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domenica 16 novembre 2025

Le stravaganti donne disegnate di Daniela Fattori, con liriche orientate

C’è stato il Finissage delle opere di Daniela Fattori, in arte Dan. Erano in mostra fino al pomeriggio del 15 novembre 2025 alla Libreria Tarantola di Via Vittorio Veneto a Udine. L’apertura della esposizione, il Vernissage, era stata il 15 ottobre scorso. La poliedrica rassegna, per usare e parole di Cristina Carignani, intervenuta all’incontro con tante domande all’artista per un acuto dialogo, ha coinvolto molti visitatori che affollavano la sala.

Daniela Fattori, Donna di quadri, 2025
Vari neuropsichiatri affermano che l’arte pittorica accenda il cervello. Ecco che le donne stravaganti di Daniela Fattori rischiano di farcelo trotterellare il cervello.

Il titolo della mostra era: “I minimi, invisibili dettagli di poesia”, che è pure il titolo di un originale libretto stampato da La Legotecnica (UD), per l'impaginazione di Giulia Rizzi, con le immagini delle donne illustrate dalla pittrice alla sua prima personale. Si sappia che tra i cinque libri pubblicati dall'Autrice questo de "I minimi" è il secondo dedicato alla Poesia. Ogni disegno esposto in sala era infatti accompagnato da un silloge, o da un prosa ideata da Daniela Fattori, sempre lei, con il suo ricco bagaglio culturale di studentessa e poi docente dell’Istituto statale d’Arte “Sello”, dove insegnò Progettazione. 

Non solo arte visiva e letteratura perché c’è stata pure un performance, a completamento della serata poliedrica alla Tarantola, con la partecipazione straordinaria di Mauro Cantarutti, Elisabetta Englaro, Fedra Modesto e Vera Paoletti. D’altronde Dan non si poteva smentire. Ha progettato e coordinato da tredici anni il Teatro Fra Le Nuvole a Sauris (UD). Ha condotto per nove anni Aliante Teatro al Liceo Artistico “G. Sello”, cui si aggiungono numerose altre attività effettuate in campo teatrale e artistico dedicate a tutte le fasce d'età.

Ha operato anche nel settore dell’educazione all’immagine con la scuola primaria nell’hinterland udinese.

Daniela Fattori. Fotografia di Leoleo Lulu
Nel 2023 Dan ha scritto Briciole, un testo teatrale che prende in esame il tema dell’Alzheimer, su cui è stata prodotta una lettura scenica curata assieme ad Andrea Collavino, presso l’Associazione Alzheimer di Udine. Lo stesso testo, nel 2024, è stato messo in scena, in forma di studio per lo spettacolo, presso il Mulino Nicli di Rive d’Arcano (UD), con l’interpretazione di Klaus Martini e Nicoletta Oscuro. Nel 2025 la sperimentazione medesima è stata replicata a “Le(Serre” di Basaldella di Campoformido (UD), all’interno del progetto Care di Klaus Martini, con gli stessi attori e l’aggiunta di Gilberto Innocenti.

È stato detto che i riferimenti culturali di Daniela Fattori sono, in pittura, Amedeo Modigliani e Frida Kahlo, mentre in chiave letteraria sono, tra gli altri, Boris Vian, Giorgio Gaber e Daniel Pennac. Tuttavia su uno dei tre racconti letti, La lingua morta, fa andare la mente, visto il surrealismo, al Signor Gregor Samsa di Franz Kafka ne La metamorfosi.

Oltre alle decine di disegni nella mostra c’erano anche due tele dipinte dall’Artista sullo stesso tema. “Gli Amu-Leti giocosi, nelle due grandi tele – ha scritto Cristina Carignani – augurano la Buona Ventura e la Fortuna di possedere il talento creativo per affrontare i colpi avversi del Destino”.

All’incontro ha portato i saluti anche Luciano Omet, presidente di “ArtèSello”, ossia l’Associazione Docenti, Dirigenti, Personale ATA, Ex Studenti dell'Istituto d'Arte e Liceo Artistico "Giovanni Sello" di Udine.

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Vera Paoletti, Elisabetta Englaro, Dan, Mauro Cantarutti e Fedra Modesto
Testo di Elio Varutti. Networking a cura di Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Lettore: Gabriele Anelli Monti. Fotografie di Leoleo Lulu, che si ringrazia per la riproduzione in questo blog.

Daniela Fattori, Amu-Leto del sorriso, 2025


giovedì 29 ottobre 2020

Zuan da Vdene Furlano, una mostra coi fiocchi al Castello di Udine dal 12 giugno 2021

Zuan da Udene furlano. Giovanni da Udine, tra Raffaello e Michelangelo (1487-1561)", è il titolo della mostra in programma presso i Civici Musei Udine dal 12 giugno al 12 settembre 2021, nel Salone del Parlamento e nelle sale della Galleria d'Arte Antica del Castello del Comune Di Udine. In mostra saranno esposte anche alcune opere su carta (manoscritti e volumi a stampa) delle collezioni della Biblioteca Civica Vincenzo Joppi di Udine (aggiornamento del 7 giugno 2021).

