domenica 17 dicembre 2017

Presentata la traduzione del libro del ceco Mucha, a Udine

Mercoledì 13 dicembre 2017, alle ore 17, in sala Florio, a Palazzo Florio, in vicolo Florio a Udine si è tenuta la presentazione del volume “Alfons Mucha. L’artista e il suo tempo” di Jiří Mucha. Il volume è appena stato pubblicato da Schena editore, di Fasano, provincia di Brindisi, con l’attenta traduzione dal ceco di Tiziana Menotti.
Paolo Petiziol, Tiziana Menotti, Gabriella Bucco e Anna Maria Perissutti in sala Florio per la presentazione del libro su Mucha

L’evento è stato organizzato dal Dipartimento di Lingue e Letterature, Comunicazione, Formazione e Società dell’Università di Udine, con il patrocinio del Consolato onorario della Repubblica Ceca in Udine e in collaborazione con l’Associazione culturale “Mitteleuropa”. Il pomeriggio culturale è stato aperto da Anna Maria Perissutti, docente di Lingua ceca all’Università di Udine.
Ha poi preso la parola Paolo Petiziol, console onorario della Repubblica Ceca. “È un personaggio artistico impressionante questo Mucha – ha detto Petiziol – e anche molto misterioso, del resto era un massone e allora legato al concetto novecentesco di patria e di nazione”.
Tiziana Menotti, con l’aiuto di alcune diapositive, ha mostrato ai presenti gli aspetti biografici del grande artista, nato nel 1860 a Ivančice, in Moravia, con studi a Monaco e Parigi. “Quando nel 1969 in Cecoslovacchia uscì la prima edizione di questo libro, scritto dal figlio – ha detto la Menotti – recava il titolo ‘Can can con l’aureola’, per rimarcare il segno grafico del cerchio che si nota in molti profili femminili nelle forme di Art Nouveau, o meglio di Jugendstil del mondo ceco e slovacco".
Si può rimarcare che l’aureola è un segno grafico tipico di Mucha, forse la si ritrova altrove, ma in grafica è sua tale idea.
È stato, infine, accennato al grande sogno panslavista di Mucha, realizzato su venti tele di grandi dimensioni dal 1911 al 1931.
Poi, si può aggiungere, ed è un motivo di orgoglio friulano, che al museo di Praga è possibile trovare il libro in questione, unico volume sull’artista scritto in italiano che un turista può comprare. Si accenna al fatto che, a parte i cataloghi delle mostre e qualche monografia soprattutto iconografica, su Mucha in Italia non c'è nulla, a parte ora questa biografia. In questi mesi, si sa che l’Epopea slava, si trova esposta in Oriente.

Poi c’è stato il partecipato intervento di Gabriella Bucco, storica dell’Arte. “Questo è un volume a metà tra letteratura e storia dell’arte – ha detto – perché il talentuoso Alfons Mucha era nato in Moravia, che ha dato numerosi esperti nelle arti applicate, come la grafica o la lavorazione del metallo e la fabbricazione del gioiello, allora si potrebbe dire che egli era molto diligente, costante e assai contraddittorio”. Anche la professoressa Bucco si è avvalsa di interessanti diapositive per la sua dotta esposizione, seguita con estrema attenzione e piacere dai presenti.


Il museo di Mucha a Praga
C’è un museo a Praga dedicato alla vita e alle opere di Alfons Mucha (1860-1939). Secondo il sito web di tale museo Mucha è un rappresentante di fama mondiale dello stile Liberty. Le sale espositive si trovano nel palazzo barocco di Kaunitz, nel centro di Praga. La selezione di circa 100 opere, che include pitture ad olio, disegni, pastelli, sculture, fotografie e oggetti personali, offre una visione unica del mondo dell’autore di manifesti per Sarah Bernhardt. Fanno parte del museo una caffetteria ed un negozio di souvenir ispirati ai motivi di Mucha.
Questa esposizione offre una panoramica completa dell'opera artistica globale di Alfons Mucha (1860-1939), ad eccezione dell’Epopea Slava. Così si legge nell'Introduzione al Museo di Mucha, in lingua italiana. L’attenzione è rivolta soprattutto all’epoca parigina (1887-1904), durante la quale realizzò le sue opere più celebri. Qui viene presentata una serie di manifesti, i più importanti dei quali sono quelli realizzati per Sarah Bernhardt, una serie di pannelli decorativi caratteristici e un ampio campione di "Documents décoratifs" (1902), ovvero modelli tratti dai suoi schizzi parigini. Altri oggetti decorativi, sculture ed esempi di progetti letterari sono conservati nelle vetrine. 
Alcune sezioni speciali sono dedicate ai manifesti creati successivamente in Boemia (1910-1939), ai disegni e ai dipinti ad olio. Qui non viene trascurato nemmeno il rapporto tra Mucha e Praga. Alla fine dell’esposizione c’è un abbozzo dello studio di Mucha con i mobili originali, le fotografie della sua famiglia e un gruppo di fotografie da studio scattate da Mucha a Parigi. Fa parte dell’esposizione anche un documentario di mezzora sulla vita e sulle opere di Mucha.

Indirizzo: Museo Alfons Mucha (Muchovo muzeum), Panská 7, Praha 1 - Nové Město, 11000
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Servizio giornalistico e di fotografia di Elio Varutti. Networking di Sebastiano Pio Zucchiatti.

Gli stupendi manifesti di Mucha dal sito web del Museo dedicato a lui a Praga

Epica slava di Mucha, nel palazzo Veletržní, Galleria Nazionale di Praga – / Mucha’s Slav Epic in Veletržní Palace. Si ringrazia per la gentile concessione alla riproduzione il seguente sito webhttp://www.czechtourism.com/it/e/muchas-slav-epic/

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