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mercoledì 30 settembre 2020

Udine, alla UTE, Corso di Sociologia del Ricordo. Esodo giuliano dalmata

UDINE, lunedì 12.10.2020 ore 16 - Inaugurazione del Corso di SOCIOLOGIA DEL RICORDO. ESODO GIULIANO DALMATA all’Università della Terza Età. Ingresso riservato solo agli iscritti dell’Anno Accademico 2020-2021, Aula Magna 2, Viale Ungheria, 18. Dalle ore 16 alle 16,50. Il corso semestrale si terrà ogni lunedì fino al 25.1.2021. Prof. Elio Varutti. Dall'8 febbraio 2021 il corso è on line, su Zoom, per informazioni telefono 0432. 1721619 (segreteria UTE di Udine).


Programma preventivo. Dal concetto di esodo degli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia, si passa a comprendere la storia e la geografia delle terre perse. Si conoscerà l'esodo italiano degli anni Venti dalla Dalmazia, passata alla Jugoslavia. Poi la guerra, coi 54 bombardamenti di Zara, l'esodo e l'uccisione nelle foibe del 1943 da parte dei titini. L’occupazione titina di Trieste, di Gorizia del 1945. Il corso si avvale di varie testimonianze sull’accoglienza in Friuli e nel resto d'Italia. Si scopriranno il Villaggio giuliano di S. Giorgio di Nogaro, Il Centro di Smistamento Profughi, il Villaggio Metallico e i 4 Villaggi giuliani di Udine. Si chiuderà con questi temi: L’ANVGD di Udine e il Giorno del Ricordo in dimensione europea. Itinerario giuliano a Udine. Camminate del Ricordo nel segno della pace. Durante le lezioni verranno presentati dei libri sul tema con la presenza degli autori.

martedì 12 novembre 2019

Il volo del Kairos, romanzo di Pecchiari, presentato alla UTE di Udine

Esule da Pola, Bruno Pecchiari ha pubblicato Il volo del Kairos nel 2018. È un romanzo sull’Istria, Quarnero e la Dalmazia carico di drammaticità e ricco di fascino. È stato presentato in varie località del Friuli Venezia Giulia con il Comitato Provinciale di Udine dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD) e dalle primarie librerie regionali. 
Bruno Pecchiari alla UTE di Udine