Finalmente in città ci sarà una mostra su Giovanni da Udine, pittore poco noto che crebbe tra i panni, le tintorie, i cramars e le rogge della Udine medievale. La sua formazione artistica avviene nell’ambito della bottega di Giovanni Martini, che insieme con Pellegrino da San Daniele era uno dei principali artisti attivi in Friuli. Giovanni Ricamatore, meglio noto come Giovanni da Udine, nasce il 27 ottobre 1487: è l’artista stesso a precisarlo in uno dei suoi libri di conti, contraddicendo il Vasari, secondo cui sarebbe nato nel 1497. Il nonno paterno, morto nel 1457, era dedito al ricamo e alla tintura dei panni, mentre il padre Francesco alternava l’attività di sarto, o più verosimilmente di tintore, a quella di ispettore sanitario del Comune.

Raffaello volle Giovanni da Udine al suo fianco nella Loggia di Psiche alla Farnesina e nell’impresa delle Logge Vaticane, Michelangelo lo teneva in alto conto, Clemente VII si affidò a lui per delicati interventi di restauro e decorazione sia a Roma che a Firenze.

Giovanni Ricamatore, o meglio, Giovanni da Udine Furlano, come si firmò all’interno della Domus Aurea, riuniva in sé l’arte della pittura, del disegno, dell’architettura, dello stucco e del restauro. Il tutto a livelli di grande eccellenza. A Roma, dove era stato uno dei più fidati collaboratori di Raffaello, rimase anche dopo la scomparsa dell’Urbinate. Conquistandosi, per la sua abilità, dapprima il titolo di Cavaliere di San Pietro e quindi una congrua pensione da pagarsi sull’Ufficio del Piombo. Intorno alla metà degli anni trenta del ’500, Giovanni decise di abbandonare la città che gli aveva garantito fama e onori e rientrare nella sua Udine con il proposito di non toccar più pennelli.

Preceduto dalla fama conquistata a Roma, una volta tornato in Friuli si trovò pressato dalle committenze e non seppe mantenere fede al suo autopensionamento. Tra gli interventi di maggiore importanza, il lungo fregio a stucco ed affresco nel castello di Spilimbergo e, a Venezia, la decorazione di due camerini di Palazzo Grimani. Sarà proprio salendo col fiatone la monumentale scalinata a doppia rampa progettata da Giovanni, stavolta in veste d’architetto, che il pubblico potrà accedere alla magnifica Sala del Parlamento che dal 12 dicembre 2020 al 14 marzo 2021 accoglie la prima retrospettiva che mai sia stata a lui dedicata.

Giovanni da Udine tra Raffaello e Michelangelo (1487 - 1561), promossa dal Comune di Udine,  Servizio Integrato Musei e Biblioteche, è a cura di Liliana Cargnelutti e Caterina Furlan, affiancate da un autorevole Comitato Scientifico. La Mostra si avvale del sostegno della Fondazione Friuli e di Amga Hera in veste di Main Sponsor.

Per la prima volta in questa mostra viene riunito un cospicuo numero di raffinati disegni che, provenienti da diversi musei europei e da una collezione privata americana, confermano la sua proverbiale abilità nella rappresentazione del mondo animalistico-vegetale e soprattutto degli uccelli. Ciascuno degli ambiti della poliedrica attività di Giovanni da Udine è indagato in mostra attraverso stucchi, incisioni, documenti, lettere, libri e altri materiali.

Inoltre le spettacolari sezioni dedicate alle stampe e ai disegni di architettura consentono di visualizzare i principali luoghi e ambienti in cui l’artista ha operato: dalla Farnesina alle Logge Vaticane, da Villa Madama alla Sacrestia Nuova di San Lorenzo a Firenze. Il contesto storico e culturale del tempo viene ricostruito in mostra attraverso libri, documenti e filmati.

Una sezione speciale ripropone al Castello di Udine la mostra documentaria, curata da Virginia Lapenta e Antonio Sgamellotti. Tale sezione, realizzata in collaborazione con l’Accademia Nazionale dei Lincei, è stata presentata nell’aprile 2017 alla Farnesina, dedicata ai festoni realizzati nella Loggia di Psiche proprio da Giovanni da Udine.

Concluso il percorso espositivo, al visitatore viene proposto un itinerario che gli può consentire di ammirare dal vivo le opere architettoniche, gli affreschi e gli stucchi realizzati da Giovanni da Udine e dai suoi collaboratori nel Castello di Colloredo di Montalbano, a Spilimbergo, a San Daniele del Friuli e ad Udine. Per chi voglia spingersi fuori dal Friuli, l’itinerario ideale trova ulteriore tappe a Venezia, per una visita a Palazzo Grimani, e naturalmente a Roma, che fa tesoro delle sue opere più celebri.

