mercoledì 21 febbraio 2018

Profughi giuliano dalmati da Udine a Laterina, conferenza con l’Associazione Toscani FVG

A Palazzo Belgrado, sede della Provincia di Udine, si è svolta una conferenza con proiezione di diapositive in occasione del Giorno del Ricordo. L’evento si è tenuto il 20 febbraio 2018, alle ore 18, nel prestigioso salone con gli affreschi seicenteschi di Giulio Quaglio. L’organizzazione del riuscito incontro è opera di Angelo Rossi, presidente dell’Associazione Toscani in Friuli Venezia Giulia e di Bruna Zuccolin, presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato provinciale di Udine.
Angelo Rossi, Alessandro Venanzi, Bruna Zuccolin e Elio Varutti. Foto di Leoleo Lulu

L’azione commemorativa, cui hanno partecipato oltre 40 persone, godeva del patrocinio di importanti istituzioni ed enti locali, come la Regione Toscana, la Provincia di Udine, il Comune di Udine, il Comune di Laterina Pergine Valdarno (AR), il Club UNESCO di Udine, oltre all’ANVGD. Il titolo della riunione era: “Esuli giuliano dalmati dal Campo profughi di Udine a quello di Laterina, Arezzo”. Relatore è stato il professor Elio Varutti, vice presidente dell’ANVGD di Udine.
Ha aperto i lavori della serata Angelo Rossi, ringraziando le istituzioni per gli importanti patrocini ricevuti e, in particolare, l’onorevole Pietro Fontanini, presidente della Provincia di Udine, per la concessione del salone. Rossi, non senza lodare la collaborazione instaurata da tempo tra l’Associazione Toscani in FVG e l’ANVGD di Udine per commemorare il Giorno del Ricordo, come dice la legge istitutiva del 2004, ha parlato delle varie attività del suo sodalizio, presentando il ricco calendario degli impegni per i soci. Rossi ha, infine, comunicato le manifestazioni d’interesse e la curiosità espresse dai rappresentanti delle istituzioni toscane per il titolo dell’incontro dal punto di vista storico.
Una parte del pubblico. Foto di Giorgio Gorlato

È intervenuta in seguito Bruna Zuccolin, presidente dell’ANVGD di Udine. “Siamo molto onorati di essere ospitati in questo bel Palazzo – ha detto la Zuccolin – quest’anno è già la seconda volta, dato che, dieci giorno or sono, eravamo qui con numerose autorità civili e militari per la presentazione del libro intitolato Italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia esuli in Friuli 1943-1960. Testimonianze di profughi giuliano dalmati a Udine e dintorni, che ha avuto un grande successo”.
La Zuccolin ha poi commentato l’intensa serie di impegni dell’ANVGD di Udine per il Giorno del Ricordo. “Mai come quest’anno – ha affermato – stiamo registrando un grande interesse e una forte disponibilità di varie entità a parlare dell’esodo giuliano dalmata e della tragedia delle foibe, ci hanno contattato e abbiamo operato con diverse scuole, come il liceo Stellini, lo Stringher (con oltre 150 studenti) e l’Istituto Solari, poi tanti Comuni, da Aiello del Friuli, a Codroipo, Palmanova, Tolmezzo, Tarcento, Pasian di Prato a Portogruaro, fuori regione; hanno richiesto il nostro apprezzato contributo culturale perfino alcune parrocchie, dei circoli culturali, il Club UNESCO, gli Alpini di Udine sud  e l’Università della Terza Età di Udine”.
Angelo Rossi, Alessandro Venanzi, Bruna Zuccolin e Elio Varutti. Foto di Daniela Conighi

La Zuccolin si è detta convinta di operare con pacatezza sui temi dell’esodo istriano, fiumano e dalmata, nel segno della pacificazione e in dimensione europea, senza suscitare rancori o forme di odio, che sarebbero nocive al positivo dialogo tra le due sponde dell’Adriatico aperto dai precedenti dirigenti dell’ANVGD di Udine.
“Anche io ho vissuto di riflesso l’esodo giuliano dalmata – ha detto Alessandro Venanzi, assessore al Commercio e al turismo del Comune di Udine, nel portare il saluto del sindaco – dato che i nonni di mia moglie erano di Pirano, così penso che sia conoscere e da capire questa parte di storia, cercando di superare il gap generazionale che divide giovani ed anziani, oltre al silenzio su quei fatti”.
Mostrando una serie di rari documenti e di fotografie esclusive, è poi intervenuto Varutti. È stato così narrato il caso del Centro Raccolta Profughi (CRP) di Laterina, a 18 km da Arezzo, in funzione dal 19 agosto 1948 al 30 giugno 1963. È una vera novità. Si deve alla cortesia e allo spirito di collaborazione del signor Claudio Ausilio, delegato provinciale dell’ANVGD di Arezzo, la ricerca dei materiali originali su cui Varutti ha potuto studiare. Il riferimento va a due tesi di laurea consultate, a numerose fotografie e ai contatti con alcuni esuli ospitati in quel CRP negli anni ’50.
“I dati principali di questo intervento – ha detto Varutti – si rifanno alla tesi di laurea di Francesca Lisi del 1991, di oltre 300 pagine inedite, che si è basata su documenti dell’archivio del CRP stesso e, talvolta, sui giornali dell’epoca; ho potuto consultare anche la tesi di laurea di Sabrina Caneschi, del 1991, che è su un argomento più generale, quello dell’assistenza post-bellica, con accenni ai CRP italiani e, in particolare, a quello di Laterina”.
Parla Bruna Zuccolin, presidente ANVGD di Udine. 
Fotografia di Daniela Conighi

