domenica 10 giugno 2018

Stati d’animo nella pittura di Previati e Boccioni, Ferrara, Palazzo dei Diamanti


Gioia, felicità, estasi, ansia, depressione, melanconia. Le condizioni della vita umana possono essere trasposte in pittura? Ci ha provato a dimostrarlo la mostra d’arte a Palazzo dei Diamanti di Ferrara. In funzione dal 3 marzo al 10 giugno 2018, il titolo della rassegna era “Stati d’animo. Arte e psiche tra Previati e Boccioni”.
Giovanni Segantini, L’amore alla fonte della vita, 1896, Galleria d'Arte Moderna di Milano, olio su tela, 72 x 100 cm. Fotografia di E. Varutti

Diciamo subito uno dei meriti di questa rassegna era l’utilissima audioguida. Vi chiederete come può un banale aggeggio di comunicazione essere così determinante nel valutare in modo alto il livello di questa esposizione. Erano proprio i testi, pronunciati in fine modo, ad essere ben predisposti. Chiarissimi, non lunghi, ma soprattutto raggruppati per sala. Nel senso che pigiavi il tasto 1 e ti venivano fornite le informazioni su  tutte le opere della sala 1. Sarà l’uovo di Colombo, ma molte altre mostre recavano la numerazione per opera singola, cosicché i visitatori erano costretti a fare delle acrobazie dell’occhio occhialuto per diteggiare bene il 168, per esempio, nelle sale con fioca luce, quella per non rovinare le stampe. Il contenuto dei testi, poi, era facile da seguire. Era senza sbavature o altisonanti vocaboli utili a mandare in visibilio solo gli storici dell’arte. 
Umberto Boccioni, Autoritratto, 1909. Carboncino, tempera e pastello su carta. Fotografia di E. Varutti
  
L’esposizione portava l’ospite tra gli imperscrutabili spazi dell’anima alla fine dell’Ottocento. Il mondo era in pieno positivismo. Scienziati, ricercatori e letterati facevano a gara per analizzare i più nascosti ripari della psiche. C’è chi usava persino droghe o l’alcol per far accrescere le potenzialità artistiche. Qualcuno, tra i più visionari, sperimentava linguaggi visivi mai visti. Sperava così di aprire gli spazi dell’immaginazione dando forme agli stati d’animo.
Tra le più notevoli figure artistiche presenti nell’originale rassegna si poteva trovare, tra divisionismo e simbolismo Giovanni Segantini, Gaetano Previati, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Angelo Morbelli e Medardo Rosso. Con le loro opere più spinte entrarono a gamba tesa nel dibattito artistico europeo. Un ruolo del tutto significativo ebbe il divisionista ferrarese Previati. Egli è considerato – come si legge nel sito web della mostra – uno dei principali interpreti della poetica degli “stati d’animo” per la sua attitudine a esplorare l’universo delle emozioni umane e trasporle in immagini fortemente coinvolgenti e al tempo stesso evanescenti e fluttuanti come vibrazioni emotive.
Una suggestiva pittura di Angelo Morbelli, intitolata "Era già l'ora che volge il desio", 1910-13; olio su tela, 104 x 175 cm. Collezione privata, courtesy Studio Paul Nicholls . Fotografia di E. Varutti

“L’esposizione Stati d’animo. Arte e psiche tra Previati e Boccioni è frutto di un lavoro di scavo delle fonti e di revisione critica condotto dai curatori della mostra e da un comitato scientifico composto da studiosi di fama internazionale, affiancati dagli autorevoli specialisti che collaborano al catalogo – così prosegue il comunicato stampa –. Grazie al sostegno di grandi musei europei e americani e collezionisti privati è stato possibile ottenere prestiti del tutto eccezionali, dalla Beata Beatrix di Dante Gabriel Rossetti delle National Galleries of Scotland al Fugit Amor del Musée Rodin, dal pellizziano Ricordo di un dolore dell’Accademia Carrara alla Risata di Boccioni proveniente dal MoMA, e raggiungere l’obiettivo ambizioso di rileggere da un punto di vista inedito quel cruciale passaggio di secolo”.
Max Klinger, Brahmsphantasie, Opus XII, 1894, Accordi, Calcografia, acquaforte e mezzatinta. Fotografia di E. Varutti

In conclusione: finalmente una mostra con un capo e una coda. Non con titoli suadenti e delusioni sul piano estetico, come capita in un certo ambiente veneto. Là troviamo alle pareti una secondaria opera di un grande nome assieme a 200 croste o quasi. Là c’è un forte impegno pubblicitario per attirare tanti polli da spennare, apparati critici di secondo livello, code interminabili anche sotto il sole, per via degli sconti ai gruppi e un’esteticaccia di cassetta.

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STATI D’ANIMO. Arte e psiche tra Previati e Boccioni. Ferrara, Palazzo dei Diamanti. 3 marzo – 10 giugno 2018.
Organizzatori: Fondazione Ferrara Arte e Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara.
A cura di Chiara Vorrasi, Fernando Mazzocca, Maria Grazia Messina. Allestimento: Antonio Ravalli Architetti.
Umberto Boccioni, La risata, olio su tela, 1911, 100,2 x 145 cm., Museum of Modern Arts di New York. Fotografia di E. Varutti
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Servizio redazionale, di fotografia e di Networking a cura di Sebastiano Pio Zucchiatti e Elio Varutti. Le riproduzioni fotografiche potrebbero non essere conformi agli originali colori dell'opera.
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Riferimenti personali  nel web sul futurismo


- Giacomo Varutti, Convegno futurista del 1938 a Milano ed altri cinque racconti. Convegno futurista con Marinetti, on line dal 10 novembre 2014.