“Il maladetto fiore. Armi,
battaglie e banchieri toscani nel Friuli medievale”. Ecco il titolo dell’originale
conferenza organizzata dall’Associazione dei Toscani in Friuli Venezia Giulia
il 7 luglio 2016.
Flaviano Bosco e Andreina Tonello alla conferenza sugli usurai toscani al Museo di Fontanabona. Fotografia di Elio Varutti
È stata una intensa serata, dal punto di vista culturale
quella tenuta presso il Museo di Storia Contadina di Fontanabona, nel Comune di
Pagnacco, in provincia di Udine, con letture di Dante e di altri noti esponenti
della letteratura italiana.
Alessia Biason, assessore alla Cultura di Pagnacco, ha aperto l’incontro ricordando che «appena
un anno fa abbiamo inaugurato questo spazio sul prato vicino al Museo, grazie
alla collaborazione degli operatori del museo stesso e grazie anche alla Pro-loco
di Pagnacco». Dopo il saluto di Anna Damiani. Conservatore del Museo di
Storia Contadina di Fontanabona, ha parlato anche Angelo Rossi, presidente dell’Associazione
dei Toscani in Friuli Venezia Giulia.
Flaviano Bosco ha iniziato
la sua relazione incentrata sul Patriarcato di Aquileia, uno degli arcivescovadi
più ricchi d’Europa. Possedeva molte proprietà terriere e lucrava sui dazi
pagati per le merci in transito sul suo territorio, che andava da Como, in Lombardia, fino all’Istria.
La zecca di Aquileia batteva una delle monete più diffuse e pregiate d’Europa,
come fu anche il fiorino toscano. “Il maladetto fiore”, come scrisse Dante
nella Divina Commedia, Paradiso - Canto IX, poiché frutto di speculazioni usurarie.
Angelo Rossi, presidente Associazione Toscani FVG e Alessia Biasion, assessore alla Cultura del Comune di Pagnacco nel cortile del Museo di Fontanabona. Fotografia di Elio Varutti
Alla lezione
tutta al microfono di Flaviano Bosco si alternavano le letture di Andreina
Tonello, da Italo Calvino a brani di cronisti medievali.
I primi banchieri a mettere
piede in Friuli furono i senesi Piccolomini, chiamati dal patriarca Bertoldo di Andechs, nel 1249, per un mutuo per sostenere le guerre e le battaglie del
tempo. Poi giunsero i Bonsignori, col patriarca Gregorio di Montelongo. I toscani
non si accontentavano dei prestiti a usura, miravano ad accaparrarsi le chiuse
dei dazi, che fruttavano cospicui introiti: Chiusaforte, Gemona, Monfalcone.
Anna Damiani, Conservatore del Museo di Storia Contadina di Fontanabona. Fotografia di Elio Varutti
Altri
banchieri toscani attivi per il Patriarcato furono i Capponi, i Bardi e i Peruzzi,
quelli del famoso crollo finanziario del 1346. A Spilimbergo c’era l’usuraio
Silvestro Brunelleschi. Gli ultimi banchieri menzionati sono stati i Mannini di
Firenze, divenuti poi Manin, nobile famiglia veneziana, che diede l’ultimo doge
alla Serenissima Repubblica di San Marco.
Nel finale il relatore si è,
forse, dilungato un po’ troppo sugli aspetti violenti, sadici e sanguinolenti
delle battaglie medievali, con particolare riferimento alle armi usate per
infierire sui corpi dei nemici in modo devastante.
Allora ci ha pensato l’assessore
alla Cultura del Comune di Pagnacco a chiudere l’incontro dando un grande senso
alla serata. «Anche nei nostri tempi certi fatti di violenza estrema hanno
colpito a Dacca, in Bangladesh – ha detto Alessia Biason – e proprio domani a
Udine ci sarà il lutto cittadino, per ricordare le vittime friulane della
orrenda strage perpetrata dai terroristi islamici».
Il prossimo appuntamento
Il prossimo appuntamento
dell’Associazione Toscani FVG si intitola: “In su la strada nell'hosteria. Machiavelli
Principe del vino”. A cura di Flaviano Bosco e Andreina Tonello
Si terrà Giovedì 28 luglio
2016, alle ore 18,30 nell’antica cantina LIVON di Dolegna del Collio località
Vencò 1, in provincia di Gorizia.
Sono previsti momenti musicali e immagini. Al
termine della conferenza sarà servito un Buffet in cantina con prodotti dell’enogastronomia
friulana preparato dalla VINERIA VENCO’ del Collio.
Le prenotazioni per il
Buffet il cui costo a persona è di € 18,00 dovranno essere effettuate entro
venerdì 22 luglio 2016, telefonando al n. 335.6052508.
Flaviano Bosco e Andreina Tonello alla conferenza sugli usurai toscani al Museo di Fontanabona. Fotografia di Elio Varutti
Bibliografia orientata
La prima metà del Duecento
in Friuli patriarcale fu caratterizzata da una certa stabilità economica, con
l’impulso di nuovi scambi commerciali con le regioni italiane e quelle del
mondo tedesco. Si insediarono in Friuli certi commercianti e banchieri toscani,
soprattutto di Siena e di Firenze, assieme ad altri operatori ebrei,
specializzati nel cambio di monete e nei prestiti, anche perché venivano loro impedite
molte altre professioni.
A questo proposito mi permetto di suggerire un
riferimento bibliografico ad una mia ricerca personale, in lingua italiana e
inglese, 2012:
Fotografie riprese da Facebook
8.7.2016 - Bandiera a mezz'asta sulla specola del Castello di Udine, segno di lutto per la strage dei friulani in Bangladesh. Fotografia di Leoleo Lulu, che si ringrazia per la collaborazione
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