Pietro Fontanini, Sindaco di Udine, ha sottolineato il suo profondo orgoglio nel “presentare questa mostra che vuole essere non solo un’occasione unica dal punto di vista del valore artistico dei pezzi esposti ma anche un segno doveroso dell’affetto e della gratitudine che la nostra città prova da sempre per uno dei suoi più grandi talenti. È anche grazie a lui e alle sue opere, di cui vanno ricordate la scalinata del Castello e la fontana di piazza San Giacomo, se Udine vanta uno dei centri storici più belli ed eleganti del nostro Paese ed è capace di attirare visitatori da tutta Europa. Dopo l’intitolazione del Teatro e lo scoprimento della lastra commemorativa sulla facciata della sua casa natale avvenuta solo alcuni giorni fa, Udine tributa al suo illustre concittadino un nuovo e importante riconoscimento: questa straordinaria mostra a lui dedicata”.

Giovanni da Udine: Studi di mazzi di fiori e frutti. Penna e inchiostro bruno, acquarellato con pigmenti colorati e lumeggiato in bianco, 292x200 mm. Vienna, Albertina.

L’Assessore alla Cultura del Comune di Udine, Fabrizio Cigolot ha aggiunto: “Finalmente la nostra città rende onore a Giovanni da Udine, l’artista che fu capace, durante la prima metà del XVI Secolo, di farsi conoscere sullo scacchiere internazionale dell’epoca come uno dei talenti pittorici più puri della sua generazione, forte anche della formazione presso la bottega di Raffaello. E lo fa attraverso un’esposizione che ha tutte le carte per richiamare a Udine visitatori da tutta Europa entrando a pieno titolo nel novero delle più importanti mostre organizzate nella nostra città”.

Accanto alle istituzioni il Gruppo Hera, con Amga Energia & Servizi, “il nostro gruppo non ha mai perso l’occasione di confermare il proprio radicamento e l’attenzione per le comunità di riferimento - ha affermato l’Amministratore Delegato di Hera Comm Cristian Fabbri -. Questo significa anche continuare, soprattutto adesso, a valorizzare e sostenere le principali espressioni artistiche e culturali locali: siamo lieti di collaborare affinché gli udinesi, ma non solo, possano ammirare e conoscere meglio un importante artista rinascimentale e che ha contribuito a rendere famoso questo territorio”.

A queste dichiarazioni si unisce il dottor Giuseppe Morandini, in veste di Presidente della Fondazione Friuli. Il Presidente Morandini ha ricordato che: “Da sempre la Fondazione Friuli è attenta a quei progetti culturali d'eccellenza che valorizzano e promuovono il territorio sia a livello nazionale che internazionale. La mostra dedicata a Giovanni da Udine, per la qualità del progetto scientifico e per i prestiti ottenuti, è sicuramente uno di questi e ci vede con soddisfazione a fianco del Comune di Udine in nome di una sinergia che, anche in tempi così difficili, potrà portare alla nostra regione importanti elementi di sviluppo turistico oltre che culturale”.

La mostra è stata posticipata alla primavera 2021 a causa del Covid-19. Aggiornamento del 16 novembre 2020.

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Giovanni da Udine tra Raffaello e Michelangelo (1487 - 1561), Udine, Castello, Gallerie d’arte antica. 12 dicembre 2020 – 14 marzo 2021. Mostra a cura di Liliana Cargnelutti e Caterina Furlan.

Info: + 39 0432.1272591

Link : http://www.civicimuseiudine.it

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Servizio redazionale con testi dall’Ufficio stampa studioesseci.net - Networking a cura di Tulia Hannah Tiervo e Elio Varutti. Copertina: Raffaello e aiuti (Giulio Romano e Giovanni da Udine): Pennacchio con Mercurio. Roma Villa Farnesina, Loggia di Psiche.

domenica 18 novembre 2018

Opere di Michele Piva in mostra all’Unicredit di Udine, 2018-2019

C’è una piccola, ma interessante mostra di opere di Michele Piva nel centro di Udine. Volendo ricordare i cinque anni dalla morte del pittore, deceduto a ottantadue anni il 12 maggio 2013, è stata inaugurata il 15 novembre 2018 la mostra di una buona selezione di opere sue allo Spazio “Unicredit Città di Udine”, in via Vittorio Veneto numero 20, fino al 29 marzo 2019.