Sorto nel 1941, per raccogliere i prigionieri anglo-americani, nel CRP di Laterina, dopo il 1945, furono internati alcuni militi della Repubblica Sociale Italiana. Dal 1948 cominciò ad ospitare i profughi dal Dodecanneso, dalle colonie italiane d’Africa e, un numero crescente di italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia, fino alla chiusura. Il Centro Raccolta Profughi di Laterina era in collegamento con quello di Smistamento di Udine, per i profughi provenienti dalla Venezia Giulia e Dalmazia e con quello di Napoli per coloro che provenivano dall’Africa. Dopo circa un mese dalla sua apertura, il Centro ospitava già 1.000 profughi. Questo fatto dimostra che era uno dei più importanti tra quelli esistenti in Italia. Già nell’ottobre 1948 la condizione degli alloggi era migliorata grazie ai lavori effettuati e rispetto alla situazione di molti altri CRP compreso quello di Arezzo, poteva essere ritenuta soddisfacente anche dal punto di vista dell’igiene e delle comodità, secondo le tesi delle laureande fiorentine. Il CRP di Laterina era composto di 36 stabili comprendenti una chiesa, una scuola elementare, un asilo nido, 2 spacci ben forniti, una efficiente infermeria, magazzini vari, un garage.
Angelo Rossi e Alessandro Venanzi. 
Fotografia di Leoleo Lulu

Sempre Claudio Ausilio ha aiutato l’ANVGD di Udine a ricostruire la storia del CRP di Arezzo, di quello di Firenze e a prendere contatto con gli intervistati, come ad esempio con la signora Liana Di Giorgi Sossi, con Luisa Pastrovicchio, con Ireneo Giorgini e con Aldo Tardivelli, per raccogliere le loro preziose testimonianze.
Dopo l’intervento di Varutti, hanno parlato ancora Zuccolin e Rossi per salutare gli intervenuti e dare appuntamento alle successive attività.

Il pacco della Befana e le clientele al CRP di Laterina
Si può ora portare un esempio relativo alla composizione del pacco dono per la festa della Befana del 1954 al CRP di Laterina. Il pacco dono per i bambini di età fino ai due anni, che erano 24, conteneva: 1 giocattolo, 1 busta di talco, 1 paio di scarpette, 1 pacchetto di caramelle, 1 torrone, una mela e un mandarino, un Kg. di zucchero.
Quello per i bambini di età compresa tra 3 e 12 anni, che erano 116 conteneva: un Kg. di zucchero, due Kg. di pasta, un Kg. di riso, un panettone, un bicchiere di marmellata, due mele e due mandarini, un pacchetto di caramelle, un torrone, un giocattolo, come ha scritto Francesca Lisi nella sua tesi di laurea.
La Democrazia Cristiana, in pratica, è l’unico partito politico che si interessò alla vita e ai problemi dei CRP. Una testimonianza di questo interessamento è data dalla visita che l’onorevole Amintore Fanfani fece al Centro Profughi di Laterina nella primavera del 1960.
Detto interesse era anche giustificato dal fatto che quasi tutti i profughi votavano per la D.C., e durante tutto il periodo in cui il Centro rimase in vita, nel comune di Laterina ci fu una giunta democristiana. Poi, invece, social-comunista.
Alessandro Venanzi porta il saluto del Comune di Udine. 
Fotografia di Giorgio Gorlato
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Bibliografia
Sabrina Caneschi, L’Assistenza post-bellica in Italia. Organizzazione e settori d’intervento, Tesi di Laurea, Università di Firenze, Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri”, Relatore prof. Sandro Rogari, Anno Accademico 1990-1991, pp. 263+LXXIV.
Francesca Lisi, L’Assistenza post-bellica ad Arezzo. Il Centro Raccolta Profughi di Laterina, Tesi di Laurea, Università di Firenze, Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri”, Relatore prof. Sandro Rogari, Anno Accademico 1990-1991, pp. 268+XC.
Elio Varutti, Italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia esuli in Friuli 1943-1960. Testimonianze di profughi giuliano dalmati a Udine e dintorni, Udine, Provincia di Udine / Provincie di Udin, 2017.

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Servizio giornalistico, di ricerca e di networking a cura di Sebastiano Pio Zucchiatti e E.V. Fotografie di Daniela Conighi, Leoleo Lulu e Giorgio Gorlato, che si ringraziano per la collaborazione prestata.
Elio Varutti nella foto di Giorgio Gorlato

Elio Varutti in uno scatto di Leoleo Lulu
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Questo è il pacchetto di diapositive presentato alla conferenza, disponibile pure su slide share col titolo "Centro raccolta profughi di Laterina e quello di Udine", 2018