Visualizzazione post con etichetta Carinzia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Carinzia. Mostra tutti i post

mercoledì 3 ottobre 2018

Bella gita in Carinzia con l’ANVGD di Udine


Domenica 30 settembre 2018 si è svolta una gita culturale in Austria, nella Carinzia celto-romana. Nel Comune di Magdalensberg, a mille metri di altezza, si trovano i più importanti scavi archeologici dell’Austria.
I gitanti in Carinzia. Fotografia di Girgio Gorlato

Il Magdalensberg, vicino a Klagenfurt, costituisce uno straordinario museo all’aperto e offre una interessante immagine di un centro alpino del primo periodo imperiale. Tra gli edifici messi in luce c’è un tempio a due celle entro un’area porticata, un edificio di rappresentanza, un edificio termale, numerose abitazioni private e vari spazi per attività artigianali.
La visita è arricchita con numerosi reperti esposti, tra vetri, manufatti in metallo e ceramica, lucerne ed altro. Essi sono in parte d’importazione aquileiese. Sono importanti per capire i rapporti tra le nostre terre, che un tempo erano più unite di oggi, sia sul piano culturale, sia su quello economico. Poiché ci si trova nella vecchia “Carantania”, ducato noto per i suoi principi democratici, tanto da essere preso a modello dapprima dell’impero asburgico e poi  per gli Stati Uniti d’America. Si è visitato il trono del duca, presso il quale avveniva l’investitura nobiliare.
Affreschi in rosso pompeiano... in Austria a Magdalensberg. Fotografia di Giorgio Gorlato

Il duca veniva dapprima eletto dai rappresentanti del popolo e in seguito egli veniva intronizzato da un contadino, in nome del popolo stesso. Si sono ripetuti i passaggi più significativi dell’investitura. Si è visitato anche il santuario di Maria Saal, con bassorilievi romani e con la campana più grande della Carinzia, fusa con i cannoni turchi.
La Sedia del Duca, simbolo dell'indipendenza della Carinzia, esistente dal 976. Fotografia di Giorgio Gorlato

Nel corso della gita si è rifatto il percorso dei Cramars friulani (veditori ambulanti) e si è capito il rapporto tra friulani e carinziani e tra carinziani tedescofoni e slovenofoni. Si è pure compreso il plebiscito del 1920 nel quale i cittadini carinziani della zona mistilingue dovevano scegliere tra Austria e Slovenia, fino alla pacificazione definitiva del 2010.
La bella e riuscita gita si è tenuta per l’organizzazione dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Comitato Provinciale di Udine (Anvgd) con la impareggiabile collaborazione della Associazione Allergie e Pneumopatie Infantili Onlus – Associazione Senza Fini di Lucro (Alpi). Per l’Anvgd erano presenti una quindicina di soci, oltre a Bruna Zuccolin, presidente udinese del sodalizio degli esuli istriani, fiumani e dalmati. Si precisa che la ALPI è presieduta da Mario Canciani, nato a San Canzian d'Isonzo (GO) con avi di  Dignano d'Istria.
Il gruppo di gitanti al Magdalensberg, compresi vari istriani

Ecco il sito archeologico del Magdlensberg

Foto di gruppo al Magdalensberg

Reperti romani in mostra

Altare ligneo a portelle nel santuari di Maria Saal

Il santuario di Maria Saal
--
Servizio giornalistico e di Networking a cura di Tulia Hannah Tiervo, Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Fotografie di Giorgio Gorlato e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Vicolo Sillio, 5 – 33100 Udine. Telefono e fax 0432.506203. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

sabato 22 luglio 2017

Lotta per la fede al Museo civico di Villaco, Austria

A 500 anni dalla Riforma protestante (1517-2017) il Museo cittadino di Villaco ha voluto dedicare un’ampia sezione delle sue sale a tale evento. Si presenta col titolo Ringen um den Glauben (Lottare per credere) la rassegna temporanea di intenso valore storico, teologico e, perché no, anche linguistico.
Maestro della Scuola di Villaco, Trittico a battenti di Maria Gail, 1515, lato particolare, Museo di Villaco. Fotografia di E. Varutti

Lottare per credere, oppure Lottare intorno al credere. Tradotto anche con “La lotta per la fede”. Così viene sintetizzata nelle sale espositive l’esperienza di Martin Lutero trasmessa anche a Villaco verso il 1526. L’edificio romanico del Duomo di San Giacomo diviene la prima chiesa protestante della Carinzia e dell’Austria, ritornando dopo la Controriforma al rito cattolico romano, nel 1594.
L’opera più significativa della rassegna estemporanea, a mio parere, è un gustoso doppio ritratto attribuito alla bottega di Lucas Cranach il Vecchio. È un olio su legno del 1529, col titolo: Martin Lutero e la sua consorte Katharina von Bora. Lui con dei fogli in mano e lei dal volto molto dolce, rispetto ad altri ritratti noti e con le mani in mano. 
Poi ci sono zone di ambientazione, come il tavolo da pranzo dell’epoca. Molti oggetti in mostra sono di carattere religioso, come libri sacri, calici e stampe originali. Non poteva mancare la statua gotica di San Giacomo, in pietra arenaria dipinta. Molto bello è il Trittico a battenti di Maria Gail, del 1515, del Maestro della Scuola di Villaco. Se ne vedono qui solo due pitture, fronte e retro, come è per ogni flügelaltar (altari a battenti).
Molto popolare è il basto (in friulano: crama o crassigne) per portare oggetti a spalla. Arricchito da un cuscino per alleviare il peso sulla schiena. Viene usato in Austria nel Seicento nell’esodo per contrasti religiosi, dopo la Controriforma.

Maestro della Scuola di Villaco, Trittico a battenti di Maria Gail, 1515, retro lato particolare, Museo di Villaco. Fotografia di E. Varutti

Martin Lutero (1483-1546), teologo di Eisleben, è l’iniziatore della Riforma protestante. Monaco agostiniano, essendo scandalizzato per la vendita delle indulgenze, nel 1517 affigge alle porte del Duomo di Wittemberg 95 tesi sul peccato. La sua riflessione teologica verte sull’indulgenza, la penitenza e il purgatorio. Così facendo mette in dubbio l’autorità del Papa. Lutero si appella ad una religiosità interiore contro l’esteriorità delle opere, mettendo le basi per la Riforma che da lui prende il nome: luteranesimo. 
Nel 1520, con lo scritto Alla nobiltà cristiana della nazione tedesca, organizza la protesta e il distacco da Roma. Viene subito dichiarato eretico da Leone X. Brucia in piazza una copia della bolla Exsurge, Domine. Con l’editto di Worms viene bandito da Carlo V nel 1521. Viene accolto e protetto da Federico di Sassonia (Wartburg), ove nel 1522 traduce il Nuovo Testamento nella variante sassone della lingua tedesca. Tale testo è il primo contributo moderno alla letteratura nazionale tedesca. Nel 1534 traduce tutta la Bibbia. Il dialetto sassone diviene da quel momento la lingua nazionale tedesca.
Frammento di pietra funebre ebraica del 1350, rinvenuta nel 1971 a Mölthschach, a sud-ovest della città. Museo di Villaco.

Il Museo di Villaco espone altri reperti, oltre a quelli della Riforma protestante. È interessante lo stesso edificio, essendo una costruzione del XVI secolo, poiché racchiude un cortile in stile rinascimentale. Vi sono infatti oggetti del Neolitico e del periodo celtico: monili, armi e una deliziosa statuetta di Beleno, divinità dei Celti. Poi ci sono le lapidi di età Romana (anche nel cortile, vicino ai resti delle mura medievali che cingevano la città), dato che qui fondarono la stazione viaria di Santicum, nei pressi delle sorgenti termali di Warmbad.

Martin Lutero e la sua consorte Katharina von Bora. Doppio ritratto attribuito alla bottega di Lucas Cranach il Vecchio, 1529, olio su legno, Collezione privata. Museo di Villaco.

Poi ci sono le sale con gli oggetti e le opere d’arte del Medioevo, con il passaggio in città di Paracelso, oltre alle collezioni d’arte degli ultimi secoli (pitture, sculture e oggettistica). Curiose sono le sale con armi e divise di tipo napoleonico, dato che la città dal 1809 al 1813 è incorporata nelle Provincie Illiriche, sotto il dominio francese. Durante la Prima guerra mondiale Villaco è sede della 10^ armata austro-ungarica impegnata sul fronte italiano.
Ad esempio, c’è pure un frammento di pietra funebre ebraica del 1350, rinvenuta nel 1971 a Mölthschach, a sud-ovest della città, vicino alla frazione di Judendorf.

San Giacomo, statua gotica, pietra arenaria dipinta. Museo di Villaco. Fotografia di E. Varutti

La città è citata nell’anno 878 avendo un ponte sul fiume Drava “pontem Uillah”. L’imperatore Ottone II nel 979 fa menzione della “corte reale di Fillac”. È nel 1007 che l’imperatore Enrico II regala Villaco alla diocesi di Bamberga, con possedimenti fino a Malborghetto, Tarvisio e Pontafel (la Pontebba austriaca, che si anteponeva a quella della Serenissima Repubblica di Venezia). 
Solo nel 1759 l’imperatrice Maria Teresa d’Austria ricompra la città, per un milione di fiorini, e la pone sotto l’Impero degli Asburgo. Nel Novecento sono da ricordare i 52 bombardamenti aerei degli alleati che distruggono la stazione di Villaco, appartenente al Terzo Reich, e lo snodo ferroviario fondamentale per i nazisti, oltre a circa 1300 edifici civili, compreso il centro storico, con i suoi stupendi edifici cinquecenteschi.
Una ambientazione di tavolata rinascimentale nel Museo di Villaco, oltre a vari monitor con originali video clip sulla mostra "La lotta per la fede" sul luteranesimo. Fotografia di E. Varutti
--
Questo articolo non vuole e non può essere una guida del Museo di Villaco. L’obiettivo dell’autore è di incuriosire il turista italiano e di spingerlo a visitare tale piccolo, ma interessante museo situato a pochi chilometri dall’Italia, vicino a Tarvisio, in Friuli Venezia Giulia.
Villaco, sulle sponde del fiume Drava, è la seconda città della Carinzia, per numero di abitanti, dato che ne conta 61 mila (dati del 2016).  
--

Das Ringen um den Glauben, Museo della città, da martedì a domenica dalle ore 10 alle 16,30 – Widmanngasse 38, Museo civico di Villaco (Austria), dal 5 maggio fino al 31 ottobre 2017.
--
Servizio giornalistico fotografico e di networking a cura di E. Varutti. Si ringrazia la direzione del Museo civico di Villaco per la diffusione e la pubblicazione delle immagini.

Libro dei canti al tempo del Protestantesimo clandestino. Manoscritto su carta. Museo Diocesano di Fresach. Esposto al Museo di Villaco. Fotografia di E. Varutti

Un altro scorcio della particolare rassegna al Museo civico di Villaco "La lotta per la fede".

Basto (in lingua friulana: crama o crassigne) per portare oggetti a spalla. Si noti il cuscino per alleviare il peso sulla schiena. Usato in Austria nel Seicento nell’esodo per contrasti religiosi. Museo di Villaco.

Foglio ricordo dallo spazio per i bambini, dove possono pitturare,  vedere la stampa e l'uso della ceralacca.

domenica 30 ottobre 2016

Gita ai laghi di Fusine, Tarvisio, Italia

Il posto è così incantevole da sembrare uno spazio da favola. Gli stupendi laghi sono di origine glaciale. Essi sono collegati tra loro da sentieri non difficili, ma è meglio essere dotati di scarponcini da montagna. Vi troverete nel bel mezzo di un fitto bosco di abete rosso e di altre piante, alla pendici della catena montuosa del Gruppo del monte Mangartla cui cima più alta è di 2.677 m s.l.m.
Siete nella foresta demaniale più grande d'Italia, a pochi metri dalla Slovenia e a qualche chilometro dalla Carinzia (Austria). Ma è tutta Unione Europea.

Lago Inferiore, con la Capanna Edelweiss albergo ristorante

Nell’ambiente, curato e ben mantenuto, vivono vari animali e potrete vedere piante tipiche. Il luogo cambia colore come la tavolozza di un pittore impressionista; si trasforma a seconda delle stagioni. Regnano il verde e l'azzurro. Poi ci sono il giallo, l'arancio, il rosa, il marrone, il bianco della neve. Ciò rende proprio magico questo luogo. Per i più interessati si nota la possibilità di raggiungere il rifugio Zacchi, spesso chiuso, tuttavia, in autunno e inverno.
I Laghi di Fusine (Lâcs di Fusinis in friulano, Weißenfelser Seen, in tedesco, Belopeška jezera in sloveno) sono due: il Lago Superiore ed il Lago Inferiore. Sono nel comune di Tarvisio, in provincia di Udine, dove regna il plurilinguismo di tradizione e civiltà. Le enciclopedie li considerano fra i più begli esempi di lago alpino.
Lago Superiore, Lago 2, il 29 ottobre 2016

Come dalle note caratteristiche riprese dagli uffici del turismo il Lago Superiore si trova a 929 m s.l.m., ha una profondità massima di 10 m ed una superficie di 9 ha. Il Lago Inferiore si trova a 924 m s.l.m., ha una profondità massima di 25 m ed una superficie di 13,5 ha. Nelle vicinanze del lago inferiore si trovano anche altri due minuscoli specchi d’acqua, chiamati laghi piccoli. Il Lago Superiore alimenta il lago Inferiore per via sotterranea e quest'ultimo alimenta l’emissario di entrambi i laghi.
Lago 2 con l'anfiteatro del monte Mangart

Lungo la strada che porta ai laghi, una volta che sarete usciti da Tarvisio, si notano una serie lunga di cascatelle ed un sentiero accessibile. Parcheggi possibili nei presi della Capanna Edelweiss albergo.
Lì vicino c'è un parcheggio per handicap, con possibilità di fare un piccolo giro in carrozzina sulla riva del lago.  
La località si trova a 12 km. da Tarvisio, facilmente raggiungibile via autostrada Alpe Adria Udine-Austria (uscita “Tarvisio”) e/o via ferrovia (stazione Boscoverde/Tarvisio), poi in taxi; non c’è servizio bus urbano.

Note
Via Roma, 14
33018 Tarvisio (UD)
Tel: + 39 0428 2135

info.tarvisio@promoturismo.fvg.it

---
Si ringrazia per le fotografie  D&C
Networking di Elio Varutti

Si propone ora un trafiletto dal quotidiano di Udine «Libertà» del 4 giugno 1946, p. 2 sulle gite del primo dopoguerra da Udine. Dove? Beh! Ai laghi di Fusine !!!