Udine, Spazio “Unicredit Città di Udine”, via Vittorio Veneto – Cristiano Dallavalle, Franca Piva, Enzo Santese e il sindaco Pietro Fontanini alla mostra di Michele Piva il 15 novembre 2018. Fotografia di Elio Varutti

La rassegna è visitabile da lunedì a venerdì dalle ore 8,30 alle 16,00. Sabato e festivi resta chiuso. Già nel 2015 lo Spazio Unicredit di Udine aveva ospitato la mostra “Venezia... amore mio”, in ricordo di Michele Piva. Si trattò di una originale serie di pitture di scorci veneziani allestite dal 27 marzo al 28 aprile 2015.
Le pitture in esposizione nel 2018-2019 si riferiscono ad un incontro avvenuto a Roma, come ha scritto Licio Damiani, dal quale si originò una viva amicizia, col famoso scrittore Riccardo Bacchelli, il quale aveva definito Michele Piva “pittore di ali infrante”.
Ha aperto l’incontro dell’inaugurazione Cristiano Dallavalle, responsabile area manager Unicredit, ringraziando la famiglia Piva che ha concesso le opere per l’esibizione. Pietro Fontanini, sindaco di Udine, ha ricordato la gentilezza del professore Michele Piva, che si è occupato in veste artistica di temi molti impegnativi. Il sindaco ha ringraziato poi la banca che ha messo a disposizione la bella sala per la mostra d’arte. Un saluto e un ringraziamento agli organizzatori della rassegna è giunto dalla vedova di Piva, che all’ingresso della sala aveva omaggiato le signore ospiti con una rosa bianca. Era presente anche Enrico Berti, presidente del Consiglio comunale di Udine.
Michele Piva, Ali, smalti e metallo, 2006. Udine, mostra Michele Piva, segni emblemi pensieri, Spazio “Unicredit Città di Udine”. Fotografia di Elio Varutti

La presentazione critica è stata merito di Enzo Santese, che ha accennato alla grande carica umana che ha contraddistinto i segni e i simboli tracciati sulle tele e sui cartoni da Piva con colori delle terre prevalentemente, fino a tagliare le pagine. “Non è un pittore da salotto il Piva – ha aggiunto Santese – perché è artista sobrio che ama spaziare su vari temi della società, come quelli del contatto con i poeti e gli scrittori italiani”. Santese si è soffermato anche sui Soli, che Michele Piva ha realizzato con parti metalliche e colori rossastri, dando speranza al visitatore che la vita continua, nonostante tutte le oscurità e le malvagità. Quello dei Soli è un tema caro dell’artista, come ha scritto Santese nel cartoncino d’invito alla rassegna. Piva interpreta il Sole metallico “come un varco verso il bene in ogni processo individuale e sociale”.
È appena il caso di ricordare le Impressioni, quadri composti da diversi riquadri astratti, alle quali Eugenio Montale dedicò persino una lirica. Piva incontrò anche Montale e diventarono subito amici.
“A paesaggi antropomorfi – ha scritto Licio Damiani – accennano le melodie sussurrate dei Nudi femminili suggeriti da spezzoni di silhouette dolci come golfi di luce, che ricordano poeticamente la semplicità essenziale, la bellezza lineare, dei nudi di donna anelanti nelle sculture di Henry Moore a farsi idea pura sublimata dall'astrazione. Nelle Prigioni costruite a perpendicolari fasce nere, echi di Hartung e dell’americano Franz Kline si trasformano in sostanza etica”.
Mostra Michele Piva, segni emblemi pensieri, Spazio “Unicredit Città di Udine”. Il pubblico vicino ai Nudi e ai Soli di Michele Piva. Fotografia di Elio Varutti

Altre parole assai incisive sull’artista Piva, nato a Fiume, sono ancora di Licio Damiani, che ha scritto: “Il portamento distinto di signore d’altra epoca, la vena cordiale eppur riservata, rendevano Michele un personaggio atipico. Era autore appartato nel panorama friulano; operava in una posizione di aristocratico isolamento, staccato dai problemi teorici e formali delle avanguardie, con le quali tuttavia interferiva per suggestioni istintive. La sua solitaria ricerca nasceva da una profonda riflessione sulle tragedie e i rivolgimenti della storia con il loro carico di dolore e di speranza: una analisi poetica della contraddittoria condizione umana”.
Michele Piva, pur essendo nato a Fiume, nel Golfo del Quarnaro, sotto il Regno d’Italia, non si sentiva parte dell’esodo fiumano, istriano e dalmata. Me ho ha spiegato con pacatezza varie volte. Altri scrittori, tuttavia, hanno individuato in quel suo rifiuto, una profuganza di riflesso e un desiderio di impegnarsi sul fronte artistico sui temi civili e di grande umanità che hanno afflitto la storia del Novecento: la Shoah, i lager, le prigioni. L’impegno artistico di Piva è sempre stato di alto profilo etico.
Le Ali infrante, come scrisse Riccardo Bacchelli. Mostra Michele Piva, segni emblemi pensieri, Spazio “Unicredit Città di Udine”. Una scultura in ferro e una pitto-scultura. Fotografia di Elio Varutti

La professoressa e scrittrice Annalisa Vucusa, di origine zaratina, ha affermato in un incontro pubblico a Udine, nel 2015, di “ritrovarsi nelle parole di Michele Piva, quando diceva: Come faccio a sentirmi un profugo se la mia famiglia mi portò via che ero bambino e non ho alcun ricordo di Fiume”. La Vucusa, che è socia dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, ha condiviso l’argomento secondo cui: Quello di Piva, forse, fu un esodo vissuto di riflesso. Mi ritrovo pienamente in queste parole: sicuramente un riflesso è il senso di sradicamento da Zara, la terra del mio babbo, che mi porto dentro”.

