapositive in ppt, atrio dell'Istituto, professori G. Martina,  E. Varutti, Katya Moret (networking).
Enti coinvolti: Imperial War Museum London, Turismo FVG, Comune di Udine, Villa Italia Martignacco (UD), Società Filologica Friulana, Musei civici di Udine (Castello), Museo di Kotschach Mauthen (Austria), Museo di Caporetto (Slovenia), Museo della Grande Guerra di Timau, Paluzza (UD), Museo di Tolmino (Slovenia), Museo Centrale per la Storia del Risorgimento (Roma), Associazione Nazionale Mutilati Invalidi di Guerra, sezione regionale, Comune di Udine, Museo Civico del Risorgimento di Bologna, Museo Cemuot chi erin di Forni Avoltri (UD), Museo del Territorio di Dogna (UD).
Networking: Attività del Progetto Il ‘900 in Friuli Venezia Giulia nel sito web dell'Istituto Stringher, anno scolastico 2013-2014, cofinanziato dalla Fondazione CRUP, Il secolo breve in Friuli Venezia Giulia 2014-2015, cofinanziato dalla Fondazione CRUP.

II ciclo La Shoah delle donne Giornata della Memoria e Scappare da casa propria Giorno del Ricordo
Conferenza incontro per allievi classi 5^ dello Stringher – gennaio 2016 (data orientativa) – ore 11-13 Auditorium, prof.ssa Maria Pacelli, signora Lauretta Zamparo, “Alfonso Zamparo, sopravissuto di Dachau”, in collaborazione con l'ANED di Udine (Maria Pacelli)
Laboratorio di Storia: Le storie nella storia (ricerca e realizzazione di storie individuali legate alla II Guerra raccolte da studenti, a cura delle prof.se Paola Longhino e Maria Pacelli).
Networking, vedi nel web: Fonso, coracîr dal Re, gjandarm dal Pape e partigjan, “Messaggero Veneto”; il sito Internet di Alfonso Zamparo.
Una incredibile vicenda raccontata il 27 gennaio 2015 tra i banchi dell'Istituto Stringher, con la collaborazione della professoressa Anna Ghersani Durini e della famiglia Riccato di Udine : Nonno Bruno, internato in Germania, 1943-1945.

Scappare da casa propria. Giorno del Ricordo
Convegno "Insegnare il Giorno del Ricordo" - sabato 6 febbraio 2016 (data orientativa)  -  ore 09-11, auditorium Isis Stringher, evento pubblico e per le classi 5^, in collaborazione e col patrocinio dell'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine - in particolare dell'ingegnere Silvio Cattalini, presidente del sodalizio, che ha messo a disposizione la biblioteca del Comitato di Udine ANVGD -, poi c'è l' ISTORETO, Istituto Piemontese per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea, Torino.
Confronto con l'esodo dei tedeschi dalla Cecoslovacchia. Traduzione del testo a cura degli allievi del settore Tecnico del turismo coordinati dalla prof. ssa Maria Grazia Piovesan.
http://historiana.eu/case-study/sudeten-germans#

Gruppo di studio su "Le donne dell'esodo giuliano dalmata", a cura del professor Elio Varutti.
Video documentazione di testimonianze di profughi istriano dalmati da parte degli allievi su questionario predisposto dal Laboratorio di Storia in collaborazione con il  Comune di Udine e l'Archivio di Stato di Udine. A cura dei docenti del Laboratorio di Storia.
Networking, su Slideshare vedi: Itinerario giuliano a Udine. Esodo istriano, un brano sconosciuto di storia locale coordinatrice professoressa Katya Moret.
Per classi quinte: visita da concordare alla Risiera di San Sabba, alla Foiba di Basovizza, al Magazzino 18  con la guida di Piero Dalbello, dell'Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata (I.R.C.I.) di Trieste o al neonato Museo della Civiltà Istriana, Fiumana e Dalamata.
Qui c'è un'intervista sul silenzio dei profughi. Parla la professoressa Graziella Dainese, di Portogruaro per raccontare l'esodo dei suoi genitori da Parenzo nel 1948. Il titolo della testimonianza è:  Il silenzioso esodo di Elvira Casarsa, da Parenzo 1948.