Pecchiari e il suo libro sono stati ospiti del Corso di Sociologia del ricordo. Esodo giuliano dalmata, tenuto dal professor Elio Varutti, all’Università della Terza Età di Udine, in aula magna 2, lo scorso 11 novembre 2019. Nell’occasione si sono tenute anche alcune letture sceniche.
Il Kairos è una stupefacente opera di Lisippo. È un piccolo bassorilievo, del III secolo avanti Cristo, ritrovato in Dalmazia, a Trogir, l’antica Traù veneziana. Il Kairos è il dio-ragazzo greco dai piedi alati che rappresenta l’attimo fuggente, l’occasione perduta... l’equivalente del Carpe diem romano. Custodito dalle monache del convento di Traù, oggi sta nel museo locale.
Ho già avuto modo di scrivere che non è frequente nella letteratura dell’esodo giuliano dalmata trovare un testo che copre grosso modo un arco temporale dalla fuga degli italiani di Pola (28.500 su circa 32 mila abitanti) col piroscafo Toscana, nel 1947, fino alle guerre balcaniche del periodo 1991-2001. L’Autore si cimenta in questo tipo di esperienza. È una scelta coraggiosa da cui traspare un profondo senso di umanità, anche se deve riportare la notizia di un cecchino croato ucciso nel 1991 in modo brutale dalle milizie serbe. Tra le pagine del volume si possono rinvenire le vicende delle famiglie spezzate, la questione delle foibe, i campi profughi (incluso quello di Udine), la violenza titina degli anni 1943-1950 ed oltre. Ci mette poi tanta marineria e tanta navigazione da Muggia fino a Spalato, incluse certe battaglie navali alle Bocche del Cattaro, in questo caso, dei primi di ottobre del 1917.
I protagonisti del romanzo di Pecchiari, con molte tracce autobiografiche, si ritrovano pure in mezzo agli scontri di Trieste del 5 e 6 novembre 1953, quando le milizie angloamericane del Territorio Libero di Trieste (TLT) sparano sulla gente che manifesta per la riannessione all’Italia, provocando 6 morti e decine di feriti. Allora la folla diventa una belva inferocita. Non avendo altre armi, in una strada “alcuni rivoltosi calano ripetutamente la saracinesca metallica sul corpo inanimato di un giovane in divisa. In una piazzetta vicina, un altro gruppo ancora, dopo aver legato per i piedi ad un furgone, un soldato già morto, ne trascinano il cadavere lungo le vie” (p. 87). L’anno dopo arrivarono i bersaglieri tra baci, abbracci e tricolori sventolanti, al suono delle campane di San Giusto.
Questa parte dei racconti è assai autobiografica, dato che la famiglia dell’Autore, dopo l’esperienza del Campo profughi di Barletta (BA), era ospitata a Servola, dalla triestina Renata, fidanzata con Robert, giovane ufficiale inglese. In quelle convulse giornate fu proprio Robert, giunto a casa ferito e senza divisa, a raccontare i fatti così descritti. Nel 1954 Robert e Renata emigrano a Johannesburg, in Sudafrica. I fatti coincidono con quanto riferiva l’ingegnere Silvio Cattalini, di ritorno da un viaggio in Australia alla fine degli anni ‘90. In quel continente Cattalini incontra un gruppo di triestini, tra i quali diversi istriani, che espongono solo bandiere triestine con l’alabarda. Nessuna italiana. Cattalini, stupito, chiede come mai fosse assente il tricolore. La risposta fu che, nel 1954, dovettero emigrare perché, essendo inquadrati nella Military Police angloamericana, rischiavano “di prenderle o di essere fatti fuori proprio dagli italiani”. Allora niente tricolore nelle loro sedi australiane di corregionali all’estero.
Udine, 11 novembre 2019, parte del pubblico della UTE alla presentazione de Il volo del Kairos al Corso di Sociologia del ricordo. Esodo giuliano dalmata

Biografia dell’Autore
Bruno Pecchiari è nato a Pola il 17 Marzo 1944. È un esule istriano, uno dei tanti che “sradicò le proprie radici e se le trascinò dolorosamente appresso”. La sua carriera lavorativa con la Danieli SpA di Buttrio (UD) lo ha portato spesso all’estero, in Europa, in Asia, nel Nord Africa, nei paesi dell’ex blocco comunista ed in particolare in Unione Sovietica, DDR, Jugoslavia e Cuba. Pecchiari, socio dell’ANVGD di Udine, attualmente divide la sua esistenza tra la Francia, a Lourdes dove risiede e Feletto Umberto di Tavagnacco (UD).
Affascinato da quel meraviglioso mondo terracqueo che si estende tra coste, isole e mari, ha da sempre voluto viverlo il più intimamente possibile veleggiando tra le isole dei diversi arcipelaghi greci, lungo le coste della Turchia, della Sardegna, della Corsica e in tutto l‘arco dei Caraibi. È soprattutto all’Istria e alla Dalmazia che ha da sempre dedicato la sua attenzione ed il suo profondo amore. Un amore e una passione che nascono fin dall’infanzia grazie al nonno, marinaio nella Imperiale Marina Asburgica e al padre che, giovanissimo, s’imbarcò su una cannoniera fluviale italiana che pattugliava lo Yang Tse Kiang, il Fiume Azzurro, in Cina negli anni ‘30. In quel tempo l’Italia aveva, come altre potenze mondiali, una concessione territoriale nel Tientsin (1901-1943). Fu marinaio poi per tutto il resto della sua vita.
Sono esperienze che hanno contribuito in modo significativo allo sviluppo di una personalità complessa, inquieta e rispettosa della condizione umana e della natura. Una personalità che ha segnato profondamente lo stile narrativo caratterizzato da una notevole capacità di dare enfasi e risonanza alle esperienze vissute, modulandole nell’ambito dei grandi eventi sociali e storici del nostro ultimo secolo. Pecchiari è senza dubbio un autore di frontiera, nel significato che ha dato alle parole Fulvio Tomizza.
Nascono così molti scritti e ricerche. Dal Diario di Bordo, 1977/2007 – Racconti. Poi c’è: La Chiave, 2005 – Raccolta di poesie. Nel 2007 pubblica La Quarta Stagione – Poesie. Un’altra serie di poesie nel 2011 col titolo: …come rosa fiorita. Medjugorie. La serie poetica prosegue con:  Dissolvenze, 2012 e con Sfrigolii, 2015. L’anno seguente è dedicato ad una ricerca storica: Assalto alla Viribus Unitis. Notte tra il 31 Ottobre e il 1° novembre 1918. Un’altra ricerca è del 2017: E Dio creò le Grandi Balene… Affascinato dalla ricerca, lavora su: 1571 - La battaglia di Lepanto. Sebastiano Venier. Il Vecchio Leone. Sempre nel 2017 produce: Avidità ed Egoismo. Dal Vecchio Testamento ai giorni nostri. Pure nel 2018 si dedica alla ricerca con: Itaca. C’è un Itaca in ognuno di noi? Nello stesso anno pubblica un lungo brano nel volume miscellaneo: Testimonianze sull’Esodo Istriano, Edizioni Medea, 2018. Poi c’è: Il Volo del Kairos, Edizioni Medea, 2018. Infine: L’Oro e la Conchiglia, Edizioni Medea, 2019.