Biografia di Michele Piva 
Ecco il profilo biografico di un pitto-scultore, come fu definito. Michele Piva è nato nel 1931 a Fiume, allora Regno d’Italia. Ha studiato a Roma, Milano e Venezia. Ha insegnato nelle scuole superiori di Udine. È morto a Udine il 12 maggio 2013. Sue opere si trovano al Museo Revoltella, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Museo de Henriquez, Palazzo del Governo di Toronto, Pinacoteca di Wilson, Museo della Guerra, raccolta Sir Bertrand Russel, Fondazione Guggenheim, Museo “Terra” di Chicago, Accademia dei Concordi e in numerose collezioni private in Italia e all’estero.
Mostre personali: Udine, Milano, Toronto, Venezia, Cremona, Bergamo, Cividale, Grado, Vicenza, Gorizia, Zurigo, Winterthur, Siena, Roma, Trieste, Sesto San Giovanni, Hong Kong, Torino, Rovigo, Padova, Wilson, Ottawa, Genova, Verona, Brescia, San Daniele, Aquileia, Belluno, Lugano, Forni, Vittorio Veneto, Vulcano, Lipari, Londra, Cortina, Montreal, New York, Fiesole, Bologna, Varese, Napoli, Siena, Palermo, Bolzano, Piacenza, Treviso, Monfalcone, Novara, Lignano
Sue sculture pubbliche: a Grado (GO) nei giardini e in mare, presso palazzo Zipser; a Udine presso il Chiostro della Basilica delle Grazie e giardini di piazza Belloni; Tarcento, in piazze e giardini; a San Daniele presso Palazzo Sonvilla; a Cividale del Friuli presso le rive del fiume Natisone.
Le pitture riferite a Montale e ai grandi scrittori. Mostra Michele Piva, segni emblemi pensieri, Spazio “Unicredit Città di Udine”. Fotografia di Elio Varutti

Bibliografia
- Elio Varutti, “Michele Piva: prossima esposizione alla Loggia di Udine”, on-line dal 6 ottobre 2006 su mondocrea.it               http://www.mondocrea.it/itartisti-159/

- Licio Damiani, “Udine rende omaggio a Piva l’artista che dialogava con Bacchelli e Montale”, «Messaggero Veneto», 14 novembre 2018.
Udine, Spazio “Unicredit Città di Udine”, via Vittorio Veneto – Santese, il sindaco Fontanini e il consigliere comunale Berti alla mostra di Michele Piva. Fotografia di Elio Varutti

Michele Piva, Prigioni, disegno su carta, 1968. Udine, Spazio “Unicredit Città di Udine”, via Vittorio Veneto Fotografia di Elio Varutti
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Servizio giornalistico e di Networking a cura di Elio Varutti e Tulia Hannah Tiervo. Fotografie di E. Varutti.

lunedì 15 ottobre 2018

Presentati i mosaici del 5° Simposio “Città di Udine” in sala Aiace, la Via Crucis a tasselli


Sono stati presentati al pubblico i mosaici del 5° Simposio “Città di Udine” il 13 ottobre 2018. Germano Vidussi, presidente dell’Associazione Insieme con Noi, ha aperto i lavori in sala Aiace ringraziando gli enti patrocinatori dell’International Symposium of Contemporary Mosaic. 
Udine, sala Aiace, 13 ottobre 2018 – Da sinistra: Vanessa Rivera, Angela Zimek, Ayelet Sela, Olga Goulandris, Giulio Menossi, Germano Vidussi, Irit Levy, don Tarcisio Bordignon, Adriana Mufarrege e Sibel AkkabaFotografia dal profilo Facebook di Vanessa Rivera

Oltre alla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, hanno dato il loro patrocinio la Provincia e il Comune di Udine. L’evento, iniziato lo scorso 1° ottobre, ha visto la collaborazione dell’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Udine Centro Socio Riabilitativo Educativo (Csre) di Via Laipacco, ospitante 22 persone con disabilità intellettive.
Il titolo del Laboratorio musivo era Il mosaico, veicolo di incontro e integrazione sociale. La Camera di commercio di Udine, Confindustria e Motoperpetuo hanno dato il loro sostegno. Poi c’è stato il contributo di Banca di Udine, della Saf, del Magazzino per l’Edilizia s.r.l.; la direzione artistica dell’evento era affidata al maestro Giulio Menossi

