venerdì 16 febbraio 2018

Toni Capuozzo a Gorizia per il Giorno del Ricordo

Ha suscitato molto interesse il giornalista Toni Capuozzo all’Auditorium di Gorizia, per la cerimonia del 10 febbraio 2018, organizzata dal Comitato Provinciale di Gorizia dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD) alle ore 17. 
Toni Capuozzo. Per la foto si ringrazia il seguente sito web http://www.varesenews.it/2016/04/toni-capuozzo-racconta-il-segreto-dei-maro/512870/

Poco prima, per celebrare la solennità nazionale, alle ore 16.45, c’è stato l’omaggio in Largo Martiri delle Foibe, adiacente l’auditorium di via Roma, alla presenza delle autorità.
Grande soddisfazione per la buona riuscita dell’evento è stata espressa dagli organizzatori. In effetti non capita tutti giorni a Gorizia, città di 34 mila abitanti, di vedere l’auditorium praticamente tutto pieno, con oltre 380 persone a commemorare la tragedia dell’esodo giuliano dalmata.
Il ricco programma della giornata prevedeva il saluto delle autorità, l’esibizione dell’Accademia Lirica “Santa Croce” di Trieste, diretta dal maestro Alessandro Svab e l’intervento della professoressa Maria Grazia Ziberna, presidente dell’ANVGD di Gorizia. Dopo di lei, in programma, c’era l’intervento di Luca Urizio, presidente della Lega Nazionale.
L’intervento solenne di Massimo Marchesiello, prefetto di Gorizia, si è manifestato col conferimento da parte sua di due riconoscimenti agli insigniti discendenti delle vittime delle foibe, ai sensi dell’art. 3, della Legge n. 92 del 2004. Gli insigniti sono stati: Vito Di Cosmo, residente a Ronchi dei Legionari, in memoria dello zio Guardia di Finanza Domenico Vito Giuseppe Spinelli, oltre a Angela Rosita Gori, residente a Medea, in memoria del padre Guerrino Gori.
Fonte: Maria Grazia Ziberna, ANVGD Gorizia

Nel suo originale intervento, Maria Grazia Ziberna, ha utilizzato alcune diapositive con riferimento alla tematica dell’uccisione nelle foibe perpetrata dai titini. 
La prof.ssa Ziberna ha iniziato il  suo discorso citando le parole del Presidente Sergio Mattarella: “Le stragi, le violenze, le sofferenze patite dagli esuli giuliani, istriani, fiumani e dalmati non possono essere dimenticate, sminuite o rimosse. Esse fanno parte, a pieno titolo, della storia nazionale e ne rappresentano un capitolo incancellabile, che ci ammonisce sui gravissimi rischi del nazionalismo estremo, dell'odio etnico, della violenza ideologica eretta a sistema”.
Ha proseguito poi affermando che: “Dopo 70 anni  non è più il tempo di negare o minimizzare, ma è tempo di voltare pagina, di accertare la verità storica e di ammettere  ognuno le proprie responsabilità. Noi abbiamo ereditato un pesante passato, che molti si ostinano per motivi ideologici a non riconoscere. Oggi non si possono  certamente negare le colpe del fascismo, le prevaricazioni, le misure repressive  e le violenze degli anni ’20, e  quanto è accaduto  durante la guerra, nel 1941  dopo  l’occupazione della Provincia di Lubiana. Nessuno deve poi negare il grande valore della lotta di liberazione dei  partigiani che hanno combattuto per la libertà dal nazifascismo, ma  nessuno deve nascondere o giustificare i crimini commessi da una parte di loro  nei confronti  di veri, potenziali  o presunti oppositori all’avvento del regime comunista. 
Rodolfo Ziberna e la sorella Maria Grazia con il giornalista Toni Capuozzo, al termine dell'affollato incontro. Fotografia dell'Archivio ANVGD di Gorizia