Sfollati istriani a Tavagnacco
Pecchiari è un esule da Pola che vive a Feletto Umberto, frazione di Tavagnacco (UD), oltre che in Francia. Nel 1944-1945 lo stesso paese friulano è meta di profughi di guerra; giungono le prime donne istriane sfollate, come emerge dalla letteratura locale. Danila Braidotti, detta “Nila”, ha scritto: Alore [a Fontanebuine, tal 1944] o vin scomençât a viodi tantis feminis zovinis e mancul zovinis... A jerin lis sfoladis di Pola che a vivevin tes barachis a Felet. (Allora [a Fontanabona di Pagnacco, nel 1944] abbiamo iniziato a vedere tante donne giovani e meno giovani… Erano le sfollate di Pola che vivevano nelle baracche a Feletto Umberto).
Si aggiunga il fatto che gli sfollati a Tavagnacco erano alcune centinaia, 500-600. Molti erano di Udine, a causa dei bombardamenti angloamericani. Mariano Vidulich, sfollato da Pola, muore a Tavagnacco; la notizia è del 7 marzo 1945, secondo il Libro storico della Cappellania di Adegliacco, citato da Giannino Angeli, a pagina 159 di un suo libro.
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Il libro di Pecchiari presentato a Udine
- Bruno Pecchiari, Il volo del Kairos, Pavia, Medea, 2018, pp. 224, euro 18.
ISBN 978-88-6693-134-8
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Altri cenni bibliografici
- Giannino Angeli, Viva l’Italia libera! (1943-1945). (Storia, memorie, testimonianze dei tempi di guerra nel Comune di Tavagnacco), Udine, Comune di Tavagnacco, Comitato per il 50° anniversario della Liberazione, 1994.
- Danila Braidotti, Nila, Fontanebuine, Udine, Fuoricatalogo, 2016.
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Servizio giornalistico e di Networking a cura di Tulia Hannah Tiervo, Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Fotografie di E. Varutti e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in via Aquileia, 29 – primo piano, c/o ACLI – 33100 Udine. – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