Udine, sala Aiace, 13 ottobre 2018, l’intervento di don Tarcisio Bordignon. Al tavolo dei relatori, da sinistra: Germano Vidussi, Elio Varutti e Giulio Menossi per l’International Symposium of Contemporary Mosaic. Fotografia dal profilo Facebook di Associazione Insieme con  Noi

Si ricorda che le opere musive realizzate dalle sette artiste nel 2017 e quelle del 2018 andranno ad abbellire la chiesa della Madonna degli Angeli di Via Baldasseria Media, essendo l’Associazione Insieme con Noi un’organizzazione di volontariato.
Giulio Menossi ha poi preso la parola per spiegare che cosa sia un simposio. “È un confronto fra artisti in questo caso e nel senso greco del termine – ha detto Menossi – dove, lavorando nello stesso laboratorio, ognuno impara qualcosa di nuovo”. Il grande mosaicista friulano ha riferito dei simposi musivi di Clauiano, di Grado (provincia di Gorizia), di Ploaghe (provincia di Sassari), in Sardegna. Poi ha pure fatto un cenno ai prossimi appuntamenti come a quello di Cormons (GO) dal 19 ottobre al giorno 11 novembre 2018 presso il Museo del Territorio e di altri progetti di collaborazione con alcuni Fogolârs Furlans sparsi per il mondo.

Udine, antisala Aiace, 13 ottobre 2018, sede dell’International Symposium of Contemporary Mosaic. Fotografia dal profilo Facebook di Vanessa Rivera

Ha parlato quindi il professor Elio Varutti, per un inquadramento critico delle opere. “Questo simposio è una grande esperienza di formazione estetica – ha detto Varutti – e oltre che un dono alla Chiesa di Baldasseria, del 1831, è un arricchimento culturale per la città intera”. È stato detto che molti mosaici sono tridimensionali, quasi sculture, altri mostrano geometrie intriganti, colori stupendi, linee e curve di grande bellezza. “Le opere musive qui esposte hanno una forte spiritualità – ha concluso – perché le artiste hanno saputo coniugare l’arte di comporre con l’arte di variar bene per una piacevole proporzione, come scrisse William Hogarth, nel 1753”.
Varutti ha poi citato di Attilio Anelli Monti, direttore artistico della Società Musiva Veneziana. Egli, nel 1876 a Venezia, assieme a Lorenzo Radi Junior, a Raniero Bortolotti ed altri fondò la Società Musiva Veneziana per sfuggire allo sfruttamento giovanile che talvolta avvolge certe attività musive.
Nel dibattito che è seguito ha parlato don Tarcisio Bordignon, parroco di San Pio X dal 1966 al 2014, nel cui territorio sorge la Chiesa di Baldasseria. Oltre a complimentarsi con “le brave artiste” don Tarcisio le ha ringraziate per il dono e ha detto che esse “pur essendo di nazioni così lontane e di altre religioni, hanno saputo prendere il messaggio di Gesù che ha dato la sua vita per amore e renderlo in forma artistica in modo bellissimo”.
È voluta intervenire anche Valeria Giuliano, educatrice del Csre di Via Laipacco, per comunicare come sono nati i due mosaici composti dagli ospiti della comunità. Si tratta di due tavole rappresentanti La lotta fra il gallo e la tartaruga e il Buon Pastore, ripresi dai mosaici della Basilica di Aquileia. In seguito sono intervenuti anche un ospite della comunità e un genitore per ringraziare gli organizzatori dell’esperienza coinvolgente vissuta nel Crse.

Udine, Laboratorio di Giulio Menossi, al centro. Per l'International Symposium of Contemporary Mosaic, da sinistra: Vanessa Rivera, Ayelet Sela, Adriana Mufarrege, Angela Zimek, Irit Levy, Olga Goulandris e Sibel Akkaba. Foto da Facebook

Erano presenti in sala, tra gli altri, il professor Lorenzo Croattini, assessore comunale per una quindicina d’anni, Alessandro Tammelleo, presidente dell’Associazione Musicologi di Gemona del Friuli e Maida Zerman, presidente di Clauiano Mosaics and More di Clauiano di Trivignano Udinese, oltre a critici ed esperti d’arte.
Il pubblico, infine, ha potuto ascoltare dalla viva voce delle sette artiste il commento alla propria stazione della Via Crucis, con una interprete, Maria Grazia Umbro. È seguito un breve momento conviviale.
La mosaicista greca Olga Goulandris, di Atene, ha elaborato un mosaico sulla 8^ stazione della Via Crucis, Gesù ammonisce le donne di Gerusalemme. L’oggetto della 9^ stazione, Gesù cade per la terza volta, è stato affrontato da Sibel Akkaba, di Istanbul, Turchia. Il tema della 10^ stazione, Gesù è spogliato delle vesti, è stato esaminato da Vanessa Rivera, di San Juan (Portorico). La pittrice Irit Levy, del Principato di Monaco, si è occupata della 11^ stazione, Gesù è inchiodato sulla Croce, per il suo mosaico materista.
Adriana Mufarrege, di Cordoba, Argentina, ha spiegato la sua opera in riferimento alla 12^ stazione, Gesù muore in Croce. In seguito Angela Zimek, austriaca di Klagenfurt, in lingua italiana, ha commentato il suo mosaico che aveva per tema la 13^ stazione, Gesù deposto dalla Croce. L’artista Ayelet Sela, di Tel Aviv (Israele) ha riferito che il tema assegnatole era Il corpo di Gesù deposto nel sepolcro, oggetto della 14^ stazione ed ha voluto ispirarsi a Caravaggio.
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Udine, sala Aiace, 13 ottobre 2018, pubblico per l’International Symposium of Contemporary Mosaic. Fotografia dal profilo Facebook di Associazione Insieme con  Noi