III Ciclo Le donne nella Seconda Guerra Mondiale
Conferenza per allievi classi 5^ dello Stringher –  aprile 2016 (data orientativa) – ore 11-13  Auditorium “Stringher” incontro con Paola Del Din (Medaglia d'Oro alla Resistenza), moderatore prof.sa Chiara Fragiacomo, Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione (IFSML), di Udine.
Video documentazione di testimonianze dei bombardamenti in Friuli Venezia Giulia da parte degli allievi su questionario predisposto in collaborazione con il  Comune di MJUdine e l'Archivio di Stato di Udine prof.sse Paola Carboni, Laura Fidenzio, Paola Longhino, Elisabetta Marioni, prof. Giancarlo Martina, Elio Varutti.
Networking prof.ssa Katya Moret
Collaborazioni: Archivio di Stato di Udine (ASUD), Archivio Osoppo della Resistenza in Friuli (AORF), Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione, Udine (IFSML), Comune di Udine.
Sciatrice ad Ampezzo (UD), 1920. Collezione famiglia Diana, Maiaso di Enemonzo (UD).

Produzioni speciali dell'Istituto, nell'ambito del presente progetto:
un libro-catalogo che raccolga le esposizioni allestite presso l'Istituto all'interno del progetto;
un breve documentario che raccolga parti delle interviste effettuate;
un documentario realizzato da allievi sotto la supervisione di Dorino Minigutti (Documentarista) su tutte le uscite predisposte.

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Ecco il link del progetto nel sito della scuola:  Storie di donne nel ‘900 
In questo altro link potrete leggere la lettera di ringraziamento di Arrigo Melchior di Coseano, per aver ricevuto il libro edito dall'Istituto Stringher "Ospiti di gente varia. Cosacchi, esuli giuliano dalmati e il Centro di Smistamento Profughi di Udine 1943-1960". Melchior ricorda una donna, sua madre, che si oppone alla fucilazione di alcuni partigiani e, allora, cosacchi e nazisti la vogliono deportare nei campi di concentramento... - Storie di donne nel '900...

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Questo articolo rientra nelle attività del Centro di ricerca, documentazione e produzione culturale sull’esodo giuliano dalmata, per raccogliere, testi, documenti, interviste e fotografie di quei particolari momenti storici. Il Centro di ricerca è sorto all’interno del Laboratorio di storia dell’Istituto Stringher di Udine, di cui è referente il professor Giancarlo Martina.  È parte del progetto, sostenuto dalla Fondazione Crup, “Storie di donne nel '900”, che  ha ottenuto il patrocinio di: Provincia di Udine, Comune di Udine, Club UNESCO di Udine, Società Filologica Friulana, ANED, dell'Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione e della presidenza (ingegnere Silvio Cattalini) del Comitato Provinciale di Udine dell'ANVGD.

Donne friulane emigrate in Francia, anni 1950-1960. Si ringrazia per la concessione alla diffusione della fotografia il Museo Etnografico del Friuli - Udine

Ragazze e donne emigrate da Forni Avoltri (UD), primi anni del '900. Si ringrazia per la concessione alla diffusione della fotografia il Circolo di Cultura di Forni Avoltri - Udine, e l'autore Tullio Ceconi, per il suo volume: "Donna ed emigrante. Storia di vita femminile tra stanzialita' ed emigrazione di Forni Avoltri", 2011.


 Giovedì 17 marzo 2016 alle 11,30 verrà aperta la esposizione "Storie di donne...", sarà visitabile ogni giorno dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18, il sabato la mattina presso la sede centrale dell'ISIS "Bonaldo Stringher" di Udine via Monsignor Giuseppe Nogara.