Nessuno può quindi negare che le violenze delle truppe di Tito non furono se non in alcuni casi una rivolta popolare, spontanea, e che furono invece il risultato di una programmazione accurata, di decisioni prese ad alto livello per effettuare una epurazione preventiva,  furono infatti – sempre citando le parole del presidente Mattarella – Una tragedia provocata da una pianificata volontà di epurazione su base etnica e nazionalistica”.
Si volevano   eliminare fisicamente tutti coloro che  non condividevano le dottrine comuniste o, pur condividendole, erano potenzialmente ostili alla politica di Tito, che voleva annettere alla Jugoslavia tutte le terre  fino al Tagliamento e instaurare un regime comunista.
La presidente Ziberna ha poi continuato affermando che “la Slovenia di oggi ha avuto il coraggio di voltare pagina. Il presidente della Repubblica slovena Borut Pahor ha infatti riconosciuto che “La Slovenia ha iniziato a gestire una delle sfide storiche più drammatiche”, e  che “E’ un nostro dovere umano e di Stato quello di seppellire in maniera civile le vittime delle uccisioni del dopoguerra”. (…)  “Non cambiamo la storia, cambiamo il futuro”.
Pur tra mille problemi di natura politica e ideologica, i cittadini della Slovenia hanno iniziato quindi  ad indagare su quanto è accaduto realmente a quel tempo. Questa coraggiosa  ricerca della  verità ha portato i suoi frutti: la Commissione slovena costituita già negli anni ’90 per individuare i siti di sepoltura delle vittime di uccisioni di massa  ha individuato e segnalato, recintandoli e costruendo in molti casi delle cappelle nelle vicinanze, 600 siti dove sono stati occultati decine di migliaia di oppositori del regime di Tito, militari ma anche un numero elevatissimo di civili inermi. Sono stati così individuati siti come Huda Jama, dove sono stati occultate le salme di circa 3 mila persone, e Maribor, dove in un fossato anticarro, ritrovato durante i lavori per costruire l’autostrada, sono stati rinvenuti i resti di 15 mila vittime.

Nella  contestualizzazione storica è stato poi ricordato il 97enne Giuseppe Comand, di Latisana – ultimo testimone oculare delle esumazioni delle foibe, recentemente insignito dell’onorificenza di commendatore per iniziativa dello stesso presidente Mattarella, dopo la pubblicazione sull’Avvenire di un articolo della giornalista Lucia Bellaspiga.
Fonte: Maria Grazia Ziberna, ANVGD Gorizia

Poi l’attrice novantenne Maja Monzani ha  recitato “Foiba” di Marco Martinolli. In sala c’era anche la sua famiglia, di origine lussignana. Lui, giovane ingegnere e poeta, è morto nel 2010, a 39 anni.
La Ziberna si è poi soffermata sulle dichiarazioni di Pavel Jamnik, il funzionario della Polizia criminale incaricato di indagare sui crimini avvenuti al termine del secondo conflitto e su quanto è emerso dai ritrovamenti a Huda Jama e a Maribor, oltre che sulla cerimonia funebre tenutasi nel 2016 alla presenza dei presidenti di Slovenia e Croazia.

Commentando infine l’affermazione del presidente Mattarella, secondo cui “L'Unione Europea è nata per contrapporre ai totalitarismi e ai nazionalismi del Novecento una prospettiva di pace, di crescita comune, nella democrazia e nella libertà. Oggi, grazie anche all'Unione Europea, in quelle zone martoriate si sviluppano dialogo, collaborazione, amicizia tra popoli e stati”, la presidente Ziberna ha concluso il suo intervento sottolineando che “non sarà probabilmente possibile una memoria condivisa, ma per continuare su questa strada è doveroso ricordare, ricercare la verità e  rispettare la memoria degli altri, perché le nuove generazioni, i nostri  figli, si meritano un futuro migliore, un futuro di collaborazione e di pace. Cominciamo a crearlo noi questo futuro, da subito”.
Fonte: Maria Grazia Ziberna, ANVGD Gorizia

Anche il prefetto, nel suo breve ma incisivo intervento, dopo la presentazione della Ziberna, ha detto che non conosceva tanti particolari. Lo stesso Capuozzo, in un’intervista successiva all’evento, ha accennato al fatto che non sapeva certi dati, raccolti e diffusi dalla preziosa e paziente ricerca e traduzione della professoressa Maria Grazia Ziberna.

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Filmografia
Ecco il link per poter guardare l'intervista a Toni Capuozzo:     https://youtu.be/sX0oQkgR9xw  

Fonte: Maria Grazia Ziberna, ANVGD Gorizia

Fonte: Maria Grazia Ziberna, ANVGD Gorizia

 Bruna Zuccolin, presidente ANVGD di Udine assieme a Maria Grazia Ziberna, presidente ANVGD di Gorizia, a destra, durante un incontro culturale del dicembre 2017 che ha segnato la collaborazione tra i due Comitati Provinciali ANVGD di Udine e di Gorizia. 
Foto di E. Varutti
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Servizio giornalistico, di ricerca e di networking a cura di Sebastiano Pio Zucchiatti e Elio Varutti. Fotografie e testi di Maria Grazia Ziberna, che si ringrazia per la fattiva collaborazione.
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