Sitologia ed altro

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Qui si può vedere il video dell'intervento di Giulio Menossi in sala Aiace il 13 ottobre 2018, prodotto dall'Associazione Insieme con Noi.
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Altre immagini 

Udine, Sala Aiace 13 ottobre 2018, Schede di frammentazione dei contenuti per l'intervento di Elio Varutti, con la citazione di Attilio Anelli Monti. Fotografia di T.H. Tiervo
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Rassegna stampa
Ringraziamo la redazione de "La Favilla" che racconta un po' il 5° simposio "Città di Udine"

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Ecco il video di Germano Vidussi intervistato in lingua friulana a Radio Onde Furlane il giorno 11 ottobre 2018 dal direttore Mauro Missana; la trasmissione è rilanciata anche in Argentina.

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Servizio giornalistico e di Networking a cura di Tulia Hannah Tiervo e Sebastiano Pio Zucchiatti. Lettore: E. Varutti. Fotografie di Vanessa Rivera, dell'Associazione Insieme con Noi e T.H. Tiervo. Video a cura di Giulio Menossi e dell’Associazione Insieme con Noi di Udine.

martedì 9 ottobre 2018

Sette artiste per il 5° Simposio musivo internazionale “Città di Udine”, sulla Via Crucis

È la seconda parte di questo grande evento che ha per direttore artistico Giulio Menossi. In questo articolo si intende dare un’anteprima delle opere per assaporarne la loro piena bellezza mentre sono nella fase di costruzione. È un vero e proprio Work in progress.
Udine, Laboratorio Menossi, artisti all'opera per il 5° simposio, ottobre 2018. Fotografia di Elio Varutti

Intitolata “Verso la luce / To the Light. Via Crucis” questa quinta edizione del simposio di mosaico “Città di Udine” è attiva dal 1° al 13 ottobre 2018. La presentazione ufficiale delle opere compiute si tiene il 13 ottobre alle ore 18,30 presso la sala Aiace, nella Loggia del Lionello, in piazza Libertà.
L’evento ha come leitmotiv “Il mosaico, veicolo di incontro e integrazione sociale”. Non a caso tra gli organizzatori primeggia l’Associazione Insieme con Noi di Udine, presieduta da Germano Vidussi, e l’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Udine Centro Socio Riabilitativo Educativo (Csre) di Via Laipacco, ospitante 22 persone con disabilità intellettive.
Adriana Mufarrege, di Cordoba, Argentina

Tra i patrocinatori dell’evento, di respiro internazionale, troviamo la Provincia di Udine, il Comune di Udine e la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, col sostegno della Camera di Commercio di Udine, di Confindustria, oltre ad una serie di primarie aziende private.
Molti autori si sono espressi riguardo al concetto di arte e sul mutamento della nozione stessa di arte. Sono ancor troppi oggi che reputano il mosaico un’ottima forma di artigianato, anziché un’arte a se stante. Penso che guardando le opere di questo 5° Simposio musivo “Città di Udine” molti visitatori avranno occasione di vivere delle sensazioni positive, emozionanti e di grande spiritualità. 
La bellezza qui è messa in primo piano. Noi tutti e la città ne usciremo arricchiti; è come un'esperienza formativa. Grazie all’opera di queste eccezionali mosaiciste possiamo cogliere una resa estetica elevata, forse liberandoci dai preconcetti e dai sostrati culturali pregressi. Gustate l’aura che pervade questi capolavori. Lasciatevi portare con la fantasia dai colori luccicanti delle tessere musive, come vi ha incantato una poesia di un bravo poeta o come vi è piaciuta la musica di un celebre compositore.
Angela Zimek, di Klagenfurt (Austria), con bozzetto unico
Piccola presentazione delle artiste al Simposio di Ottobre 2018
Sono entrato nel Laboratorio di Giulio Menossi, in Via Zoletti a Udine, mentre le mosaiciste erano al lavoro. Spero di non averle disturbate e spero che non si risentano per i quattro pensieri estetici che mi permetto di proporre qui di seguito al lettore curioso.
Adriana Mufarrege, di Cordoba, in Argentina, punta su un grande viso divino che quasi non vuol stare dentro i confini stretti della tavola. Si direbbe che è uno zoom esagerato, ma carico di fede. Anzi è una fede, alto livello di spiritualità, che si scontra in veste estetica con la materialità delle pietre dure utilizzate nella composizione. L’artista, infatti, alterna alle classiche tessere musive anche dei grandi pezzi di pasta vitrea o di pietre tagliate con una maestria rilevante.
Di Angela Zimek, di Klagenfurt (Austria) noto una stilizzata tavola musaica con una croce e due forme tondeggianti, una azzurra e l’altra rossa. Mi sbilancerò un po’, ma mi vengono alla mente i disegni di Paul Klee. Non so se sono le ali di qualche angelo, so che c’è molta tensione spirituale in questi semplici pezzetti di pasta vitrea elaborati dalla Zimek.
Ayelet Sela, di Tel Aviv (Israele)
Molto figurativo è il mosaico statu nascenti di Ayelet Sela, di Tel Aviv (Israele). Due mani aperte, simbolo di saluto, di accoglienza e di aiuto spiccano nella parte alta di questa opera con un robusto corpo umano al centro dell’interesse, che sembra fuoriuscire dalla tavola su cui poggia. Chissà perché me la fa avvicinare, forse per le forme, alle terracotte dei Della Robbia.
Fa uso di chiodi Irit Levy, del Principato di Monaco. Pittrice valente, si lascia qui andare verso un’arte materica e di stampo figurativo. Spicca un viso dolorante al centro del lavoro in un luccichio continuo. Tale effetto è dovuto alle teste dei chiodi piantati nella zona della barba, dei capelli e del volto ieratico, poi c’è un pregevole tributo di tessere musive da evocare forme bizantine.  
Irit Levy, del Principato di Monaco

