mercoledì 23 febbraio 2022

Presentato ‘La patria perduta’ e assegnato a Elio Varutti il sigillo della città di Udine

È stato Pietro Fontanini, sindaco di Udine, a consegnare il sigillo della città nelle mani di Elio Varutti. L’evento si è svolto nel pomeriggio in sala Ajace il giorno 11 febbraio 2022 nell’ambito delle cerimonie per il Giorno del Ricordo, organizzate dall’Assessorato alla cultura con l’assessore Fabrizio Cigolot, con la collaborazione del Comitato Provinciale di Udine dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD). Cigolot ha aperto l’incontro, accennando all’importanza di parlare del Giorno del Ricordo e delle pubblicazioni come quella che si presenta sulla vita quotidiana nel Centro raccolta profughi di Laterina, in provincia di Arezzo, dopo la seconda guerra mondiale per gli esuli Istriani, Fiumani e Dalmati.

La professoressa Elisabetta Marioni, assessore comunale all’Istruzione e socia dell’ANVGD, dopo aver partecipato all’intitolazione del piazzale Norma Cossetto al mattino, nella stessa serata ha detto che: “con l’amico e collega Elio Varutti per molti anni ho collaborato in studi e ricerche sulla cultura materiale e immateriale del Friuli, nonché sugli eccidi delle foibe e sul dramma dell’esodo giuliano dalmata all’Istituto ‘B. Stringher’. Il sigillo della città conferitogli è un’onorificenza meritatissima anche perché il professor Varutti ha coinvolto il mondo della scuola nella divulgazione e nell’approfondimento di queste tematiche ancor prima dell’istituzione del Giorno del Ricordo”. La Marioni ha voluto citare i libri sul tema dell’esodo giuliano dalmata da Varutti, come Il campo profughi di via Pradamano e l’associazionismo giuliano dalmata a Udine. Ricerca storico sociologica tra la gente del quartiere e degli adriatici dell’esodo 1945-2007, edito dal Comitato di Udine dell’ANVGD nel 2007. Poi c’è il volume scritto con Roberto Bruno, Elisabetta Marioni, Giancarlo Martina, edito nel 2015 dall’Istituto Stringher di Udine col titolo: Ospiti di gente varia. Cosacchi, esuli giuliano dalmati e il Centro di Smistamento Profughi di Udine 1943-1960. Infine c’è il testo edito dalla Provincia di Udine / Provincie di Udin nel 2017: Italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia esuli in Friuli 1943-1960. Testimonianze di profughi giuliano dalmati a Udine e dintorni, disponibile anche nel web dal 2018.

Elisabetta Marioni, Pietro Fontanini e Elio Varutti. Foto di Leoleo Lulu

Ecco la motivazione ufficiale del riconoscimento letta dal sindaco Fontanini: “per la costante e proficua opera di studio, ricerca e diffusione delle vicende storiche di Udine e del Friuli e, in particolare delle tragedie legate all’esodo dalle loro terre degli Istriani, Fiumani e Dalmati nel secondo dopoguerra”.

Ha poi avuto la parola Elio Varutti. “Per questo libro – ha detto l’autore - devo ringraziare Claudio Ausilio, esule di Fiume e delegato provinciale dell’ANVGD di Arezzo, per le articolate e pazienti ricerche da lui svolte sul territorio; le fotografie che vedete sono state reperite da lui con una serie attenta di contatti con centinaia di profughi e loro discendenti in Italia e all’estero, come Australia, Canada, USA, Brasile, Francia”.

È così che si è venuti a sapere che il Campo profughi di Laterina (AR), dal 1946 al 1963, per ben diciassette anni, funziona come Campo profughi per italiani in fuga dall’Istria, Fiume e Dalmazia (per oltre 10mila persone), terre assegnate alla Jugoslavia col trattato di pace del 10 febbraio 1947. Sono italiani della patria perduta. Nelle baracche patiscono il freddo e la fame. Tra i più anziani di loro ci fu un alto tasso di suicidi. A Laterina giungono pure alcuni sfollati dalle ex colonie italiane. “Con questo libro – ha concluso Varutti – si è analizzata la vita quotidiana degli esuli e l’incontro-scontro con la popolazione locale, fino alla completa integrazione sociale, mediante qualche matrimonio misto (toscani e giuliano dalmati) e, soprattutto, col lavoro, la scuola e con l’assegnazione delle case popolari ai profughi. Quasi tutti gli esuli destinati al Crp di Laterina sono transitati per Trieste e per il Centro smistamento profughi di Udine di via Pradamano, che ospitò oltre 100mila persone”.

“Voglio infine ringraziare l’editore che ha creduto in questa tematica – ha concluso Varutti – oltre a Guido Giacometti, dell’ANVGD della Toscana, a Bruna Zuccolin, dell’ANVGD di Udine e Renzo Codarin, presidente nazionale dello stesso sodalizio degli esuli, oltre a Claudio Ausilio, dell’ANVGD di Arezzo”.

Parla il sindaco Pietro Fontanini

Ha chiuso l’incontro Bruno Bonetti, vicepresidente dell’ANVGD di Udine, portando il saluto di Bruna Zuccolin, presidente assente per infortunio. Bonetti ha ricordato la grande accoglienza del volume ‘La patria perduta’ tra il pubblico e le autorità registratasi sia nelle presentazioni pubbliche di Trieste, il 26 settembre 2021, che in quella di Laterina del 2 ottobre 2021 e all’Università della Terza Età di Udine il 20 gennaio 2022”.

Il libro presentato – Elio Varutti, La patria perduta. Vita quotidiana e testimonianze sul Centro raccolta profughi Giuliano Dalmati di Laterina 1946-1963, Aska edizioni, Firenze, 2021.

Parla Fabrizio Cigolot, assessore alla Cultura del Comune di Udine

Note – Progetto e attività di ricerca di: Elio Varutti, Coordinatore del gruppo di lavoro storico-scientifico dell’ANVGD di Udine. Con la collaborazione di: Claudio Ausilio, ANVGD di Arezzo. Networking di Tulia Hannah Tiervo, Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Lettori: Claudio Ausilio Bruno Bonetti, Rosalba Meneghini. Adesioni al progetto: ANVGD di Arezzo e Centro studi, ricerca e documentazione sull’esodo giuliano dalmata, Udine. Fotografie di Daniela Conighi, Leoleo Lulu, Giorgio Gorlato  e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in via Aquileia, 29 – primo piano, c/o ACLI. 33100 Udine.  – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30.  Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin. Vice presidente: Bruno Bonetti. Segretaria: Barbara Rossi. Sito web:  https://anvgdud.it/

Elio Varutti. Foto di Leoleo Lulu


Dal "Messaggero Veneto", Cronaca di Udine, del 16 febbraio 2022

Il diploma che accompagna il sigillo in bronzo della città

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