giovedì 18 ottobre 2018

Sociologia del ricordo. Esodo giuliano dalmata, corso all’UTE di Udine


Il 15 ottobre 2018 si è svolta la inaugurazione del corso semestrale di Sociologia del ricordo. Esodo giuliano dalmata presso l’Università della Terza Età (UTE) di Udine. 
Le lezioni saranno tenute dal professor Elio Varutti, laureato in Sociologia nel 1977 all’Università di Trento e specializzato in Storia (1998) e in Metodologia delle Lingue minoritarie all’Università di Udine (2006). 
Il titolo del primo incontro verteva sul “Concetto di esodo di italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia”. È stata Bruna Zuccolin, presidente del Comitato provinciale di Udine dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), a salutare gli iscritti e a spiegare “la continuità con le lezioni sulle terre perse dell’ingegnere Silvio Cattalini, nostro presidente dal 1972 al 2017, quando è venuto a mancare e Varutti rappresenta proprio la continuazione del nostro impegno nel settore della didattica”. La Zuccolin ha pure accennato alle tante iniziative dell’ANVGD di Udine, per il Giorno del Ricordo e per la cultura e la storia dell’Istria e della Dalmazia, oltre alle gite alle presentazioni di libri e alle commemorazioni religiose e patriottiche.
Il corso di studi storico sociologici, giunto al secondo anno di attività, è una esclusiva non solo in regione, ma molto probabilmente, pure a livello nazionale. Le lezioni si terranno dal 15 ottobre 2017 al 28 gennaio 2019 ogni lunedì, dalle ore 16 alle 16,50 alla UTE di Udine, in Viale Ungheria. Il nuovo corso entra a far parte dell’offerta formativa dell’istituzione universitaria friulana (UTE) per il primo semestre dell’anno accademico 2017-2018 per un totale di 15 ore di lezione.

Intervento di Elio Varutti
La premessa è che la Sociologia è quella scienza che studia i fatti sociali considerati nelle loro caratteristiche costanti e nei loro processi. Allora l’attenzione sarà incentrata sullo studio dell’esodo giuliano dalmata. come fatto sociale nelle sue caratteristiche e nei suoi principali processi e insiemi di comportamenti. Verranno analizzati i suoi aspetti storici, geografici, linguistici, nonché i processi culturali prodotti nelle letterature dell’esodo d’Istria, Fiume e Dalmazia. Il corso sarà aperto ai contributi ed alle testimonianze degli esuli e dei loro discendenti, intervenuti in modo costruttivo sin dalla presentazione dello stesso evento.
La programmazione didattica (allegata in un’immagine) prevede una serie di 15 lezioni frontali e partecipate dai discenti sui contenuti elencati qui di seguito. È prevista l’utilizzazione di diapositive da vedere in Power Ponit mediante l’utilizzo del computer connesso a Internet, per poter vedere parti di alcuni filmati dal web.
Fin dalla sua comparsa nell’ambito delle scienze sociali ad opera di Maurice Halbwachs (1950), la nozione di memoria collettiva è sempre apparsa problematica: concetto complesso e multidimensionale che, poiché significa troppo, rischia di non significare più nulla. Tuttavia, esiste e diamo per scontata l’idea che i membri delle collettività condividano dei ricordi. Diamo per scontato anche che questi ricordi abbiano un qualche significato per coloro che li elaborano, fosse anche il semplice, quanto semplicistico dovere di memoria.

L’idea di una memoria collettiva ci appare naturale. È intesa non tanto nel senso di memoria della società che ricorda al pari del cervello e della coscienza individuali, quanto nel senso che è possibile rintracciare i ricordi collettivi e condivisi che i membri delle collettività ricostruiscono sulla base delle istanze del presente e in funzione dei loro progetti futuri.
Ma come agisce la memoria?
Cosa significa che i gruppi ricostruiscono il loro passato sulla base delle istanze del presente e in funzione del progetto futuro?
Per comprendere come e perché la memoria opera nel presente delle collettività occorre osservare come essa viene esperita e attivata dagli individui e dai gruppi.
Le pratiche della memoria costituiscono, in questo senso, specifici modi di trasformare il passato in un passato che dura, che resta. È così per i fatti della Shoah e per le vicende dell’esodo giuliano dalmata, come si cercherà di dimostrare nel corso di studi.


Bibliografia essenziale
- Gasparini A., Del Zotto M., Pocecco A., Sterpini M., Esuli nel mondo. Ricordi, valori, futuro per le generazioni di esuli dell’Istria-Dalmazia-Quarnero, Gorizia, ISIG, ANVGD, 2008.
- Gasparini A., Del Zotto M., Pocecco A., Sterpini M., Esuli in Italia. Ricordi, valori, futuro per le generazioni di esuli dell’Istria-Dalmazia-Quarnero, Gorizia, ISIG, ANVGD, 2008.
- Maurice Halbwachs, La mémoire collective, Parigi, Les Presses Universitaires de France, 1950.
- Elio Varutti, Il problema del confine orientale nella storia italiana, [S.l. : s.n.], 1997-98. - 12 p.; ill.; 30 cm., Tesi di perfezionamento presso l’Università degli Studi di Udine, Corso di perfezionamento per la formazione degli insegnanti delle scuole secondarie.
- E. Varutti, Il campo profughi di via Pradamano e l'associazionismo giuliano dalmata a Udine: ricerca storico sociologica tra la gente del quartiere e degli adriatici dell'esodo. 1945-2007, Udine,  Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Comitato provinciale di Udine, 2007.
- Elio Varutti, Cara maestra, le scrivo dal Campo Profughi. Bambini di Zara e dell’Istria scolari a Udine. 1948-1963, «Sot la Nape», Udine, LX, n. 4, otubar-dicembar 2008, pp. 73-86. (Clicca qui per la versione nel web con il titolo medesimo).
- Roberto Bruno, Elisabetta Marioni, Giancarlo Martina, Elio Varutti, Ospiti di gente varia. Cosacchi, esuli giuliano dalmati e il Centro di Smistamento Profughi di Udine 1943-1960, Istituto Statale d’Istruzione Superiore “B. Stringher”, Udine, 2015.
- Elio Varutti, Italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia esuli in Friuli 1943-1960. Testimonianze di profughi giuliano dalmati a Udine e dintorni, Udine, Provincia di Udine / Provincie di Udin, 2017. Anche nel web.
https://www.academia.edu/36303656/Italiani_d_Istria_Fiume_e_Dalmazia_esuli_in_Friuli_1943-1960._Testimonianze_di_profughi_giuliano_dalmati_a_Udine_e_dintorni

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Servizio giornalistico e di Networking a cura di Tulia Hannah Tiervo, Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Fotografie di Bruna Zuccolin, presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Vicolo Sillio, 5 – 33100 Udine. Telefono e fax 0432.506203 – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. 

martedì 13 giugno 2017

Sociologia dell’esodo giuliano dalmata, il corso all’UTE di Udine

Il 9 giugno 2017 si è svolta la presentazione del corso di Sociologia dell’esodo giuliano dalmata presso l’Università della Terza Età (UTE) di Udine. Il nuovo corso sarà tenuto dal professor Elio Varutti, laureato in Sociologia nel 1977 all’Università di Trento e specializzato in Storia (1998) e in Metodologia delle Lingue minoritarie all’Università di Udine (2006).

Il titolo dell’incontro verteva sulla tematica del “Perché insegnare il Giorno del Ricordo e l’esodo giuliano dalmata?”. È stata la professoressa Letizia Burtulo, presidente dell’UTE di Udine a presentare il nuovo corso nell’aula magna dell’UTE, posta in Viale Ungheria numero 18, al 2° piano. «Questo è un tema assai interessante e nuovo non solo per le aule dell’UTE – ha detto la Burtulo – poi bisogna pensare che stanno scomparendo i testimoni diretti del fenomeno, come nel caso dell’ingegnere Silvio Cattalini, nato a Zara e venuto a mancare nel 2017, dopo aver partecipato nella veste di presidente del Comitato provinciale di Udine dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), a varie iniziative per il Giorno del Ricordo e per la cultura e la storia dell’Istria e della Dalmazia nella nostra università».
Il corso di studi è una novità non solo in regione, ma molto probabilmente, pure a livello nazionale. Le lezioni si terranno dal 10 ottobre 2017 al 23 gennaio 2018 ogni martedì, dalle ore 16 alle 16,50 alla UTE di Udine. Il nuovo corso entra a far parte dell’offerta formativa dell’istituzione universitaria friulana per il primo semestre dell’anno accademico 2017-2018 per un totale di 15 ore di lezione.
La premessa è che la Sociologia è quella scienza che studia i fatti sociali considerati nelle loro caratteristiche costanti e nei loro processi. Allora l’attenzione sarà incentrata sullo studio dell’esodo giuliano dalmata, come fatto sociale nelle sue caratteristiche e nei suoi principali processi e insiemi di comportamenti. Verranno analizzati i suoi aspetti storici, geografici, linguistici, nonché i processi culturali prodotti nelle letterature dell’esodo d’Istria, Fiume e Dalmazia. Il corso sarà aperto ai contributi ed alle testimonianze degli esuli e dei loro discendenti, intervenuti in modo costruttivo sin dalla presentazione dello stesso evento.

C’è uno studio in campo sociologico sugli esuli istriano dalmati. È l’indagine sui profughi condotta dall’Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia nel 2008. Le ultime generazioni dell’esodo giuliano dalmata – secondo tali dati – hanno solo una memoria familiare e desiderano conoscere quei fatti ancor di più oggi senza rancori, ma per orgoglio identitario, anche perché l’esodo non è più nascosto.
La programmazione didattica prevede una serie di 15 lezioni frontali e partecipate dai discenti sui contenuti elencati qui di seguito. È prevista l’utilizzazione di diapositive da vedere in Power Ponit mediante l’utilizzo del computer connesso a Internet, per poter vedere parti di alcuni filmati dal web.
Corso di Sociologia dell’esodo giuliano dalmata, diviso in 15 lezioni (preventivo).
1. Concetto di esodo degli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia.
2. Appunti di storia e geografia della Venezia Giulia e Dalmazia.
3. L’esodo del 1920 in Dalmazia e da Fiume.
4. L’esodo del 1929 in Dalmazia. L’esodo del 1941 da Zara e Fiume.
5. L’esodo del 1943-1945. L’occupazione titina di Trieste di Gorizia.
6. Il periodo 1945-1954, il TLT e il Magazzino 18.
7. L’ultima fase 1954-1963.
8. L’accoglienza in Friuli.
9. Il Centro di Smistamento Profughi di Udine.
10. Preventorio Femminile “Venezia Giulia” e Preventorio Maschile “Dalmazia” di Sappada (BL).
11. I Centri Raccolta Profughi in Italia.
12. Quattro villaggi giuliani a Udine.
13. L’ANVGD di Udine.
14. Itinerario giuliano a Udine.
15. Il silenzio degli esuli istriani.



La scuola e l’ANVGD di Udine
Dal 18 al 22 settembre 1996 due allieve della sezione turistica dell’Istituto Statale d’Istruzione Superiore “Bonaldo Stringher” di Udine, guidate dalla professoressa Nadia Tacus, docente di Economia Turistica, hanno partecipato, in veste di “ciceroni” ad un viaggio in Dalmazia, con una comitiva di esuli e con l’ingegnere Silvio Cattalini, presidente del Comitato Provinciale di Udine dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD). È la prima forma di collaborazione tra l’Istituto Stringher e l’ANVGD di Udine.
Dal 1997 Elio Varutti, docente di Economia aziendale allo Stringher, ha iniziato a raccogliere notizie da una fonte orale particolare dell’esodo e dai suoi parenti; è la signora Brussich Miranda, vedova Conighi (Pola 11 agosto 1919 – Ferrara 26 dicembre 2013).
Tra il 1998 e il 2004 sono state svolte allo Stringher alcune ricerche sull’esodo istriano dalmata in modo sporadico, affrontando argomenti di Storia e di Tradizioni Popolari, con le professoresse Enrichetta Del Bianco e Elisabetta Marioni, docenti di Italiano e Storia. Si sono attivate le prime ricerche sul Centro di Smistamento Profughi di Udine da parte di E. Varutti, in collaborazione con la Circoscrizione n. 4 – Udine sud del Comune di Udine.
È del 2005 la prima intervista strutturata ad una esule istriana, per una incredibile fuga in barca (dall’Istria alle Marche). La ricerca è stata condotta dall’allieva Monica C., a cura della professoressa Elisabetta Marioni, con la collaborazione di E. Varutti. Era l’anno scolastico 2004-2005. L’intervistata è Narcisa D. (Lussingrande, Pola 1928). In seguito ci siamo resi conto di aver raccolto le preziose testimonianze dei discendenti di Monsignor Giulio Vidulich (Lussinpiccolo 1927 – Percoto 2003).
Alla biblioteca di Codroipo (UD) il 10.02.2008, in presenza di 50 persone, con il professor Enrico Folisi, è stato presentato il libro di: Varutti Elio, Il Campo Profughi di Via Pradamano e l’Associazionismo giuliano dalmata a Udine. Ricerca storico sociologica tra la gente del quartiere e degli adriatici dell’esodo 1945-2007, ANVGD, Comitato Provinciale di Udine, 2007.
Dal 2008 all’Istituto Stringher si è sviluppata un’attività didattica incentrata sul Giorno del Ricordo con la partecipazioni di alcune centinaia di studenti e qualche decina di professori.
All’ITI “A. Malignani” di Udine, nel mese di marzo 2008 è stato presentato il libro di Varutti edito nel 2007 a oltre 400 allievi e alcuni insegnanti, con Silvio Cattalini.
A Pordenone, il 20.11.2008 presso la sede della Società Filologica Friulana (SFF), per 40 soci, con Sergio Gentilini presentazione del libro di Varutti edito nel 2007.
Dal 2009 al 2012 allo Stringher si è sempre tenuto il Giorno del Ricordo con Silvio Cattalini, Giorgio Gorlato, Pietro Fontanini, Anna Maria Zilli, Elisabetta Marioni, Gianni Nocent e Giancarlo Martina.
A Udine, presso l’Istituto “C. Percoto”, il 13.02.2012, Giorno del Ricordo con S. Cattalini E. Varutti, per 60 allievi e i loro insegnanti.
Giorno del Ricordo all’Istituto “B. Stringher” il 09.02.2013 per oltre 200 allievi e insegnanti, viale Monsignor Nogara, col sindaco Furio Honsell, E. Varutti e S. Cattalini, inaugurata la Mostra Giorno del Ricordo, 2.a edizione.
Il sindaco di Udine, F. Honsell, ha presenziato al Giorno del Ricordo allo Stringher nel 2014 con i professori Tiziana Ellero, Elio Varutti, Elisabetta Marioni, Gianni Nocent e Giancarlo Martina.
A Udine, scuola media I grado Uccellis, aula magna, 19-20.03.2014, Giorno del Ricordo, con Maria Letizia Burtulo, Dirigente scolastico, professoresse Manuela Beltramini, Maria Senis, Fulvia Bursic (da Umago) ed altri 12 insegnanti, Silvio Cattalini ANVGD, Giorgio Gorlato, E. Varutti, per 85 studenti.
Nel 2015 all’Istituto Stringher di Udine per il Giorno del Ricordo c’erano, oltre a Silvio Cattalini, il presidente della Provincia, Pietro Fontanini, Mauro Tonino, Giancarlo Martina e Elio Varutti. Poi la professoressa E. Marioni e Anna Maria Zilli, dirigente scolastico dello Stringher. Presentazione del volume “Ospiti di gente varia. Cosacchi, esuli giuliano dalmati e il Centro di Smistamento Profughi di Udine 1943-1960”, edito dall’Istituto Stringher, Udine, 2015, scritto da Roberto Bruno, Elisabetta Marioni, Giancarlo Martina e Elio Varutti.
A Udine, Istituto Stringher, 6.02.2016, Giorno del Ricordo, con Anna Maria Zilli, Dirigente scolastico, Francesca Musto, assessore alla Cultura della Provincia, Furio Honsell, sindaco di Udine, Gloria Allegretto, vice prefetto di Udine e Silvio Cattalini, presidente ANVGD di Udine, Auditorium, E. Varutti per il pubblico (22 persone) e le classi quinte della scuola (200 allievi e 19 insegnanti).
Nel complesso E. Varutti ha partecipato ad oltre 70 eventi sul tema dell’esodo giuliano dalmata, coinvolgendo oltre 5 mila persone, tra le quali oltre 3 mila e 300 studenti e insegnanti di 13 scuole in Friuli Venezia Giulia e in Veneto. Sono state interessate oltre 20 istituzioni come Comuni, parrocchie, musei e biblioteche.

Bibliografia essenziale

- Gasparini A., Del Zotto M., Pocecco A., Sterpini M., Esuli nel mondo. Ricordi, valori, futuro per le generazioni di esuli dell’Istria-Dalmazia-Quarnero, Gorizia, ISIG, ANVGD, 2008.

- Gasparini A., Del Zotto M., Pocecco A., Sterpini M., Esuli in Italia. Ricordi, valori, futuro per le generazioni di esuli dell’Istria-Dalmazia-Quarnero, Gorizia, ISIG, ANVGD, 2008.