Altra opera tridimensionale è quella della greca Olga Goulandris, di Atene. Si nota un oggetto con colori molto chiari, su cui prevalgono varie tonalità di bianco e, niente meno, che dei pezzi di porcellana. In un angolo c’è poi la croce, greca naturalmente, segno di spiritualità forte e di alta introspezione.
Sibel Akkaba, di Istanbul in Turchia, presenta un’opera tridimensionale a toni chiari al centro, mentre nelle estremità prevalgono le tessere musive rossastre e scure. Allora la luce è al centro dell’attenzione dell’osservatore che noterà non solo mosaico nell’opera, ma anche qualche sassolino e addirittura un ninnolo, forse a significare che l’arte, oltre che rottura della quotidianità, è anche felicità.
Olga Goulandris, di Atene (Grecia)

È come un velo chiaro il mosaico in costruzione di Vanessa Rivera, di San Juan (Portorico) con qualche venatura di rosso e arancione. Non si accontenta dello spazio piano, lavora in forme tridimensionali pure lei, come molte di queste eccelse artiste del 5° Simposio “Città di Udine”. La Rivera incolla le tessere musive su un telo trattato, suppongo, a dimostrazione della estrema libertà di composizione che offre il mosaico.
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La finalità generale dell’evento, come è stato detto nel 2017 alla prima edizione del Simposio “Città di Udine”, è di realizzare delle opere sul tema della Via Crucis per la chiesetta sita in Via Baldasseria Media, nella parrocchia di San Pio X.

Sibel Akkaba, di Istanbul in Turchia
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I prossimi appuntamenti internazionali sul mosaico
Le stupende opere musive di questa rassegna saranno in esibizione anche a Cormòns (GO) dal 19 ottobre al giorno 11 novembre 2018 presso il Museo del Territorio assieme ai lavori del Simposio di Clauiano, frazione di Trivignano Udinese, in mostra dal 24 giugno al 7 luglio 2018. Dal 21 luglio al 26 agosto sono state in esposizione a Grado (GO) preso la Casa della Musica. La rassegna di Clauiano e Grado aveva per titolo: “Essentia musiva. Forme e colori in movimento”. Ecco i nomi delle mosaiciste eccezionali di Essentia musiva: Aida Valencia (Messico), Elcira Reif Russomano (Brasile), Gülcin Sökökü (Turchia), Helga Dangel (Germania), Liliana Waisman (Argentina), Mari Sangoi (Brasile), Paulina Lagos Lehudé (Cile), Pini Ben Gur (Israele), Ronit Strum (Israele), e Yumie Wakatsuki (Giappone).

Vanessa Rivera, di San Juan (Portorico) 

Sitologia
- Elio Varutti, Sette mosaiciste di fama internazionale. Mostra in Baldasseria, Udine, 2018, on-line dal giorno 8 settembre 2018.

- Video del Simposio Internazionale di mosaico "città di Udine" 2^ parte, a cura di Associazione Insieme Con Noi, Udine. In Facebook on-line dal 12 ottobre 2018. Si ringrazia Germano Vidussi.

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Servizio giornalistico e fotografico di Elio Varutti. Networking a cura di Tulia Hannah Tiervo, Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti.