Visualizzazione post con etichetta APO. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta APO. Mostra tutti i post

giovedì 13 agosto 2026

Il ragazzo che scelse la libertà. Livio Conti, patriota rigutinese della ‘Brigata Osoppo’. Recensione

Da Arezzo al Friuli nella Seconda guerra mondiale, passando prima per la Francia. È un libro ricco di valori. Patria, libertà, democrazia, istituzioni, religione, famiglia. Solo per menzionarne alcuni. Testo biografico scorrevole, frutto di un’appassionata ricerca storica tra varie fonti, a volte, purtroppo confuse, come nel caso della lapide posta dall’ANPI, a San Giorgio di Nogaro, in provincia di Udine, nel 2011, con due nomi di caduti su tre sbagliati (vedi pag. 74 del volume).

La copertina del bel volume
Tra documenti d’identità falsi e una storia d’amore riapparsa dall’oblio, l’Autore dell’indagine storica è riuscito a far riemergere dagli archivi familiari, parrocchiali e statali, la straordinaria vicenda del partigiano osovano Livio Conti, nome di battaglia “Cisco” e non solo.

Nacque nel 1925 Livio Conti a Rigutino, frazione di Arezzo, situata nella Valdichiana, da Zeffiro e Ada Lucci. Negli anni ’20 il padre falegname non volle iscriversi al PNF, così venne emarginato nel lavoro. Dopo la crisi del 1929, la famiglia emigrò a Marsiglia presso dei parenti. Nel 1933 il padre subì un incidente sul lavoro restandone mutilato. Con la Seconda guerra mondiale francesi e italiani furono nemici, perciò Livio nel 1940 fu rimandato in Toscana presso gli zii. Verso il 1941 fu arruolato, sedicenne, alle scuola CREM (Corpo Regi Equipaggi Marittimi) di Fermo, nelle Marche, come marconista. Dopo l’8 settembre 1943 fu nascosto dagli zii, ma nel febbraio 1944 probabilmente fu costretto ad arruolarsi nella Guardia Nazionale Repubblicana di Rigutino (AR) e fu destinato a vigilare l’Agenzia V della Società Azionaria Italiana Cellulosa e Industria di Torviscosa (SAICI), in provincia di Udine. Avendo disertato dalla GNR, col 1° giugno 1944 appartenne alla Brigata Osoppo-Friuli, una formazione partigiana d’ispirazione cattolica, laica, liberale e socialista. Catturato sul finire del conflitto, venne fucilato dai nazisti il 29 aprile 1945 a San Giorgio di Nogaro (UD).

La storia di Livio Conti, detto “Cisco”, rimase offuscata per molti decenni. È stata riscoperta grazie all'instancabile lavoro di studi e di ricerche condotte da Santino Gallorini e Massimo Pulitini. Grazie all'interessamento del Sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli e dei Consiglieri Comunali Andrea Gallorini e Piero Perticai, la memoria di Livio Conti è stata finalmente onorata: il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il 13 maggio 2024, gli ha conferito una Medaglia al Valor Militare e a Rigutino è stata posta una targa commemorativa in suo onore. Questo volume raccoglie e restituisce al pubblico la vicenda umana e partigiana di un giovane che scelse coraggiosamente la libertà, offrendo un contributo prezioso alla memoria storica della Resistenza italiana, che ebbe alcuni tristi lati oscuri.

Si ricorda, infatti, che il Comando delle Brigate Osoppo fu sterminato alle malghe di Porzûs, in Comune di Attimis, provincia di Udine. L’eccidio di Porzûs consistette nella barbara uccisione, fra il 7 e il 18 febbraio 1945, di diciassette partigiani osovani (tra cui una donna, loro ex prigioniera) da parte di un gruppo di partigiani – in prevalenza gappisti – appartenenti al Partito Comunista Italiano, su ordine dell’OZNA, il servizio segreto jugoslavo di Tito.

A corredo di questo importante libro biografico, il recensore si permette di citarne un altro sulle ambiguità e gli scontri fra gruppi partigiani, con spie, imboscate e relative soppressioni usualmente nel confine orientale perpetrate da parte di facinorosi comunisti. È il caso del racconto “Il labirinto” di Giorgio Caproni, ambientato in Val Trebbia, in provincia di Genova. Scritto nel 1944-1945, fu incredibilmente pubblicato nel 1946 e, per fortuna, riprodotto  anche di recente. La Resistenza non fu tutta rose, fiori e canti corali, anzi! Sarebbe opportuno studiarla di più in un’ottica critica, alla Renzo De Felice.

Il volume sulla storia del partigiano Livio Conti “Cisco” e di un altro patriota Enzo Fiumalbi “Tonio”, toscano pure lui e fucilato dai tedeschi nello stesso giorno a San Giorgio di Nogaro, gode della Presentazione di Roberto Volpetti, presidente dell’Associazione Partigiani Osoppo Friuli, che ha sede a Udine.

--

Il libro recensito

Santino Gallorini, Il ragazzo che scelse la libertà. Livio Conti, patriota rigutinese della «Brigata Osoppo», Arcidosso (GR), Effigi edizioni, 2026, pagg. 96. Con varie fotografie in b/n e a colori.

ISBN‏ : ‎ 979-1257391317

domenica 16 ottobre 2022

Udine, conferenza di Valter Lazzari su Holodomor, l’olocausto ucraino del 1922 voluto in URSS

Il vocabolo in Italia è ancora pressoché sconosciuto. Holodomor è la terribile carestia procurata del 1932-33 che mieté sette milioni di morti e che colpì soprattutto l’Ucraina.  Ne ricorrono i novant’anni quest’anno.

Lo scorso 12 ottobre 2022, presso il centro culturale “Il Pellicano”, in viale Venezia a Udine, promossa dall’Associazione Partigiani Osoppo-Friuli (Apo), con la partecipazione della Associazione culturale Ucraina-Friuli, si è tenuta sul tema una conferenza con immagini e filmati. È un lavoro prodotto dal Raggruppamento Ingauno Volontari della Libertà (relatore Valter Lazzari, Liguria) aderente, come l’Apo, alla Federazione Italiana Volontari della Libertà (Fivl).

Valter Lazzari, in piedi, vicino a Roberto Volpetti e alla signora Lazzari.

Supportati dalle documentate ricerche di storici come Robert Conquest, Nicolas Werth, Ettore Cinnella, Andrea Graziosi e Federigo Argentieri, sono emersi gli elementi qualificanti di quel colossale crimine dell’URSS.

Non solo non fu per cause naturali ma neppure per sole inefficienze o negligenze: fu una carestia pianificata. Fu genocidio di classe, per schiacciare i contadini indipendenti, riducendo tutti a salariati, con fucilazioni o deportazioni per chi si opponeva. E fu anche, per l’Ucraina, genocidio nazionale, per la contestuale repressione degli intellettuali e delle chiese, ortodossa e cattolica.

Soprattutto  la seconda  parte della serata ci interpellava come europei e come italiani: perché per tanti decenni questa ignoranza e misconoscimento? Le cose si potevano sapere ma c’è stata reticenza: col negazionismo fin che si è  potuto, poi con il riduzionismo (negando l’entità  numerica del disastro),  infine con il giustificazionismo (“ma era per un bene superiore...”).

Si pensi  che del saggio principale che alzò il velo del silenzio “Raccolto di Dolore”, uscito negli Usa nel 1986, una casa editrice  italiana ne acquistò i diritti, impedendo così ad altri la pubblicazione,  ma lo tenne nei cassetti; poté uscire solo diciotto anni dopo.

Tra gli altri, in riferimento alla crisi alimentare dell’Ucraina si ricorda che il romanziere Vasilij Grossman, nel suo Tutto scorre..., del 1971, ha scritto che: “facevano a pezzi i morti e li cuocevano, uccidevano i propri figli e li mangiavano”.

Udine, 12 ottobre 2022, conferenza presso il centro culturale “Il Pellicano”, in viale Venezia a Udine, di Valter Lazzari su Holodomor, una parte del pubblico

È stato, quello del 12 ottobre, un evento di cultura e pure di solidarietà fattiva: non solo beni materiali agli amici ucraini in Italia ma, di più, aiutare gli italiani a conoscere meglio la storia di quel paese.  Come dice lo storico Graziosi, lo Holodomor è l’evento identitario su cui si fonda la legittimazione dello stato ucraino: ciò che per noi sono il Risorgimento e la Resistenza.  Quanto mai pertinente, quindi, che l’organizzatore dell'evento fosse l'Associazione Partigiani Osoppo-Friuli, presieduta da Roberto Volpetti, che ha aperto i lavori della serata.

In sala, tra i presenti, c’erano Bruno Bonetti, Sergio Satti, Luciano Bonifazi e Eda Flego, dell’ANVGD di Udine.

---

Testi di Bruno Bonetti e Elio Varutti, coordinatore del Gruppo di lavoro storico-scientifico dell’ANVGD di Udine. Networking a cura Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Lettori: Bruno Bonetti. Fotografie di Bruno Bonetti. 

L’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, ha sede in Via Aquileia, 29 – primo piano, c/o ACLI. 33100 Udine.  – orario: da lunedì a venerdì ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin. Vicepresidente: Bruno Bonetti. Segretaria: Barbara Rossi. Sito web:  https://anvgdud.it/