sabato 23 dicembre 2017

Ferrara, visita al Museo Nazionale dell’Ebraismo italiano e della Shoah

Ebrei in Italia? Te li spiega il MEIS di Ferrara per filo e per segno. L’acronimo sta per: Museo Nazionale dell’Ebraismo italiano e della Shoah (MEIS). È nuovo di zecca, anche se l’entrata sfrutta la struttura del vecchio carcere ferrarese, in Via Piangipane. 
Epitaffio di Aster, III-IV sec., marmo, da Roma, Catacombe di Monteverde, Città del Vaticano, Musei Vaticani. Secondo gli esperti, vista la delicatezza dei simboli (gli uccellini) Aster (o Stella) doveva essere una bambina. MEIS Ferrara

Per il 2020 si punta ad avere altri cinque edifici. L’attuale esposizione è molto istruttiva, chiara e ben allestita. Le didascalie degli oggetti in mostra e i commenti di sala sono bilingui: italiano e inglese. Gli spazi di movimento nel padiglione moderno sono gradevoli e accessibili alla sedia a rotelle, al carrello deambulatore o al passeggino.
Il MEIS è stato istituito dal Parlamento nel 2003. È chiamato a descrivere gli oltre due millenni di vitale e ininterrotta presenza degli Ebrei in Italia, con le loro tradizioni e i fondamentali contributi alla storia e alla cultura del Paese, nonché all’ebraismo nel suo insieme.
La museologia più attenta qui la fa da padrone sin dal colore generale delle pareti che mira a farti concentrare sugli oggetti esibiti. Poi ci sono dei grandi pannelli con alcune video presentazioni del tema curate dai docenti universitari italiani, europei e di caratura mondiale. Ti sembra di averli lì, in sala, ma tali personaggi registrati, ripetono diligentemente le concise, ma dotte illustrazioni. Ci sono alcune carte geografiche stilizzate per far comprendere la storia degli ebrei dall’antichità sino alle prime migrazioni e deportazioni, ai tempi dell’antica Roma.
L'entrata del MEIS di Ferrara, in Via Piangipane

Si capisce quindi la presenza della componente italiana degli ebrei in Europa, oltre a quella sefardita, della penisola iberica, a quella ashkenazita del mondo tedesco renano e centro-europeo e a quella slava dell’Europa orientale. Così il visitatore comprende appieno il titolo della rassegna temporanea: “Ebrei, una storia italiana, i primi mille anni”. In effetti i pezzi in mostra sono datati dal II secolo a.C., al Medioevo (X secolo d.C.). 
Si possono vedere oltre 200 oggetti provenienti dai musei di tutto il mondo, con qualche riproduzione. Dalla Cambridge University Library al Genizah del Cairo, dal Museo archeologico di Napoli ai Musei Vaticani, dalla Bodleian Library di Oxford al Jewish theological seminary di New York. Tra le altre, ci sono pure dei pezzi del Museo archeologico di Aquileia o della Chiesa di Santa Eufemia di Grado, tanto per citare il Friuli, quando si chiamava “X Regio Venetia et Histria”, sotto l’Impero romano. Lapidi o epigrafi sono presenti a decine, venti sono i manoscritti, 7 gli incunaboli, 18 i documenti medievali. Chiudono la rassegna oltre cento sigilli, monili, monete, le interessanti lucerne e gli originali amuleti.
Una delle prime sale espositive col docente (videoregistrato) che ti spiega i fatti nel pannello al centro. MEIS Ferrara

Il percorso museale è stato ideato da Anna Foa, Giancarlo Lacerenza e Daniele Jalla, con l’allestimento dello studio Tortelli Frassoni. L’itinerario espositivo precisa bene le zone di provenienza e la dispersione del popolo ebraico. Vengono ripercorsi i tragitti lungo il Mar Mediterraneo, in seguito alla distruzione del Tempio, da parte dell’imperatore Tito, nel 70 d.C.. Il suo famoso Arco, a Roma, qui è stato duplicato in gesso col noto fregio degli esuli ebrei che portano la menorah. 
È ben chiarita la presenza degli ebrei nell’Italia meridionale dal mondo pagano a quello cristiano. Essi erano in posizione di schiavitù oppure in fase di integrazione.    
Il nuovo museo è stato inaugurato il 13 dicembre 2017, con tanto di presidente della Repubblica Sergio Mattarella e col ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini. Non è tutto, perché c’erano pure il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, il sindaco Tiziano Tagliani e l’ambasciatore di Israele in Italia Ofer Sachs. 
Dario Disegni è il direttore del MEIS. La mostra, che resterà aperta fino al 16 settembre 2018 è accompagnata da un catalogo dell’editrice Electa. Oltre ai numerosi oggetti della rassegna, in una stanza apposita prima di uscire dal museo, a sinistra, è possibile vedere il documentario (ogni mezzora) intitolato “Con gli occhi degli ebrei italiani”, a cura di Giovanni Carrada e di Simonetta Della Seta, direttrice del MEIS. Il video racconta 2.200 anni di vita ebraica. Il ruolo degli ebrei in Italia nella storia contemporanea, in certi casi, è divenuto strategico, avendo puntato sulla cultura.
Ecco il Giardino delle Domande, che mostra quattro itinerari sulle regole dell'alimentazione ebraica, secondo diverse difficoltà. MEIS Ferrara

Si ricorda che, dal 1889 al 1895, il primo sindaco ebreo eletto in Italia è di Udine e si chiama Elio Morpurgo (1858-1944). Già presidente della Camera di commercio, poi fu sottosegretario alle Poste e all’Industria tra il 1906 e il 1919, fino a divenire senatore del Regno nel 1920. Il barone Elio Morpurgo fu prelevato dai nazisti ultraottantenne e ammalato in ospedale il 26 marzo 1944 e deportato alla Risiera di San Sabba di Trieste, il successivo 29 marzo, per poi finire di vivere in Austria, dove morì di stenti tra i suoi carcerieri.
Pur essendo una minoranza, la comunità ebraica non ha mai superato le 50 mila unità, sono importanti per la vita sociale e culturale del paese. A Trieste gli ebrei iscritti sono 513, nel 2017, unica presenza ufficiale del Friuli Venezia Giulia, mentre nel passato erano sparsi in vari paesi. 
Epitaffio di Claudia Aster, nata a Gerusalemme e morta in Italia al termine del I sec. d.C. MEIS di Ferrara

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Orari 
Il Museo, la mostra e l’installazione saranno aperti fino a domenica 16 settembre 2018 nei seguenti orari: dal martedì al mercoledì e dal venerdì alla domenica dalle 10.00 alle 18.00, e il giovedì dalle 10.00 alle 23.00. Giorni di chiusura: tutti i lunedì, 31 marzo (primo giorno di Pesach), 10 settembre (primo giorno di Rosh Hashanà) e 19 settembre (Kippur).
Lucerna della sinagoga di Ostia, II-III sec., Ostia Parco Archeologico di Ostia Antica. MEIS di Ferrara

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Biglietti 
Biglietto intero € 10,00, ridotto € 8,00 (dai 6 ai 18 anni compresi, studenti universitari, categorie convenzionate); gruppi da 8 a 15 persone € 6,00 (un accompagnatore gratuito ogni 15 paganti); scuole € 5,00 (due accompagnatori gratuiti per ogni classe). Entrano gratuitamente i bambini sotto i 6 anni, i diversamente abili al 100% con un accompagnatore, i giornalisti e le guide turistiche con tesserino, i membri ICOM e i militari in divisa.

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Servizio giornalistico, di fotografia e di networking di Elio Varutti

L'entrata del nuovo padiglione del MEIS di Ferrara

Il vecchio carcere di Ferrara, ora MEIS con una parte del Giardino delle Domande

L'ingresso principale del MEIS di Ferrara

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